123,114 research outputs found
A non-destructive technique for the determination of mortar load capacity in situ
The determination of mortar load capacity in masonry in situ is not an established technique. An indirect method is described in this paper and, like the earlier one by Gucci, N. and Moretti, A., Boll. Ingegneri Toscana No. 9 (1989), is based on the measurement of the amount of energy required to drill a small cavity in a mortar layer. The instrumentation, designed and built for this purpose, has been the subject of an experimental study aimed at setting up the parameters of measurement and finding the correlation between the drilling work and the mortar compressive strength. The results obtained are reported and discussed, and a first theoretical interpretation is given
Functional study of residual iCre activity relevant for split-Cre applications
Cre-lox system is a major tool in mouse molecular genetics instrumental in promoting somatic recombination to spatiotemporally control transcriptional activation/inhibition in subsets of cells or tissues in vivo. A critical factor behind this system may be represented by the availability of a specific promoter driving Cre expression in the cell subset of interest. Split-Cre recombinase system represents an evolution that circumvents this limitation using split N- and C-terminal domains of Cre recombinase placed under the control of two distinct promoters defining an intersectional domain where functional complementation of Cre protein fragments is obtained. This system is a valuable tool for controlling Cre recombinase activity in a spatially and temporally defined manner based on the assumption that neither N- or C-terminal Cre fragments alone have recombinase activity. However, residual recombinase activity of one of the two fragments can occur leading to confounding experimental results. In this work, we delve into characterizing functional activity of different N-terminal deleted codon-optimized Cre (iCre) isoforms to refine Split-Cre-based technologies, aiming to avoid uncontrolled recombinase events. Given the presence of several methionine residues in the amino acidic iCre sequence, we explored whether these residues could serve as potential translation start sites, resulting in truncated isoforms that might retain recombinase activity. To address this question, we tested in HEK293T cells whether site-specific recombination was retained in progressively amino-terminal deleted iCre isoforms. Our results reveal residual enzymatic activity of most amino-terminal deleted isoforms of iCre whose ATG start codon is located downstream of the commonly used split site. This insight holds significance for future refinements of the widely used Split-Cre system, providing information to avoid false positive results stemming from unwanted activity
Toward Shimurian analogs of Barsotti-Tate groups
We first recall Grothendieck\u27s notion of n-truncated Barsotti-Tate group. Such groups form an algebraic stack over the integers. The problem is to give an illuminating description of its reductions modulo powers of p. A related problem is to construct analogs of these reductions related to general Shimura varieties with good reduction at p. We discuss some conjectures on this subject based on the theory of prismatic cohomology.Minor correction
"Il 'romanzo teatrale' di Eduardo e il capitolo 'De Pretore' "
Il saggio è dedicato alla complessa gestazione del testo drammatico e scenico “De Pretore Vincenzo” di Eduardo De Filippo, che comprende non solo manoscritti, copioni ed edizioni a stampa, ma anche rappresentazioni teatrali ed edizioni televisive.
Uno dei capitolo più strani del “romanzo teatrale” eduardiano, esemplare nella sua drammaturgica mobilità, è "De Pretore Vincenzo", in cui si ricorre allo schermo fiabesco per travestire una polemica sociale, rovesciandone sintomaticamente la conclusione canonica. Un’anti-fiaba, dal finale tragico; perché la fiaba (d’una magia religiosa) si svolge solo nel mondo dell’io del protagonista, mentre gli antagonisti sono sempre in agguato nel mondo esterno. Ma la vicenda dell’opera è appunto complessa, attraversando e perfino travalicando la cornice della "Cantata dei giorni dispari" (che con la "Cantata dei giorni pari" costituisce l'edizione a stampa del teatro di Eduardo).
Il testo della commedia entra nella prima edizione Einaudi del secondo volume della "Dispari" nel 1958, e si mantiene inalterato nell’edizione 1971 (riveduta) dello stesso volume (fino alla ristampa del 1975); invece, a partire dall’edizione riveduta del 1979, mostra varianti strutturali e linguistiche che si conserveranno nelle successive ristampe o edizioni della "Cantata". Dunque le trasformazioni di rilievo riguardano il passaggio fra la tappa del suo esordio nella "Dispari" (’58) e quella pressoché definitiva nello stesso volume del ’79. E, non a caso, il più trasfigurato appare il quadro del “Paradiso visto in delirio” dal protagonista, che nell’edizione iniziale è ambientato nel Salone di un Castello, dove avviene e si esprime in prosa pseudo-italiana l’incontro fra il ladro ed il Signore, che finirà per accoglierlo nel suo regno; invece, nell’ultima edizione, il dialogo si svolge in una piazzetta (doppio onirico di quella napoletana che contiene i quadri precedenti) attraverso un linguaggio pseudo-dialettale e in versi, che offre del Paradiso una visione più lirica e meno evidentemente politica.
