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Inquietudini nordiche in Sardegna
Nuova luce sull’enigmatico Maestro di Ozieri impregnato di inquietudini nordiche. L'articolo propone nuove ipotesi sull'artista
Sognare l'Arcadia
Gli esiti della pittura bolognese sulla cultura pittorica europea, in particolare delle grandi corti del Nord Europa, attraverso l'esame delle opere dei pittori Torelli e la loro ricezione oltralpe, nonché sulla nascente museografia, che nella Pinacoteca di Dresda, ricca di apporti della pittura italiana, ha visto un episodio portante. Vengono presi in esame anche il significato dell'accademie d'arte all'epoca dei lumi, sui rapporti tra letteratura e arti visive, sul mercato dell'arte, fiorente nel XVIII secol
Una aggiunta al catalogo del Crespi: San Giuseppe col Bambino sulle nubi
Viene presentata una nuova acquisizione al catalogo del grande pittore bolognese del Settecento, Giuseppe Maria Crespi, di recente ritrovata nei fondi della famiglia Caetani. L'opera viene posta a confronto con altre dell'artista per proporne una cronologia attendibile
Verso la città resiliente? L'esperienza di Byblos
La situazione di numerosi centri storici, anche proclamati dell'UNESCO patrimonio dell'umanità, è a rischio antropico e naturale. Molto di quanto vediamo con sgomento e orrore accadere potrebbe essere diminuito o addirittura evitato nella sua drammaticità se venissero applicate precauzioni possibili, secondo i criteri già indicati nel secolo scorso da Giovanni Urbani, cui si deve la messa a punto dei criteri necessari per la manutenzione programmata, ciò che consentirebbe appunto di ridurre il danno in caso di terremoti, inondazioni, attacchi terroristici. Per procedere in questa direzione, all'interno del programma NESCO ???, è stata effettuata una ricerca sul campo a Byblos, per verificare come una procedura che potrebbe divenire addirittura standard per semplicità e coinvolgerebbe la popolazione del luogo, con tutti gli evidenti vantaggi che ciò potrebbe comportare, sarebbe attuabile. Da ciò una ipotesi di protocollo internazionale. in questa sede viene discusso il principio da cui discende il progetto che quindi si illustra e quanto è stato verificato sul campo, attraverso una campagna condotta a Byblos
Pro e contro la continuità tra monumenti antichi e chiese : il tempio di Antonino e Faustina, le terme di Diocleziano, il Pantheon e il Colosseo a Roma intorno al 1750
Intorno al 1750, nonostante la censura imposta dal governo pontificio ai periodici romani, più voci sembrano protestare contro la distruzione o la cattiva conservazione dei monumenti antichi: in alcuni casi ciò che è in discussione è il riuso cristiano di alcuni di questi edifici. Tra questi: il Colosseo
I disastri della guerra. Perché salvare la cultura?
War – any war, of any kind – is a disaster of immense proportions, both for the loss of human lives and for the annihilation of a people’s culture and history, of an entire civilization. For these reasons, the international conference, the proceedings of which are published in this volume, was titled The Disasters of War. Why Save Culture? A provocative title meant to draw the attention of civil society, to take stock of the global situation, and above all, to propose innovative solutions for the preventive protection of the world’s cultural heritage – historical, artistic, archaeological, and monumental.
The conference was conceived and promoted by SIPBC, the Italian Society for the Protection of Cultural Heritage, in collaboration with the University of Bologna.PublishedLa guerra – qualunque guerra, di qualunque tipo – è un disastro di proporzioni immani, per le perdite di vite umane e anche per l’annientamento della cultura, della storia di un popolo, di una civiltà. Per questi motivi, si è deciso di intitolare il convegno internazionale di studi di cui questo volume pubblica gli atti I disastri della guerra. Perché salvare la cultura? Un titolo provocatorio per sollecitare l’attenzione della società civile, per fare il punto sulla situazione mondiale e, soprattutto, per proporre soluzioni innovative per la salvaguardia preventiva del patrimonio culturale universale, storico, artistico, archeologico e monumentale. Il convegno è stato ideato e promosso dalla SIPBC, Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali, in collaborazione con l’Università di Bologna
Benedetto XIV e le arti del disegno Convegno Internazionale di Studi di Storia dell'Arte ; (Bologna 28 - 30 novembre 1994)
Filippo Paladini, Scipione Pulzone
Di Filippo Paladini, artista toscano costretto, per una condanna per rissa che lo colpì in contumacia, a riparare a Malta e quindi rifugiarsi in Sicilia all'inizio del XVII secolo, si ricorda, dopo le ovvie informazioni sull'apprendistato fiorentino accanto a colti rappresentanti della maniera fiorentina, la prolungata attività per centri quali Palermo, Caltagirone, Catania, Licata, Modica, Enna... città nelle quali lasciò ottime prove della sua maniera colta e sontuosa, debitrice dai modelli della sua prima attività toscana ma toccata, sul finire, dall'incontro con l'arte di Caravaggio, del quale seppe intendere la genialità. Scipione Pulzone fu tra gli interpreti più eletti e rigorosi della cultura della Controriforma, nelle molte sue pale severe e ligie al dettato cattolico; la sua attività sicula fu favorita dalla protezione dei Colonna, che lo favorirono per la assegnazione di un dipinto purtroppo perduto, Cristo sulla via del Calvario, per Marcantonio I di Palermo, cui seguirono le commesse di altre due tele di tema mariano, per Milazzo e Mistretta, inviate da Roma in Sicilia. La sua arte fu di fondamentale importanza per lo svolgimento della pittura contoriformata nell'isola
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