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    Validazione concorrente tra le Vineland Behavior Scale-II e le Vineland ABS

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    Il presente contributo presenta i risultati del confronto tra le due versioni delle Scale VABS adattate e standardizzate nella popolazione italiana: Scala Vineland II- Survey Form, (Balboni, Belacchi, Bonichini e Coscarelli, 2016) e versione precedente (Balboni e Pedrabissi, 2003). Le due versioni del test differiscono sia per la numerosità degli item (totale, per Scala e subscala) che per la loro organizzazione nel protocollo, sia, infine, per i criteri di calcolo dei punteggi. Tale confronto è stato realizzato per mezzo di analisi di correlazione tra i punteggi ottenuti da 100 bambini frequentanti la Scuola Primaria in Provincia di Perugia (range di età: 5;62-10;60), distribuiti in 5 gruppi (N=20 per classe), nelle Scale Comunicazione (Subscale: Ricezione, Espressione, Scrittura), Abilità del Vivere Quotidiano (Subscale: Personale, Domestico, Comunità) e Socializzazione (Subscale: Relazioni interpersonali, Gioco e tempo libero, Regole Sociali). Non è stata somministrata la Scala Motoria, in aderenza alle norme di somministrazione del test

    Validazione concorrente tra le Vineland Adaptive Behavioral Scales ii e le Vinelland ABS

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    Il presente contributo presenta i risultati del confronto tra le due versioni delle Scale VABS adattate e standardizzate nella popolazione italiana: Scala Vineland II- Survey Form, (Balboni, Belacchi, Bonichini e Coscarelli, 2016) e versione precedente (Balboni e Pedrabissi, 2003). Le due versioni del test differiscono sia per la numerosità degli item (totale, per Scala e subscala) che per la loro organizzazione nel protocollo, sia, infine, per i criteri di calcolo dei punteggi. Tale confronto è stato realizzato per mezzo di analisi di correlazione tra i punteggi ottenuti da 100 bambini frequentanti la Scuola Primaria in Provincia di Perugia (range di età: 5;62-10;60), distribuiti in 5 gruppi (N=20 per classe), nelle Scale Comunicazione (Subscale: Ricezione, Espressione, Scrittura), Abilità del Vivere Quotidiano (Subscale: Personale, Domestico, Comunità) e Socializzazione (Subscale: Relazioni interpersonali, Gioco e tempo libero, Regole Sociali). Non è stata somministrata la Scala Motoria, in aderenza alle norme di somministrazione del test

    Il pianto nei primi tre mesi di vita: uno studio italiano

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    Questo studio si pone come obiettivo quello di individuare, in una popolazione non-clinica da 0 a tre mesi, le principali caratteristiche del pianto, la sua durata, i pattern quotidiani, le risposte dei genitori, la percezione del pianto, i significati ad esso attribuiti e le strategie maggiormente utilizzate per farvi fronte. Il nostro campione è composto da 60 bambini e dalle loro madri. I neonati (31 femmine e 29 maschi) sani e a termine, sono suddivisi in 5 coorti di 12 soggetti ciascuna, rispettivamente di 2, 4, 6, 8 e 10 settimane di età. Per la raccolta dei dati è stato utilizzato un questionario costruito ad hoc che è stato affiancato alla compilazione di un diario quotidiano sul pianto del bambino i cui dati sono già stati precedentemente presentati e discussi (Mazzotti, Bonichini, Axia, 2003). I risultati evidenziano che le quantità di pianto riportate nel questionario corrispondono a quelle calcolate attraverso l’elaborazione del diario e seguono un pattern evolutivo come quello riportato in letteratura che prevede un andamento crescente fino alle 4 settimane seguito da un graduale decremento delle quantità di pianto quotidiano. Viene inoltre confermata la presenza del picco di pianto serale riportato in letteratura e nello studio italiano precedente

