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    Allegoria templare e topologizzazione del corpo di Cristo nel Vangelo di Filippo (NHC ii, 3)

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    L’articolo analizza la pericope 69, 14 - 70, 4 del Vangelo copto di Filippo , ove l’Autore gnostico narra della presenza, a Gerusalemme, di tre case del sacrificio, connettendole (almeno apparentemente) ad altrettante pratiche rituali valentiniana. La tesi che qui si vuole sostenere è che a governare tale complessa articolazione teologica sia una sistematica e pienamente dispiegata allegorizzazione dei luoghi neotestamentari indicanti la pretesa messianica di distruzione e ricostruzione del Tempio, gnosticamente interpretata come assunzione da parte di Cristo delle diversificate nature antropologiche che differentemente specificano l’attitudine della creazione verso i misteri del Pleroma. Il Tempio/Corpo di Cristo/comunità degli eletti realizza, quindi, una topografia della salvezza.The main aim of this article is the analysis of the Coptic Gospel of Philip’s pericope 69, 14 - 70, 4. There, the Gnostic Author introduces the three houses of sacrifice in Jerusalem, linking them with three valentinian ritual practices. My argument is that such connection is due to a complex process of allegorical reading of the NT’s passages related to messianic claim to destroy and rebuilt the Temple in Jerusalem. This pretense is gnostically understood as the assumption from Christ of the different anthropological natures. Therefore, the Temple/Christ’s Body/Chosen People’s Community fulfills a topography of Salvation

    (Ri)leggere Nag Hammadi: un’introduzione

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    Nell’inverno tra il 1945 e il 1946 vennero ritrovati in Egitto, non lontano dall’odierna Nag Hammadi, dodici codici manoscritti – più alcuni fogli di un tredicesimo – in lingua copta. Realizzati tra IV e V secolo d.C. copiando opere anteriori originariamente composte in greco, contenevano circa cinquanta trattati fra antichi vangeli apocrifi, scritti gnostici, testi ermetici e persino un frammento della Repubblica di Platone. Il volume ne offre la prima traduzione italiana integrale. Le traduzioni, realizzate da un gruppo di specialisti, sono accompagnate da aggiornate introduzioni e da un agile apparato di note. Completano il libro un’introduzione generale su alcune questioni di metodo, una presentazione e traduzione completa dei “colofoni” dei codici, e un saggio sulla contestualizzazione dei codici nella letteratura copta e sul relativo dibattito contemporaneo

    The Nag Hammadi reception of 1 Enoch. Some preliminary remarks and a case study: a Valentianian exposition (NHC XI, 2; CPG 1216; CC 0669)

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    The present article aims at providing a preliminary analysis of the literary and doctrinal relationship between the Nag Hammadi corpus and the Greek translation of 1 Enoch. The first section is devoted to examining the manuscript evidence for the Coptic reception of the Enochic dictate. The second part offers a more specific survey of this debated issue of the Valentinian Exposition (NHC XI, 2) and the socalled Liturgical Fragments (NHC XI, 2a-e)

    Cesare Baronio, Isaac Casaubon e la homonymia vocis logos

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    The present article aims at providing an in-depth analysis of the first paragraphs of Casaubon's Exercitationes, where the Swiss philologist refutes the most relevant methodological options expressed in the Apparatus of Baronius' Annales Ecclesiatici. Specific attention will be paid to Casaubon's critical reading of Baronius' claims regarding Pagan and Jewish prophecies about the incarnation of Jesus

    Intelletto e anima / caldo e freddo: una dialettica valentiniana in Origene?

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    The article examines Origen's doctrine of the soul, with the main aim to show its continuity with the relationship between soul and spirit as established and developed by the school of Valentinus, and more specifically by Gospel of Truth 34, 20-34. By means of an in-depth analysis of the philosophical background implied by such theologoumenon with special reference to Platonic and Stoic interpretations, this paper attempts to trace anew the historically complex connection between the notions of "cold" and "soul", and "hot" and "spirit". As a result, the Valentinian doctrine of the cooled soul is identified as the prime source for Origen's doctrine as decreibed in Prin II, 8

    L'interpretazione valentiniana di GV 4,35-38

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    The main aim of the present article is to provide an in-depth analysis of the interpretation Valentinianism developed about the relation between “sower” and “reaper”, linked to the reception of John 4, 35-38. This con- tribution builds on a synoptic analysis of the only two valentinian passages in which sowing and reaping are respectively matched with “winter” and “summer”: Heracleon’s fragments 35-36 and «Gospel of Philip» 52, 26-36. The analysis shows the systematic and technical parallelism between sowing and reaping and the psychic and pneumatic economies. Finally, the idea is mooted of a merely anti-marcionite use of John’s pericope by Irenaeus

