305,244 research outputs found

    Introduzione

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    Questa pubblicazione, che è stata pensata come un’introduzione aggiornata allo studio linguistico del mòcheno, ha come obiettivo quello di raccogliere in un solo volume i risultati della ricerca linguistica più recente su questa lingua, coprendo tutti i livelli di analisi linguistica, alcuni dei quali non sono mai stati oggetto di studio prima d’ora, come la prosodia. I singoli interventi sul mòcheno sono affiancati da tre contributi su temi generali di grande rilevanza per lo studio di questa lingua minoritaria redatti da esperti internazionali. Abbiamo inteso questi interventi di carattere generale come una definizione di quello che, a nostro avviso, dovrebbe essere il quadro teorico nel quale è auspicabile si svolga lo studio delle lingue minoritarie: un quadro teorico che privilegi la descrizione corretta del dato linguistico e al contempo il confronto il più ampio possibile con le altre lingue e con le altre fasi linguistiche che presentano fenomeni simili. Per l’ampiezza dei temi trattati, il loro inquadramento teorico e la ricca e aggiornata bibliografia, comprendente anche le tesi di laurea e dottorato svolte sul mòcheno negli ultimi anni, il volume si pone come strumento fondamentale per chiunque si accosti allo studio linguistico di questa varietà di minoranza

    Aspetti sintattici del mòcheno: gli ordini OV/VO tra variazione e standardizzazione

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    Il presente contributo si propone di indagare la distribuzione della sintassi OV/VO nelle tre varietà di mòcheno con il fine di poter giungere ad una proposta di standardizzazione anche per questo settore della sintassi mòchena, sicuramente uno dei più complessi (Cognola 2013). Allo stesso tempo intendiamo offrire un percorso teorico valido anche per la soluzione di altri fenomeni della sintassi del mòcheno

    Introduzione alla linguistica del mòcheno

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    Il presente volume raccoglie i risultati più recenti della ricerca linguistica sul mòcheno, lingua di origine germanica parlata in tre comuni della Valle del Fersina in Provincia di Trento. L’ampiezza dei temi trattati, il loro rigoroso inquadramento teorico da parte di esperti di livello internazionale delle università di Monaco di Baviera, Tromsø, Verona, Trento, Padova e Venezia e la ricca e aggiornata bibliografia, comprendente anche le tesi di laurea e dottorato svolte negli ultimi anni, fanno del testo un’introduzione fondamentale alla linguistica del mòcheno e lo rendono, allo stesso tempo, uno strumento specialistico per chi intenda affrontare questioni legate alla dialettologia, al contatto linguistico e allo studio delle lingue minoritarie in ambito universitario

    Formen der “Herausstellung“ und Verlust der V2-Restriktion in der Geschichte der zimbrischen Sprache

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    Das Zimbrische, eine heute nur noch im kleinen trentinischen Bergdorf Lusérn, einst jedoch in einem viel größeren Gebiet gesprochene germanische Varietät, stellt ein linguistisch äußerst interessantes Forschungsobjekt dar. Zum einen verfügt sie über alte Sprachdenkmäler, die es ermöglichen, diachro-nische Untersuchungen über die syntaktische Entwicklung durchzuführen. Zum anderen ist die zimbri-sche Syntax im engen Kontakt mit den umliegenden norditalienischen Dialekten evolviert, so dass sie sich von der ursprünglichen germanischen sprich deutschen Basis entfernt hat. Sie hat allerdings nicht die romanische Syntax tout court übernommen, sondern nur in dem Maßen, in dem es die ursprüngli-che germanische Syntax zulassen konnte. So bietet die Erforschung dieser Varietät die Möglichkeit, die Grundstrukturen sowohl des Germanischen als auch des Romanischen zu untersuchen. Vorliegender Beitrag rekonstruiert den allmählichen Verlust der V2-Restriktion im Zimbrischen durch die diachro-nische Veränderung seiner Herausstellungsstrategie

    Diachronic Development in Isolation: The Loss of V2 Phenomena in Cimbrian

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    This paper deals with the syntactic development of Cimbrian, a German dialect, which was spoken for centuries in some enclaves in northern Italy. In particular, we argue that the ‘dismantlement’ of the V2 phenomenon is connected with a change concerning the ‘nature’ of specific word order patterns: from ‘allowed’ V2 exceptions to ‘unmarked’ and frequent constructions, i.e., from hanging topic (freies Thema) in WH clause to ‘new’ left dislocation modalities, which finally bring to generalized V3 in the declarative clause

    Introduzione

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    Questa pubblicazione, che è stata pensata come un’introduzione aggiornata allo studio linguistico del mòcheno, ha come obiettivo quello di raccogliere in un solo volume i risultati della ricerca linguistica più recente su questa lingua, coprendo tutti i livelli di analisi linguistica, alcuni dei quali non sono mai stati oggetto di studio prima d’ora, come la prosodia. I singoli interventi sul mòcheno sono affiancati da tre contributi su temi generali di grande rilevanza per lo studio di questa lingua minoritaria redatti da esperti internazionali. Abbiamo inteso questi interventi di carattere generale come una definizione di quello che, a nostro avviso, dovrebbe essere il quadro teorico nel quale è auspicabile si svolga lo studio delle lingue minoritarie: un quadro teorico che privilegi la descrizione corretta del dato linguistico e al contempo il confronto il più ampio possibile con le altre lingue e con le altre fasi linguistiche che presentano fenomeni simili. Per l’ampiezza dei temi trattati, il loro inquadramento teorico e la ricca e aggiornata bibliografia, comprendente anche le tesi di laurea e dottorato svolte sul mòcheno negli ultimi anni, il volume si pone come strumento fondamentale per chiunque si accosti allo studio linguistico di questa varietà di minoranza

