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"Prudentissima et diligentissima femina". Servilia, M. Bruti mater, tra Cesariani e Cesaricidi
Il contributo analizza la personalità di Servilia, matrona vissuta nella tarda Repubblica romana, madre di M. Giunio Bruto, sorellastra di Catone Uticense, amante e intima amica di Giulio Cesare. Nel corso della sua vita, Servilia fu al centro di una rete di relazioni che collegava uomini appartenenti a diverse fazioni politiche. In particolare, lo studio intende ricostruire il suo comportamento politico ‘dietro le quinte’ in occasione degli eventi che intercorsero tra l’assassinio di Cesare, quando Servilia giocò un ruolo di particolare rilievo per la fazione cesaricida, fino alla morte di Bruto e Cassio. L’analisi delle testimonianze letterarie, soprattutto dell’epistolario di Cicerone, permette di evidenziare, da una parte, l’operato che la qualifica come matrona extra mores, sebbene legittimata dalla pietas che manifestò per il figlio; dall’altra, l’uso di media tradizionalmente maschili, soprattutto quello verbale, che allontana Servilia dal canone femminile stilato dal mos maiorum ma che giustifica la sua intraprendenza per il particolare contesto storico della tarda Repubblica.
This paper concerns the figure of Servilia, a matrona who lived in the late Roman Republic and who was the mother of M. Junius Brutus, the half-sister of Cato of Utica, the mistress and close friend of Julius Caesar. During her existence, she was the focus of a web of relationships with politicians belonging to different parties. In particular, the study aims to reconstruct her political behaviour ‘behind the curtain’ during the historical events that occurred after Caesar’s assassination, when she played a leading role for the faction or Caesar's murderers, until the death of Brutus and Cassius. The analysis of literary sources, in particular Cicero’s correspondence, enables to shedding light, on the one hand, the actions that qualify her as a woman extra mores, though legitimized by the pietas that she displayed in her son’s interest; on the other hand, the use of traditionally masculine media, especially the verbal one, which alienates Servilia from the feminine canon of the mos maiorum but which justifies her enterprise because of the particular historical context of the late Roman Republi
Potere e libertà nella rete
Il contributo si propone di analizzare alcune linee di tendenza nel rapporto rapporti tra potere e libertà in Internet: dopo aver sottoposto a critica alcune recenti ricostruzioni che enfatizzano la dimensione sociale e comunitaria della rete, lo scritto si sofferma su alcune problematiche attinenti al rapporto tra i privati utenti della rete, i grandi intermediari e i gestori delle piattaforme, e il potere pubblico. In particolare, per quanto attiene al ruolo di provider e gestori, si evidenzia l’esigenza di superare il mito della loro neutralità senza per questo configurare in capo ad essi forme di responsabilità editoriale, e valorizzando il ruolo che in questo senso può essere svolto dalle procedure c.d. di notice and take down; per quanto attiene al rapporto col potere pubblico, si valuta favorevolmente il tendenziale abbandono del ricorso allo strumento penale, e si evidenzia l’esigenza di privilegiare interventi normativi sulle modalità di diffusione dei contenuti, con specifico riferimento al tema della profilazione degli utenti finalizzata all’invio di materiale informativo, e all’esigenza di contrastare modalità non trasparenti di diffusione, quali quelle che si avvalgono di bot e fake account.The paper analyzes current trends in the relationship between Public Power and Internet Freedom. After having challenged recent theories about the social dimension of the Internet, the paper focuses on issues related to the relationship between private users, Internet intermediaries and platform providers, and Public Power. In particular, as far as the role of Internet intermediaries and providers is concerned, the Author argues that time is ripe to dispel the myth of their neutrality but warns that they should held liable as editors/publishers not just for this reason, and that the so called “notice and take down procedures” may play an important role in the field. As far as the relationship between Internet providers and Public Power is concerned, the Author agrees with those recommending setting aside the use of criminal law and highlights the need to support regulation on how contents are shared −considering the specific issue of users profiling− and to contrast non-transparent methods of dissemination of information such as those using bots and fake accounts
Mundus patet! Roma e le sue porte
