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Una ‘guerra semantica’. La Resistenza tra partito comunista italiano e Lotta continua: un approccio storico-linguistico (1970-1975)
Fin dal primo secondo dopoguerra ha preso sostanza, tanto in ambito accademico quanto nel dibattito pubblico, un nutrito discorso sulla Resistenza. Discorso, questo, che si è alimentato e ha dato vita a tante rappresentazioni legate alla lotta partigiana semanticamente anche molto distanti tra loro. In particolare durante gli anni settanta si è assistito ad una decisa riattualizzazione della discussione, che ha preso la forma di una vera e propria contesa sulle forme della legittimazione dei discorsi sulla Resistenza, monopolio conteso tra il partito comunista italiano e la sinistra extraparlamentare che era andata formandosi alla sua sinistra a partire dall’esplosione delle lotte studentesche nel ’68. Da ciò ne sono scaturiti differenti paradigmi identitari, le cui radici sono ravvisabili in due contrapposte interpretazioni della Resistenza: da una parte, una Resistenza ‘democratica’ e ‘interclassista’, che riprendeva la rilettura già a suo tempo fatta da Togliatti nell’ottica del ‘partito nuovo’ e che ora trovava una nuova dimensione nell’idea berlingueriana del compromesso storico; dall’altra una Resistenza ‘rivoluzionaria’ e ‘classista’, che aveva da sempre trovato interlocutori tra quegli ex-partigiani e tra quelle frange del Pci che più erano rimaste legate all’idea insurrezionale del ‘fare come in Russia’ e che ora veniva fatta propria da molta parte della protesta studentesca. Questo lavoro si propone di mostrare come questo dibattito celasse in realtà il problema ben più cogente della conquista del diritto ad esistere ed esercitare da parte di queste due diverse espressioni della sinistra italiana, le cui poste in gioco erano piuttosto la conferma o l’appropriazione della legittimità del monopolio ideologico sul movimento dei lavoratori in un momento, com’è stato quello degli anni settanta, di importanti difficoltà nella gestione pubblica del potere sociale e politico
‘The Most Diverse Nation on Earth’. Gli Stati Uniti: una storia eccezionale?
Starting from the popular question formulated by Sombart in 1906 («Why is there no socialism in the United States?»), the article intends to present and discuss the problematic issue of American exceptionalism; the historiographical topos – not just American – which affirmed the existence of peculiar, unique, and exceptional qualities in the historical evolution and in the American political culture. The essay offers a historiographical reconstruction of the American Left in the late Nineteenth century and early Thirties of the Twentieth century, and follows out the main historiographical arguments on American exceptionalism, showing that these studies are based on the idea of a single and unique model of historical and political development, a Eurocentric model, characterized by a unhistorical and strongly deterministic perspective
«Con assoluta sincerità» : il lavoro editoriale di Natalia Ginzburg (1943-1952)
«With absolute honesty»: this is how Natalia Ginzburg worked in her editorial job at the Einaudi publishing house. Through documents from the Einaudi Archives in Turin and the Archivio del Novecento (Sapienza University), this book traces Ginzburg's editorial work in the postwar period, when she had major editorial responsibility and coordinated the translation of Proust’s Recherche. The correspondences with authors and translators restore a new profile of the writer, bringing to light the relevance of her intervention in narrative series, such as “Coralli” and “Gettoni”; the interaction between the professions of writer, editor and translator, from which recurring elements of poetics emerge; and the issues involved in being the only woman to have a decision-making role in the Einaudi editorial staff of the time
Alexander Höbel, Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)
La recensione analizza il volume di Alexander Höbel, Luigi Longo, una vita partigiana (1900-1945)
'L’Italia dopo il 15 giugno'. Immagini e rappresentazioni di una Firenze in festa con l’Unità
Il saggio ricostruisce la festa nazionalde de l'Unità del 1975 svoltasi a Firenze tra il 30 agosto e il 14 settembre attraverso anche il ricorso all'archivio fotografico non ancora catalogato dell'Istituto Gramsci Toscano. Uno spaccato della città e della vita di partito viene così restituito attraverso le sue immagini e le sue rappresentazioni
Storia, storiografia, manifesto: alcune considerazioni in merito ad una sintesi difficile
