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Valorizzare il centro storico di Palermo: un cambio di paradigma
The contribution starts from a basic question that is whether the historical centres of large cities can escape the same destiny exclusively based on the historical heritage excellence, on tourism and cultural activity or can continue to play the role of a vital urban structure with a mix of social groups, of ordinary functions and activities as the residential one. Moreover, the historical centre tendency to transform into predominantly commercial and touristic areas has had surreal implications during the period of lockdown caused by Covid-19 pandemic, when the most valuable parts of our cities were totally emptied of human presence. This is also confirmed in the case of the historical centre of Palermo, where the touristification effect is now spreading rapidly, with a few years of delay compared to other large Italian cities. However, it is still seems possible to hypothesize a paradigm shift to rebalance current trends
La nuova emergenza abitativa a Palermo tra edifici inutilizzati e persone senza dimora
Il contributo evidenzia che, in Italia come in Sicilia, all’incremento dello stock edilizio e del patrimonio abitativo inutilizzato, non corrispondono adeguate politiche pubbliche per risolvere l’emergenza abitativa della popolazione in condizioni di povertà relativa e assoluta. La difficoltà di stimare la popolazione senza dimora propria si accompagna alla costatazione che ci troviamo comunque di fronte a un vuoto di policy nel settore dell’edilizia residenziale pubblica, generato dai programmi nazionali di austerità e da una serie di cambiamenti strutturali della questione che implicano una revisione delle modalità di intervento e delle politiche di welfare urbano.
Il caso di Palermo è esemplificativo della situazione emergenziale in cui versano le grandi aree urbane siciliane, sia sotto il profilo dell’acuirsi dei fenomeni di deprivazione materiale e abitativa che si ampliano ad una nuova fascia della popolazione, si sotto il profilo dell’ambiguità delle pratiche di occupazione abusiva di edifici pubblici inutilizzati. Se da un lato infatti alla rivendicazione di un diritto si possono associare forme illegali e illecite, dall’altro lato le pratiche informali di auto-recupero costituiscono spunto di riflessione per nuove politiche fondate su concetti di insurgent city e capability approach che possano contrastare l’esclusione sociale, migliorando l’abitabilità della città pubblica.The paper highlights that, in Italy as well as in Sicily, the increase of unutilized residential building stock does not correspond to suitable public policies to solve residential emergency for people who lives in absolute or relative poverty. The difficulty to apprise the number of persons who lives without proper house is coupled by the absence of policy in the public housing sector, engendered by national austerity programs and by a series of structural socio-economic changings, which imply a revision of the urban welfare policies and the modes to intervene.
The case of Palermo exemplary shows the emergency situation of the great Sicilian urban areas, both under the profile of the worsening phenomena of material and residential deprivation, which are now extended to new population brackets, and under the profile of the ambiguity represented by the illegal practices of public and unutilized buildings occupation. If illegal or illicit practices can be correlated with the claim of a right, from the other hand informal practices of self-building can be considered as a reason for reflecting on insurgent city concept and capability approach, useful to contrast exclusion and to improve the habitability of public city
Patrimonio abitativo
Il contributo restituisce il quadro del patrimonio abitativo in Sicilia attraverso l'analisi e l'interpretazione dei dati del XV Censimento. In particolare, attraverso l'elaborazione di grafici, tabelle e cartogrammi, si evidenzia lo stock edilizio esistente, quello non utilizzato e il numero di abitazioni occupate da residenti per figura giuridica del proprietario e per titolo di godimento. Il contributo illustra la comparazione delle province siciliane e in taluni casi anche il riferimento ad altre aree geografiche d'Italia
