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Un significativo arresto della giurisprudenza di merito sull’opaco confine tra affitto d’azienda e locazione di immobile c.d. commerciale con pertinenze
Author analyzes an interesting decision concerning a traditional topic of business law: the recognition of the distinguishing features between a tenancy of a business unit, on the one hand, and a lease of immovable property for nonresidential use, having a productive purpose, on the other.
The dispute concerns the judicial qualification of a contract between a company managing a shopping centre and a company operating therein. In particular, according to the case law of legitimacy, there is a lease of urban property for commercial use instead of a lease (of a business branch) pursuant to article 2562 of the Italian Civil Code, where there is no pre-existing business complex, consisting of immovable and/or movable property, already organised by the grantor for the exercise of a planned and determined business activity, in which the entrepreneur taking over the business is present.
The judicial qualification is not affected by the nomen iuris of "leasing of a branch of business" attributed by the parties to the original agreement
Emanuela Piga Bruni, La macchina fragile. L’inconscio artificiale fra letteratura, cinema, televisione, Roma, Carocci, 2022, 180 pp., € 19,00
La macchina fragile rappresenta un esempio virtuoso di integrazione critica multidisciplinare fra i consciousness studies, i science fiction studies e l’intelligenza artificiale. In questo volume, Piga Bruni propone un’indagine della coscienza riarticolata attraverso l’ipotesi del postumano, a partire dalla trattazione di una selezione di testi letterari, cinematografici, televisivi e d’animazione del genere sci-fi
Reading Joseph Conrad’s ‘The Planter of Malata’ in the Plantationocene
During the twentieth century, criticism of Joseph Conrad’s oeuvre has undergone remarkable transformations. Until the end of the past century, cultural approaches dominated the field with their interest in issues of imperial expansion, colonial exploitation, and racism, among others. Only in the last two decades, however, Conrad has finally joined the Anthropocene, facing the scrutiny of ecocritics who have engaged with Conrad’s treatment of nature. Notably, Nidesh Lawtoo has promoted a ‘mimetic turn’ (2016) in Conrad’s criticism, encouraging a transition from the anthropocentric bias of previous mimetic approaches to the foregrounding of Conrad’s insights into the mimetic dialectic of human and other-than-human forces. This paper reads Joseph Conrad’s short story ‘The Planter of Malata’ (1914) in the Plantationocene, thus responding to a new widespread concern in the humanities to start thinking about plantation logics, past and present, and the way in which they operate disruptive changes on both human and other-than-human ecologies. To this end, while projections of contemporary preoccupations are avoided, attention is placed on the aesthetic form of the text in relation to the historical drivers of scientific imperialism, biocolonialism, capitalism, and nature, which shape the context of High Imperialism, thus in-forming Conrad’s fictional world
The Year Without Summer: Exploring the Environmental Uncanny in Neo-Georgian Climate Fiction
The late-twentieth-century debate on the ‘death of the novel’, as reflected in the writings of John Barth and Alain Robbe-Grillet, foreshadowed recent critiques regarding the genre’s ability to address contemporary issues like climate change. Despite this, some scholars argue that the twenty-first-century novel remains well suited to engage with present complexities, particularly within the realm of cli-fi. Among its sub-genres, the historical climate change novel stands out for its capacity to estrange us from the present, thereby denaturalizing social reality and constructing a relational historical account of the climate crisis that intertwines multiple spatial and temporal dimensions, even beyond the human. While several historical cli-fi works blend realism with the fabulous and the surreal, Guinevere Glasfurd’s neo-Georgian climate fiction novel The Year Without Summer (TYWS) (2020) aligns more closely with the tradition of historical realism. This alignment is significant, as it anchors the novel's reimagining of history while integrating the non- human into historical discourse.
