186,527 research outputs found
Gli effetti dell’emergenza Covid-19 su commercio, investimenti e occupazione - Una prospettiva italiana
Il volume esamina vari profili dell’incidenza delle emergenze sanitarie internazionali su commercio, investimenti ed occupazione. Raccoglie le riflessioni di numerosi esperti italiani del Gruppo di interesse sul Diritto internazionale dell'economia della Società italiana di Diritto Internazionale e dell'Unione Europea (SIDI), di cui è Co-Coordinatore la professoressa Elisa Baroncini dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e di soci dell’ILA Italy - Sezione italiana dell'International Law Association. Si tratta di riflessioni maturate nel corso delle iniziative proposte ed organizzate dalla professoressa Pia Acconci dell’Università degli studi di Teramo quale coordinatore scientifico del Modulo Jean Monnet “EU Investment Law” (EUIL). L’opera propone a studenti, accademici, amministratori di enti pubblici e organismi privati chiavi di lettura variegate delle modalità di risposta alle emergenze sanitarie collettive e alle crisi economiche transnazionali. Diversi contributi all'opera collettanea evidenziano inoltre come gli Stati possano realizzare, grazie alla partecipazione a organizzazioni internazionali, attività di controllo e prevenzione dei conflitti di norme derivanti dall'interazione tra interessi sociali, quali la tutela della salute e il sostegno all'occupazione, ed economici, come le aspettative di profitto degli operatori del commercio internazionale
Il patrimonio dell’umanità nell’arbitrato internazionale sugli investimenti
Ratificata da 194 Paesi, la Convenzione UNESCO sul patrimonio dell’umanità è uno dei più noti trattati nella cultura generale, anche per il suo significativo impatto sulle realtà locali. La World Heritage Convention (WHC) è un elemento centrale del diritto internazionale del patrimonio culturale, il cui sviluppo è stato prodigioso negli ultimi 50 anni. Sempre più oggetto di interpretazione in sentenze nazionali e internazionali, la Conven-zione UNESCO del 1972 funge anche da parametro di riferimento nell’arbitrato internazionale sugli investi-menti. Il presente lavoro analizza il percorso evolutivo dei lodi arbitrali che hanno preso in considerazione la Convenzione del 1972 e valuta la crescente rilevanza, nel diritto internazionale degli investimenti, della tutela del patrimonio UNESCO. In particolare, il contributo dimostra che, per essere considerati “diligenti”, e dun-que invocare la protezione del diritto internazionale degli investimenti, gli investitori devono conoscere anche il quadro giuridico internazionale e nazionale per la conservazione e la gestione dei siti che rientrano nell'am-bito di applicazione della WHC. Infatti, l’adempimento di tale dovere di due diligence consente all’investitore di conoscere le implicazioni che la presenza di beni culturali e naturali ha per lo svolgimento delle proprie attività commerciali.Ratified by 194 countries, the World Heritage Convention (WHC) is one of the best-known treaty instru-ments in general culture. Having a significant impact on local realities, the WHC is a central element of international cultural heritage law, the development of which has been prodigious over the last 50 years. In-creasingly the object of interpretation in national and international judgments, the 1972 UNESCO Conven-tion also serves as a benchmark in international investment arbitration. This paper analyses the evolutionary path of arbitral awards that have considered the 1972 Convention, and it assesses the growing relevance, in international investment law (IIL), of the protection of UNESCO cultural and natural heritage. Furthermore, the paper shows that, in order to be able to invoke IIL protection, investors have to be responsible, and thus familiar with the international and domestic legal framework for the preservation and management of sites falling within the scope of the WHC. In fact, the fulfillment of such a duty of due diligence allows an investor to know the implications that the presence of cultural and natural assets has for the conduct of his/her business activities
Dataset of mRNA levels for dopaminergic receptors, adrenoceptors and tyrosine hydroxylase in lymphocytes from subjects with clinically isolated syndromes
This data article presents a dataset of mRNA levels for dopaminergic receptors, adrenoceptors and for tyrosine hydoxylase, the rate-limiting enzyme in the synthesis of catecholamines, in peripheral blood mononuclear cells as well as in CD4+ T effector and regulatory cells from subjects with clinically isolated syndromes (CIS), which is a first episode of neurological disturbance(s) suggestive of multiple sclerosis. CIS subjects are divided into two groups according to their eventual progression, after 12 months from CIS, to clinically established multiple sclerosis. The data reported are related to the article entitled "Dopaminergic receptors and adrenoceptors in circulating lymphocytes as putative biomarkers for the early onset and progression of multiple sclerosis" (M. Cosentino, M. Zaffaroni, M. Legnaro, R. Bombelli, L. Schembri, D. Baroncini, A. Bianchi, R. Clerici, M. Guidotti, P. Banfi, G. Bono, F. Marino, 2016
The Dispute Settlement Practice in the New Generation of EU Trade Agreements: Looking for Sustainability
The EU trade policy has traditionally been major and prominent part of the international action of the Union. More and more characterized by the principle of sustainable development and considered a major driver for the achievement of the SDGs of the UN 2030 Agenda, the common commercial policy of the European Union also promotes a new generation of trade agreements (TAs). The EU TAs are highly innovative and rich instruments in fostering environmental and social standards, biodiversity and gender protection, and fighting climate change while pursuing economic integration between the EU and its trade partners. Recently, the EU has activated the bilateral dispute settlement mechanisms (DSMs) of the new TAs. The reports issued so far consistently emphasize issues related to sustainability. Notably, the Korea - Labour Commitments case specifically focuses on enforcing certain provisions of the TSD Chapter within the EU-South Korea Free Trade Agreement. The purpose of this chapter is to highlight those sustainability issues in the contentious proceedings triggered by the EU. In an effort to propose as complete a picture as possible for our analysis, attention will also be devoted to the practice of bilateral litigation that has not (yet) been settled (the complaint raised by the EU against Algeria) or is being resolved diplomatically (the initiative launched by the Dutch NGO CNV Internationaal)
