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Il “doppio binario” sanzionatorio degli abusi di mercato in Italia e la trasfigurazione del ne bis in idem europeo
Le recenti pronunce della Corte di Giustizia UE sul cumulo punitivo italiano per gli abusi di mercato si conformano alla mutata giurisprudenza della Corte EDU in tema di ne bis in idem, i cui margini applicativi sono ormai circoscritti alla dimensione sostanziale. Le incertezze circa i parametri di verifica della proporzione sanzionatoria e la carenza di tutele sul versante procedimentale rimangono questioni tuttora controverse, tanto più al cospetto dell’inerzia del legislatore domestico nel recepire la nuova disciplina eurounitaria sul market abuse
Le Sezioni Unite e l’illecita concorrenza con minaccia o violenza: offensività e legalità ‘smarrite’?
La Corteregolatrice nella sua più autorevole composizione dirime un contrasto interpretativo classico sul delitto di illecita concorrenza con minaccia o violenza, qualora realizzato tramite atti non tipicamente concorrenziali. Le Sezioni Unite adottano e sviluppano un recente approccio giurisprudenziale ‘intermedio’, a forte trazione politico-criminale e per vero dotato anche di ampio respiro sistematico. Permangono, tuttavia, criticità irrisolte a fronte di un’interpretazione dell’art. 513-bis c.p. solo all’apparenza ‘tassativizzante’ e tale obiettivo può forse essere conseguito tramite un’ermeneutica parzialmente diversa
Lo statuto penale della revisione contabile nel labirinto della bancarotta ‘impropria’ da reato societario
1. Premessa: i fatti in contestazione e i motivi di gravame. — 2. Profili strutturali della
bancarotta ‘impropria’ da reato societario. — 3. Risvolti penal-fallimentari dell’attività di
revisione contabile e margini di concorso in bancarotta. — 4. Coordinate probatorie oggettive e soggettive della bancarotta da reato societario. — 5. Conclusioni: l’improcrastinabile esigenza di riforma della materi
Verso la riforma della disciplina italiana del market abuse: la legge-delega per il recepimento della Dir. 57/2014/UE
Il reg. UE 596/2014 e la dir. 2014/57/UE impongono agli Stati membri l’adeguamento dei rispettivi sistemi punitivi al rinnovato assetto sovranazionale in materia di abusi di mercato. La delega legislativa che ha autorizzato il Governo a recepire in Italia la nuova normativa eurounitaria desta serie perplessità, sia sotto il profilo strutturale, sia per alcune scelte di fondo del Parlamento. L’imminente riforma domestica del market abuse sembra quindi destinata a non risolvere le problematiche dell’attuale disciplina
L’insider trading riformato... ma non troppo: criticità e prospettive all’indomani del D. Lgs. n. 107/2018
La disciplina italiana dell’insider trading, modificata in conformità al Reg. (UE) 596/2014 (MAR), presenta numerosi profili controversi sul piano politico-criminale. Il recepimento della Dir. 2014/57/ UE (MAD II) risulta tuttora indispensabile, non soltanto allo scopo di attuare pienamente la normativa UE sul market abuse, ma anche per esigenze di razionalità sistematica
Chiaroscuri della Cassazione in tema di abusivismo bancario e finanziario
La disposizione incriminatrice di cui all’art. 132 d. lgs. n. 385/1993 (TUB) costituisce paradigma di una tecnica di tutela sovente impiegata nella regolazione dell’economia: la comminatoria penale si rivolge infatti a chi esercita abusivamente attività bancaria o finanziaria, così da preservare in via immediata le funzioni dell’autorità di vigilanza del settore (Banca d’Italia) e, in via mediata, interessi superindividuali di rango anche costituzionale (l’economia pubblica e il risparmio contemplato dagli artt. 47 e 117 della Carta fondamentale
Autoriciclaggio: prime applicazioni dell’art. 648 ter.1 c.p.
Nel primo quinquennio di vigenza dell’art. 648 ter.1 c.p. sono state affrontate dalla giurisprudenza (prevalentemente in ambito
cautelare) numerose problematiche connesse all’incriminazione dell’autoriciclaggio. Anche grazie al proficuo confronto con il formante dottrinale, la Cassazione ha adottato soluzioni condivisibili su molteplici questioni, a partire dai tratti di offensivita` del tipo e dalle note modali della condotta ‘‘autoriciclatoria’’, come pure con riferimento alla destinazione dei proventi criminosi e alla disciplina applicabile nelle ipotesi di concorso di persone. Talune criticita` sono nondimeno riscontrabili, soprattutto per effetto della non sempre agevole opera di adattamento alla nuova disposizione incriminatrice della stratificata elaborazione giurisprudenziale in materia di riciclaggio
La Corte di giustizia riconosce il diritto al silenzio nell’ambito dei procedimenti amministrativi “punitivi”
Una persona fisica sottoposta ad un procedimento sanzionatorio amministrativo per abuso di informazioni privilegiate ha il diritto di mantenere il silenzio se le sue risposte possono far emergere la sua responsabilità per un illecito passibile di sanzioni amministrative aventi carattere penale oppure la sua responsabilità penale. Tuttavia, il diritto al silenzio non può giustificare qualsiasi mancanza di collaborazione con le autorità competenti, come in caso di rifiuto di presentarsi ad un’audizione o in caso di ricorso a manovre dilatori
Autoriciclaggio, “mera utilizzazione” e “godimento personale”: soluzione di un enigma solo apparente
La Cassazione si sofferma sulla controversa clausola di non punibilita` contenuta nell’art. 648 ter.1, 4o comma, c.p. e ne offre un’interpretazione imperniata sui profili di offensivita` della condotta penalmente rilevante, circoscrivendo in modo sensibile i residui margini del c.d. privilegio di autoriciclaggio
Riforma del market abuse: quando la toppa (parlamentare) è peggiore del buco (governativo)
In sede di presentazione del d.d.l. di delegazione europea 2016, ora l. 163/2017, era emersa la singolare e criticabile scelta dell’esecutivo di ribadire la superfluità della riforma del comparto penalistico degli abusi di mercato, pur dopo l’entrata in vigore del Reg. (UE) 596/2014 (MAR) e la scadenza del termine di recepimento della Dir. 57/2014/UE (MAD II). L’auspicio di un intervento correttivo delle Camere non ha purtroppo avuto seguito, in toto per quanto concerne le fattispecie di reato e in larghissima parte anche sul versante delle sanzioni amministrative, così mantenendosi pressoché inalterato il ‘doppio binario’ punitivo che da oltre un decennio caratterizza la disciplina italiana del market abuse
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