In this paper, I aim to investigate the potential of TYWS in depicting what Amitav Ghosh terms the ‘environmental uncanny’, namely the encounter with the unpredictability of the non-human. The six stories that comprise Glasfurd’s novel, set in Indonesia, England, and the United States during the eruption of Mount Tambora and the subsequent summer of 1816, feature characters—both historical and fictional— who, despite spatial and temporal distances, are interconnected by a catastrophic non-human event. I will suggest that this non-human force not only plays a crucial thematic role but also serves as a cohesive element in the novel's fragmented narrative structure, thereby demonstrating the potential of historical realism to articulate an ontologically plural history
La convocazione assembleare nelle S.R.L. al vaglio delle SS.UU.: tra esigenze di certezza e di tutela del socio
Il commento evidenzia che salvo che l’atto costitutivo di una società a responsabilità limitata non contenga una disciplina diversa, deve presumersi che l’assemblea dei soci sia validamente costituita ogni qual volta i relativi avvisi di convocazione siano stati spediti agli aventi diritto almeno otto giorni prima dell’adunanza (o nel diverso termine eventualmente in proposito indicato dall’atto costitutivo); ma tale presunzione può essere vinta nel caso in cui il destinatario dimostri che, per causa a lui non imputabile, egli non ha affatto ricevuto l’avviso di convocazione o lo ha ricevuto così tardi da non consentirgli di prendere parte all’adunanza, in base a circostanze di fatto il cui accertamento e la cui valutazione in concreto sono riservati alla cognizione del giudice di merito
Nota di commento a Trib. Napoli 2 marzo 2010
Le attestazioni di credito dei funzionari S.I.A.E. costituiscono manifestazioni di autotutela dell’ente pubblico ed hanno piena rilevanza probatoria, estesa anche ai crediti di risarcimento del danno per abusiva utilizzazione.
La CRUI è associazione di categoria delle Università legittimata a concludere gli accordi previsti dall’art. 181 ter l.a. relativi alla misura e modalità di determinazione dei compensi per fotocopie.
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Le opere orfane nel diritto d'autore italo-europeo
L’Autore affronta il tema dell’inquadramento giuridico nella trama normativa autoriale italo-europea delle opere orfane – ossia di quelle opere ancóra protette dal diritto d’autore o da taluni diritti connessi nelle quali, però, il titolare dei relativi diritti (o i suoi eredi) non è individuato o, se individuato, non è rintracciato – in rapporto all’imperante esigenza di digitalizzazione di dette opere. Nella prima parte dello studio viene anzitutto ricostruito il problema della loro esistenza attraverso il preliminare riferimento allo statuto normativo del diritto d’autore, i caratteri del quale si riverberano specularmente sulla tematica in questione. Dall’esame del suddetto statuto, infatti, emerge l’importanza della cosiddetta prospettiva relazionale intercorrente fra il titolare del diritto autoriale (e dei diritti ad esso connessi) e l’opera e/o la prestazione realizzata; relazione negativamente incisa proprio dal fenomeno delle opere dell’ingegno e dei prodotti culturali privi di un cosiddetto “referente soggettivo”. Lo scritto procede, quindi, ad individuare il particolare fondamento del diritto d’autore – distinguendolo da quello proprio di taluni istituti del diritto industriale –, evidenziando come esso si rifletta coerentemente sulla collocazione sistematica delle norme, europee (ed italiane di attuazione), di nuova introduzione, disciplinanti le opere orfane. Viene conseguentemente evidenziata la ratio della novella normativa, consistente in ultima analisi nella necessità di eliminare gli ostacoli, anche giuridici, che si frappongono al progresso culturale della collettività e della persona umana. Successivamente, nella seconda parte del lavoro, l’Autore procede: alla qualificazione, metagiuridica e giuridica, delle opere orfane; all’esame del quadro culturale e normativo europeo anteriore e propedeutico alla direttiva UE n. 28/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012 “su taluni utilizzi consentiti di opere orfane”; all’analisi di quest’ultima normativa unionale, nonché di quella italiana. Vengono, infine, effettuate delle osservazioni sulla soluzione giuridica, europea e nazionale, al problema delle opere orfane, evidenziando come si tratti nel complesso di un intervento normativo incompiuto e svolgendo, dunque, delle riflessioni per tentare un superamento ermeneutico in chiave assiologica delle segnalate criticità
Collegamento negoziale e inadempimento del fornitore: la nuova disciplina del credito al consumo alla luce di una recente giurisprudenza comunitaria
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