Sustainable Development as Fundamental Pillar of Economic Governance and Public Affairs - The EU Approach and International and Domestic Perspectives
The Department of Legal Studies of the University of Bologna hosted and supported the Jean Monnet Module Project “Re-Globe – Reforming the Global Economic Governance: The EU for SDGs in International Economic Law”, coordinated by Professor Elisa Baroncini. This open-access book gathers the interdisciplinary research contributions developed in the activities of the Re-Globe Project, starting from the Re-Globe Ravenna International Conference. It provides the analysis of the Re-Globe research team and several Re-Globe guests belonging to academia and national, EU and international institutions. The publication thus offers a wide, in-depth and critical overview of the relevance the EU approach has for sustainability matters in International Economic Law, with insights into Energy, Finance and Transport Law
Introduzione
Il volume raccoglie gli atti del Convegno organizzato nel dicembre 2022 dal Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Bologna per celebrare i 50 anni della Convenzione UNESCO del 1972 sul patrimonio dell’umanità. Parte del Progetto dell’Università di Bologna “Patrimonio dell'Umanità. 50 anni dalla Convenzione UNESCO: riflessioni nei Campus dell'Alma Mater Studiorum” guidato dalla Prof.ssa Giuliana Benvenuti, l’evento ha riunito gli studiosi dell’Ateneo per studiare l’impatto che la World Heritage Convention ha sui sistemi giuridici internazionali e nazionali, e il suo rapporto con l’Unione europea. Strumento innovativo, di grande equilibrio e intelligenza, la Convenzione UNESCO del 1972 è il pilastro per la tutela dei beni di eccezionale valore universale, ed ha una importanza centrale per un Paese come l’Italia, che vanta il maggior numero di siti UNESCO al mondo. I risultati dei lavori del Convegno sono ora presentati al pubblico in questo volume open access, per promuovere la conoscenza della World Heritage Convention e stimolare ulteriormente il dibattito sulla sua rilevanza, fornendo anche diversi spunti per rafforzare e migliorare il funzionamento della Convenzione UNESCO del 1972
Gli effetti dell’emergenza Covid-19 su commercio, investimenti e occupazione. Una prospettiva italiana
L’opera raccoglie le riflessioni suscitate e maturate grazie alle iniziative proposte ed organizzate da Pia Acconci dell’Università degli studi di Teramo quale coordinatore scientifico del Modulo Jean Monnet “EU Investment Law” (EUIL). Contribuiscono all’opera numerosi esperti italiani del Gruppo di interesse sul Diritto internazionale dell'economia della Società italiana di Diritto Internazionale e dell'Unione Europea (SIDI), di cui è co-coordinatore Elisa Baroncini dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e di soci dell’ILA Italy - Sezione italiana dell’International Law Association.
Gli esperti riscontrano che l’emergenza sanitaria abbia posto in risalto l’importanza delle clausole sulle eccezioni generali contemplate nel diritto dell’Unione Europea, negli accordi internazionali in materia di scambi e investimenti, nonché nel diritto internazionale generale. Queste sono clausole di deroga che permettono agli Stati di giustificare le misure emergenziali volte a tutelare la salute ovvero la sicurezza interna attraverso provvedimenti normativi nazionali. Tali misure, in assenza di coordinamento internazionale, sono suscettibili di risultare, tuttavia, non sufficientemente efficaci e generare il serio rischio di una dilatazione del ricorso all’unilateralismo.
La pandemia del Covid-19 è una crisi collettiva, e quindi per essere adeguatamente affrontata, necessita di una risposta anch’essa collettiva. Le analisi del volume - rivolto a studenti, accademici, amministratori di enti pubblici e organismi privati - considerano la definizione di nuove regole e metodi di collaborazione internazionali, volti a garantire l’equo e diffuso accesso ai prodotti medici, a promuovere la realizzazione di resilient supply chains (le filiere di approvvigionamento improntate a standard di sostenibilità) e ad affermare tempestivi ed efficaci metodi di solidarietà per far fronte alle emergenze trasnazionali mediante il sostegno all’occupazione
European Commission v. Deutsche Post AG, case C-399/08 P, First Chamber, Judgment, 2 September 2010
By its appeal, the Commission of the European Communities seeked to have set aside the judgment of the Court of First Instance of the European Communities in Case T 266/02 Deutsche Post v Commission, by which it annulled Commission Decision 2002/753/EC of 19 June 2002 on measures implemented by the Federal Republic of Germany for Deutsche Post AG (OJ 2002 L 247, p. 27). In the current judgment, the EU Court of Justice provides for a very clear definition of state aid under EU Law. Infact, for a national measure to be classified as State aid, first, there must be an intervention by the State or through State resources; second, the intervention must be liable to affect trade between Member States; third, it must confer an advantage on the recipient; fourth, it must distort or threaten to distort competition. The EU Court of Justice concludes by dismissing the appeal introduced by the European Commission, declaring the correctness of the ruling of the EU General Court, which stated that there was no infringement of EU State aid law in the way in which the Federal Republic of Germany restructured the German Postal Administration
Biret International SA v. Council of the European Union, Case C-93/02 P, Judgment of the Court of Justice of the European Communities, 30 September 2003
- …
