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Giovanni Battista Benedetti. Ein Renaissance-Protowissenschaftler als Intellektueller
This essay discusses the person and achievements of Giovanni Battista Benedetti as an instance of Renaissance proto-scientist and intellectual
La topografia di Roma
di Gio. Batt[ist]a Nol[l]i dalla maggiore in qvesta minor tauola dal medesimo ridot[t]a ; e da Ignazio Benedetti incisaWidmungskartusche oben links: "All. emo. e rino. Sig.r Sig.r p.ne Col.mo il Sig.r Cardinale Gio. Carlo Boschi..."Ansicht unten (Petersdom bis Capitol), Legende links und rechts Mitt
Qualche parola d’introduzione
Il volume dedicato a Grado Giovanni Merlo in occasione dei suoi 65 anni da amici e colleghi si caratterizza per una grande vraietà di temi dai quali emergono due filoni di ricerca prvilegiati, la storia religiosa medievale e la storia francescana
Il San Giovanni Battista. L'edificio cinquecentesco originario
Il Capitolo è inserito nel più ampio volume dedicato all’analisi della chiesa di San Giovanni Battista a Morbegno, realizzata nel tardo barocco della quale si è ricostruita la genesi e analizzato le particolari e le interessantissime caratteristiche tipologico-spaziali.
In questo contributo si è concentrata l’attenzione sulla preesistente fabbrica cinquecentesca - poi completamente demolita per realizzare la nuova costruzione - della qual fabbrica sono stati rintracciati importanti documenti/inventari inediti, che permettono di comprendere l’assetto originario della costruzione, i nessi con il convento adiacente e gli oggetti/arredi ecc. della vecchia fabbrica poi riadattati nella nuova struttura, tra i più significativi oggetti si segnala l’organo, visibile poi nei disegni di progetto per la nuova fabbrica
L’architetto progettista della nuova Collegiata e la cultura architettonica lombarda
l contributo, costituisce il terzo capitolo del volume ed è strutturato in due paragrafi in cui si torna a riflettere sull’attribuzione del progetto architettonico dell'interessantissima Collegiata del San Giovanni Battista Morbegno, edificata tra il 1680 ed il 1714, oggi quasi completamente restaurata dalla Fondazione Isabel & Balz Baechi. Necessariamente in questo contesto si riprendono gli studi già svolti da Simona Benedetti, pubblicati nel 2019, in cui si è individuato il progettista dell'opera valtellinese nella persona di Gerolamo Quadrio, architetto del Duomo di Milano dal 1658 al 1679, anno della sua morte. Qui si sviluppano ulteriori analisi riferite all’attività del progettista milanese, che ha concepito la splendida spazialità architettonica tra le ultimissime opere della sua carriera. Vengono proposte nell’ultimo paragrafo puntuali analisi comparative tra le sue opere, individuando tra queste le più significative per l’attribuzione del progetto della Collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno.The research represents the third chapter of the volume specifically dedicated to the history of the church of St. John the Baptist in Morbegno. Built between 1680 and 1714, this celebrated ‘Collegiata’ had been recently restored by the Isabel & Balz Baechi Foundation, which also supported a historical in-depth analysis. The paper consists of two paragraphs, in which we return to reflect on the attribution of the architectural design. Starting from the discoveries carried out by the Author in 2019 and already published, in which the designer of the Valtellina church was identified with Gerolamo Quadrio, chief architect of Milan’s Cathedral from 1658 to 1679, this new detailed work discusses the whole activity of the professional, who seemed to have conceived the architectural spatiality of St. John the Baptist at the very end of his career. By comparing his projects, it emerges the strictly existing relationship between his ‘modus operandi’ and the Morbegno church, confirming his participation in the invention and the following construction
La Collegiata di San Giovanni Battista a Morbegno opera inedita di Gerolamo Quadrio / Die Stiftskirche San Giovanni Battista in Morbegno ein bisher unbekanntes Werk von Gerolamo Quadrio
Si riassumono alcuni tratti del lavoro di ricerca ora pubblicato da cui si evince l'importanza della fabbrica del San Giovanni Battista come modello tipologico-spaziale tardo barocco e l'importanza di esso in riferimento al territorio valtellinese, lombardo e d'oltralpe.
La grande mole barocca che si costruisce abbattendo la precedente costruzione consacrata solo nel 1615 (molto più piccola dimensionalmente) è da inquadrare in quel processo di 'visibilizzazione territoriale' della presenza della confessione cattolica, messa in atto attraverso la costruzione di ingenti spazialità volumetriche nei territori delle Tre Leghe in cui avevano attecchito precedentemente le idee riformate dei Grigioni e dove quindi era necessario riaffermare anche visivamente la presenza dei cattolici.
