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Il mito e la Bibbia: due volti della rivoluzione dell’immaginario iconografico nella tarda antichità
I sarcofagi del paradiso
Un piccolo gruppo di sarcofagi romani scolpiti, presumibilmente, in un unico atelier della capitale, negli anni centrali del III secolo d.C., mostra una decorazione allegorica, che raccoglie le personificazioni di virtutes e condizioni attinenti ad un generico e non meglio definito habitat oltremondano, ispirato al locus amoenus di memoria virgiliana, ma anche all'eden giudaico, preparando i presupposti e le peculiarità di un paradiso cristiano ancora inespresso. Un piccolo sarcofago di Ravenna, uno di La Gayole, uno di Basilea, uno della Lungara, uno della via Salaria propongono le figure del pastore, del pescatore, dell'orante e del filosofo, per alludere ai concetti della humanitas, della filantropia, della pietas, della sapienza e della pace cosmica. Tutte queste personificazioni sembrano, di lì a poco, delle variazioni semantiche, che condurranno all'elisione di alcune di esse, tanto che, da questa selezione, si salveranno il pastore e l'orante, che diverranno i due poli dell'azione soterica cristiana. A questa coppia, ad alto tenore significativo, si affiderà, già nel sarcofago di S. Maria Antiqua -presumibilmente concepito nel medesimo atelier- la storia di Giona e il battesimo di Cristo, attratti dalla pars acquatica del cosmo figurato e distinto tra terra e mare. I cosiddetti sarcofagi del paradiso rappresentano, dunque, una testimonianza del passaggio tra la neutrale cultura figurativa funeraria a carattere allegorico e la soluzione salvifica paleocristiana
Le catacombe di San Callisto: storia, contesti, scavi, restauri, scoperte. A proposito del cubicolo di Orfeo e del Museo della Torretta
Fragilicetus velponi Bisconti & Bosselaers 2016, SP. NOV.
FRAGILICETUS VELPONI SP. NOV. Holotype: Item no. NMR 999100007727, housed at the Natuurhistorisch Museum Rotterdam, The Netherlands (hereinafter, NMR). Type locality: The specimen was found along the southwest border of the Deurganckdock, approximately 12 km north-west of Antwerp city centre and 4 km north of the village of Kallo (Fig. 1). The Deurganckdock is an artificial excavation located on the left side of the Scheldt River. The geographical coordinates of the discovery site are 51°17′05″N, 4°15′30″E. Formation and age: The specimen was found in situ in the Kattendijk Sand Member of the Kattendijk Sands Formation (Early Pliocene, Zanclean), about 3 m above the basal gravel, at a depth of about 21.5 m below the Tweede Algemene Waterpassing (TAW; Fig. 2). TAW is the standardized (rectified) second general water level (main level of the sea at Ostend at low tide). The Belgian standard TAW is 2.33 m lower than the Dutch, German, and French standards. At the discovery site, the basal gravel of the Kattendijk Sand Member is in contact with and on top of the Rupel clay (Oligocene, firmed by Louwye et al. (2004). Based on these correlations, the estimated age of the holotype skeleton of F. velponi is approximately 5 Mya. Diagnosis: As for genus. Etymology: Velpon is the brand of the glue used in the preparation of the holotype skull.Published as part of Bisconti, Michelangelo & Bosselaers, Mark, 2016, Fragilicetus velponi: a new mysticete genus and species and its implications for the origin of Balaenopteridae (Mammalia, Cetacea, Mysticeti), pp. 450-474 in Zoological Journal of the Linnean Society 177 (2) on pages 452-453, DOI: 10.1111/zoj.12370, http://zenodo.org/record/536457
Supplemental Material - Metamemory and Self-Compassion as Protective Factors in the Relationship Between Benevolent Ageism and Environmental Mastery
Supplemental Material for Metamemory and Self-Compassion as Protective Factors in the Relationship Between Benevolent Ageism and Environmental Mastery by Jennifer F. Sublett, Toni L. Bisconti in Journal of Applied Gerontology</p
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