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Nota introduttiva a Auctoritas non veritas facit legem. Variazioni sinfoniche su giusnaturalismo e volontarismo giuridico - Volume primo
L'uovo e la Fenice. Mario Pagano e il problema della rivoluzione
Il volume si propone di evidenziare come la filosofia della storia di Mario Pagano, di stampo ciclico e degenerativo, e la sua concezione antropologica, secondo la quale il nocciolo della natura umana è immodificabile, impediscono di ravvisare nel pensiero del filosofo lucano precedente alla Rivoluzione francese i germi di una dottrina della rivoluzione. Tali premesse vanno piuttosto rinvenute nella sua prospettiva giusnaturalista, che pone uno scarto radicale tra i valori morali e la storia che dovrebbe incarnarli. In ogni caso, anche nella produzione teorica immediatamente precedente alla instaurazione della Repubblica napoletana e nella successiva attività legislativa nei brevi mesi della Repubblica, la dimensione rivoluzionaria, in specie nella sua declinazione giacobina, risulta ampiamente subordinata rispetto a quella originaria, di matrice illuminista
L'edizione critica della "Scienza della legislazione" di Gaetano Filangieri
L’articolo intende discutere i più rilevanti risultati scientifici raggiunti con l’edizione critica della "Scienza della legislazione" di Gaetano Filangieri, curata da una equipe di studiosi coordinati da Vincenzo Ferrone, soprattutto facendo riferimento alle edizioni novecentesche di questa opera. Si intende altresì segnalare la rilevanza del lavoro di individuazione delle fonti implicite, antiche e moderne, utilizzate dall’illuminista napoletano nella stesura della sua opera
Nota introduttiva a MARIO PAGANO, Disegno del sistema della scienza degli ufizj
Il "Disegno del sistema della scienza degli ufizj" fu la prima opera di Mario Pagano scritta in lingua italiana. Sia pure embionalmente, vi compare la traccia di alcuni temi e suggestioni sviluppati dall'illuminista lucano nelle opere più mature: la dottrina giusnaturalista e una filosofia della storia di stampo ciclic
Garanzie processuali e diritti dell'uomo nella dottrina della pena di Gaetano Filangieri
La ragione prudente. Gaetano Filangieri e la religione delle riforme
Gaetano Filangieri (1753-88), cadetto di una delle più blasonate famiglie napoletane, maestro di una intera generazione di riformisti e di rivoluzionari napoletani, è stato uno dei maggiori illuministi italiani ed europei. La sua opera più importante, la monumentale e incompiuta “Scienza della legislazione” (1780-91), fu accolta con entusiasmo in tutti i circoli illuministi e riformatori d’Europa, ma ebbe una importante fortuna anche nelle Americhe. Lo studio ripercorre le tappe fondamentali della biografia intellettuale del riformatore partenopeo, offrendo una ricostruzione del contesto italiano e internazionale in cui maturò la sua dottrina e dando conto della circolazione nazionale e internazionale del suo pensiero. Si sforza poi di analizzare gli scritti minori del filosofo, come le "Riflessioni politiche" e il "Parere sul Tavoliere di Puglia", oggi pressoché dimenticati. Individua le fonti illuministe della “Scienza della legislazione”, cercando altresì di spiegare il significato del ricorso ridondante a quelle antiche. Si propone, infine, di prendere in esame i nuclei tematici principali che attraversano la “Scienza della legislazione”: la dimensione “storicista” e le ragioni della prudenza politica; il contemporaneo ricorso al modello giusnaturalista e organicista per spiegare la nascita del potere politico; gli spunti per un costituzionalismo moderno; il difficile equilibrio tra riforma e utopia, che rende l’opera uno scritto sospeso tra una esaltazione tardiva del mito del roi philosophe e la generosa prefigurazione di un modello repubblicano; la riforma dei codici penali; il progetto riformatore in ambito economico; il piano nazionale di educazione pubblica; le ambiguità relative alla libertà di espressione e la dimensione massonica del progetto appena abbozzato di riforma in ambito religioso. Tutto questo al fine di evidenziare la natura radicalmente riformatrice dell’elaborazione filangieriana e al contempo sottolineare il gradualismo del suo progetto politico, sorretto da una concezione filosoficamente prudente della ragione
La repubblica dei moderni
Nell’articolo si intende evidenziare la nascita dell’idea moderna di repubblica così come emerge dagli scritti di alcuni illuministi, democratici e liberali, vissuti nella stagione rivoluzionaria a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo: Filippo Mazzei, Condorcet, Benjamin Constant. A partire dalle tesi interpretative avanzate da Gabriele Magrin nel suo volume sulla "Repubblica dei moderni", si vuole specificare in particolar modo la differenza tra il modello repubblicano classico, fondato su una visione comunitarista, democratico-diretta e sui valori di una società chiusa, rielaborato nel Settecento da autori come Rousseau e Mably, e il modello repubblicano dei moderni, incentrato sulla democrazia rappresentativa, il costituzionalismo liberale, la difesa dei diritti soggettivi, i valori di una “società aperta
Filosofia della natura ed etica della libertà nel pensiero ecologista di Murray Bookchin
Murray Bookchin (1921-2006), tra i maggiori pensatori anarchici della seconda metà del Novecento, è stato altresì uno dei pionieri del pensiero ecologista, di cui ha fondato una specifica corrente, denominata “ecologia sociale”. Si prende qui in analisi la filosofia della natura elaborata da Bookchin, liberamente ispirata alla logica di Aristotele e alla filosofia heheliana, che ha come tratto distintivo quello che il pensatore americano chiama “naturalismo dialettico”. La natura, secondo Bookchin, ha un “telos” inscritto nella sua stessa struttura razionale, che viene dispiegato, rendendosi così sempre più palese, dal suo processo evolutivo. Questo fine è la libertà: fine iscritto nello sviluppo della natura e che pertanto il genere umano, che della natura costituisce la parte più avvertita e cosciente, non può negare. La struttura gerarchica e autoritaria della società ha allontanato l’uomo dalla natura e dunque dal suo vero fine: l’umanità deve comprendere il proprio ruolo all’interno del processo evolutivo e favorire la piena attualizzazione storica del progetto libertario racchiuso nella sua natura
Il garantismo penale di Gaetano Filangieri
Il terzo libro della "Scienza della legislazione" di Gaetano Filangieri, dedicato alla riforma del diritto penale processuale e sostanziale, è quello che da un lato presenta i maggiori caratteri di sistematicità e originalità, dall’altro meglio evidenzia i presupposti giusnaturalistici della filosofia politica dell’illuminista napoletano, benchél'autore faccia ricorso, anche in questa parte dell’opera, al modello organicista per quanto riguarda la giustificazione del potere politico e in specie del diritto di punire. Criticando radicalmente il modello processuale d’antico regime, fondato sul metodo inquisitorio (delazioni segrete, tortura, connubio tra magistratura giudicante e inquirente, posizione di inferiorità della difesa), Filangieri elabora e propone un modello accusatorio puro volto al contenimento della prassi punitiva, caratterizzato dall’accusa privata, dall’oralità e dalla pubblicità, dalla parità tra gli attori del processo, da rigorosi metodi di selezione delle prove, dal ripudio della carcerazione preventiva e della tortura
Un'approssimazione politica all'anarchia: il federalismo libertario di Pierre-Joseph Proudhon
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