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Diogeni Contemporanei. La sfida dell'orientamento come ricerca del Sè
L’orientamento diviene molto più che indicare la strada, ma costruirla insieme, attraverso l’organizzazione efficace di set e set- ting dell’apprendimento che assumano come qualità imprescindibile dell’educazione contemporanea proprio quella dell’orientamento alle scelte. Trasferendo il discorso in ambito universitario, intendiamo dire che la forma- zione accademica accoglie in sé una mission formativa dalla straordinaria va- lenza pedagogica, che si colora di una qualità dell’agire educativo e didattico che necessita, da un lato, di framework teorici di riferimento che inquadrino il fenomeno da una prospettiva più complessiva, critica ed ermeneutica e, dall’altro, di buone pratiche evidence-based che fungano da indicazioni utili per un agire personale e professionale sempre più consapevole e competente
Fostering Physical Literacy at School. A Feasible Pedagogical Model in Physical Education
L'alfabetizzazione motoria viene definita come una capacità umana fondamentale che può essere acquisita educativamente e che comprende la motivazione, la fiducia, la competenza fisica, la conoscenza e la comprensione che determinano la pratica continuativa di attività fisiche nel tempo. Si
tratta di una capability umana fondamentale che è alla base di un corretto stile di vita individuale e, pertanto, necessita di una sua promozione anche nei contesti formali dell’apprendimento, in primis la scuola. Come può l’educazione fisica promuovere e sostenere nel tempo questa competenza appresa, in
modo da formare soggetti attivi e proattivi nell’ambiente? Il presente contributo intende allora declinare il concetto di alfabetizzazione motoria come fattore alla base di una capability contemporanea, attraverso possibili scenari pedagogici a suffragio di una formazione umana a tutto tondo.Physical literacy is a fundamental human skill that can be educationally learned and that includes the motivation, confidence, physical competence, knowledge and understanding that determine the practice of physical activities over time. It is a fundamental human capability at the basis of a correct individual
lifestyle and, therefore, it needs a promotion even in formal learning contexts, first and foremost the school. How can physical education promote and support this learned competence over time, in order to educate active and proactive subjects in the environment? The paper therefore intends to decline
physical literacy as a factor at the basis of a contemporary capability, through possible pedagogical scenarios in support of a well-rounded human educatio
Sport d'élite e transizioni identitarie. Uno studio qualitativo su un ginnasta di classe mondiale di trampolino elastico
Le transizioni identitarie in ambito sportivo rappresentano una pista di ri- cerca ancora piuttosto inesplorata in ambito pedagogico, seppur il tema del- l’identità e delle relative crisi esistenziali sia stato ben approfondito dalla letteratura pedagogica negli ultimi decenni, complice anche la condizione postmoderna che ha ulteriormente caricato di drammaticità i processi di scelta e di orientamento individuali e collettivi. Crisi d’identità e ridefinizioni esistenziali personali e professionali sono state solamente alcune delle te- matiche che la pedagogia ha inteso investigare; tra di queste, però, l’ambito sportivo sembra ancora essere relegato ai margini. Se lo sport è da ritenere un contesto ad alto impatto emotivo-affettivo per gli atleti che lo vivono sin da giovane età, ci si domanda cosa accada allorquando un atleta d’èlite de- cida, in maniera volontaria o meno, di abbandonare la propria carriera spor- tiva, quali scenari gli si prefigurino e quali opportunità gli siano concesse. Per analizzare il fenomeno in profondità, è stato condotto uno studio di casosu un ginnasta di classe mondiale di trampolino elastico, attraverso l’utilizzo della narrazione di sè. La ricerca qualitativa ha seguito il processo di transi- zione identitaria di fine carriera dell’atleta nell’arco di 36 mesi, durante i quali sono state condotte delle interviste semi-strutturate che ci hanno permesso di ricostruire la processualità del fenomeno, attraverso una rete concettuale emersa grazie all’ausilio del software ATLAS. ti 6.0.Identity transitions out of sport represent a still unexplored research interest in pedagogy, even if identity and related existential crises has been well stud- ied by the pedagogical literature in recent decades, thanks to the postmod- ern condition that has also loaded of seriousness individual and collective choice and guidance processes. Identity crisis and personal and professional existential redefinitions were