1,721,653 research outputs found
Spillover Effects and the Evolution of Firm Clusters
Bischi G-I, Dawid H, Kopel M. Spillover Effects and the Evolution of Firm Clusters. Journal of Economic Behavior and Organization. 2003;50(1):47-75
Impulsivity in Binary Choices and the Emergence of Periodicity
Binary choice games with externalities, as those described by Schelling (1973, 1978), have been recently modelled as discrete dynamical systems (Bischi and Merlone, 2009). In this paper we discuss the dynamic behavior in the case in which agents are impulsive; that is; they decide to switch their choices even when the difference between payoffs is extremely small. This particular case can be seen as a limiting case of the original model and can be formalized as a piecewise linear discontinuous map. We analyze the dynamic behavior of this map, characterized by the presence of stable periodic cycles of any period that appear and disappear through
border-collision bifurcations. After a numerical exploration, we study the conditions for the creation and the destruction of periodic cycles, as well as the analytic expressions
of the bifurcation curves
Gaining the Competitive Edge Using Internal and External Spillovers: A Dynamic Analysis
Bischi G-I, Dawid H, Kopel M. Gaining the Competitive Edge Using Internal and External Spillovers: A Dynamic Analysis. Journal of Economic Dynamics and Control. 2003;27(11-12):2171-2193.This paper studies the evolution of two clusters of firms competing on a common market. Firms exit and enter a cluster based on the perceived chances for profits inside and outside the cluster. Information about profits are diffused by direct communication between firms. Internal and external spillover effects reduce the overall costs of firms in the clusters depending on the number of firms in the own and the competing cluster. A discrete time deterministic dynamical system describing the evolution of cluster sizes is derived. An analysis of the long run attractors of the system and their basins of attraction is used to compare the effects of advantages of a cluster with respect to the size of internal and external spillover effects, respectively. Furthermore, the implications of slow and fast exit and entry behavior of firms for the long run survival and the size of the clusters are studied
La sostenibilità nel settore della pesca. Modelli, politiche, esperienze in un'area del litorale romagnolo-marchigiano
Il volume, a cura di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi e Elena Viganò, raccoglie alcuni dei risultati di una ricerca su “Le interazioni tra settore ittico e ambiente: modelli di sviluppo sostenibile e impatto delle politiche di settore. Situazione e prospettive con riferimento alle attività in un’area del litorale romagnolo-marchigiano”, coordinata da Gervasio Antonelli. La ricerca è stata finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali – Direzione Generale per la Pesca e l’Acquacoltura - nell’ambito del V Piano Triennale della Pesca e dell’Acquacoltura in acque marine e salmastre. Gervasio Antonelli è autore/coautore, oltre che dell’introduzione (pp. 9-12), del capitolo 1 (pp. 13-31), del capitolo 3 (pp.65-100) e del capitolo 6 (pp.187-217).
Il volume è articolato in tre parti.
La prima, che comprende i capitoli 1 e 2, presenta un quadro sugli approcci teorici alla sostenibilità e illustra i diversi modelli elaborati per lo studio delle relazioni tra economia e ambiente e per l’individuazione degli strumenti di politica economica necessari per la correzione dei problemi legati allo sfruttamento delle risorse naturali e, in particolare, della pesca. Inoltre, conduce una riflessione sull’uso dei modelli matematici bioeconomici. L’analisi viene condotta con riferimento a un concetto di sostenibilità che prende in esame sia l’obiettivo della conservazione degli stock ittici, sia le problematiche connesse con gli aspetti economici e sociali della pesca.
In particolare, il capitolo 1 (di Gervasio Antonelli, Paolo Polidori e Elena Viganò, pp. 13-31) illustra i diversi approcci teorici per l’analisi delle relazioni tra attività produttive e ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile. Quindi, con riferimento specifico alle problematiche della sostenibilità dell’ambiente marino, si sofferma, in particolare, sui modelli di gestione ambientale integrata, analizzandone le potenzialità e le difficoltà applicative.
