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    Il lessico della modernità. Continuità e mutamenti fra XVI e XVIII secolo

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    Persistenze tematiche e mutamenti concettuali hanno scandito, ora procedendo parallelamente ora intrecciandosi, l’intero corso della storia, ma è indubitabile che la prima età moderna rappresenti in modo paradigmatico un osservatorio privilegiato dal quale verificare la feconda interazione tra cambiamenti teorici e recupero delle fonti. Il volume offre materiali per lo studio delle modalità di trasformazione delle idee che costituiscono la tradizione moderna ponendosi da un punto di vista volutamente non sistematico. L’analisi tiene conto principalmente di due aspetti: la tensione fra continuità e mutamenti; la percezione e la concettualizzazione del cambiamento. I saggi qui raccolti, autonomi, presentati in ordine alfabetico e scritti da autori di generazioni e ambiti disciplinari diversi, fanno emergere la dimensione plurale del moderno, punto di convergenza di tradizioni e temi eterogenei, e si concentrano sia sulle parole utilizzate per descrivere e rendere perspicuo, in tutte le sue forme, il cambiamento, sia sui concetti che di tale cambiamento hanno risentito, arricchendosi in una crescente polisemicità, e che perciò contraddistinguono in modo significativo la prima età moderna. Si può così configurare quella molteplicità di itinerari, di evoluzioni e rivoluzioni da cui l’identità dell’uomo contemporaneo trae le proprie origini

    Bruno e Giobbe

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    Immagini del Rinascimento. Garin, Gentile, Papini

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    Sono qui raccolti e commentati gli epistolari intercorsi fra tre importanti rappresentati della cultura italiana: Giovanni Papini, Giovanni Gentile ed Eugenio Garin. Ogni carteggio è introdotto da un ampio studio che inquadra lo scambio epistolare e ne delinea le prospettive storico-filosofiche. Le loro ricerche, infatti, e anche le loro vite si intrecciano variamente: i primi due hanno imparato a conoscersi e a diffidare l’uno dell’altro fin dall’inizio del secolo; più tardi, soprattutto fra gli anni Trenta e Quaranta, si apre per loro una nuova stagione di confronti – in modo particolare su questioni di storiografia rinascimentale – che vede coinvolto anche un giovane, ma promettente, studioso come Eugenio Garin. Allievo di Limentani e De Sarlo, inizia a metà degli anni Trenta a collaborare con il «Giornale critico della filosofia italiana» di Gentile, su impulso e iniziativa di Augusto Guzzo, pubblicando lavori dedicati principalmente al pensiero illuministico inglese; contemporaneamente, però, a partire da un originale ripensamento della figura e dell’opera di Giovanni Pico viene svolgendo ricerche su autori e problemi dell’età umanistico-rinascimentale che si troveranno, seppure in modo autonomo, in grande sintonia con la riflessione papiniana. Questi lavori trovano ospitalità su «La Rinascita», la rivista del Centro di studi sul Rinascimento, contribuendo a delineare un profilo dell’età umanistico-rinascimentale nuovo e per molti versi ancora da studiare nella sua complessità. Dalla lettura intrecciata di questi materiali emerge non solo la ricchezza filosofica che ha animato il dibattito storiografico sull'età umanistico-rinascimentale, ma anche il confronto continuo con la drammaticità degli eventi: emerge con evidenza l'incessante domanda sul senso dell'attività umana, perennemente in bilico, come ben sapevano gli autori del XV secolo, fra la percezione acuta del fallimento e l'orgoglio prometeico, fra il legame della carne e l'insopprimibile bisogno del cielo

    La biblioteca ideale di Giordano Bruno. L'opera e le fonti

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    Il sito web contiene tutte le opere latine e volgari di Giordano Bruno, l'individuazione e la trascrizione dei testi delle fonti usate dal filosofo collegate al luogo corrispondente. Lo strumento permette la ricerca e la navigazione all'interno delle opere, del testo delle fonti. Permette di creare indici e concordanze. E' frutto del lavoro di 40 studiosi, coordinati da Simonetta Bassi, due informatici e un grafico. La realizzazione dell'opera è stata permessa grazie al finanziamento del Comitato per le celebrazioni di Giordano Bruno nel quarto centenario della morte
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