Il saggio si presenta come una riflessione metadisciplinare sui problemi teorici legati alla storia e al fare storiografico. In Italia come all’estero, molti storici, soprattutto nel settore contemporaneistico, hanno riservato scarsa attenzione per le questioni epistemologiche legate alla propria disciplina, privilegiando una storiografia di tipo evenemenziale, concentrata in alcuni casi su di una ricerca di nuovi fondi documentali piuttosto che dedicarsi all’individuazione di nuove prospettive da cui studiarli. Partendo da un’analisi (e da una critica) del libro di David Armitage e Jo Guldi, The History Manifesto (Cambridge University Press, 2014 e 2015), il saggio si propone come un invito per un’indagine storiografica che connetta la ricostruzione narrativa a considerazioni metodologiche, per uno storia che rifletta sulla dimensione temporale e spaziale, sull’esercizio della periodizzazione, sulle narrazioni storiografiche, e che si ponga domande sulle finalità stesse del fare storia e dell’essere storici
Parole che mobilitano. Il concetto di ‘popolo’ tra storia politica e semantica storica nel partito comunista italiano
La tesi prende le mosse dal presupposto metodologico che il linguaggio è parte imprescindibile del fare politica, in quanto non solo ‘parola’ ma anche ‘azione’, producendo cioè un effetto performativo sugli agenti collettivi e riflettendo un meccanismo di potere. Tra le parole della politica, quella di ‘popolo’ ha acquisito culturalmente nel discorso pubblico e politico contemporaneo nei paesi occidentali un peso politico e simbolico particolarmente rilevante, ben più di ‘moltitudine’, ‘massa’ o ‘folla’. Questo lavoro intende proporsi come contributo a quella parte della storiografia contemporanea attenta ai fenomeni linguistici, culturali e simbolici, indagando secondo una prospettiva interdisciplinare come si sia articolata discorsivamente la dialettica tra politica e popolo. La ricerca analizza come questa relazione sia stata costruita, normata e inserita entro binari regolamentativi nel discorso di uno dei maggiori partiti di massa occidentali del ventesimo secolo: il partito comunista italiano. Il primo capitolo, dopo un excursus storiografico su come il ‘popolo’ è diventato parte fondamentale del discorso politico occidentale, inquadra il concetto all’interno dell’universo simbolico comunista, internazionale, sovietico, italiano (1921-1942). L’analisi dei testi di Gramsci e Togliatti dagli anni venti fino agli anni quaranta mostra come il concetto di ‘popolo’ si sia affiancato e abbia poi superato quello di ‘classe’, dialogando strettamente con i concetti di leadership e nazione. Il secondo capitolo, muovendo dalla svolta di Salerno (1943-1945), indaga la dinamica con cui il partito ha centrato tutto il suo discorso politico sul ‘popolo’, come insieme omogeneo nazionalmente connotato. Il terzo capitolo tratta i primi anni della ricostruzione fino alle prime elezioni politiche della repubblica italiana (1946-1948) e punta a mostrare come dietro la semantica ‘totalizzante’ del popolo si nascondessero fratture politiche e identitarie fin dall’immediato dopoguerra e ben prima di quanto la storiografia ammetta. Il quarto capitolo, dedicato agli anni del centrismo e della guerra fredda (1949-1955), analizza alcuni plessi narrativi della politica del partito: la strategia della ‘popolarizzazione’, la politica culturale, il culto della personalità e l’esaltazione del mito sovietico, tutti paradigmaticamente connessi alla parola ‘popolo’. Il quinto capitolo, relativo agli anni del centro-sinistra fino all’esplosione delle rivolte studentesche (1956-1967), studia come, nel contesto internazionale dei movimenti di liberazione nei paesi ex-coloniali, il concetto abbia avuto un ruolo centrale nelle strategie discorsive del partito, pur all’interno di un trend di progressiva incapacità di comprensione delle istanze della società civile. Nelle conclusioni si cerca di enucleare i principali plessi discorsivi legati al termine soprattutto negli anni settanta, gettando uno sguardo fino alla conclusione dell’esperienza comunista (1968-1991). Il lavoro presenta due appendici, una iconografica, relativa all’uso del tema ‘popolo’ nella propaganda del partito, e una lessicometrica, con tabelle di frequenze assolute e relative tratte da l’Unità
«Con assoluta sincerità». Il lavoro editoriale di Natalia Ginzburg (1943-1952)
La tesi ricostruisce il lavoro di Natalia Ginzburg alla casa editrice Einaudi nel secondo dopoguerra, attraverso lo studio di documenti inediti conservati presso l’Archivio Einaudi all’Archivio di Stato di Torino, e presso il Fondo Silvio Micheli dell’Archivio del Novecento all’Università di Roma “Sapienza”.