Erraticism and multicultural permeability of urban fabric in Palermo
Interactions between physical and social space draw different urban dimensions, or
cultural landscape mosaics, which constantly change and evolve. The shape of the city
promotes or discourages multiculturalism and social relations. The latter, in turn, reverberate
in the way in which urban space is used, not only to meet basic needs - dictated by reason of
survival (housing, employment, and services for education, care, leisure, etc.), but also
because the inhabitants are driven by the desire for happiness and the simultaneous meeting
that Lefebvre described as the “individualization in socialization”. Migrants groups have
historically inhabited the central areas of cities, initially appropriating marginal and
degraded areas and progressively permeating the urban fabric with their residential and
small-scale commercial activities. This erratic process has led them to the conquering of
public spaces and of better-qualified localities for commercial activities, replacing those who
were no longer competitive in the economic conditions of the time. In the city of Palermo, new
dynamics could compromise the intercultural values of relational use
The urban rent in the multicultural city: retail shops, migrants and urban decline in the historic centre of Palermo
La diffusione di nuove modalità di vendita al dettaglio, come gli shopping mall, i megastore e l’e-commerce, hanno modificato i tradizionali modelli localizzativi di immobili a destinazione commerciale, incidendo anche sulle connotazioni del tessuto urbano ed extraurbano e sulla distribuzione spaziale della rendita. Anche le zone centrali delle città hanno subito trasformazioni significative, che a volte si traducono in un vero e proprio declino, soprattutto in presenza di sistemi economici locali deboli e di mercati immobiliari in recessione. Una quota rilevante di immobili a destinazione commerciale può rimanere a lungo non utilizzata per eccesso di offerta sulla domanda, poiché a fronte della cessazione di molte attività commerciali tradizionali, che non riescono più ad essere competitive, non si registra un subentro immediato da parte di nuovi soggetti economici. Il declino dei luoghi urbani centrali dipende dall’intreccio di molteplici fattori economici, sociali, culturali, ma può essere contrastato da politiche urbane orientate non soltanto alla riqualificazione fisica del tessuto urbano, ma anche al supporto di processi di coesione sociale e di multiculturalità. I migranti, provenienti da continenti diversi e portatori di modelli culturali variegati, insediandosi stabilmente nella città italiane, hanno colmato alcuni di questi vuoti localizzandovi attività di vendita al dettaglio o di erogazione di servizi rivolte in modo specifico alle loro comunità di appartenenza, oppure aperte all’intera cittadinanza. La loro presenza contribuisce, di fatto, a sostenere la domanda di immobili a destinazione commerciale, ad attenuare le minus-valorizzazioni del capitale immobiliare e a contenere la contrazione delle rendite. Questo fenomeno è stato analizzato a Palermo in alcuni assi viari del centro storico tradizionalmente vocati al commercio e diventati il luogo privilegiato di localizzazione di attività commerciali gestite da immigrati.The changes in consumer shopping behavior and in retail spaces, such as shopping malls, department stores and e-commerce, have modified the localization models of the traditional retail shops, also affecting the urban fabric and the spatial distribution of urban rent. Even the city centers have undergone significant transformations or even decline, especially if the local economic system and real estate market are weak and recessionary. A significant amount of commercial properties may have long vacancy due to excess supply, since many traditional shops close their business because they are no longer competitive and, moreover, there is no immediate takeover by new tenants.