Il capitolo 2 (di Gian Italo Bischi, Fabio Lamantia e Lucia Sbragia, pp. 33-63) illustra alcuni modelli matematici che, a partire dagli anni ’50, sono stati sempre più utilizzati per fornire un valido supporto alle decisioni sulla gestione sostenibile delle risorse naturali. Si tratta di modelli costruiti, com’è noto, con l’ausilio di strumentazioni matematiche basate sul formalismo della teoria dei sistemi dinamici e della teoria dei giochi, che permettono di studiare sistemi fortemente interrelati, ovvero che si influenzano a vicenda attraverso meccanismi non lineari. Come viene messo in luce nel capitolo, anche attraverso la presentazione di alcune esemplificazioni, questi modelli forniscono un’efficace e rigorosa formulazione dei problemi concernenti lo sfruttamento controllato delle risorse ittiche e, in alcuni casi, forniscono importanti suggerimenti sulle politiche da intraprendere (e quelle da evitare) per regolamentare l’attività della pesca commerciale.
La seconda parte del volume presenta un’analisi del quadro normativo ed istituzionale europeo e nazionale in cui il settore pesca si trova ad operare.
Il capitolo 3 (di Gervasio Antonelli, pp. 65-100) analizza l’evoluzione degli obiettivi e degli strumenti della Politica della pesca dell’Unione Europea (Politica comune della pesca) dalla sua origine, avvenuta nei primi anni 1980, con l’approvazione del Regolamenti (CEE) n. 2057/82 e n. 170/83, sino alla riforma del 2002 (Regolamento (CE) n. 2371/2002). Nel capitolo si richiama l’attenzione sul fatto che l’obiettivo della Politica comune della pesca è quello di realizzare uno sfruttamento sostenibile delle risorse ittiche, intendendo con ciò una politica volta alla conservazione degli stock naturali delle diverse specie e alla corretta gestione commerciale delle risorse ittiche. Per quanto riguarda gli strumenti, la normativa europea prevede l’attivazione, da una parte, di una serie di misure tecniche volte a prevenire lo sfruttamento eccessivo delle risorse, dall’altra, la stipula di accordi con paesi terzi che consentano l’accesso della flotta comunitaria nelle acque sotto la loro giurisdizione, ma anche di accordi a carattere multilaterale nel quadro delle organizzazioni internazionali del settore. Il capitolo analizza, altresì, le principali modifiche che hanno caratterizzato la Politica comune della pesca nel corso degli anni, enfatizzando, il particolare, il tentativo di rafforzarne la dimensione ambientale. Va osservato che la Politica comune della pesca avviata nei primi anni ‘80 faceva riferimento, per quanto riguarda gli obiettivi e gli strumenti, in particolare, alle problematiche della pesca nelle realtà dell’Atlantico e del Mare del Nord. Solo nel 1994, con il Regolamento (CE) n. 1626/94, è stata avviata una politica di conservazione e di gestione delle risorse della pesca a livello comunitario per il Mediterraneo. Infine, il capitolo presenta una rassegna delle diverse problematiche ancora aperte sulla politica comune della pesca che emergono dal dibattito avviato dalla pubblicazione del “Libro verde: Il futuro della politica comune della pesca” (Commissione delle Comunità Europee, COM (2001) 135, Bruxelles, 20.03.2001) e da altri documenti della Commissione sulla materia. Ne emerge un quadro in cui, nonostante i vari aggiornamenti apportati nel corso degli anni alla Politica comune della pesca, questa è ancora in una fase che viene definita di working in progress e, quindi, continua a porre una serie di sfide sia sul piano operativo che su quello scientifico.
Il capitolo 4 (di Elena Viganò, pp. 101-139) presenta un’analisi dei provvedimenti legislativi nazionali in materia di pesca, a partire dal R.D. n. 1604 del 1931 (Testo Unico delle leggi sulla pesca). In questo quadro, vengono analizzati gli obiettivi e gli strumenti della normativa, nonché la loro evoluzione nel tempo. Una particolare attenzione viene dedicata alle proposte elaborate per la promozione di un modello di gestione sostenibile delle risorse ittiche, sia nei Piani Nazionali che nei provvedimenti normativi specifici, relativi ai sistemi di pesca, al rilascio delle licenze, al fermo biologico, all’istituzione di zone di tutela biologica, alle emergenze ambientali e al pesca-turismo.
