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Obra pròpia
Presentació de set projectes arquitectònics realitzats pels joves arquitectes Fabrizio Barozzi i Alberto Veiga, de l'Estudio Barozzi Veiga1054.mp4
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On continuity
Conferència a càrrec de l'arquitecte Fabrizio Barozzi, on mostra una selecció de projectes de l'estudi Barozzi Veiga, fundat el 2004 a Barcelona per Fabrizio Barozzi i Alberto Veiga. Despatx que ha treballat internacionalment en projectes públics i privats, enfocant-se en edificis culturals, cívics i educatius6652.mp4
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La vertigine: sintomo non malattia : i disturbi vestibolo-posturali
I disturbi dell’equilibrio, in generale, e le vertigini in particolare sono un sintomo cardine in tutta la clinica medica. Obiettivo di questa presentazione è chiarire alcuni aspetti diagnostici e terapeutici, frutto della esperienza clinica.
Il primo step nella valutazione di un paziente vertiginoso è definire il sintomo. Le descrizioni dei sintomi da parte del paziente sono spesso vaghe e inconsistenti. Le vertigini sono illusioni di movimento o rotazione del corpo rispetto all’ambiente o dell’ambiente rispetto al corpo. Sono l' espressione di un malfunzionamento del sistema vestibolare, centrale o periferico, complesso sistema che realizza la funzione dell’equilibrio. Il sistema dell’equilibrio è complesso sistema senso-psico-motorio finalizzato a: stabilizzare lo sguardo durante i movimenti; attivare la muscolatura tonica antigravitaria necessaria per mantenere la stazione eretta e per consentire il movimento armonico e coordinato; orientare il soggetto nello spazio; regolare funzioni neurovegetative come la pressione arteriosa. Tale funzione è il risultato dell' elaborazione a livello del tronco encefalico (nuclei vestibolari e sostanza reticolare principalmente) delle afferenze vestibolari, visive, propriocettive e uditive; tale elaborazione è modulata dalla attività del cervelletto, della corteccia cerebrale e del sistema extrapiramidale.
La complessità delle informazioni sensoriali e delle regolazioni motorie e neurovegetative in cui il sistema è interessato giustifica la frequenza della sintomatologia vertiginosa, la molteplicità delle possibili cause coinvolte ed anche le difficoltà di un approccio terapeutico unitario.
Le cause dei disturbi dell'equilibrio vanno da disturbi assolutamente benigni a patologie che mettono a repentaglio la vita, Nonostante patologie centrali pericolose non si manifestino comunemente con vertigini o dizziness isolati, l’ictus e altre malattie neurologiche possono iniziare nello stesso modo. Le caratteristiche che le distinguono possono essere molto sottili. Identificare le più comuni patologie periferiche è una priorità. Nella presentazione saranno illustrati gli strumenti per riconoscere e trattare le principali forme di vertigine periferica: ruolo dell’anamnesi, ruolo dell’esame clinico, ruolo degli esami strumentali Inoltre verranno definiti i criteri per distinguere la vertigine periferica da quella centrale
Le terapie dell'acufene: stato dell'arte : i risultati delle terapie
L’acufene normalmente non può essere curato. D’altra parte non si tratta l’acufene, ma un paziente in cui l'acufene può rendere difficile la qualità della vita. Gli interventi sono rivolti a trattare le principali modificazioni che si suppone intervengano nella genesi degli acufeni: Manipolare e dove possibile normalizzare gli input sensoriali; Modulare l’attività neurale cerebrale; Controllare i fattori psicologici. Si riportano i risultati dell'utilizzo di protesi acustiche ed impianti cocleari, terapia del suono, stimolazione magnetica transcranica, stimolazione laser, stimolazione elettrica a corrente continua transcranica, terapie psicologiche
02. Contextos
Presentació de l'Arquitecte Alberto Veiga de "Barozzi / Veiga Arquitectes". Presenta la sessió Félix Solaguren, Coordinador i professor responsable de curs
02. Contextos
Presentació de l'Arquitecte Alberto Veiga de "Barozzi / Veiga Arquitectes". Presenta la sessió Félix Solaguren, Coordinador i professor responsable de curs
Sentimental Monumentality. Intervista a Fabrizio Barozzi
Nell' intervista realizzata con Fabrizio Barozzi, nel novembre del 2019 a Ferrara, in occasione di una sua Conferenza al Dipartimento di Architettura all’interno del ciclo “Il progetto del Reale” indetto dai docenti di Progettazione Architettonica, appare come l’architettura che esprime lo studio Barozzi Veiga sia fondata su un principio di dualità ove è possibile leggere alcune invarianti quali una forte relazione con il progetto urbano e un consapevole rapporto con il contesto che non sfocia mai in imitazione della tradizione. Una esemplare gestione del rapporto classico/anticlassico, una capacità di ridurre gli elementi del progetto fino quasi a tradurre quest'ultimo in sola struttura, una razionalità programmatica legata ad un’originale sensibilità nell'uso di luce e materia.