Esito centrale del lavoro è stata la trascrizione dei carteggi con gli autori e i traduttori, per la maggior parte ancora inediti. L’analisi di questo materiale ha permesso di riportare alla luce il ruolo di Ginzburg nei progetti di narrativa e di traduzione, analizzando le dinamiche implicate nei rapporti con gli autori e i collaboratori della Einaudi anche in quanto unica donna ad avere delle responsabilità editoriali nella redazione.
Lo studio del materiale ha permesso inoltre di far interagire il suo lavoro editoriale con la sua poetica letteraria e di traduzione.
L’ultima parte della tesi è dedicata in particolar modo alla traduzione della Strada di Swann e al coordinamento di Ginzburg della prima edizione integrale della Recherche in Italia: si indagano sia i criteri adottati come traduttrice e coordinatrice del progetto, sia il rovesciamento delle tradizionali dinamiche di potere tra uomo e donna che Ginzburg ha realizzato attraverso il suo lavoro.This thesis examines Natalia Ginzburg’s editorial role at the Einaudi publishing house after the Second World War, through the study of unpublished documents preserved in the Einaudi Archive at the State Archives of Turin, and in the Silvio Micheli Archive at the Archivio del Novecento at the University of Rome "Sapienza".
The main result of this research has been the transcription of Ginzburg’s editorial documents, such as letters with authors and translators, for the most part still unpublished. The analysis of these documents reveals Ginzburg's main role in narrative and translation projects, as well as the dynamics involved in her relationships with authors and collaborators as the only woman to have editorial responsibilities.
These editorial documents were analyzed in relation with her literary and translation poetics, revealing the interaction between these fields.
In particular, the last Chapter focuses on to the translation of Swann's Road and on her role as coordinator of the first complete Italian edition of the Recherche. This thesis investigates the criteria she adopted as translator and as coordinator of the whole edition. A central theme of analysis in this research is the way Natalia Ginzburg overturned traditional power dynamics between men and women through her editorial role
MOTIBOT: IL COACH VIRTUALE PER INTERVENTI DI COPING SANO PER ADULTI CON DIABETE MELLITO
Il diabete mellito (DM) è una malattia metabolica autogestita, in cui se l'individuo non è motivato o non è in grado di gestire regolarmente il proprio DM, i risultati medici e psicosociali saranno scarsi. Il DM è più di una condizione di salute fisica: ha impatti comportamentali, fisiologici, psicologici e sociali, e richiede alti livelli di motivazione per seguire le raccomandazioni cliniche e adottare comportamenti sani. A questo scopo, le linee guida dell'American Association of Diabetes Educators (AADE) hanno introdotto il costrutto di coping sano per identificare le strategie di coping per ridurre i sintomi di depressione, ansia, stress e disagio emotivo legato al diabete, migliorando anche il benessere degli adulti con DM. In questo contesto, i Virtual Coaches (VCs) sono diventati un importante risorsa nel supporto e nella gestione delle barriere comuni nel contesto dell'aderenza ai comportamenti sani tra gli adulti con DM. Tuttavia, pochi sono i VC specificamente sviluppati a fornire supporto psicosociale agli adulti con DM.
L'obiettivo principale della presente tesi è stato, infatti, lo sviluppo di un VC per fornire supporto psicosociale agli adulti con DM di tipo 1 (T1DM) o DM di tipo 2 (T2DM). Più specificamente, questo VC mirava a motivare gli adulti con DM a ridurre sintomi di depressione, ansia, stress, il disagio emotivo legato al diabete, e a migliorare il loro benessere, incoraggiandoli ad acquisire e coltivare strategie di coping psicosociale sano. Queste abilità di coping facevano riferimento alle linee guida dell'AADE e quindi alla pratica della meditazione; in questo studio è stata, infatti, applicata la Mindfulness-Based Cognitive Therapy. La presente tesi è articolata secondo tre studi.
Lo studio 1 mirava a fornire prove meta-analitiche sull'efficacia degli interventi eHealth nel sostenere il benessere psicosociale e medico degli adulti con T1DM o T2DM.
Lo studio 2 mirava a testare il prototipo del VC simulato, cioè Wizard of Oz (WOZ), attraverso la piattaforma di messaggistica WhatsApp per 6 settimane, con due sessioni a settimana. In particolare, questo studio ha indagato l'accettabilità preliminare e la User Experience (UX) del protocollo di intervento, che sarà incorporato nel futuro VC. Infatti, il metodo di progettazione è stato duplice. Da un lato, è stato applicato il metodo WOZ, in cui gli studenti di psicologia credevano di interagire con un VC; invece, stavano comunicando con un essere umano. Dall'altro lato, è stato utilizzato il modello Obesity-Related Behavioural Intervention Trials (ORBIT), in particolare le sue prime fasi, poiché favorisce un approccio iterativo.
