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    Equal pay and social justice: women’s agency, trade union action and international regulations. Italy, the ILO and the EEC in the global context (1951- 1977), «The International History Review», 2021.

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    The study builds on the international scholarship on equal pay as a global struggle, which peaked in the so-called Golden Age of the twentieth century but continued to be highly relevant in the decades following the UN International Women’s Year and nowadays as well. The debate and struggle for equal pay in Cold War Italy is investigated as a case study useful to understanding how the very concepts of equality and social justice were put into practice with regard to women workers. The specificity of the Italian context is investigated within a comparative perspective, which unveils how equal pay struggles connect different geopolitical spaces. In addition to the international scholarship, the article draws on parliamentary speeches, conference proceedings and archival material produced by women’s associations, trade unions, employers’ associations, the Italian government, the European Economic Community and the International Labour Organization. Particular attention is also devoted to the biographies of Italian women involved in the thirty-year struggle for equal pay and equality rights, which also played a role at the European and international level

    Precari e precarie: una storia dell'Italia repubblicana

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    Il volume ricostruisce per la prima volta la parabola storica della precarietà del lavoro nell'Italia repubblicana. Dibattiti e azioni politico-legislative sono esaminati parallelamente all'evolversi della percezione e delle lotte di precari e precarie che, dalla posizione di marginalità degli anni Cinquanta, sono oggi al centro di una rinnovata riflessione e mobilitazione sul lavoro. Grazie alla prospettiva storica e di genere, il libro sfata il mito del lavoro precario come problema contemporaneo, fornendo gli strumenti per comprendere i processi di precarizzazione degli ultimi sessant'anni, vecchie e nuove forme di precarietà, il ruolo degli attori sociali. L’autrice ripercorre le principali fasi della storia della precarietà: la sua scoperta negli anni del boom economico, la costruzione del lavoro stabile tra Parlamento e legislazione negli anni Sessanta, l’affermarsi della stabilità e la diffusione di rinnovate forme di lavoro precario negli anni Settanta, l’emergere del paradigma della flessibilità negli anni Ottanta, la nuova ondata di precarietà tra anni Novanta e Duemila, la sua normalizzazione negli anni della crisi global

    Le ombre del fordismo. Sviluppo industriale, occupazione femminile e precarietà del lavoro nel trentennio glorioso (Bologna, Emilia-Romagna, Italia)

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    Il volume si inserisce nell’attualissima discussione pubblica sulla precarietà del lavoro come fenomeno storico e sul ruolo del lavoro a domicilio nello sviluppo del sistema capitalista, affrontando una fase cruciale della storia dell’Italia novecentesca, il cosiddetto trentennio glorioso. La contestualizzazione globale dei problemi storiografici e uno sguardo inedito, che pone al centro la prospettiva di genere per indagare la relazione tra industrializzazione, occupazione femminile e precarietà, consentono di situare il caso di studio italiano ed emiliano-romagnolo all’interno del dibattito internazionale. La dimensione nazionale è il quadro di riferimento della prima parte del volume, che propone una rilettura del fordismo tra fabbrica e territorio; una disamina del rapporto tra crescita industriale e occupazione femminile; un’analisi del sistema di fabbrica e del lavoro a domicilio tra triangolo industriale e Terza Italia all’insegna del binomio stabilità/precarietà. La dimensione bolognese è l’orizzonte della seconda parte, che prende in esame le forme di discussione e mobilitazione contro la precarietà, a partire da fonti archivistiche, stampa politico-sindacale, inchieste edite e inedite, raccolte di fonti orali. I discorsi delle organizzazioni sindacali, dei partiti e delle associazioni femminili fanno da contraltare alla soggettività di operaie e lavoranti a domicilio nello svelare i persistenti nessi tra sfruttamento, precarietà, discriminazione e salute delle lavoratrici italiane

    Eloisa Betti, Gianni Rosas, Molestie sul lavoro: la Convenzione OIL n. 190 e la progettualità UDI Bologna. «Clionet. Per un senso del tempo e dei luoghi», 6, 2022, Doi: 10.30682/clionet2206z

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    La violenza e le molestie abbracciano tutti i settori economici, le professioni, le tipologie di impiego e riguardano tutte le persone nel mondo del lavoro. L’articolo fornisce un quadro della normativa italiana e internazionale e analizza i risultati di un progetto sperimentale di formazione/informazione realizzato dall’Udi sulla base di un approccio integrato, che riconosce come fondamentali le interconnessioni tra violenza domestica e mondo lavorativo

    Lavoro a domicilio e relazioni di genere negli anni Cinquanta. Appunti sul caso bolognese

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    Although industrial homework is not a new topic in Italian labour and women’s historiography, its impact on 1950s gender relations has not yet been fully analysed in a urban perspective. The article explores the spread of industrial homework in the 1950s and its effect on the Italian urban areas, focusing on the city of Bologna where female employment in manufacturing was especially high. The relationship between the Bolognese economic structure and the spread of homework in the 1950s is addressed together with the different aspects of the relationship between gender and homework, including the feminization of homeworkers, the gender relations within homeworkers’ family and the neighbourhood, the (un)gendered memories and representation of homeworkers. Furthermore, homeworkers’ material working condition are analysed along with forms of self-organization and the struggles they promoted to deal with those conditions

    Precarietà ed impatto di genere nell’industria automobilistica europea

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    La ricerca si è concentrata sugli effetti dei processi di ristrutturazione industriale che hanno interessato negli ultimi anni l'industria automobilistica, determinando una scomposizione e ricomposizione dei settori, delle imprese, dei luoghi di lavoro e dei lavori stessi. L’obiettivo è stato quello innanzitutto di analizzare gli effetti che questi processi di ristrutturazione hanno provocato sui livelli occupazionali e sull’organizzazione e le condizioni di lavoro delle industrie automobilistiche e delle rispettive catene di sub-fornitura. Sono stati inoltre esaminati i mutamenti avvenuti nelle relazioni sindacali, nelle strategie di rappresentanza degli interessi e nella contrattazione collettiva lungo la catena del valore. Infine, all’interno dei diversi sistemi nazionali, sono stati indagati i tentativi di ricostruzione delle relazioni industriali e le buone pratiche che ne sono scaturite

    Mutamenti nei rapporti di lavoro in Italia dalla crisi degli anni '70 alla flessibilità

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    Nel corso degli ultimi vent’anni, sulla scia del processo di crisi e trasformazione degli anni ’70, si sono verificati importanti mutamenti nei rapporti di lavoro, che hanno provocato lo scardinamento della centralità del rapporto di lavoro standard, ovvero il lavoro subordinato a tempo determinato. L’intento del libro è quello di analizzare tali mutamenti nel loro contesto storico di riferimento, alla luce della recente diffusione di forme di precarietà lavorativa. A tal fine, viene preso in esame il processo di “flessibilizzazione” che ha interessato i rapporti di lavoro a partire dagli anni ’80. Di esso viene tracciata l’evoluzione sia attraverso la ricostruzione dei principali interventi legislativi e delle politiche del lavoro ad essi legate, sia tramite l’analisi dell’impatto effettivo dell’introduzione dei cosiddetti lavori “atipici” sull’occupazione e sull’intero mercato del lavoro. Un’attenzione particolare è riservata all’analisi delle trasformazioni avvenute in seguito ai mutamenti dei rapporti di lavoro nell’occupazione femminile e nelle modalità di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. L’interrogativo di fondo è se la generalizzata diffusione di forme di precarietà lavorativa sia davvero l’esito inevitabile di quel processo di “flessibilizzazione” dei rapporti di lavoro portato avanti negli ultimi due decenni
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