just some of the issues that pedagogy intended to investigate. Among these, however, the sports context still seems to be relegated to the margins. If sport is to be considered a context with a high emotional-affective impact for athletes who live it from a young age, what happens when an élite athlete decides, voluntarily or not, to abandon sports career? What scenarios are envisioned and what opportunities are granted to athletes? To analyze the phenomenon in depth, a case study on a world class trampoline gymnast was conduct, using narrative inquiry. The qualita- tive research followed the athlete’s identity transition out of sport process at the end of his sports career over 36 months, during which semi-structured interviews were conducted. This allowed us to reconstruct the processuality of the phenomenon, through a conceptual network that emerged from data analysis thanks to ATLAS. ti 6.0 software
Essere oggi. Corporeità in movimento tra neuro pedagogia e neurodidattica
Nel corso dei secoli il rapporto mente-corpo ha incontrato periodi di grande di- cotomia che si sono susseguiti ad altri di auspicata integrazione, il che ha in- fluenzato in maniera determinante tanto i modi di pensare quanto quelli di fare educazione. Seppur la fenomenologia, prima, e le neuroscienze, più di recente, abbiano sancito l’unione tra queste due componenti, sembrano ritornare alla ri- balta nuove antinomie, che non interessano tanto la relazione mente-corpo, quanto quella che si stabilisce, piuttosto, tra corpo-oggetto e corpo-soggetto. Di- venta necessario, allora, riflettere sul versante educativo, in modo da orientare i contesti formativi verso la costruzione di progetti di vita da intendere quali per- corsi di formazione ecologica ed olistica del Sè. Può essere di una certa utilità, allora, ricorrere alle più attuali frontiere della neuropedagogia e neurodidattica, quali presupposti teorico-epistemologici ed interventi metodologici in grado di favorire il ricorso a strategie formative integrate che possano conferire al sog- getto quelle formae mentis utili ad interpretare la complessità attraverso corpo- reità autentiche e in continuo movimento.Over the centuries the mind-body relationship had periods of great dichotomy or integration, hopefully still to realize, which has decisively influenced the different ways of thinking and acting education. Although phenomenology, first, and embodiment, neurosciences and bioeducational sciences, then, have established an integration between these two components, nowadays seem to come back again new antinomies that do not affect anymore the mind-body relationship but the one established between the body-object and the body- subject. It becomes necessary to reflect from an educational perspective, in order to guide educational and didactic settings toward the construction of life- projects, named as holistic paths of Self. It could be useful to refer toneuropedagogy and neurodidactics, as theoretical-epistemological frameworks and methodological interventions in order to promote integrated training strategies that may give to the subject frame of minds useful to interpret complexity through authentic corporeality always in movement
The Olympic Athlete as a Model of Never Ending Constructing Identity? The Pedagogical Point of View
Ending elite sport is a problem to cope with for many athletes (Grove, Lavallee, & Gordon, 1997). The reason why is the shift from a non-ordinary life, such as the one that athletes use to live in during the sport career, to another one, such as ordinary life. It may cause different forms of emotional discomfort related to a deep change, not only in lifestyle but also in personal, social, and financial factors. The motives are related to the re-configuration of identity, which often represents as dramatic for all the individuals who, by changing their role, have the necessity to restructure their personal identity all-round
Growth Mindset e formazione: la ricognizione della letteratura
Sul versante scientifico è indispensabile che si intercettino quei costrutti
che possono avere un ruolo decisivo nei processi formativi e di scelta, tra i
quali ci è sembrato particolarmente utile approfondire quello del Mindset di
Carol Dweck (2017). Si tratta di un costrutto ancora poco esplorato in Italia,
ma che ci sembra essere molto promettente per una riflessione pedagogica
che valorizzi le categorie del cambiamento, della riflessività e della pensabilità, quali terreni particolarmente fecondi per sollecitare il cambiamento delle
prospettive di significato, nell’ottica della promozione di apprendimenti che
siano auspicabilmente trasformativ
Before and after: which education to foster an adequate athlete’s identity transition of the athlete?
