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Traduzione della monografia: - Postma DS, Siafakas NM. Broncopatia cronica ostruttiva.
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L’esposizione professionale nella broncopneumopatia cronica ostruttiva
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è attualmente la quarta causa di morte nel mondo. Si stima
che l’impatto globale della BPCO continuerà a crescere nei prossimi decenni a causa della persistente esposizione
a particelle nocive e dell’invecchiamento della popolazione mondiale. Il fumo di tabacco è il fattore di
rischio principale per la malattia. Tuttavia, numerose evidenze indicano che circa il 15% di tutte le BPCO è
attribuibile a fattori di rischio occupazionali. I settori lavorativi maggiormente associati alla malattia sono quello
estrattivo, metallurgico, edile, tessile e agricolo. A questi dati si aggiungono evidenze sperimentali sulla capacità
di alcuni inalanti professionali di indurre BPCO in modelli animali. L’esposizione occupazionale, oltre ad
essere associata eziologicamente alla BPCO, correla con una peggiore qualità della vita, una maggiore gravità
della dispnea, una riduzione dei parametri di funzionalità respiratoria e un aumento del rischio di riacutizzazioni
nei pazienti già affetti dalla malattia. L’impatto della storia lavorativa sulla BPCO è quindi considerevole
e deve essere valutato nell’ambito della ricerca scientifica, nella pratica clinica e per l’attuazione di strategie
preventive efficaci
Metodiche non invasive di misura dell’infiammazione broncopolmonare.
L’infi ammazione delle vie aeree è una componente importante di varie patologie respiratorie croniche, in particolare dell’asma e della BPCO. Lo studio dei meccanismi e delle caratteristiche dei processi infiammatori delle vie aeree ha contribuito a stabilire la patogenesi di queste malattie. La disponibilità di metodiche non invasive ha permesso di estendere la valutazione dell’infiammazione delle vie aeree dalla ricerca alla pratica clinica, favorendo un inquadramento più accurato del paziente affetto da alcune patologie polmonari. Le metodiche meglio standardizzate sono l’esame dell’espettorato indotto e la determinazione dell’ossido nitrico (NO) nell’aria espirata. Altre metodiche che sono trattate in questo capitolo sono la misura della temperatura dell’aria espirata e le analisi del condensato dell’aria espirata
Occupational asthma
Occupational asthma (OA) is one of the most common forms of occupational lung disease in many industrialized countries, having been implicated in 9 to 15% of adult-onset asthma. Work-related asthma includes: 1. immunologic OA, characterized by a latency period before the onset of symptoms; 2. nonimmunologic OA, which occurs after single or multiple exposures to high concentrations of irritants; 3. work-aggravated asthma, which is pre-existing or concurrent asthma exacerbated by workplace exposures; and 4. variant syndromes. OA is important to recognize clinically, because it has serious medical and socioeconomic consequences. Diagnosis of OA should be confirmed by objective testing early after its onset. Removal of the worker from exposure to the causal agent and early treatment with anti-inflammatory drugs lead to a better outcome. Assessment of the work environment and identification of host factors may provide us with useful information about the mechanisms involved in OA. Another issue concerns strategies for preventing OA which should be implemented
MALATTIE RESPIRATORIE DI ORIGINE PROFESSIONALE E/O AMBIENTALE
L’esposizione professionale è in grado di provocare gran parte delle malattie dell’apparato respiratorio. Alcune patologie respiratorie acute come la tracheobronchite acuta, la polmonite o l’edema polmonare possono conseguire all’inalazione di elevate concentrazioni di sostanze irritanti come il cloro, l’ammoniaca, gli ossidi di azoto, i fumi di incendi. Lavorazioni comportanti l’esposizione a rischio biologico possono essere responsabili di infezioni polmonari come la tubercolosi in operatori sanitari o le polmoniti virali (SARS in operatori sanitari, influenza aviaria in lavoratori avicoli e veterinari), o infezioni batteriche (legionellosi negli uffici), o fungine (aspergillosi in mugnai). Più frequentemente, fattori di rischio professionali sono in grado di determinare patologie respiratorie croniche. Alcune di queste come le pneumoconiosi, la polmonite da ipersensibilità e il mesotelioma sono malattie esclusivamente, o quasi, di origine professionale. Altre come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma bronchiale, il tumore polmonare o la bronchiolite obliterante sono patologie che possono avere eziologia professionale o più frequentemente non professionale. Tuttavia le caratteristiche cliniche, funzionali e anatomopatologiche di queste malattie non sono diverse quando la loro eziologia è professionale rispetto a quanto non lo è; inoltre esse sono spesso di natura multi-fattoriale, per cui spesso non è agevole discriminare il ruolo dell’esposizione lavorativa rispetto ad altri fattori come l’abitudine al fumo, l’inquinamento atmosferico o l’atopia.
Secondo fonti EUROSTAT del 2004, le malattie professionali respiratorie rappresentano circa il 17% dei casi di tutte le malattie professionali in Europa. In Italia su un totale di 24.673 malattie professionali denunciate all’INAIL nel 2006 circa il 13% era costituito da malattie respiratorie
Correlation between evans blue dye and radiolabeled albumin in guinea pig airways in vivo
We quantified the tissue exudation and luminal transudation of two plasma markers, Evans blue (EB) dye and [125I]-human serum albumin (HSA), into the airways of the anesthetized guinea pig in response to platelet activating factor (PAF). There was a highly significant correlation between the tissue content of EB and [125I]-HSA in all airways studied. Significant correlation for transudation of the two markers was limited to high rates of plasma leakage. [125I]-HSA was the more sensitive marker for the association between exudation and transudation and the effect of PAF on transudation. EB was the better marker for assessing the relationship between the dose of PAF and plasma exudation. © 1989
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