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    Time Dominance in a Stochastic Framework

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    This paper extends the Time Dominance (TD) approach to the stochastic case, introducing two basic TD-like orderings for random cash flows. Dual characterizations based on discount factors for both of them are provided: the most original element introduced in this context is the possibility of stochastic discounting

    Sulla scomposizione del DCF

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    Si propone una scomposizione del DCF in quote di compentenza di periodo mediante l'impiego della trasformata di Fourier. Si estende la formula al caso di operazioni finanziarie miste, caratterizzate mediante la funzione cumulativa dei margini, anche nel caso di Internal financial law a tasso variabile

    Linear operator, time dominance and IRR

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    The paper deals with time dominance among cash flows in l1. We characterize the duality which underlies such a definition of dominance among cash flows and, thanks to this approach, we provide a general outline of the links between time dominance and internal rate of return

    On the flexible functional forms

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    This note proposes a general structure of the so-called "flexible functional forms" able to describe direct utility functions. It is obtained by solving the functional equation: f[U(x1, x2, ..., xn)]=H[f(x1), f(x2), ..., f(xn)] under two different sets of hypotheses. Moreover, some results are stated to garantee the monotonicity and the strict quasiconcavity of the utility function, according to the neoclassical theory. Finally it is showed how the best known functional forms as the CES, the Translog and the Cobb Douglas can be seen as particular cases of the model proposed, verifying which of them satisfy the found conditions for the monotonicity and the strict quasiconcavity of the utility function

    Multivariate risk attitude: a comparison of alternative approaches in sustainability policies

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    Risk aversion has an unambiguous meaning in the univariate context: But, what does it mean to be risk averse in the multivariate case? Concave Risk Aversion (CRA) and Multivariate Risk Aversion (MRA) are relevant extensions of the risk aversion concept used in the univariate case to the multivariate case, corresponding to concave and ultramodular utility classes, respectively. Although CRA and MRA can coexist, they are dramatically different in some ways, leading to opposite preferences under some circumstances, as in the face of irreversible risks. We introduce the notions of purely concave and purely multivariate risk aversion, related to disjoint utility classes. We apply the purely risk aversion notions to the field of sustainability, where catastrophic and irreversible outcomes can be faced, in order to highlight and compare the consequences of the two approaches on sustainability policies. In this respect, we provide three main results. First, the kind of risk aversion determines the pursued goal. Second, the principle of rejecting any fair bet is not always preserved. Third, sustainability policies induced by different risk aversions, if repeated, produce final states in which mean-variance criterion holds

    Analisi degli spread nelle operazioni di cartolarizzazione ex legge 130/99 e implicazioni per la struttura del sistema finanziario

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    Nello studio si era assunto l’obiettivo di esaminare le determinanti degli spread praticati sulle emissioni delle ABS realizzate da veicoli italiani ai sensi della legge n. 130 del 1999. Quale campione di riferimento per l’indagine si è scelto l’insieme delle emissioni di ABS relative alle asset class di PL e LR nel periodo intercorso dall’introduzione della legge 130 (aprile 1999) alla fine del 2001. Tale scelta è motivata dalla quota che le suddette emissioni hanno rivestito nel mercato nel periodo di rilevazione, confermata, come visto, nel corso del primo semestre del 2002. Dalle verifiche condotte, emerge come sussista una considerevole differenza tra spread effettivi e default spread, determinando quest’ultimo sulla base delle probabilità di default e dei tassi di recupero indicati dall’agenzia Standard&Poor’s. Il modello utilizzato per la determinazione del default spread è stato formulato sulla base di modelli di break even proposti in passato da altri autori per lo studio dei rendimenti di altre tipologie di strumenti finanziari del comparto obbligazionario. Tale modello, che fonda sull’ipotesi di neutralità al rischio degli investitori, è stato qui rielaborato al fine di ottenere il sovrarendimento teorico delle ABS rispetto all’Euribor, incorporando le probabilità di default e i tassi di recupero, ottenuti esogenamente dalle più recenti basi tecniche prodotte da Standard&Poor’s. Pur avendo calcolato i default spread relativamente a probabilità di default e tassi di recupero non specifici delle ABS italiane, in quanto non disponibili, si è provato che lo scostamento tra spread effettivi e default spread difficilmente può ascriversi a questa ragione. Volendo quindi indagare possibili ipotesi che spieghino tale scostamento, qui denominato non default spread, si sono identificate alcune variabili esplicative. In primo luogo si è operato per verificare l’impatto del rischio di liquidità, certamente presente, sul rendimento di questi titoli. Sulla base di circostanziate deduzioni logiche, si è dimostrato come non tutto il non default spread possa essere spiegato dal premio per il rischio di liquidità. Si è allora approfondita la possibilità che gli investitori non operino in condizione di neutralità al rischio, bensì richiedano la corresponsione di un premio che remuneri il rischio di default, oltre quanto previsto nel caso di neutralità. Infine, a completamento delle possibili determinanti del non default spread, si è ipotizzata l’esistenza di un “premio di reputazione”, richiesto dagli investitori a copertura dell’asimmetria informativa che gli stessi hanno nei confronti degli emittenti. A conclusione dell’analisi, gli autori si sono posti il problema di capire se esistono e quali sono i possibili mutamenti di natura strutturale che possano permettere la riduzione permanente della componente identificata come non default spread e, quindi, del costo di finanziamento sostenuto dagli emittenti di ABS. In tal senso, sono stati identificati: -la creazione di un mercato secondario per la negoziazione di ABS, che necessariamente deve essere destinato alla clientela istituzionale, al contrario di quanto accade oggi per Euromot; -lo sviluppo di investitori istituzionali specializzati italiani, che consentano di ridurre, per via breve, il premio di reputazione e di limare gli effetti dell’avversione al rischio; -la revisione della disciplina giuridica sui servicer, che rende oneroso il ricorso alle ABS da parte di emittenti corporate, con pregiudizio al grado di diversificazione offerto dal mercato italiano della cartolarizzazione agli investitori specializzati in questa tipologia d’investimenti; -l’estensione della normativa in vigore alle emissioni di carta commerciale, che non potendo oggi essere realizzate ai sensi della legge italiana, spingono gli emittenti nazionali ad effettuare tali collocamenti su mercati esteri, con detrimento per lo sviluppo quantitativo del mercato italiano

    Copertura del rischio di cambio in presenza di un finanziamento: il caso dell'importatore

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    Si affronta il problema della copertura del rischio di cambio nell'ottica di un operatore che a fronte di un debito in valuta si avvalga di un finanziamento

    Enhancing portfolio diversification: are diamonds forever?

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    The authors investigate the diversification contribution of diamonds to a portfolio of traditional assets, using data from 2002 to 2012. A comparison with the German real estate market and the Italian real estate market has provided

    Increasing maps

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    In this note a concept of monotonicity for maps from Rn into Rm is introduced. It can be seen as an extension of monotonicity for maps from Rn into Rm. Moreover, a first-order characterization in the differentiable case is provided and the relationships between increasing maps and componentwise increasing ones are studied. © 1995, Taylor & Francis Group, LLC. All rights reserved

    Dominanza temporale e valore attuale

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    Scopo del lavoro è fornire una caratterizzazione di un indice di convenienza per operazioni finanziarie richiedendo alcune semplici proprietà formali. In particolare, la condizione richiesta è il rispetto della dominanza temporale tra flussi di cassa
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