Partendo dall’osservazione di tali varianti editoriali, se ne possono cercare le motivazioni anche in rapporto alla vicenda (ad esse intrecciata) delle diverse messinscene. Attraverso materiali conservati presso l’Archivio del Gabinetto Vieusseux di Firenze e presso la Biblioteca Teatrale del Burcardo di Roma, si ricostruisce un percorso che inizia dal poemetto "Vincenzo De Pretore", manoscritto del 1949 (ma pubblicato nella raccolta "Il paese di Pulcinella" del 1951), continua con la stesura originale, ma incompleta, del dramma "De Pretore Vincenzo", e con la trascrizione dattiloscritta della “Discussione con Lucignani” dell’autore (in vista dell’allestimento della commedia) che risale al 27 gennaio 1957. Si arriva quindi al copione dello spettacolo dato per la prima volta il 26 aprile 1957 al Teatro de’ Servi di Roma, con Lucignani aiuto regista, per la regia di Eduardo (che non recita, mentre le parti principali sono affidate ai giovani Achille Millo e Valeria Moriconi). Si prosegue con i testi editi della commedia, tutti sostanzialmente fedeli al copione del ’57, approdando finalmente alla differente versione dell’opera: in occasione dell’edizione televisiva del 1975, per la regia di Eduardo, che stavolta recita la doppia parte di Don Peppino il Tabaccaio-San Giuseppe, mentre Vincenzo è Luca De Filippo e Ninuccia è Angelica Ippolito (Rai Due 1976); alla quale corrisponde l’ultima pubblicazione autonoma del testo nel ’77 e poi la sua ultima edizione nella "Dispari" del 1979.
L’excursus attraverso le diverse (per qualità e materia espressiva) versioni dell’opera consente di coglierne il versante della maturazione non solo artistica ma anche etica, che la trasforma alla fine in un teatrale romanzo di formazione, sia pure (ma inevitabilmente) in chiave onirica
"Dialetti, lingue, pastiches: linguaggi in scena dal '900 al 2000 (Eduardo Fo Troisi Benigni Moscato)"
Il saggio tratta un fenomeno che riguarda il teatro italiano del Novecento, caratterizzato da un percorso di genere e, al tempo stesso, dall’uso-riuso dei dialetti, dalla polifonia delle varietà regionali con la lingua italiana ed anche con le lingue straniere. Il percorso conduce dalla “crisi del dialogo” all’emergenza del “monologo” nel più generale processo di “epicizzazione del dramma” (Szondi); ed il fenomeno può essere colto nei testi e negli spettacoli di Eduardo De Filippo, Dario Fo, e dei loro controversi eredi: in quegli attori-autori che, anche attraverso contaminazioni di linguaggi, hanno creato personaggi ambiguamente comici o tragi-comici (Massimo Troisi, Roberto Benigni, Enzo Moscato). Sono autori che recitano e che traggono succhi espressivi da una nativa koinè regionale linguistica, sfruttando una fisicità e una paralinguistica che s’innestano nell’albero genealogico dell’avanspettacolo e del varietà, per versare anche nella nuova formula dell’one man show l’uso di una mimica che svaria continuamente dal volto alla maschera alla smorfia (o viceversa)
"Maschere-scolapasta per il Goldoni di Santagata"
Il saggio analizza lo spettacolo "Il teatro comico ovvero Il padre rivale del figlio" da "Il teatro comico" di Carlo Goldoni, per la regia e con l'interpretazione di Alfonso Santagata
Bertrand Barsotti, Bachelard, critique de Husserl, aux racines de la fracture épistémologie/philosophie, 2002
Parrochia Daniel. Bertrand Barsotti, Bachelard, critique de Husserl, aux racines de la fracture épistémologie/philosophie, 2002. In: Raison présente, n°147, 3e trimestre 2003. Pour un cadrage républicain de la bioéthique. pp. 156-158
"Praga-Pirandello: un nodo gordiano"
Il saggio ricostruisce puntualmente gli ambigui legami fra Praga e Pirandello dagli anni Dieci agli anni Trenta del Novecento, seguendo un filo che non collega soltanto l’ “arte teatrale” dei due autori, le rispettive visioni della scena, ma attraversa anche la storia del nostro teatro coevo, come organizzazione ed economia dello spettacolo. Infatti Marco Praga incide su di essa non tanto come drammaturgo (1886-1915), quanto come dirigente della Società Italiana degli Autori (1896-1911), direttore artistico della Compagnia stabile del Teatro Manzoni di Milano (1912-17), presidente ancora della S.I.A. (1916-19), infine come critico teatrale della prestigiosa “L’Illustrazione Italiana” (1919-29)
A Weil–Barsotti formula for Drinfeld modules
AbstractWe study the group of extensions in the category of Drinfeld modules and Anderson's t-modules, and we show in certain cases that this group can itself be given the structure of a t-module. Our main result is a Drinfeld module analogue of the Weil–Barsotti formula for abelian varieties. Extensions of general t-modules are also considered, in particular extensions of tensor powers of the Carlitz module. We motivate these results from various directions and compare to the situation of elliptic curves
Determinazione in situ della capacità portante della malta
Si introduce la tecnica indiretta per la valutazione in situ della resistenza a compressione delle malte di sabbia messa a punto da ricercatori dell’Istituto di Scienza delle Costruzioni dell’Università di Pisa e consistente nella misura dell’energia spesa per l’esecuzione di un piccolo foro cieco in un giunto della muratura
- …
