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Chiarini B; Basile R; Marzano E Can we Rely upon Fiscal Policy Estimates in Countries with Unreported Production of 15 Per Cent (or more) of GDP?
Diversity and spatial productivity growth
Various strands of literature analyse the role of product diversity in influencing long-run growth and development. First, product diversification is at the heart of modern economic development and innovation-based endogenous growth theories. Second, a product diversification mechanism is framed at the core of agent-based evolutionary growth theory and export-led growth models. Third, the spatial economic development literature has long debated whether specialization or diversification is more beneficial to regional growth. Finally, the literature on economic complexity considers the concept of product diversity together with that of ubiquity. In this chapter, we provide a review of these apparently heterogeneous approaches and show how they converge to the conclusion that spatial economic development and growth require diversification rather than specialization, but in a dynamic perspective. More precisely, they need a process of structural change that goes beyond the traditional view of reallocating production factors from some sectors of the economy to others. Industry dynamics, with the entry and exit of products and firms, sectoral shifts, and labour mobility involved in this process of structural change, can have significant social and economic consequences. Therefore, state interventions may be required to address possible market failures encountered during this process
Alien Registration- Richard, Basile R. (Lincoln, Penobscot County)
https://digitalmaine.com/alien_docs/7306/thumbnail.jp
Economic complexity and productivity polarization. evidence from Italian provinces
In this paper, we analyze the role of economic complexity as a driver of regional labor productivity growth in Italy. The Economic Complexity Index (ECI) measures the multiplicity of knowledge embedded in an economy's productive structure and can be interpreted as an indicator of "qualified diversity". We assess the impact of ECI on the distribution dynamics of labor productivity by combining growth regression analysis with conditional density estimates. Counterfactual analysis results suggest that ECI plays a key role in the observed tendency to polarization of regional labor productivity. We also provide evidence of a long-run relationship between labor productivity and ECI by using a panel cointegration analysis
Sindacaliste. Esserci, contare, valere. Non discriminazione e valorizzazione delle soggettività
Nell’ambito del progetto Equal IT- G2- LAZ - 097 “Donne in Politica”, realizzato dalla partnership di sviluppo geografico di cui è referente ASDO e a cui hanno partecipato la UIL Nazionale, Progetto Donna-Centro Studi per la ricerca e lo Sviluppo delle Pari Opportunità, l’IRES-CGIL e lo IAL CISL di Roma e del Lazio, la Segreteria nazionale della Federazione Italiana Tessili e Abbigliamento (Filtea) della Cgil ha effettuato la sperimentazione di un micro-progetto di tipo trasversale teso a promuovere, creare e rafforzare reti orizzontali tra diversi livelli e categorie presenti in Cgil attraverso la promozione di strumenti innovativi in grado di sostenere le donne nell’ambito dell’accesso all’attività sindacale, dell’esercizio delle funzioni sindacali e della conciliazione tra vita personale e vita pubblica. Il microprogetto è stato selezionato dopo aver partecipato ad un bando indetto dal progetto “Donne in Politica” che ha previsto, tra le altre cose, lo svolgimento di una fase di sperimentazione di 6 micro-progetti, da realizzare sul territorio della Provincia di Roma, volti alla soluzione di problemi che ostacolano l’accesso e l’ascesa delle donne in ambito politico e/o sindacale
Le determinanti dei flussi migratori nelle province italiane: 1991-2001
Il lavoro studia l'effetto delle determinanti tradizionali dei tassi migratori netti nelle province italiane nel quinquennio 1991-95 (quando i flussi migratori seguivano ancora una fase discendente) ed in quello 1996-2000 (caratterizzato da una ripresa dei movimenti migratori interni). I risultati di una stima di un modello SUR suggeriscono che nel primo periodo i tassi migratori netti furono debolmente o non significativamente influenzati dalle variabili economiche classiche come il tasso di disoccupazione, il livello di reddito disponibile e la base industriale della provincia. Nel periodo 1996-2000 il comportamento dei flussi migratori sembra, invece, rispondere più fedelmente agli schemi tradizionali. Per il secondo periodo si stimano, infatti, coefficienti più elevati e statisticamente significativi delle variabili economiche. In entrambi i periodi sembra aver svolto un ruolo determinante la struttura per età della popolazione
Things change. Internationalisation and competitive advantage of industrial districts: an empirical analysis
Non-linearities, spatial dependence and regional economic growth in Europe: a semiparametric approach
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