The decline of central urban areas depends on the interaction of multiple economic, social and cultural factors, but it can be countered by urban policies oriented not only to physical redevelopment of urban fabric, but also to social cohesion and multiculturalism. Migrants bearers of varied cultural values, coming from different continents and settling permanently in the Italian cities, have rented some of these empty properties by locating retail shops specifically oriented to their own communities or also to the citizens needs. The presence of migrants contributes, indeed, to support the retail real estate demand, to mitigate the minus-valorization of real estate capital and also to contain the revenues contraction. This phenomenon has been analyzed in some streets of the historic centre of Palermo that are traditionally shopping areas and have become the privileged place for locating retail shops managed by immigrants
Caltabellotta tra marginalità e potenzialità. Analisi urbanistiche
Il contributo, che si inquadra nell’ambito della ricerca svolta da un gruppo di lavoro attivato presso il CIRCES (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Centri Storici) dell’Università di Palermo, illustra le analisi svolte nel territorio e nel centro urbano di Caltabellotta nell’ottica di mettere a punto un programma di rivitalizzazione per il centro storico che possa armonizzare turismo responsabile e sostenibilità ambientale con una rinnovata dotazione di attrezzature, spazi pubblici di qualità, fruizione delle aree archeologiche, ecc. Le analisi hanno riguardato: l’inquadramento territoriale; l’individuazione delle aree naturali (paesaggi locali, ZPS, SIC, Rete ecologica siciliana); i sistemi generatori della forma urbana (Circolare ARTA n. 3/2000-DRU) e l’ipotesi di sviluppo dell’insediamento (attraverso l’individuazione di quattro fasi di crescita); la dotazione di attrezzature per l’erogazione dei servizi di base
Linee guida progettuali per ripensare il paesaggio urbano di Caltabellotta
Il contributo, che si inquadra nell’ambito della ricerca svolta da un gruppo di lavoro attivato presso il CIRCES (Centro Interdipartimentale di Ricerca sui Centri Storici) dell’Università di Palermo, illustra le linee guida progettuali per la valorizzazione di Caltabellotta. Tali indicazioni discendono da una serie di analisi precedentemente svolte e sono finalizzate a ricucire i margini urbani, attraverso interventi volti a incrementare le attrezzature mancanti anche attraverso la rifunzionalizzazione di edifici storici dismessi in sinergia con la riprogettazione degli spazi pubblici all’aperto e la previsione di un sistema di fruizione culturale e turistica, articolato in percorsi pedonali e aree d’interscambio con il sistema carrabile e il servizio di trasporto pubblico.
Gli interventi si snodano lungo le principali strade di accesso, dalle quali si diramano percorsi di fruizione sia del centro storico, sia del sistema ambientale, paesaggistico e storico-culturale di porzioni più estese del territorio.
A scala territoriale sono stati ipotizzati tre itinerari principali: l’itinerario di montagna; l’itinerario fluviale; l’itinerario della Valle. A scala urbana le linee guida sono state articolare secondo i seguenti sistemi: Mobilità e parcheggi; Spazi pubblici e verde attrezzato; Riuso di edifici storici dismessi e sistemazione delle aree archeologiche. Nell’ambito di questi sistemi si è voluta focalizzare l’attenzione su tre aree di margine che rivestono un ruolo strategico nell’ottica di un rilancio di Caltabellotta anche a livello turistico. La prima area comprende l’estrema propaggine nord-est del quartiere Terravecchia, il monte Castello e la rupe Gogàla. Le altre due aree che si ritengono strategiche sono gli “ingressi” al centro urbano, entrambi situati sul versante meridionale
Valore relazionale dello spazio pubblico dei servizi e welfare urbano
Il portato ideale che aveva animato il dibattito e la ricerca in campo urbanistico sulla dotazione di attrezzature e servizi pubblici si era già infranto nel modo in cui, dalla fine degli anni ’60, era stato formulato e attuato il provvedimento sugli standard e oggi si infrange vieppiù in una realtà sociale profondamente modificata. In un contesto di frammentazione dei gruppi sociali che esprimono bisogni eterogeni e raramente rappresentati, tuttavia, il valore relazionale dello spazio pubblico dei servizi permane come uno dei capisaldi che fanno delle dotazioni pubbliche di servizi a scala urbana e di quartiere i centri di riferimento per le comunità insediate, prime fra tutti le scuole. Dall’altra parte le istanze ambientali hanno avuto un ruolo non indifferente nel dibattito sulla riformulazione degli standard urbanistici, considerando la loro qualità e il benessere da assicurare in ambiente urbano. Il valore relazionale che fonda lo spazio pubblico è dunque correlabile sia alle esigenze di benessere ambientale, sia alle istanze di coesione e inclusione sociale. Il contributo propone una lettura critica degli standard urbanistici secondo la nuova legge regionale della Sicilia sul governo del territorio (LR n. 19/2020) evidenziando punti di forza e criticità. L’obiettivo è delineare possibili azioni che valorizzino la natura relazionale dei servizi pubblici territoriali e di prossimità alla residenza, quali core areas del welfare urbano nell’ambito di reti interurbane di connessione ecologica, da incentrate maggiormente sulle esigenze plurali che esprimono i differenti contesti territoriali e i quartieri contemporanei