Lo studio 3, seguendo le fasi successive del modello ORBIT, mirava a valutare l'efficacia preliminare del VC, chiamato Motibot - abbreviazione di Motivational bot - sviluppato attraverso una combinazione di Natural Language Processing (NLU) e regole pre-strutturate. Un totale di 13 adulti italiani con DM (Mage = 30.08, SD = 10.61) hanno interagito con Motibot attraverso l'applicazione di messaggistica Telegram per 12 sessioni, in cui il paziente poteva pianificare l'appuntamento secondo le sue esigenze: ha interagito con Motibot una o due sessioni a settimana. Motibot è stato percepito come motivante, incoraggiante e capace di innescare un'auto-riflessione sulle proprie emozioni: gli utenti e i pazienti hanno riferito di aver avuto un'esperienza molto positiva con Motibot. Motibot può essere uno strumento utile per fornire supporto psicosociale agli adulti con DM; potrebbe essere prescritto dal diabetologo come misura preventiva per il benessere del paziente e/o quando il paziente presenta sintomi psicosociali lievi e moderati. L'approccio di design centrato sull'utente e il concetto di bidirezionalità tra fattori psicosociali e medici sono punti chiave nello sviluppo di un trattamento digitale personalizzato.Diabetes Mellitus (DM) is a self-managed, metabolic disease, in which if the individual is unwilling, unmotivated, or unable to regularly self-manage their DM, the medical and psychosocial outcomes will be poor. Indeed, DM is more than a physical health condition: it has behavioural, physiological, psychological, and social impacts, and demands high levels of motivation in order to follow the clinical recommendations and adopt healthy behaviours. To this end, the American Association of Diabetes Educators (AADE) guidelines introduced the healthy coping construct to identify healthy coping strategies for reducing symptoms of depression, anxiety, stress, and diabetes-related emotional distress while also improving the well-being of adults with DM. Virtual Coaches (VCs) have recently become more prevalent in the support and management of common barriers in the context of adherence to healthy behaviours among adults with DM, in particular those regarding medical and physical behaviours. However, few VCs were found to be specifically aimed at providing psychosocial support to adults with DM.
The main aim of the present thesis was, indeed, the development and implementation of a VC for the provision of psychosocial support to adults with Type 1 (T1DM) or Type 2 DM (T2DM). More specifically, this VC aimed at motivating adults with DM to reduce depression, anxiety, perceived stress symptoms, diabetes-related emotional distress, and improve their well-being, by encouraging them to acquire and cultivate psychosocial healthy coping strategies. These coping skills referred to the AADE guidelines and thus to practicing meditation; in this study, the Mindfulness-Based Cognitive Therapy has been applied.
The present thesis is articulated according to three studies.
Study 1 aimed at providing meta-analytical evidence on the efficacy of eHealth interventions in supporting the psychosocial and medical well-being of adults with T1DM or T2DM.
Study 2 aimed at testing the prototype of the simulated VC, namely Wizard of Oz (WOZ), via the WhatsApp messaging platform for 6-week, with two sessions per week. In particular, this study investigated the preliminary acceptability and the User Experience (UX) of the intervention protocol, which will be incorporated into the future VC. Indeed, the design method was two-fold. On the one hand, the WOZ method was applied, in which psychology students believed that they were interacting with a VC, instead they were communicating with a human being. On the other hand, the Obesity-Related Behavioural Intervention Trials (ORBIT) model was used, particularly its early phases, since it favours an iterative approach.
Study 3, following the next phases of the ORBIT model, aimed at assessing the preliminary efficacy of the VC, called Motibot—the abbreviation for Motivational bot—developed through a combination of Natural Language Processing (NLU) and hand-crafted rules. A total of 13 Italian adults with DM (Mage = 30.08, SD = 10.61) interacted with Motibot through the Telegram messaging application for 12 sessions, in which the patient planned the appointment according to his/her needs: he/she interacted with Motibot one or two sessions per week. Therefore, Motibot was perceived as motivating, encouraging and able to trigger self-reflection on one’s own emotions: users and patients reported having a very positive experience with Motibot. Motibot, thus, can be a useful tool to provide psychosocial support to adults with DM; as such, it might be prescribed by the diabetologist as a preventive measure for the patient’s well-being and/or when the patient presents mild and moderate psychosocial symptoms. The user-centred design approach and the concept of bidirectionality between psychosocial and medical factors are key points in the development of a personalised treatment within the digital intervention
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