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    TAGNIN, S.; BEVILACQUA, C. (org). Corpora na Terminologia. São Paulo: Hub Editorial, 2013. 235p.

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    Resenha do livro: TAGNIN, S.; BEVILACQUA, C. (org). Corpora na Terminologia. São Paulo: Hub Editorial, 2013. 235p

    Preface

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    This book conveys attention to the theme of transition toward resilience and sustainability and its evolutionary perspective that emphasizes the complexity and uncertainty in which governments and society are called to take action in response to the ongoing severe and pressing challenges and find shared visions and pathways for an alternative future. Therefore, the book aims to bring together scholars from a wide range of disciplines to creatively engage with the current debate on how the recovery and resilience plans will shape the future of cities and regions in Europe. It primarily targets the academic and policymaker communities involved in managing the complexity of the transition processes that regions and cities are called to address in facing the pressing and severe current challenges they are exposed to

    Development policy and Urban planning in Southern Italy. From regional to local level

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    The purpose of this paper is to investigate the failure of development policies in southern Italy by a different channel of exploration. The coordination between urban planning and economic reasoning represents the unusual place of analysis. Even though the common opinion is used to remarking the bottlenecks during the process of policy implementation (policy-action dichotomy) as the principal cause of this failure, a different thesis is here hold. More precisely, it is argued that the lack of that coordination would have slowed down the process of development. The regional level of analysis concerns the long run practice of development policies in three sample regions. The lack of coordination is the missing link during two different periods of investigation. The first period is characterized by a stronger presence of central aid to the South than the second ones. The comparison of the results, concerning the two periods, shows interesting points of further investigation regarding the degree of dependency on the central aid. The local level of analysis tries to point out how the local (provincial) economic structure react to the public investment dealing with the territory, such as infrastructure, housing, etc. The analysis is an impact evaluation using the I/O model. Therefore, it is a short run analysis, that aims at investigating the future potentialities due to present public investment. To achieve valid results, the Input Output provincial table considers not only foreign, but also domestic trade (with the rest of Italy). Considering an I/O open model, the analysis might attempt to define the weight of the southern province (Salerno) within the nation. The results of both levels of analysis prove that the most part of the South is used to acting through short run economic policy. Economic planning, as well as other forms of planning cannot success because planning would mean much more control on the distribution of effects

    Politiche di sviluppo e Pianificazione Territoriale. Tra innovazione e prassi ordinaria

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    L’attualità della crisi della Pianificazione urbanistica, nei termini convenzionalmente riportati sul tipo di strumento da adottare, sia esso piano o progetto, prescinde da alcune considerazioni di ordine epistemologico che rimandano ad una diversa impostazione del problema del perché si sia verificata una discrasia tra obiettivi ed esiti. Il rimando ad un’impostazione diversa da quella tecnicistica, proposta per risolvere i soli problemi dell’efficienza nella Pianificazione urbanistica ha la sua originaria motivazione nel tentativo di ridurre il divario, sempre più marcato, tra la ricerca accademica e la pratica attuazione, in cui la bontà delle soluzioni adottate risiede non nell’uso di tecniche adeguate, dal momento che tale problema è decisamente successivo, ma nella formulazione di strategie e di politiche, nel complesso rapporto tra gli attori decisionali, nella ricerca del consenso dai contorni “pubblici” piuttosto sfumati. Si può, quindi, partire dal considerare che spesso si confonde la Pianificazione con l’Urbanistica, spostando la ricerca teorica ed operativa sui binari di una costante inefficienza delle soluzioni adottate, rendendo marginale la questione dell’efficacia degli interventi pubblici, degli “effetti incerti o controproducenti di una politica [che] possono venire attribuiti alla crescente complessità ed interrelazione, a livello economico e sociale, delle attività che si svolgono nella società.

    Le politiche di sviluppo nel Mezzogiorno

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    Negli anni seguiti al grave sisma che colpì la Campania e la Basilicata, venne formulato un diverso concetto di sviluppo che solo verso gli inizi degli anni ’90 ha avuto una sua, se pur lieve, pratica attuazione. Il modello proposto riguarda un processo di industrializzazione “diffusa che avrebbe dovuto avere i suoi nodi strategici proprio nei comuni maggiormente danneggiati dal terremoto” . Nella regione Basilicata furono istituite otto aree industriali, “le aree del cratere” tra cui Melfi, attraverso lo strumento legislativo del Contratto di programma istituito con la 219/81. L’intervento straordinario nel Mezzogiorno viene regolato in maniera organica solo con la legge n.64 del 1986, con la soppressione della Cassa e l’istituzione di una Agenzia, di chiara ispirazione anglosassone. L’iniziativa FIAT nel quadro complessivo delle politiche di sviluppo nel Mezzogiorno rappresenta un elemento di innovazione nella pianificazione regionale assistita, ed è per che questo può essere illustrata come una lettura del cambiamento della pianificazione per lo sviluppo del Mezzogiorno. Accanto alla mancata attuazione delle teorie dello sviluppo economico, nelle regioni meridionali si è andata sempre di più consolidando l’assenza di un coordinamento tra politiche di sviluppo, più interessate alla crescita economica, e pianificazione del territorio

    il contributo della qualità spaziale nella programmazione delle risorse in Campania oltre l'asse città

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    Il rilancio della questione urbana all'interno delle politiche di sviluppo regionale rappresenta un elemento significativo della svolta strategica delle politiche di coesione, attraverso una spinta più competitiva che solo le città sono in gradi di avviare. Il controllo della qualità spaziale nella scelta allocativa delle risorse finanziarie pubbliche diventa un elemento di integrazione tra le scelte programmatiche e la definizione delle trasformazioni che tale scelte innescano. L’articolo illustra la centralità che la pianificazione strategica ha acquisito per la definizione di vsion di sviluppo urbano per le città, presentando le nuove linee guida che il CIPE ha predisposto per le aree urbane al fine di costruire piani strategici in linea sia con gli orientamenti comunitari, sia con gli indirizzi che ogni regione ha definito nei programmi di sviluppo per le città. L’elemento innovativo che si evince è il necessario collegamento tra programmazione e configurazione spaziale delle trasformazioni che la stessa programmazione attiva, seguendo l’approccio place-based
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