Il patrimonio collettivo dei centri storici siciliani tra norme inadeguate e nuove opportunità di rigenerazione
Nel 2015 la Regione Siciliana esitava la L.r. 13/2015 “Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici”, un provvedimento legislativo molto contestato in ambito accademico che, di fatto, costituisce un grave arretramento culturale e tecnico non tenendo in alcun conto gli avanzamenti metodologici sul tema dei centri storici a partire dalla Carta di Gubbio del 1960. La L.r. 13 ha avuto un’applicazione sinora abbastanza limitata rispetto a quello che la sua attrattività avrebbe fatto immaginare, infatti, solo poche decine di comuni hanno proceduto alla definizione dello “Studio con effetti costitutivi” del centro storico, e pochi ne hanno concluso l’iter di approvazione. Nei Comuni che hanno approvato lo Studio, peraltro, non si è registrata una significativa accelerazione nei procedimenti di rilascio dei permessi di costruire né tantomeno un incremento dell’attività edilizia. Oggi però il fermento che si registra in alcuni comuni è un chiaro segnale che tale situazione di stasi potrebbe presto cambiare, tenuto conto delle ingenti risorse finanziarie presto disponibili, collegate alle misure introdotte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Appare quindi non rinviabile pervenire quanto prima alla definizione di alcuni correttivi legislativi per rimediare ai tanti errori e ai gravi difetti di impostazione della Legge, e allo stesso tempo individuare azioni più consapevoli ed equilibrate di rigenerazione dei centri storici da mettere in campo, strutturate sulla conoscenza dei luoghi e sul rispetto delle identità locali
Housing affordability nelle regioni urbane. Una proposta metodologica per definire il reddito soglia
Within context of urban disintegration and social fragmentation, the concept of post-metropolis induces to critically consider the typical dichotomy between centre and periphery. Even in marginal areas where metropolis did not develop according to traditional stages and classical models, the traditional analytical categories are no longer able to interpret the widespread phenomenon of regional urbanization.
In any case, the large urban regions are recognized by some authors not only as driving-force of the global economy, but also as the main sources of inequality and of social/environmental injustice; places where the gap between high and low income of social groups has been exacerbated. In particular and in recent decades, access to housing has become a serious problem, not only for the most disadvantaged population, but also for the middle class as a result of the economic crisis and despite the fall in prices in the housing market.
The widespread urbanization is rarely associated with the demographic development and more often is accompanied by the increase of soil consumption and of empty houses. Nevertheless, there is no doubt that in large urban regions the population density is high and social groups with low incomes have to face problems of housing affordability, that it means they experience difficulty in finding affordable housing.
The location choice for housing, although it depends on other factors, is mostly conditioned by the market price as a good proxy of residential quality, and by the availability of income that can be used for this purpose.
The contribution proposes a methodology for assessment of “income-threshold” through a combination between the “ratio income” and the “residual income” approach, which is applied to two contexts: the former Palermo metropolitan area (as defined by L.R. 9/1986) and a polycentric urban region in South-eastern Sicily. A focus on income levels in high residential tension municipalities helps to highlight the distribution of the problem of access to housing.
The analysis of housing affordability at the metropolitan scale, through this methodology for estimating the “income threshold”, could allow to know and represent the territorial distribution of the ability or inability of families to access the housing market to buy or rent house. It can provide a cognitive support for developing strategies and planning tools or for implementing actions that are oriented to address the housing issue
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