    The expression of additivity in the Alps: German auch, Italian anche and their counterparts in Gardenese Ladin

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    Additive particles (e.g. English also) usually operate on a constituent (‘domain of association’) signaling that it has to be added to a list of items already introduced in the context or inferable. In addition, they can also exhibit a more grammatical function acting as a focused constituent itself or a modal particle. In the present contribution, we aim to provide a classification of the usage patterns and main grammatical functions of the additive item also in the standard languages spoken in the alpine region of Trentino-South Tyrol, i.e. German (auch) and Italian (anche) and in a regional language, Gardenese Ladin (belonging to the Rhaeto-romance group), which displays two forms: nce and ënghe. The data show that also fulfills the same functions in all the languages investigated; however, the use of German auch is the most evenly distributed among the different functions, while Italian anche is overwhelmingly used as additive particle in the narrow sense (its original function). Finally, Gardenese shows a mixed behaviour: the use of nce resembles that of Italian anche, but ënghe is frequently used as focalised constituent, like in German. However, its use as modal particle is much more restricted than in German

    Bilingual competence, complementizer selection and mood in Cimbrian

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    The system of Cimbrian embedded declarative clauses unfolds a puzzle w.r.t. the correlation between mood and complementizer selection. As a matter of fact, two different complementizers, i.e. az and ke, can select subjunctive or indicative in predictable contexts: az co-occurs with subjunctive in modal sentences whereas ke introduces indicative in purely declarative clauses, thus a perfectly binary pattern emerges. However, the data we collected in translation tasks from Italian into Cimbrian show the exist-ence of an unexpected symmetry-breaking structure, namely ke + subjunctive. The scenario is even more complex, though, since another unexpected pattern shows up which concerns the 1st person plural. In this very specific context only one complementizer is possible. The aim of our contribution is twofold: (i) accounting for the nature of the two Cimbrian complementizer az and ke and mood selection; (ii) explaining to what extent the two aforementioned unexpected phenomena are connected with contact-induced grammatical change

    Der verlust der Verb-Zweit-Regel und die Entwicklung der Clitic Phrase in der Geschichte des Zimbrischen. Empirische daten und theoretische analysen

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    La ricerca qui presentata ha il seguente titolo: „La perdita della regola del Verbo Secondo e lo sviluppo della Clitic Phrase nella storia del Cimbro. Dati empirici ed analisi teoriche“. Con il primo punto del titolo s’intende descrivere il tema principale del lavoro: si tratta, da una parte, della perdita graduale, nella diacronia di questa varietà germanica in isolamento, della proprietà sintattica del Verbo Secondo (= V2), la quale caratterizza, com’è noto, le lingue germaniche con l’eccezione dell’inglese, dall’altra, del mutamento della sintassi degli elementi pronominali come fenomeno direttamente correlato alla perdita del V2. Il secondo punto del titolo fa riferimento alla struttura del lavoro di tesi, organizzato in due sezioni principali: la prima presenta in modo empirico-descrittivo i dati della sintassi del Cimbro e ne ricostruisce l’evoluzione sintattica, la seconda propone un’analisi che tenta di spiegare in modo teoricamente adeguato la ricostruzione diacronica emersa dai dati empirici. Mentre la presentazione empirica dei dati del Cimbro fa uso degli strumenti descrittivi messi a disposizione dall’analisi per campi sintattici o zone (Felderanalyse), strumenti usati tradizionalmente per la comprensione dei dati della sintassi del Tedesco (cf. WÖLLSTEIN-LEISTEN; HEILMANN & STEPAN 1997 e TOMASELLI 2004a come pure la bibliografia ivi riportata), la parte analitica prende come quadro teorico di riferimento la teoria linguistica generativa, accogliendo anche le proposte teoriche formulate nella seconda metà degli anni ’90. Così, le due sezioni principali del lavoro, pur naturalmente rimandando l’una all’altra, possono essere, tuttavia, prese anche singolarmente. La questione principale di questa tesi si può riassumere nella seguente domanda: “Quali cambiamenti sintattici rappresentano, nello sviluppo storico di questa varietà germanica in contesto di isolamento e di solo contatto linguistico con varietà romanze, quei decisivi punti di svolta, i quali ne hanno allontanato sempre più la sintassi da quella germanica originaria avvicinandola a quella romanza?”The investigation presented here has the following title: "The Loss of the Verb-Second-Rule and the Development of the Clitic Phrase in the History of Cymbrian. Empirical Data and Theoretical Analysis." The first part of the title describes the primary theme of the work. It treats on the one hand the progressively complete loss of the syntactic characteristic of the Verb-Second-Rule (= V2) in the history of Cymbrian, that is characteristic for Germanic languages with the exception of English. On the other hand it treats the change in the projection of the Clitic Phrase as a counterpart to the loss of V2. The second part of the title is directed toward the structure of this study which is also divided into two parts. The first is devoted to the empirical-descriptive presentation of the data for Cymbrian syntax and its diachronic reconstruction. The second part presents an analysis which theoretically-appropriate clarifies the reconstruction of the diachrony. The empirical presentation of Cymbrian data is based on the classically instrument for the description of German’s syntax, i.e. "field analysis" (cf. WÖLLSTEIN- LEISTEN; HEILMANN & STEPAN 1997 and TOMASELLI 2004, as well as the literature listed there). The analytical portion of the study is carried out using the framework of the generative linguistic theory as it was discussed and developed in the second half of the 1990s. Obviously the two major sections are related to one another, but each can stand alone. The primary formulation of the question for this study can thus be formulated as follows: "Which syntactic changes represent crucial turning points along the path of the historical development of that Germanic variety in Romance surroundings, which caused this language to shift even more clearly from Germanic to Romance?
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