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La pluralità dei sistemi musicali e le origini della musica (parte prima)
Il testo tratta la nascita degli interessi scientifici verso le tradizioni musicali extraoccidentali grazie alla nuova disciplina denominata "musicologia comparata" e agli studi etno-antropologici di orientamento evoluzionista e diffusionista. In questo contesto di studio viene dato particolare rilievo alle ipotesi riguardanti le origini della musica, che vengono sinteticamente ripercorse e valutate
La pluralità dei sistemi musicali e le origini della musica (parte II)
Il testo tratta la nascita degli interessi scientifici verso le tradizioni musicali extraoccidentali grazie alla nuova disciplina denominata "musicologia comparata" e agli studi etno-antropologici di orientamento evoluzionista e diffusionista. In questo contesto di studio viene dato particolare rilievo alle ipotesi riguardanti le origini della musica, che vengono sinteticamente ripercorse e valutate.The text deals with the birth of scientific interests towards extra-western musical traditions thanks to the new discipline called "comparative musicology" and to ethno-anthropological studies of evolutionist and diffusionist orientation. In this context of study, particular importance is given to the hypotheses concerning the origins of music, which are briefly retraced and evaluated
Il femminile tra la terra e il cielo: mediazioni in forma di musica
La devozione tributata in Sicilia alla Madonna e alle Sante, tuttora ampiamente diffusa a livello popolare, è ancora parzialmente associate specifiche pratiche musicali, in prevalenza riconducibili a consuetudini di matrice ecclesiastica. In alcuni casi si riscontra tuttavia la permanenza di comportamenti musicali e coreutici che rinviano a una matrice rituale arcaica, connessa alle declinazioni “femminili” del sacro e alla propiziazione della salute, della fertilità e dell’abbondanza.The devotion paid in Sicily to the Madonna and the Saints, still widely spread at the popular level, is still partially associated with specific musical practices, mainly attributable to customs of an ecclesiastical matrix. In some cases, however, we find the persistence of musical and dance behaviors that refer to an archaic ritual matrix, connected to the "feminine" declinations of the sacred and to the propitiation of health, fertility and abundance
Il tarantismo in Sicilia
Il testo prende in esame il complesso di materiali editi e inediti (fonti storiche e archivistiche, documenti musicali, testimonianze etnografiche) che attestano la presenza del tarantismo in Sicilia dalla metà del Seicento alla fine dell’Ottocento. Il caso siciliano viene quindi inquadrato nell’ambito dell’ampia letteratura che ruota intorno al fenomeno, a partire dal classico studio di Ernesto De Martino fino al dibattito sull’interpretazione del fenomeno fra i poli dell’esorcismo e della possessione, dovuto soprattutto all’etnomusicologo francese Gilber Rouget. L’analisi viene quindi estesa alla tradizione dei guaritori dei morsi di serpenti (i ciaràuli), che con il tarantismo condividono la centrale simbologia del ragno, e a certe processioni religiose caratterizzate da ‘danze’ frenetiche, che lasciano intravedere elementi di continuità funzionale con la terapia coreutico-musicale del tarantismo
Etnografie del suono tra natura e cultura
Relationship between nature and culture has deeply changed within the years, from an almost expected opposition of the two terms to a total overthrow which implies their mutual entanglement. The aim of this contribution is to show how such a change has affected oral musical tradition studies, focusing on some topics belong-ing to different theoretical-methodological frames and different historical periods: from comparative musicology to ethnomusicology, from anthropology of music to biomusicology (in reference also to evolutive musicology and to zoomusicology), from anthropology of sound to acustemology. Among the themes dealt with: the “na-ture” of musical scales, the phylogeny of musical behaviour (even according to an interspecies perspective), the musical instruments as a reflex of specific environmen-tal contexts, the connection nature-culture in the development of musical and cho-reutic knowledge and skills, the cultural relativism of the notion of “music” and its overcoming in an anthropology of the sound and, lastly, in acustemology
Semiotics