La terza parte del volume presenta i risultati di un’analisi condotta sul sistema pesca nei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro
Il capitolo 5 (di Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 141-186), utilizza varie fonti statistiche indirette per definire il quadro socio-economico del sistema pesca nei due compartimenti marittimi analizzati, con riferimento agli anni 2002 e 2003.
Infine, il capitolo 6 (di Gervasio Antonelli, Gian Italo Bischi, Roberta Borgognoni e Elena Viganò, pp. 187-217), riporta i risultati di un’analisi condotta mediante la somministrazione di un questionario a rappresentanti di cooperative ed associazioni, a responsabili dei centri di ricerca, a direttori dei mercati ittici, nonché ad un campione di pescatori ed armatori dei compartimenti marittimi di Rimini e di Pesaro, volta a evidenziare la percezione della problematiche ambientali da parte degli operatori stessi
Knowledge Spillovers, Congestion Effects, and Long-Run Location Patterns
We introduce an evolutionary two-country model to characterize long run location patterns of the manufacturing activities of competing multinational enterprises. Firms located in country 1 can decide to offshore their manufacturing activities to country 2. The profitability of production in a country depends on several factors: unitary costs of production, the number of firms that are located in each country, within-country spillovers, and cross-border spillovers. Furthermore, profits in country 2 are influenced by congestion costs. Country 1 is assumed to be technologically advanced and has an advantage in terms of internal spillovers. In contrast, country 2 offers lower production unit cost which, however, may be offset by congestion costs. The firms’ (re)location choices are based on a simple comparison of current production costs obtained in the two countries and the dynamics of switching is modeled by a simple replicator dynamics. The global analysis of the resulting one-dimensional dynamical system reveals that a large advantage in terms of unitary production costs encourages the firms to off-shore manufacturing activities to country 2. This off-shoring process stops when congestion costs offset this advantage of country 2, even though congestion costs do not cause all manufacturing activities to be re-shored to country 1. The re-shoring process can be accelerated by an increase of within-country spillovers in country 1, while cross-border spillovers tend to favor a geographic dispersion of manufacturing activities and make location patterns that lead to suboptimal long run outcomes less likely
Qualitative Methods in Continuous and Discrete Dynamical Systems
This chapter gives a general and friendly overview to the qualitative theory of continuous and discrete dynamical systems, as well as some applications to simple dynamic economic models, and is concluded by a section on basic principles and results of optimal control in continuous time, with some simple applications. The chapter aims to introduce some general concepts, notations and a minimal vocabulary concerning the study of the mathematical theory of dynamical systems that are used in the other chapters of the book. In particular, concepts like stability, bifurcations (local and global), basins of attraction, chaotic dynamics, noninvertible maps and critical sets are defined, and their applications are presented in the following sections both in continuous time and discrete time, as well as a brief introduction to optimal control together with some connections to the qualitative theory of dynamical systems and applications in economics
Coating thermal noise issue for Gravitational-Waves detectors
Thermal noise in amorphous coatings is a limitation for a wide range of precision experiments such as gravitational-wave detectors. Gravitational-wave detectors are Michelson interferometers with mirrors placed at the ends of two Fabry-Pérot cavities, in order to measure the relative motion of the two arms. Mirrors are composed of multiple thin layers of dielectric materials deposited on a substrate: the stack is made of layers with a high refractive index material interleaved with layers of low refractive index materials. The main goal is to obtain high reflectivity and low thermal noise at the same time. In this work I introduce the topic of thermal noise and thermo-optic noise and I show some experimental facilities that I have built during my PhD period and some experimental results concerning the metrology, fluoride coatings and thermo-optic characterization of tantala coatings.
Moreover, in the last chapter I show the results of finite element analysis simulations performed at Caltech regarding the behaviour of coatings that are not deposited on the whole substrate surface
- …
