1,722,004 research outputs found
Chari Smith, Nonprofit Program Evaluation Made Simple. Get Your Data. Show Your Impact. Improve Your Programs
This book is not a typical academic publication, but it is
neither a mere ‘‘how to do it’’ handbook. Since the author
adopt a strong cultural approach to evaluation. It is more a
textbook to be used by teachers in master class and by trainers for mid-managers positions in the public and
nonprofit sectors.
The book has a companion website to support the program evaluation process of the reader. The companion
website includes several documents, and it will be updated
regularly.
The book is organized in four parts plus an Introduction
and Conclusion chapters, following the step-by-step process of the evaluation plan: ‘‘Get Ready’’, ‘‘Make Your
Plan’’, ‘‘Collect Your Data’’ and ‘‘Create Your Reports’’
From “Social Impact” to “Social Value”. A holistic approach to the SSE Worth’ Measurement
After the financial-economic crisis of 2008 there has been an increasing diffusion of
discourses by international institutions stressing the necessity towards the adoption of
impact evaluation methods both by for profit and SSE organizations. This craze for
impact measurement is generally led by the need of the stock exchange to find new
financial markets (demand) for an increasing offer of socially or environmentally
oriented financial products (such as the Social Impact Bond).
This pressure had the effect to spread terms and concept typically of the financial
world to other domains, such as the welfare policy (Social Investment State) and the
traditional philanthropic sector (Social Return on Investment). Even the SSE has not
been immune from this “epidemic” of measurement, standardization, quantification
of its activities’ effects (Salathé-Beaulieu, G. in collaboration with M. J. Bouchard &
M. Mendell, 2019).
The paper’s main aim is to argue in favour of the adoption of a broader
conceptualization of the SSE contribution to the local community (and to the society
as a whole) that the one implied by the term “impact”. It proposes a conceptual
framework based on the “social value” notion, which requires to consider the worth
(Bouchard, M. J. ed., 2009) linked to the presence of the organization itself and
not only of its activities/ programs/services.
The paper will illustrate and comment the main results from an empirical research
on the Social Added Value Evaluation of an umbrella recreation association in the
Emilia-Romagna Region. The inquire adopts an experimental design based on
qualitative methods such as: focus groups, face to face interviews and on site
observations, in order to build a consensual system of social value/impact evaluation
to be adopted by the local branches of the regional association
Soggetti emergenti: Il RUNTS quale anagrafe della società civile organizzata
Il presente capitolo si propone di integrare e completare le analisi svolte nel capitolo precedente di questo Rapporto, svolgendo tre approfondimenti/carotaggi relativi a:
a) gli enti costituiti dopo la Riforma (dal 2017 in poi) [78 unità], b) gli enti mai iscritti
ad un albo/registro pubblico [97 unità], c) gli enti che hanno effettuato un processo di
trasformazione della propria tipologia organizzativa [60 unità], al fine di verificare se
tali insiemi organizzativi presentassero alcune caratteristiche comuni tali da connotarli
come “popolazioni organizzative”
Questioni di metodo 2.0 . Elementi di epistemologia, metodologia e tecniche di ricerca per le scienze sociali
Il volume si propone di accompagnare il lettore in un “viaggio” all’interno della conoscenza, e specificatamente del sapere proprio delle scienze sociali, attraverso cinque tappe che costituiscono altrettanti capitoli dell’opera. Il punto di partenza è una riflessione sul ruolo che le scienze sociali possono ricoprire nella fase della tarda modernità, in un’epoca storica caratterizzata dalla diffusione su scala planetaria delle tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione. Il flusso informativo e comunicativo in cui i cittadini globali sono immersi in ogni momento della loro quotidianità, pone domande nuove sul rapporto tra le diverse forme del sapere, sulla validità ed attendibilità della conoscenza, sulla verificabilità delle fonti; in sintesi sul ruolo e funzioni del sapere “esperto”.
L’itinerario parte dallo studio delle patologie che la società tardo moderna – qui definita società “a-socializzante” – produce intrinsecamente attraverso un’indagine quanti-qualitativa del fenomeno dei suicidi degli imprenditori, in specie nel nord-est del paese, a seguito della crisi economica. La seconda tappa conduce il lettore di fronte ad un concetto chiave del dibattito delle scienze sociali negli ultimi due decenni, quello di capitale sociale. La terza tappa consiste nell’applicare i concetti di capitale sociale familiare e di capitale culturale familiare alle scelte scolastiche e ai risultati scolastici degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. La quarta tappa presenta una tecnica di indagine sociale innovativa: la visual sociology, che consiste nell’utilizzo di una vasta gamma di materiale audio-visivo a fini di analisi sociologica. Infine, il viaggio si conclude tornando al punto di partenza con una riflessione sulla sociologia della scienza, ovvero sulle condizioni sociali e culturali del sapere riflesso.
Il volume si rivolge agli studenti universitari di ogni ordine e grado proponendo a ciascuno - in ragione del proprio capitale culturale e del proprio capitale sociale - alcuni strumenti teorico-metodologici che consentano loro di osservare la società tardo-moderna assumendo propriamente uno sguardo sociologico
The unintended consequences of co-creation in public services—the role of professionals and of civil society organizations
In this article, I underline two possible unintended
consequences of co-creation programmes. First, by focusing
mainly, if not exclusively, on the users’ side, they
underestimate the role of professionals (front-line public
workers). Second, by emphasising the involvement and
participation of individuals, they undervalue the
contribution of collective actors (civil society organizations
—CSOs—such as users’ associations and representative
bodies of peoples with special needs). The first weakness
often undermines the sustainability of the co-creation
strategy in the medium and long term because it does not
produce an enduring systemic change in the public
administration’s attitude towards their citizens. The second
one can reinforce inequalities in access to public services,
instead of mitigating or overcoming them as intended by
co-creation advocates
L’impatto della riforma del terzo settore sulla società
Il rapporto tra diritto e società è stato da sempre al centro dell’analisi sociologica e delle scienze sociali in generale. Sin dagli albori della disciplina gli autori cosiddetti classici sono stati attratti dalla relazione biunivoca tra evoluzione della struttura sociale e modalità istituzionali di regolazione delle condotte e dei comportamenti individuali, in forma singola o associata.