Identity transitions out of sport represent a widely research theme in psychology, which recognizes a processual dimension that does not concern only the moment of transition but the entire sports path. The processuality of this phenomenon directly calls into the question the pedagogy, urging it to reflect on which educational intentionality putting at the basis of such phenomenon and which tools to use to support an effective reshaping identity process. The chosen educational instrument is represented by educational guidance, interpreting it both as the main educa- tionally referring theoretical background and as the operational tool to prevent and accompany the possible forms of discomfort associated with this period of transition and of reorganization of Self
Futuri scenari degli insegnanti di attività motoria nella scuola primaria. Un fondamentale punto di svolta
Allenare e riflettere. Intersezioni di pedagogia e didattica dello sport
La riflessività è una tematica di ricerca che ha assunto negli ultimi de-cenni uno spazio decisamente importante anche nella letteratura peda-gogica, alla luce di quegli aspetti che sono in grado di dare senso e si-gnificato all’azione durante il corso del suo stesso svolgimento, dunque intendendola quale strumento formativo in grado di raccordare i diffe-renti modi dell’apprendere con le diverse forme dell’educare e dell’insegnare. La necessità di declinare questo costrutto in senso pedagogico è da ricondurre alle molteplici criticità che sono sempre più riscontrabili nei diversi contesti educativi, laddove si preferisca riferire le pratiche a comportamenti routinari piuttosto che a una riflessione che sia contem-poranea allo svolgimento dell’azione stessa; per tal motivo, la pedagogia è chiamata a tessere quel fil rouge in grado di collegare un sapere esclu-sivamente teorico o tecnico a uno più squisitamente riflessivo e metaco-gnitivo, ossia in grado di aiutare il soggetto ad analizzare e comprendere le diverse esperienze e di stabilire, di conseguenza, quali azioni siano più adeguate alle situazioni e alle emergenze contingenti. In un framework teorico di questo tipo si inserisce il presente volu-me, il quale ha inteso proprio declinare il tema della riflessività nell’ambito della formazione degli allenatori; si tratta di una pista di ri-cerca decisamente ardua e poco esplorata nella letteratura pedagogica e didattica, ma proprio per questo di una certa originalità. Non è facile, infatti, parlare di riflessività in ambito sportivo, visto che a un primo sguardo questa tematica potrebbe sembrare agli occhi di dirigenti spor-tivi ed allenatori troppo astratta e sganciata dal fare quotidiano; la sfida, allora, è proprio quella di sviluppare una visione alternativa a quella più largamente diffusa in contesti così tecnici e specialistici, allo scopo di ricondurre lo sport su un territorio pedagogico e didattico attraverso una massima che potremmo sintetizzare nella seguente formula: allenare formando
Body Conceptions and Educational Declensions in Motor and Sports Contexts. Some Notes inThe Margin
È piuttosto diffusa l’idea di senso comune che il corpo sia un qualcosa di scontato e parte di un ordine naturale. Le scienze dell’educazione hanno da tempo sottolineato che le rappresentazioni del corpo (e le relative pratiche educative) abbiano piuttosto un radicamento in determinati sistemi sociali e modelli culturali che fortemente orientano l’agire degli operatori professionali. Quali sono le principali forme di condizionamento che nell’attualità attraversano l’idea di corpo e di attività motorio/sportiva? Quale la loro forza culturale ed educativa? Nell’attualità, che vede emergere in maniera sempre più diffusa forme di disagio che chiamano in causa i corpi e le corporeità, l’impegno pedagogico è chiamato fortemente in causa, in particolare per quanto riguarda la rivisitazione delle pratiche educative motorio-sportive e, di conseguenza, la formazione dei suoi professionisti.The common sense that the body is something taken for granted and part of a natural order is quite widespread. The educational sciences have long emphasized that representations of the body (and related educational practices) are rather rooted in certain social systems and cultural models that strongly guide professionals’ actions. What are the main forms of conditioning that currently cross the idea of body and motor/sports activity? What are their cultural and educational strengths? Nowadays, where we can see the emergence of forms of discomfort in an increasingly widespread manner that involve bodies and corporealities, the pedagogical commitment is strongly called into question, in particular to the revisitation of motor/sports educational practices and, consequently, the professional training paths
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