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    MYRICAE

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    a cura di G. BORGHELL

    La vita dietro la pagina

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    Il saggio analizza il metodo di lavoro del critico letterario Giampaolo Borghello, caratterizzato da un duplice approccio, tanto tematico quanto cronologico. Da una parte egli si mette in cerca delle assunzioni di una stessa metafora o immagine, dall’altra la sviluppa anche sull’asse temporale, sia all’interno della produzione di uno stesso autore, sia a livello intertestuale. Per quanto punti sul riscontro delle duplicità oppositive, l’indagine tuttavia non segue i diagrammi dello strutturalismo, ma privilegia decisamente l’approfondimento psicologico e la complessità delle azioni dei personaggi. La loro individualità è fatta risaltare per mezzo del confronto, che vale sia all’interno delle opere letterarie esaminate, sia nell’ascolto comparativo delle bibliografia secondaria, ovvero nella storia della critica. Di preferenza questi due aspetti si congiungono negli esami di scrittori come Biagio Marin, Pier Paolo Pasolini o Carlo Sgorlon, che sono a un tempo autori in proprio e critici letterari di loro “colleghi”. Da questi nomi si comprende in Borghello la “carità del natio loco”, vale a dire la preferenza per gli scrittori della sua terra friulana

    Il trauma politico del Novecento in Danilo Kis e Claudio Magris

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    Nell'articolo si analizzano il romanzo Alla cieca di C.Magris e la raccolta di racconti Una tomba per Boris Davidovic di D. Kis dal punto di vista delle modalità narrative del discorso traumatico. I procedimenti narrativi dei due autori vengono messi in relazione ai concetti del realismo traumatico e della poesia traumatica, come pure in relazione alle epoche del modernismo e del postmodernismo

    Sensualità e spiritualità nell'opera di due poeti: il croato Nikola Šop (1904-1982) e lo sloveno Alojz Gradnik (1882-1967)

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    Nel saggio si mette a confronto la sensualità e la spiritualità nell'opera di due poeti: il croato Nikola Šop (1904-1982) e lo sloveno Alojz Gradnik ((1882-1967). Mentre nell'opera poetica di Alojz Gradnik prevale nella fase giovanile la sensualitć all'insegna del motto "amore e morte", in Nikola Šop predomina invece, in questa fase, l'idealizzazione dell'amore. In seguito la poesia di Gradnik si spiritualizza sempre più ed alla fine del percorso poetico in Gradnik sensualità e spiritualità si fondono in un tutt'uno nell'immagine dell'Amore universale. In Nikola Šop assistiamo invece al percorso inverso. Nella seconda fase della sua produzione poetica sensualità e spitiyualità sono in netta disarmonia: L'Essere supremo viene percepito soltanto in rari momneti di estatsi mistica, ma il dualismo e l'angoscia permangono costantemente e non riescono a fondersi armoniosamente

    Sándor Márai: la duplice perdita della patria e il tormento dell’esilio

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    La vicenda del grande scrittore ungherese Sándor Márai, romanziere, diarista e poeta senza patri
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