Il presente articolo si propone di apportare un contributo a questo filone di studi in un’ottica propriamente sociologica, sulla scorta delle analisi che, da oltre venticinque anni, chi scrive ha dedicato al rapporto tra diritto e società e in particolare alla disamina della normativa sui soggetti di terzo settore nel nostro paese (Bassi 1992, 1993, 1997, 2006, 2007, 2007a, 2008, 2017).
L’occasione è fornita dalla recente approvazione della cosiddetta “Riforma del Terzo Settore”. Con tale dicitura si fa riferimento ad una serie di provvedimenti che il Parlamento e il Governo hanno adottato nel corso degli ultimi due anni (2016-2017)
Gli Enti del Terzo Settore. Lineamenti Generali.
Il presente volume si propone di mettere a disposizione del lettore alcuni elementi di base per l’interpretazione - in un’ottica multi-disciplinare – della pre-senza e del funzionamento degli Enti di Terzo settore nel nostro paese.
L’occasione è fornita dalla relativamente recente approvazione della cosiddet-ta “Riforma del Terzo Settore”. Con tale dicitura si fa riferimento ad una serie di provvedimenti che il Parlamento e il Governo hanno adottato nel biennio 2016-2017. Il volume si articola in due parti autonome ma interrelate (contenenti cia-scuna tre capitoli), collegate dal quarto capitolo che funge, per così dire, da “pon-te” tra esse.
I tre capitoli della prima parte, di carattere prevalentemente teorico, si pro-pongono di fornire gli elementi essenziali delle tre discipline principali che costi-tuiscono l'ossatura del volume. Ovvero: come la sociologia, l'economia e il diritto "vedono", leggono, interpretano quella vasta area di soggetti della società civile (tra Stato e mercato) a vario titolo denominata Terzo Settore.
La seconda parte è di carattere più operativo e affronta tre temi cruciali per la vita di queste organizzazioni: la rendicontazione sociale, la fiscalità e il rapporto con la PA
Impatto Sociale vs. Valore Aggiunto Sociale. Due principi guida per una legislazione promozionale: principio di adeguatezza e principio di proporzionalità
Il presente articolo si propone di analizzare sinteticamente una tematica emergente nell’ambito delle politiche pubbliche a livello nazionale ed europeo (ma non solo), ovvero la valutazione d’impatto sociale (Bassi 2011a, 2011b, 2013). Il testo si sviluppa lungo due direttrici autonome ma interrelate.
Nella prima parte intendo richiamare brevemente tre fenomeni che a mio avviso concorrono a determinare una consistente domanda, da parte di una pluralità di decisori pubblici e privati, verso la crescente diffusione della valutazione d’impatto sociale.
La seconda parte è dedicata ad una lettura critica del testo di riforma del terzo settore (Legge 106/2016 e DL 117/2017), recentemente entrato in vigore nel nostro paese, al fine di far emergere i principi di fondo e gli orientamenti di policy che hanno guidato il legislatore nella predisposizione delle misure concernenti la valutazione d’impatto sociale per gli Enti di Terzo Settore (ETS)
GLI ENTI DEL TERZO SETTORE: PROFILI SOCIOLOGICI
Il capitolo – di taglio prettamente sociologico – illustra alcune categorie analitiche di base per l’interpretazione della presenza e dell’agire del vasto e articolato universo di soggetti sociali a diverso titolo riconducibili sotto la terminologia di attori del Terzo Settore, in contesti societari ad avanzato stadio di sviluppo (società complesse o a capitalismo maturo). Focalizzandosi in particolare sul contributo (apporto) societario precipuo degli attori di terzo settore nelle società contemporanee, consistente nella produzione di beni relazionali, nella generazione di capitale sociale e nella creazione di un proprio valore aggiunto sociale
Gli Enti del Terzo Settore: cardine dei servizi socio-sanitari
Il terzo settore costituisce uno dei pilastri fondamentali del sistema di welfare nel nostro paese, accanto all’intervento pubblico, al mercato (in specie nel settore sanitario) e al welfare familiare.
In Italia storicamente sono venuti configurandosi – a partire dal secondo dopo guerra – quattro principali attori del terzo settore (società civile organizzata).
In questo studio ci focalizzeremo esclusivamente sugli enti di terzo settore che operano nei comparti della “Sanità” (circa 12.000 al 31/12/22) e della “Assistenza Sociale” (circa 35.000 al 31/12/22); i quali occupano: 98.925 lavoratori dipendenti (sanità) e 450.806 lavoratori dipendenti (assistenza sociale), ovvero il 10,8% e il 49% del totale degli occupati nel settore nonprofit nel nostro paese.
In conclusione il presente lavoro fornisce un primo inquadramento generale del contributo che il terzo settore apporta nel comparto socio-sanitario. Con l’auspicio che, data la centralità che il terzo settore riveste nella fornitura di servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali nel nostro paese (in alcuni sotto ambiti costituendo il primo pilastro: raccolta del sangue; trasporto sanitario, servizi domiciliari, ecc.) nel prossimo futuro esso acquisisca sempre maggiore visibilità nel dibattito pubblico, in ambito scientifico ed istituzionale, promuovendo indagini e ricerche che forniscano dati attendibili da mettere a disposizione del decisore pubblico (e non solo) nel processo di definizione delle policies
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