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    A. Bitumi, Un ponte sull’Atlantico. Il “Programma di visitatori” e la diplomazia pubblica della Comunità europea negli anni Settanta, Il Mulino, 2014

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    Il dibattito sulla dimensione esterna dell’Unione Europea, sulla rilevanza della sua azione globale e sulla sua identità, è da anni al centro di importanti riflessioni nell’ambito degli studi europei e internazionali. Nel corso del processo di integrazione, la CE/UE ha progressivamente maturato una propria capacità di proiezione oltre i confini comunitari, espressa primariamente attraverso l’articolazione di complesse relazioni esterne, a partire da quelle in ambito transatlantico. Il volume esamina questa dinamica da una prospettiva originale, proponendo una ricostruzione storica del primo progetto comunitario di diplomazia pubblica, il Programma di Visitatori della Comunità Europea. Nato sull’onda – lunga – del “rélance européen” inaugurato all’Aja nel 1969, e ispirato dalla pratica della public diplomacy statunitense, il PVCE costituisce un caso di studio significativo per la ricerca storica sull’integrazione europea e le relazioni transatlantiche durante la Guerra Fredda

    “Building bridges across the Atlantic: the European Union Visitors Program. A case study for Public Diplomacy and the transatlantic relationship in the Seventies”

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    This article addresses the core question of the complex interplay between Atlantic alliance politics and European integration in the 1970s, a turning point in the European-US relationship. The analysis focuses on the European Community Visitors Program: the first European Community (EC) professional exchange programme seeking to foster mutual understanding between the Community and the United States, which is an intriguing case study in the history of transatlantic relations from a public-diplomacy standpoint. Its relevance is indeed twofold. From an intra-European perspective, it has contributed to laying the foundations for an identity discourse, upon which the narrative of a Euro-exceptionalism has been constructed from the 1970s onwards. Furthermore, as an exchange programme fostering connections among elites abroad, it has enhanced the EC’s visibility outside its borders and thus promoted its recognition worldwide. At a systemic level, the ECVP - modeled after the most famous US public-diplomacy programmes -has served as a transatlantic bridge-builder and a prime tool for facilitating alliance management during the cold war, particularly in the troubled 1970s

    "La Comunità Atlantica negli anni ’70: l’affermazione dell’identità europea nelle relazioni transatlantiche”

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    Il design americano per la costruzione del blocco ad Ovest della cortina di ferro poggiava, in origine, su due assunti fondamentali: la necessità di favorire l’unità del continente europeo e, parallelamente, garantire la simbiosi delle due sponde dell’Atlantico all’interno di una cornice comunitaria. La relazione tra il sostegno al processo di integrazione europea e la conciliazione dello stesso con gli imperativi di gestione dell’ordine occidentale a guida americana fu però piuttosto problematica, nonché spesso ambigua. Davanti all’emergere di un’effettiva Comunità Europea, si pose il dilemma di interpretare il suo sviluppo entro una cornice più ampia, quella della Comunità atlantica: fino a che punto i due progetti erano effettivamente compatibili? Il saggio si propone di dare una risposta a questo interrogativo

    Integrazione europea e relazioni transatlantiche, 1969-1975: alcune note sul dibattito storiografico"

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    L’obiettivo di questa rassegna è quello di analizzare il dibattito storiografico sulle relazioni tra Stati Uniti e Comunità Europea negli anni che intercorrono tra l’apertura del Vertice dell’Aja, 1969, e la chiusura dei lavori della Conferenza di Helsinki, 1975. Sebbene l’analisi si concentrerà più dettagliatamente su questo arco temporale, è nondimeno importante inserirla preliminarmente all’interno di una più generale riflessione sugli anni Settanta, il cui significato periodizzante è oggetto di originali ricerche in ambito storiografico

    "Angelo Satanassi: una storia politica”

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    Il saggio si articola in due parti: la prima, più breve, ha l’obiettivo di tratteggiare la formazione culturale e politica di A. Satanassi, attraverso la ricostruzione del panorama familiare, scolastico, sociale e territoriale nel quale è cresciuto. La seconda parte, invece, si concentra sulla sua attività politica, sia durante gli anni all’opposizione che più dettagliatamente durante le due legislature

    Le PVCE : les relations extérieures de la CE comme vecteur d’identité

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    Sebbene sia velleitario affermare l’esistenza di un’Europa pienamente in grado di esprimere efficacemente la propria assertività in ambito internazionale, è tuttavia innegabile che, nel corso del processo di integrazione, la CE/UE abbia progressivamente maturato una propria identità e capacità di proiezione globale, espresse primariamente attraverso l’articolazione di complesse relazioni esterne, a partire da quelle in ambito transatlantico. Un originale punto di osservazione per analizzare questa dinamica è rappresentato dal primo progetto comunitario di diplomazia pubblica, il Programma di Visitatori della Comunità Europea, nato sull’onda – lunga – del “rélance européen” inaugurato all’Aja nel 1969. A partire da una presentazione del programma di scambio in questione, l’obiettivo di questo saggio è quello di offrire una riflessione sulla dialettica tra spazio interno ed esterno della CE quale premessa, e strumento, per l’affermazione dell’identità europea, entro e fuori i confini comunitari

    “Il Parlamento Europeo nella crisi transatlantica degli anni ’70. Alle origini dello European Union Visitors Program”

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    Il saggio presenta la genesi del Programma di Visitatori della Comunità Europea, la ricostruzione del contesto storico in cui ha avuto origine, l’individuazione delle motivazioni politiche sottese alla creazione e allo sviluppo di una simile iniziativa di diplomazia pubblica

    La Comunità europea e le relazioni esterne 1957-1992

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    Questo volume raccoglie gli atti del Convegno "La Comunità Europea e le relazioni esterne 1957-1992", organizzato dalla Cattedra Jean Monnet di Storia dell'Integrazione Europea della Facoltà di Scienze Politiche "Roberto Ruffilli" in collaborazione con Punto Europa - Europe Direct, che ha avuto luogo a Forlì nel maggio 2008. L'evoluzione del ruolo esterno della Comunità europea è un tema ancora poco trattato negli studi storici sull'integrazione europea, eppure di grande rilevanza per la comprensione della costruzione europea in una prospettiva di lungo periodo. L'aspirazione dei padri fondatori di creare un soggetto più coeso, autorevole e incisivo a livello internazionale è stata, per molti aspetti, delusa, considerati i numerosi tentativi fallimentari intrapresi dagli Stati membri allo scopo di creare una politica estera e di difesa comune. Allo stesso tempo, però, i saggi raccolti in questo volume mostrano anche come la Comunità europea, attraverso forme e modalità per lo più inedite nella storia delle relazioni internazionali, abbia comunque sviluppato una sua dimensione esterna, in particolare attraverso le politiche comunitarie nei settori del commercio, della cooperazione allo sviluppo e dell'ambiente. Nella varietà degli approcci di analisi proposti dai singoli autori, il volume si propone di dare un contributo originale e innovativo agli studi storici sull'integrazione europea

    I settimana

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    III settimana

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