    La valutazione della competenza emotiva

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    In questo capitolo • Viene data una definizione di competenza emotiva e viene presentato l’approccio evolutivo di Carolin Saarni sullo sviluppo della competenza emotiva del bambino • Vengono illustrati i principali cambiamenti evolutivi, durante l’infanzia, nello sviluppo delle tre componenti di espressione, comprensione e regolazione emotiva. Inoltre, vengono presentati gli indicatori dello sviluppo emotivo in relazione alle interazioni sociali. • Viene approfondito il costrutto di intelligenza emotiva e i possibili modelli Misti e di Trait IE più vicini al costrutto più ampio di competenza emotiva • Vengono presentati i questionari più utilizzati per valutare la competenza emotiva e l’intelligenza emotiva suddividendoli per fascia di età e dando particolare spazio a quelli validati in Italia o in corso di validazione. • Per quel che riguarda l’infanzia, l’osservazione è uno degli strumenti maggiormente utilizzati per la valutazione delle competenze socio-emotive del bambino, insieme ai questionari ITSEA nella sua forma completa o ridotta (BITSEA), che si presentano come strumenti comprensivi e multidimensionali per valutare sia i problemi che le competenze sociali-emotive in bambini dal primo al terzo anno di vita. • Strumenti per l’età pre-scolare sono: l’AKT, con l’utilizzo di marionette dai volti interscambiabili con prove di etichettamento delle emozioni e valutazione della conoscenza situazionale delle emozioni; l’EMT per la valutazione dell’emotion knowledge in età prescolare e consente di esaminare le capacità di riconoscimento delle emozioni, di etichettamento e di comprensione degli antecedenti situazionali; una Prova di completamento di storie sull’orientamento pro-sociale con quattro brevi storie che descrivono situazioni tipiche della vita quotidiana di bambini d’età prescolare; l’MPAC che utilizza metodi di osservazione Vengono illustrati anche gli strumenti che vanno dall’età scolare alla preadolescenza: il TEC, strumento in grado di valutare l’insieme delle 9 componenti della comprensione delle emozioni; il DANVA2 che consiste in quattro brevi scenari illustrati, o storie, che descrivono situazioni tipiche della vita quotidiana di bambini d’età prescolare e l’EQ-i-Youth Version, questionario self-report costituito da 12 sotto-scale. • Vengono date delle linee guida per il clinico sulla valutazione della competenza socio-emotiva e sull’importanza dell’apprendimento socio-emotivo a scuola, discutendo concetti come alfabetismo emotivo e allenamento emotivo

    Strumenti per la valutazione del benessere socio-emotivo

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    si discuta l'approccio di valutazione del benessere socio-emotivo del bambino, con accezione all'aspetto multi-metodo, alle difficoltà incontrate dal clinico-ricercatore e dagli strumenti utilizzati (test, questionari, colloqui i profondità

    Valutazione psicologica dello sviluppo: metodi e strumenti

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    L’interesse sia clinico sia di ricerca verso le diverse fasi dello sviluppo è crescente e si sta traducendo in un insieme di conoscenze sempre più progredite e di strumenti validi per la valutazione delle competenze e delle eventuali difficoltà, nella consapevolezza che più precocemente si presta attenzione all’adeguato raggiungimento delle tappe di sviluppo, meglio si possono prevenire patologie più serie in futuro. Il volume presenta una serie di metodi e strumenti per la valutazione psicologica in diverse aree dello sviluppo del bambino e si rivolge a tutti i professionisti della salute in formazione. La prima parte è dedicata alla valutazione dello sviluppo cognitivo, con la presentazione degli strumenti per l’assessment delle competenze neonatali, infantili, dell’intelligenza, del linguaggio e del gioco. Nella seconda parte si affronta lo sviluppo socio-emotivo e vengono descritti gli strumenti per la valutazione del legame di attaccamento, del temperamento, dell’adattamento quotidiano, della competenza emotiva e del benessere socio-emotivo. La terza parte è dedicata all’approfondimento delle tecniche e degli strumenti per la valutazione del contesto di sviluppo, con particolare riferimento all’assessment del parenting e della famiglia e agli strumenti utilizzabili nel contesto scolastico. In questa versione aggiornata si aggiunge una quarta parte sui percorsi di assessment in popolazioni cliniche, come nel caso dei disturbi da spettro autistico o di ADHD

