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Il rilevamento tridimensionale delle impronte dei sigilli di Tilmen Höyük
Il lavoro è uscito a stampa nel catalopgo della mostra "Kinku. Sigilli dell’età del Bronzo dalla regione di Gaziantep in Turchia", svoltasi da aprile a settembre 2011 presso il Museo Medievale di Bologna e della quale G. Bitelli è stato curatore insieme a N. Marchetti.
Nell’ambito della collaborazione tra l'Ingegneria del Rilevamento e l'Archeologia su due importanti siti turchi, è stata condotta una sperimentazione volta a mettere a punto metodologie efficaci per
la realizzazione di modelli tridimensionali delle impronte di sigilli; si tratta di oggetti dalle dimensioni estremamente ridotte, che esulano dal tradizionale campo di applicazione delle tecniche di rilievo.
Se da un lato si voleva creare una sorta di archivio di modelli tridimensionali, una nuova tipologia di informazione disponibile all’interno del database dell’archeologo, dall’altro si intendevano anche sperimentare tecnologie e tecniche accessibili e funzionali ad un contesto di scavo e di rilievo di reperti in situ.
Nella sperimentazione si è inteso verificare se si potevano delineare soluzioni che potevano soddisfare sia i vincoli normalmente presenti in un’attività archeologica - in termini di risorse o di problematiche operative e logistiche - sia le caratteristiche richieste a questo nuovo tipo di prodotti. Un importante filone della ricerca è stato anche quello della divulgazione scientifica in un ambiente museale delle metodologie di rilevamento più innovative proprie della Geomatica
Sentinel 1 data for fuel spill detection. The case of the ships collision near Corsica
In the field of the maritime environment surveillance, the detection and mapping of oil on the water surface is one of the common use of the satellite images.
The location of the spill should be obtained very precisely by means of image processing. It is nowadays standard practice to use Synthetic Aperture Radar (SAR) for producing this kind of thematic maps. In fact, the capability to acquire images in day-night and allweather conditions, covering large areas with frequent overpass, makes the active sensors the best for oil spill detection.
In this study, we focused on the potential of the SAR data collected by the European Earth observation program Copernicus. Copernicus offers free radar satellite images with high spatial and temporal resolution. In particular, Sentinel-1 mission meets the features required by marine surveillance tools. Sentinel-1A and the Sentinel-1B satellites collect SAR images with a swath of 250 km in Interferometric Wide (IW) mode,
covering wide area with high spatial resolution (10 m pixel size). The two-satellite constellation offers a repeat cycle of 6 days and a repeat frequency, considering ascending and descending orbit directions, of 1- 3 days in accordance with the latitude. The Sentinel-1 data are available for the Copernicus services within one hour of acquisition.
In the present work, Sentinel-1 images have been processed to map the oil spill caused by the ships collision occurred near Corsica coasts in October 2018. For the SAR data classification, a near-real time procedure was developed through the Object-Based Image Analysis (OBIA)
Problematiche nel rilievo e modellazione tridimensionale di oggetti di piccole dimensioni nel campo dei Beni Culturali
In molti ambiti applicativi (industriale, medico, archeologico, forense, museale, ecc.) si rende necessario il rilievo tridimensionale ad alta precisione di oggetti di piccole dimensioni. Considerando il settore dei Beni Culturali, per esempio, si tratta di un campo di applicazione delle tecniche geomatiche abbastanza ristretto e sostanzialmente nuovo, in quanto le problematiche di documentazione e visualizzazione di beni mobili ed immobili sono in genere indirizzate prevalentemente su oggetti a scala di edificio, porzione di edificio o elementi quali bassorilievi e statue. Qualora si volesse aumentare ulteriormente la scala di indagine e rappresentazione, devono essere adottate delle tecniche di rilievo che possano fornire un'adeguata precisione
Dal rilievo 3D alla divulgazione scientifica per applicazioni della Geomatica in Archeologia: i sigilli di Tilmen Höyük e Tasli Geçit Höyük (Turchia)
Nel corso del 2011 si è tenuta a Bologna una mostra relativa ad importanti reperti archeologici (sigilli a stampo e sigilli cilindrici) derivanti da scavi condotti dall'Università di Bologna in Turchia, in collaborazione con l'Università di Istanbul e il Museo di Gaziantep. Il format della mostra ha previsto, accanto alla sezione prettamente archeologica, un’ampia parte dedicata alla presentazione delle tecniche e dei prodotti della Geomatica nel rilievo 3D di questi oggetti di grande importanza. I modelli 3D sono stati messi a disposizione dei visitatori per una esplorazione interattiva mediante tablet iPad appositamente allestiti.