The field of musical semiotics has developed since the 1970s, and it consists of a wide range of approaches and analyses into different genres of music and dance (e.g., art, popular, ethnic, folk), even extending into that sphere of animal life called zoomusicology. In general, the term semiotics refers to the study of meaning making and of sign process. The background of semiotics can be traced back to the first half of 20th century, with reference to the development of theoretical linguistics and the consequent application of linguistic models to other fields of expression and communication. The term semiotic was introduced by the American logician and philosopher Charles Sanders Peirce as part of a broad epistemological theory on cognitive processes known as pragmatism. For Peirce, semiotics consists of the study of any kind of sign not only artificial, linguistic,
or symbolic but also even natural. While semiology investigates conventional and voluntary signs and signals, semiotics focuses upon elaborating a general theory of meaning making. With the foundation in 1969 of the International Association for Semiotic Studies, this term became the common referent. This entry provides
an overview of the history of semiotics and the development of musical semiotics
La videoripresa come necessità cognitiva. Il caso dei canti per la battitura del gesso in Sicilia
I canti dei gessai siciliani non sono mai stati documentati nella letteratura etnografica. Esistevano solo alcune audioregistrazioni realizzate fra il 1954 e il 1988. Il testo analizza tutte le fonti disponibili, riviste attraverso l'esperienza di ricerca direttamente condotta dall'autore, che nel 1993 filma per la prima volta l'azione dei gessai ritmata dal canto. Grazie alla videodocumentazione è stato possibile comprendere l'esatta relazione che si determina fra canto e dinamica ergologica.The work songs of Sicilian gypsum miners have never been documented in ethnographic literature. There were only a few audio recordings made between 1954 and 1988. The text analyzes all available sources, reviewed through the research experience directly conducted by the author, who in 1993 films for the first time the action of the gypsum miners rhythmed by singing. Thanks to video it was possible to understand the exact relationship between singing and ergological dynamics
Una indagine etnomusicologica fra Sciacca e Granitola
Nel luglio del 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella conducno una pionieristica ricerca sulla musica di tradizione orale siciliana. Iniziarono l'indagine da Sciacca, dove registrarono i canti dei tonnaroti. Si tratta dell'unica preziosa testimonianza relativa alle voci dei pescatori in questa tonnara che poco tempo dopo smise di operare.In July 1954 Alan Lomax and Diego Carpitella carried out a pioneering field research on Sicilian traditional music. They began the journey from Sciacca, recording the tuna-fishermen's work songs. This is the only precious documentation of the fishermen's voices in this tonnara that shortly after stopped working
Le tradizioni musicali
Il testo offre una panoramica delle ricerche e dei caratteri generali relativi alla musica di tradizione orale in Sicilia, con riferimento alle principali tipologie di canti, balli e musiche strumentali
Zoologia, musica, linguaggio
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso si è andato sviluppando un nuovo settore della musicologia orientato a indagare sotto un profilo estetico i sistemi sonori impiegati a vario scopo da molte specie animali: la cosiddetta zoomusicologia. L’opzione di fondo che caratterizza questo nuovo orientamento di studi consiste nell’ipotizzare una “universale” base biologica dei comportamenti sonori e cinestetici che accomuna le specie viventi e che i Sapiens sapiens hanno specificamente sviluppato ponendola a fondamento di miti e pratiche variamente funzionali nell’ambito del lavoro, del gioco, della ritualità e della comunicazione paralinguistica in genere.
In questo contributo si offre un quadro sintetico di questa articolata vicenda, ponendo in evidenza la perdurante problematicità dell’attribuzione di valori estetici ai sistemi di comunicazione sonoro-cinestetica diffusi nel mondo animale ma anche il loro rilievo rispetto a una maggiore precisazione dei processi filogenetici che hanno determinato lo sviluppo dei comportamenti musicali nel genere umano e in ordine ai modi in cui questi comportamenti si sono intrecciati a modelli zoologici, sia in relazione a scopi prettamente pratico-comunicativi sia rispetto a una più ampia valenza simbolico-espressiva che si declina tra mito e natura
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