La dialettica progettuale che esprimono i progetti dello studio Barozzi Veiga, o come meglio descrivono nelle conferenze, le loro costruzioni, ovvero l’intreccio duale fra il contesto e l’autonomia della forma, sembra derivare direttamente dalle esperienze che entrambi hanno condotto, dapprima nel corso degli studi e successivamente nel corso delle occasioni lavorative
Le stimolazioni labirintiche II
Oggi il labirinto può essere studiato nelle sue varie componenti con test clinici e strumentali.
I principali test clinici per la valutazione della funzione dei canali semicircolari riguardano il canale laterale e sono: Head Shaking Test, il test di Halmagyi ed il test di acuità visiva dinamica.
I test strumentali per lo studio dei canali semicircolari laterali sono le stimolazioni caloriche, le prove rotatorie ed il test vibratorio.
Le prove caloriche consentono di studiare la funzione vestibolare stimolando separatamente i canali semicircolari laterali irrigando i condotti uditivi esterni con acqua a temperatura superiore o inferiore a quella corporea. La modalità di stimolazione attualmente considerata più affidabile a livello internazionale è la stimolazione bitermica di Fitzgerald- Hallpike che consiste nella irrigazione di 250 cc di acqua in 40 secondi a 44° C e a 30° C. .
Le prove rotatorie richiedono sedie motorizzate che ruotano con velocità ed accelerazioni differenti. Le prove roto-acceleratorie stimolano i canali laterali di entrambi i labirinti, eccitandone uno e inibendone l’altro. Si distinguono prove rotatorie con stimolo trapezoidale e prove pendolari.
Le prove sinusoidali alternano rotazioni verso destra e verso sinistra con accelerazioni e decelerazioni armoniche e permettono di valutare il sottosistema vestibolo-oculomotore nel suo complesso ed il compenso in caso di deficit labirintico.
Il test vibratoria è una tecnica di stimolazione labirintica ad alta frequenza che utilizza un vibratore a 100 Hz. Nel 90% dei soggetti con deficit labirintico compare un nistagmo senza latenza, non affaticabile, che cessa col cessare della stimolazione
Il velarium di S. Maria della Piazza ad Ancona. Una testimonianza di pittura altomedievale nelle Marche centrali
Nel complesso quadro dell’architettura paleocristiana e altomedievale delle Marche, la chiesa di S. Maria della Piazza ad Ancona costituisce una delle testimonianze rilevanti, tassello fondamentale per ricostruire il quadro complessivo della città adriatica tra V e VIII secolo. Oltre ad un cospicuo patrimonio di mosaici pavimentali, infatti, la cosiddetta chiesa inferiore conserva una vera e propria parete - palinsesto, costituita da tre differenti strati di affresco. Lo strappo del terzo e ultimo strato con la teoria degli Apostoli o Profeti ha rivelato una decorazione particolarmente ben conservata, un velarium, caratterizzato da una complessa iconografia. I confronti tanto con i noti velari di S. Maria Antiqua a Roma, in particolare nella cappella di Teodoto (741-752) e negli interventi riferibili a Giovanni VII (705-707) e Paolo I (757-767), quanto in S. Crisogono e nel più tardo velario di S. Saba, tanto con quello di uno dei più importanti complessi della Langobardia Maior, il monastero di Torba a Gornate Olona, hanno permesso di ricondurre l’esecuzione del velario ad un momento storico e politico particolarmente importante per la città adriatico: la diretta influenza della corona longobarda in seguito all’annessione da parte di Liutprando tra il 727 e il 728, fase che corrispose ad un’attiva committenza, che si tradusse in un fervore edilizio finalizzato al rinnovamento di molti edifici religiosi. Alla complessa opera di ridefinizione degli spazi liturgici all’interno delle chiese con rinnovati arredi marmorei appartiene anche il frammento di lastra con croce e coda di pavone, oggi conservato presso il Museo Diocesano di Ancona, che convincenti confronti stilistici collocano alla metà dell’VIII secolo
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