Il lavoro presenta l’esperienza condotta e gli approcci seguiti nel rilievo eseguito con tecniche laser a scansione e fotogrammetria digitale
The TIER-2 site for the ARGO-YBJ experiment
The ARGO-YBJ experiment is taking data at the Yangbajing International Cosmic Ray Observatory located
at an altitude of about 4300 m a.s.l. (Tibet, P.R. China). The detector consists of an EAS array made of a full
coverage RPCs carpet. The experiment is taking data since 2007 in the final configuration, the trigger rate is about
3.5 kHz producing a throughput of data of about 2.5 MB/s. Taking into account the high duty cycle of the experiment,
the amount of raw data collected is about 200 TB/year and the amount of reconstructed data is about 60 TB/year. The
management of this volume of data and the production of a huge amount of Monte Carlo data samples require a suitable
computing power. A TIER-2 site is arranged to face out these tasks. In this paper the structure of the data transfer
method and data reconstruction/analysis based on the TIERs are presented. The hardware infrastructure and software
architecture of the Roma 3 TIER-2 site of the ARGO-YBJ experiment are also discussed
Il monitoraggio della subsidenza in Emilia-Romagna
Nel 1997-98 ARPA su incarico della Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con il DISTART dell’Università di Bologna ha progettato ed istituito una Rete Regionale di Controllo della Subsidenza al fine di avviare una lettura sistematica del fenomeno. La rete è costituita da una rete di livellazione e da una rete GPS. Nel 1999 è stata realizzata la prima misura della rete nel suo complesso e nel 2002 è stato ripetuto il rilievo della sola rete GPS. Nel presente lavoro vengono illustrati i risultati delle due campagne. Viene inoltre presentato il progetto, in corso di realizzazione, che prevede il rilievo della subsidenza nella pianura emiliano-romagnola tramite l’utilizzo dell’interferometria
Il monitoraggio della subsidenza in Emilia-Romagna: risultati recenti
Nel 2005-07 la Struttura Tematica di Ingegneria Ambientale di ARPA, su incarico della Regione Emilia Romagna e in collaborazione con il DISTART - Università di Bologna, ha realizzato l’aggiornamento delle conoscenze geometriche relative al fenomeno della subsidenza relativamente all’intero territorio di pianura della regione, coperto dal 1999 da una rete di monitoraggio integrata (livellazione geometrica e GPS).
A tal fine è stato utilizzato il metodo PSInSAR TM di analisi interferometrica di dati radar (tecnica sviluppata e brevettata dal Politecnico di Milano e commercializzata dalla società Tele-Rilevamento Europa). L’indagine interferometrica è stata estesa all’intero territorio di pianura della regione (circa 11.000 km2) ed è stata confrontata ed integrata con i risultati ottenuti dal confronto di due campagne di livellazione geometrica di alta precisione condotte rispettivamente nel 1999 e nel 2005 sulla rete regionale di controllo della subsidenza. L’utilizzo del metodo satellitare ha permesso di acquisire un’informazione molto più diffusa e capillare rispetto al rilievo terrestre: un numero di punti di ben due ordini di grandezza superiore al numero dei capisaldi di livellazione presenti nella rete regionale.
