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L'uomo come zoon politikon. Società, comunità e associazione in Marx
L’articolo è incentrato sull’antropologia marxiana, a partire dall’idea secondo cui l’uomo è uno "zoon politikon". In particolare, nella "Einleitung" del 1857, si afferma proprio che l’uomo è uno "zoon politikon", e nel primo libro del "Capitale", si ribadisce tale concetto, sottolineando il fatto che l’espressione indicata può essere tradotta con “animale sociale”, più che con “animale politico”. Nell'articolo si mette in luce il carattere non astratto, non essenzialistico di tale antropologia, che si radica in una situazione determinata, all’interno di un determinato contesto storico e sociale. Così il percorso delineato attraversa i concetti di società, comunità e associazione, che devono venire tra di loro differenziati, ma nello stesso tempo presentano vari tratti comuni
Inquietudine e politica in Leibniz
La riflessione politica di Leibniz si contraddistingue per una forte tensione verso il miglioramento degli scenari esistenti: l'articolo si sofferma proprio sul carattere dinamico di tale concezione
Marx: quale libertà?
Alla base dell'articolo si trova il problema della libertà in Marx, che presenta un carattere ambivalente: per un verso, viene sottoposta a critica la libertà capitalistica, per l'altro, viene valorizzata un'altra modalità di libertà
Marx and the Common. From "Capital" to the Late Writings
This book provides a detailed reconstruction of the late Marx's connection of the collective dimension of communism and the element of individual realisation. Through an analysis of a vast range of Marx's writings - from "Capital" to his political texts and scientific notes - the book brings out an articulated historical-theoretical landscape in which the notion of 'individual' is intertwined with the ideas of 'class', 'society' and 'community'. Rooting his analysis in the revolutionary power of the workers' 'acting in common', the book brings to the fore an anthropological dynamic in Marx, irreducible to either liberal individualism or any kind of organicist approach
Félicité commune et inquiétude dans la pensée politique de Leibniz
Le but de l'article est de mettre en évidence l'importance de la question de la "felicitas" dans la réfléxion éthique et politique de Leibniz, selon une réciprocité entre la dimension individuelle et la dimension commune. Cette recherche leibnizienne se déroule en termes dynamiques: la félicité est liée à un progrès perpétuel des formes politiques, et le progrès n'est jamais accompli une fois pour toutes, si bien que félicité et inquiétude ne s'opposent pas. La 'respublica' doit etre interprétée à partir de cet enjeu conceptuel et politique
Il feticismo come manifestazione del reale. Alcune note a partire da Marx
Il tema del feticismo costituisce un vero e proprio “filo rosso” del "Capitale" marxiano, attraversando l’opera talvolta in modo esplicito talvolta in modo più “sotterraneo”. Infatti, tale elemento, analizzato soprattutto nel primo capitolo del primo libro, “La merce”, oltre che nel capitolo 48 del terzo libro, “La formula trinitaria”, ritorna a più riprese nel corso del testo. Inoltre, nel secondo libro, dedicato alla circolazione complessiva del capitale, è sotteso all’intero ragionamento. Qui non compirò un’indagine analitica del problema delineato in Marx, con particolare riferimento al "Capitale" (anche se era già stato introdotto in precedenza), ma mi limiterò a farne emergere alcuni aspetti significativi, soprattutto in merito al rapporto fra la dimensione del reale e quella dell’apparente. Nell’articolare tale percorso opererò un’interazione con la psicoanalisi, e in primo luogo con Lacan. Terrò conto in particolare del "Seminario XVII", contraddistinto da un intenso confronto con Marx, e del complesso "Seminario XX", in cui la problematica del reale risulta assai rilevante
Il pensiero politico di Leibniz (1716-2016)
Questo articolo indaga alcuni degli articoli più interessanti degli ultimi anni sul pensiero politico di Leibniz, in occasione del trecentenario della sua morte. Leibniz scrisse numerosi testi politici e giuridici, ma secondo una diversificazione al proprio interno. Al centro del ragionamento, seppur sulla base di differenti interpretazioni, sta la relazione complessa fra politica e filosofia. Da un lato, Leibniz non diede mai vita a una trattazione sistematica dello statuto della politica. Dall'altro, si rivela non solo possibile ma anche produttivo parlare di pensiero politico leibniziano, in quanto la politica non viene interpretata solo "iuxta propria principia". Lo scopo consiste nel concepire il corpo politico secondo un differente approccio rispetto a quello adottato dal contrattualismo moderno
Marx and Singularity. From the Early Writings to the "Grundrisse"
"Marx and Singularity" attempts to understand
the development of Marx’s thought, from the early writings to
the "Grundrisse", as a search for individual realisation. Drawing
upon the concept of singularity in contemporary French theory,
and problematising its relation to Marx’s vocabulary, this book
challenges organicist interpretations of Marx’s early work.
The productivity of the notion of singularity is argued to be
based on the fact that it allows us to highlight the element of
individual realisation, stressing at the same time its distance
from the modern conception of individuality. The “correlate”
of singularity is the reciprocity, moving and unstable, between
the “individual” and the “collective”, which occurs in class
struggles
Critica dell'economia politica e politica. Fra Althusser e Marx
L’articolo si prefigge di indagare lo statuto della marxiana critica dell’economia politica, e in particolare di mettere in luce i segni distintivi della dimensione della critica, nel suo carattere dirompente rispetto all’economia politica classica. Infatti, non ci si trova di fronte solo ad un’analisi “illuministica” dei limiti delle posizioni degli economisti politici, ma a un’articolazione più radicale, che investe non solo la teoria ma anche la prassi. Per la complessità del tema risulterà impossibile esaminarne qui le varie implicazioni, e quindi incentrerò il discorso a partire da un suo aspetto determinato, per quanto ampio concettualmente, come il rapporto fra realtà e pensiero. Al riguardo risulta particolarmente significativo il confronto con la riflessione di Louis Althusser in Lire le Capital, di cui metterò in risalto sia i punti di forza sia gli aspetti problematici, anche attraverso un richiamo all’approccio dell’operaismo italiano. A partire da tale attraversamento cercherò di delineare una modalità di concepire la relazione fra critica dell’economia politica e politica, in grado di rimarcare la rilevanza del nesso, ma nello stesso tempo di far emergere la non immediata coincidenza fra gli elementi indicati
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