    Valentinus gnosticus: Note a Ref VI, 36, 6-8

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    In the framework of Valentinus’ conspicuous production, this article analyses in depth the complex fragment 8. Pointing out some of the major limits of the psalm’s prevalent interpretation, which aim at undermining its technically gnostic nature, the contribution emphasizes a structural consonance between fragment 8’s theology and the most representative features of Valentinianism, as it is testified by Irenaeus’ Great Notice. At the same time, the analysis brings out significant peculiarities, through which it will be possible to shed some light on the elusive figure of gnostic Valentinus

    L'Atto di Pietro e le origini della comunità cristiana di Roma

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    La galassia testuale che trae origine dalla figura dell'apostolo Pietro rappresenta uno degli ambiti di studio più affascinanti e fecondi offerti dal cristianesimo delle origini. Testi canonici ed apocrifi si intrecciano, infatti, nel tentativo di costruire, a partire dalla diverse memorie relative a Pietro, una silhouette sempre cangiante e plurivoca. Il volume, nel prendere in esame analiticamente un tale groviglio di opere, questioni, domande aperte, approfondisce l'analisi di un breve testo rinvenuto in lingua copta, capace di svelare orizzonti inconsueti sui primi secoli del fenomeno cristiano. L'Atto di Pietro - fulminea narrazione incentrata sulla figlia dell'Apostolo, concupita da un ricco lussurioso e provvidenzialmente paralizzata da Dio - permette di penetrare alle origini non solamente della dogmatica cristiana, ma soprattutto della faticosa formazione dell'identità religiosa ed esistenziale dei primi credenti in Cristo, svelando una nuova ipotesi intorno all'organizzazione ecclesiale e agli orientamenti teologici dei primi seguaci cristiani a Roma

    Il libro aperto. Indagine sulla ricezione valentiniana della "tradizione letteraria enochica"

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    La Scuola di Valentino descrive la complessa intersezione tra una dominante opzio- ne teologica cristiana e l’accoglimento, pur parziale e recessivo, delle altre fonti di rivelazione che la creazione è stata resa capace di produrre e manifestare. Tra que- ste, il presente volume intende sottolineare la rilevanza di quella tradizione testuale che gemma dal racconto del perverso innamoramento degli angeli per le figlie degli uomini, germinalmente narrato nel Libro dei Vigilanti. Attraverso un’indagine dalla vocazione diacronica – muovendo dalla lettura storico-critica degli ipsissima verba di Valentino per spingersi sino ai testi copti rinvenuti presso Nag Hammadi – il contributo analizza la pervasività della tradizione enochica negli scritti valentiniani. Emergerà come, a partire da un complesso processo di rilettura e riscrittura di tale nucleo mitico-concettuale, la scuola di Valentino realizzi la piena ibridazione della urgente storicità proto-cristiana con le coeve categorie ontologiche di derivazione platonica: la salvezza comincia a essere pensata in termini di natura, e comincia a delinearsi una teoria della libertà e del libero arbitrio. Nondimeno, tale operazione assume l’aspetto di una dislocazione – non di una rimozione – della riserva cari- smatica del pensiero cristiano delle origini, la quale viene promossa a governare la struttura ontologica medioplatonica, in un processo di dominanza della rivelazione sull’Essere, della gnosi sulla filosofia e sulla fede, della libertà divina sulla libertà umana; processo che, governato da un lettura cristologica e sfrenatamente alle- gorica del mito dei Vigilanti, segnerà il carattere eminentemente cristiano dello gnosticismo tutto. L’interrogazione sulla necessità della fine stessa della creazione trova, infine, nella gnosi valentiniana una risposta inedita, che conduce a rivedere la domanda mede- sima: la creazione è destinata a un termine – storicamente preannunciato dall’in- carnazione di Cristo, ma eternamente realizzato nella logica sacrificale che governa la struttura del Pleroma gnostico – non a causa di una sua mancanza etica o onto- logica, storicamente o pre-storicamente sopraggiunta, ma a motivo di una effettiva scissione della volontà di Dio stesso, il quale è chiamato al compito di disdirsi, di articolare due catastasi, di determinare con la propria conversione la storia salvifica del mondo. E se Dio si converte, ogni struttura di comprensione del percorso che conduce ai tempi ultimi, qualora non sia illuminata dalla nuova volontà divina, perde eo ipso la propria capacità di significazione
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