In particolare, sulla base della disponibilità dei dati satellitari, sono state realizzate due diverse cartografie a curve isocinetiche: la prima, relativa al periodo 1992-2000, fa riferimento all’elaborazione dei dati provenienti dai satelliti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ERS1 e ERS2, mentre la seconda riguarda il periodo più recente 2002-2006 e fa riferimento all’elaborazione dei dati provenienti dai satelliti Envisat (ESA) e Radarsat (Agenzia Spaziale Canadese)
Il monitoraggio della subsidenza in Emilia Romagna: infrastrutture geodetiche e recenti risultati
Il lavoro descrive l'esperienza condotta in Emilia-Romagna, in particolare da ARPA Emilia-Romagna in collaborazione con il DISTART - Università di Bologna, per il monitoraggio della subsidenza utilizzando tecniche topografiche classiche (livellazione geometrica di alta precisione) e di recente interferometria SAR da satellite con la tecnica PSInSAR. Sono in particolare presentati i risultati dell'analisi a scala regionale condotta per il periodo 1992-2000 con dati ERS e per il periodo 2002-2006 con dati Envisat e Radarsat. Vengono brevemente descritte le elaborazioni effettuate ed analizzati i principali risultati
Levelling and GPS networks to monitor ground subsidence in the Southern Po Valley
After a short historical introduction to the problem of the subsidence in the Po Valley, some results are shown of levelling campaigns carried out by various authorities or agencies in recent years, mainly in the southeast part of the Po Valley. We also present the results obtained along the coastline using the GPS technique both in a static and in fast-static modes. Attention is focused on the problem of the homogeneity of data from different sources, different periods and using different reference benchmarks. To overcome these problems, we propose a general levelling network covering the whole area of the valley, south of the Po river, connected with a GPS network of more than 50 points. This network will represent a spatial and temporal reference framework for all the measurements made in the past and for those planned for the future. A data information system has been implemented in order to organise and manage all available data in a well defined and homogeneous framework. This system will make it possible to store other related data, such as the pattern of the water table. geological evidences, land use, etc. (C) 2000 Elsevier Science Ltd. All rights reserved
One-day laparoscopic surgery
Since ten years laparoscopic techniques have been employed as alternatives of many established open procedures in gynecologic, abdominal and finally urologic surgery. Laparoscopic techniques show significant advantages compared to open surgery, such as less hospitalization, reduced need of analgesic drugs, quick return to daily activities and far a better cosmetic results. Laparoscopic surgery has been advocated for urologic, uro-gynecologic and andrologic diseases. Since 1983 one-day surgery was proposed for only a few gynecologic and abdominal procedures and only recently for laparoscopic renal biopsy and abdominal testis evaluation. In these preliminary experiences the conditions for a correct management of laparoscopic one-day surgery have been clearly pointed out: 1. correct surgical indication; 2. through knowledge of surgical technique; 3. duration of the procedure less than 90 minutes; 4. correct anesthesia. Technique of anesthesia must be adapted to the surgical procedure required, its duration and the physical features of the patient. General anesthesia is usually preferred for either longer and more complex procedures or when a higher abdominal insufflation pressure is needed. Spinal or local anesthesia are preferred for simpler procedures or when only one trocar is required. At date only few urologic procedures seem to be suitable to one-day laparoscopic surgery. 1) Varicocele: although laparoscopic varicocelectomy in one-day surgery has never been reported previously, it can be performed in a short time, only 3 trocars are needed and insufflation pressure can be maintained within 15 mm Hg. 2) Renal biopsy and marsupialization of renal cysts. These are usually managed percutaneously but in some particular indications procedures under direct vision should be preferable. Both are short-lasting and only superficial general anesthesia is required; as surgical access is retroperitoneal only two trocars are sufficient; at date only renal biopsies have previously been reported. 3) Diagnostic procedures on abdominal testis. The procedure is brief only superficial general anesthesia is needed and only one trocar is required. Conclusions. One-day laparoscopic surgery will require in the future a more and more strict cooperation between urologists and anesthetists in order to tailor the correct anesthesiological and laparoscopic technique to the procedure required and the features of the patient
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