    La valutazione psicologica del bambino

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    Se un bambino si trova ad affrontare delle difficoltà lungo il suo percorso di sviluppo è importante sostenerlo adeguatamente e il più precocemente possibile. Il primo passo da compiere è individuare correttamente il problema e misurarne l’intensità. Lo psicologo ha disposizione una serie di strumenti di valutazione che deve scegliere con attenzione e utilizzare in modo valido, affidabile ed etico. Il volume presenta metodi e strumenti per la valutazione psicologica del bambino suddivisi nelle aree tradizionalmente utilizzate per descrivere lo sviluppo (cognitiva e socio-emotiva) includendo il contesto familiare, scolastico e culturale, anche se le autrici sottolineano l’importanza di un assessment multi-metodo e multi-informant che preveda l’utilizzo di tecniche differenti e prenda in considerazione contemporaneamente i diversi punti di vista, perché il bambino è “uno”. La prima parte è dedicata alla valutazione dello sviluppo cognitivo, con la presentazione dei test per l’assessment neuropsicologico, dell’intelligenza, del linguaggio, delle difficoltà d’apprendimento e del gioco. Nella seconda parte si affronta lo sviluppo socio-emotivo e vengono descritti gli strumenti per la valutazione del temperamento, del legame di attaccamento, dell’adattamento quotidiano, del benessere socio-emotivo, dello stress e strategie di coping in ambito pediatrico. La terza parte è dedicata all’approfondimento delle tecniche per la valutazione del contesto di sviluppo, con particolare riferimento alla famiglia - anche in ottica cross-culturale- e alla scuola. Ci si è concentrati particolarmente sulla descrizione degli strumenti disponibili per la popolazione italiana, discutendone i modi di impiego, i punti di forza e di debolezza, per favorire nel lettore una conoscenza integrata e critica. Il volume si rivolge a tutti i professionisti della salute che lavorino in ambito evolutivo

    Psicologia Pediatrica

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    Il volume, frutto della preziosa collaborazione interdisciplinare fra ricercatori e clinici, psicologi e medici, definisce gli ambiti di intervento della Psicologia Pediatrica e si rivolge a tutti i professionisti in formazione che intendono specializzarsi nel campo della salute del bambino e della famiglia. Suddiviso in quattro sezioni complementari, il testo fornisce le conoscenze di base per la professione dello psicologo pediatrico. La prima parte si focalizza sulla definizione della disciplina, sui costrutti fondamentali, sull’impatto della malattia e dell’ospedalizzazione sui percorsi di sviluppo e sul ruolo della comunicazione e della formazione. Nella seconda parte si affronta il lavoro dello psicologo pediatrico nei diversi reparti, che richiedono competenze e conoscenze specifiche. La terza parte è interamente dedicata ad un reparto in particolare, quello dell’oncologia pediatrica, settore in cui il ruolo dello psicologo ha grande rilevanza nelle diverse fasi della malattia, a sostegno del piccolo paziente, della sua famiglia e dell’équipe di cura. Il manuale si conclude con una sezione sugli interventi in ambito pediatrico per migliorare la qualità di vita del bambino ospedalizzato

    Analisi di un percorso di danza Hip Hop in un caso di Sindrome Feto-Alcolica

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    L'articolo riporta uno studio pilota sull’inserimento di un ragazzo di 14 anni, con diagnosi di pFAS (Sindrome Feto-Alcolica Parziale) in un corso di danza Hip Hop. Gli obiettivi della ricerca sono stati favorire l’integrazione dell’individuo in un gruppo di pari all’interno di un’attività extra-scolastica, indagare e misurare statisticamente l’andamento di alcuni parametri relativi all’intervento e, infine, valutare una possibile generalizzazione dei risultati ad altri contesti di vita
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