Nel rito di fondazione il termine “porta” indica letteralmente l’atto di sollevare l’aratro intento a incidere il solco primigenio, il pomerium, lasciando pertanto una porzione di suolo non marcato. Laddove il muro segna un continuum, la porta suggerisce in questo senso un’interruzione, una discontinuità inseparabile nella limitatio. Lo stesso rito individuava, al centro della città romulea, la realizzazione di un particolarissimo spazio: il mundus. Si trattava di una cavità ctonia che metteva in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti, una porta col passato su cui la città era fondata, e che veniva aperta 3 volte l’anno con la formula mundus patet!, “il mondo è aperto”: in questo modo ciò che era stato rimosso e obliato dalla città nell’istante stesso della sua fondazione riemergeva dal sottosuolo. Se è vero che il muro è ciò che sancisce un dentro dal fuori, un estraneo da un familiare, un interno da un esterno, esso è tuttavia inseparabile dalla porta, la quale si darebbe pertanto come un resto di spazio, vestigia di un “aperto” preistorico, in-diviso, il-limitato, in-appropriabile. Esattamente come il mundus, la porta sembrerebbe dunque essere vocata ad un patire, ad un essere patente (da pateo, “aprire, essere aperto”), configurandosi come spazio liminale che fa da varco e con cui il passato non cessa mai di riaffiorare ed essere accessibile qui e ora: una soglia in-fondata, trattenuta e rappresentata dal meccanismo dell’uscio, del muro e del solco. I Romani avevano una parola antichissima per definirla: limen, un ambito integralmente profano, in-appropriabile e, come tale, irrimediabilmente irrappresentabile.
La seguente proposta vuole proporre un’indagine geo-grafica sulle porte della città di Roma, rintracciando i loro guardiani, i loro paesaggi, la loro storia, il loro immaginario e i loro attraversamenti. Attraverso la stratificazione iconografica e cartografica che ci consegnano e tramandano le Imago Urbis, questa lettura vuole rinvenire ed esporre i frammenti di una Roma letteralmente interrotta. Un’operazione che restituisca le sospensioni, le scorie e le erranze nel tracciato, nel di-segno e nella rappresentazione, esplorandone il carattere intrinsecamente liminale, indicibile e irrappresentabile, proponendo una lettura della città eterna come palinsesto potenziale di “soglie”
La regolazione della comunicazione politica nella V Repubblica: il problema dei temps de parole del Presidente della Repubblica
Three propositions to unify circular economy research: A review
Transitioning into a circular economy (CE) has been recently proposed as an agenda for reconciling global industrial systems with natural equilibria, but the current understanding of CE is ambiguous among scholars. Informed by recent growing CE literature, this study summarizes through three key propositions a set of indisputable insights emerging from the CE debate. In particular, the paper: remarks how CE takes stock of concepts of other schools of thought to drive policy interventions; depicts CE as a systemic transition of global industrial systems; and highlights the role of eco-effectiveness to upgrade business-centered approaches to sustainability. The proposed propositions are expected to contribute to reducing ambiguities in the CE debate and to convey coherence to future research
Role of information in consumers' preferences for eco-sustainable genetic improvements in plant breeding
Consumers' preferences for products derived from genetic improvements and innovations in plant breeding are often conditioned by technophobia and negative public imaginaries. The current study addresses this issue by analyzing consumers' monetary preferences for a win-win innovation (generating gains for both private actors and the community) in the viticulture sector, namely fungus resistant grapes (FRG). The use of these grapes reduces the quantity of chemical inputs applied to vineyards, simultaneously improving firms' economic performance. This study aimed to assess whether consumers prefer wines originating from FRG varieties to conventional wines. In particular, through an experimental online survey involving 627 Italian regular wine drinkers, the study compares individuals' willingness to pay (WTP) for conventional wines with the WTP for two FRG wines produced with two different techniques: Horticultural hybridization and genome editing. The study also assesses the potential effect of polarized media coverage on preferences by testing, in a between-subjects experimental design, two diverging (positive/negative) information scenarios, and the core drivers of these preferences. The findings suggest that respondents express a premium price for horticultural FRG wines compared to conventional wines (+9.14%) and a strong discount for genome edited FRG wines (-21.13%). The results also reveal that negative information reduces consumers' WTP for horticultural FRG wines, while positive information increases their WTP for genome edited FRG wines. Last, the study highlights that individuals concerned with food sustainability issues and knowledgeable about wine are more likely to accept both FRG typologies. Overall, the study confirms the crucial role of appropriate information for market acceptance of innovations based on plant genetics to foster the adoption of sustainable pest-reducing practices in wine production
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