E' importante in questo contesto il committente dell'opera, l'arciprete Giovanni Battista Castelli Sannazzaro, figura davvero mitteleuropea, personaggio formato e legato all'ambiente dell'arcidiocesi milanese, che aveva anche soggiornato a Vienna e Ratisbona al seguito del cardinal Carlo Carafa della Spina. Il Sannazaro, come è attestato dai documenti, si rivolge proprio all'ambito artistico milanese per la scelta degli artisti della nuova fabbrica, cercandoli nel contesto che aveva frequentato durante gli anni del canonicato presso la basilica di San Nazaro Maggiore a Milano.
Il lavoro di ricerca ha evidenziato la figura di Gerolamo Quadrio (peraltro architetto della fabbrica del Duomo di Milano dal 1658 alla sua morte) come progettista del San Giovanni Battista . Tale attribuzione è stata supportata, oltre che dalle numerose notizie storiche (edite e inedite) anche dalla puntuale comparazione con altre opere architettoniche presenti sul territorio lombardo di sua accertata paternità rintracciate a: Luino, Angera, Alzano, Como, Milano, Cantù, Cesano Maderno. Con queste nel volume sono stati sviluppati utilissimi confronti che evidenziano innegabili somiglianze e corrispondenze progettuali con l'opera valtellinese del San Giovanni Battista.
Risulta rilevante altresì che nella progettazione del San Giovanni Battista di Gerolamo Quadrio confluiscono e vengono metabolizzate sia la perizia tecnica, maturata dal Quadrio nel cantiere del Duomo di Milano, che specifiche soluzioni formali che lo stesso Quadrio aveva avuto modo di apprezzare nei cantieri barocchi romani durante il viaggio di aggiornamento (del 1667) inviato dal Presidente del Senato "per vedere le meraviglie che in essa vi sono".
Si può affermare inoltre che l'opera sia davvero rilevante nella Storia dell'Architettura, poichè costituisce un esempio progettuale 'molto precoce' di una tipologia che si ritrova successivamente replicata in ulteriori esperienze settecentesche piemontesi, lombarde ed europee sia viennesi che boeme
Una strana gioia di vivere : a Grado Giovanni Merlo
Il volume raccoglie saggi in onore di Grado Giovanni Merlo dedicati alla storia religiosa, alla storia francescana, e a temi eterogenei di storia moderna e contemporane
TRA ROMA E MORBEGNO PERSONAGGI E ARCHITETTURE NEL TARDO BAROCCO (testo del contributo letto al convegno)
In riferimento al restauro in corso della Collegiata di S. Giovanni Battista a Morbegno, di cui è ancora ignoto l’autore progettista del meraviglioso spazio barocco, è stato organizzato un convegno. L’intervento presentato ha seguito tre principali linee di sviluppo: in prima istanza si sono analizzati elementi di somiglianza con l’opera di Carlo Rainaldi che presenta molti punti di tangenza con l’opera in esame; poi si è analizzata la somiglianza con la produzione architettonica di alcuni possibili architetti, che potrebbero avere avuto un ruolo decisivo nella progettazione o per provenienza o per vicinanza con una committenza con i luoghi del comasco (famiglie nobili e prelati legati anche al pontefice Odescalchi, originario proprio degli stessi luoghi). Tra questi sono emersi i nomi di Giovan Battista Contini, Carlo Fontana, Carlo Buratti, padre Andrea Pozzo, figure che avrebbero potuto elaborare un progetto per la chiesa morbegnese, poi lasciato in esecuzione a maestranze locali. In fine si sono presentati due disegni inediti (non firmati) relativi alla fabbrica del S. Giovanni Battista, rintracciati a Como; dallo studio delle corrispondenze e delle differenze con l’opera realizzata è stato possibile riconoscere in essi i disegni di progetto e non di rilievo. Con l’ulteriore indagine archivistica, in corso per la pubblicazione degli atti, s’intende cercare una più certa attribuzione
Mario Benedetti, Goya e il suono nero delle cose
Il contributo intende analizzare il rapporto che intercorre tra la silloge poetica 'Pitture nere su carta' (2008) di Mario Benedetti e il ciclo pittorico delle 'Pinturas negras' di Francisco Goya
Mario Benedetti, Goya e il suono nero delle cose
Il contributo intende analizzare il rapporto che intercorre tra la silloge poetica 'Pitture nere su carta' (2008) di Mario Benedetti e il ciclo pittorico delle 'Pinturas negras' di Francisco Goya
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