1,721,067 research outputs found

    Viral Hepatitides, Inflammation and Tumour Microenvironment

    No full text
    In this chapter, we discuss the role of hepatitis B virus (HBV) and hepatitis C virus (HCV) infections in the establishment of hepatocellular carcinoma (HCC), highlighting the key role of the multiple, non-mutually exclusive, pathways involved in the modulation of immune responses and in the orchestration of a chronic low-level inflammation state favouring HCC development. In particular, we discuss (i) HCC as a classical paradigm of inflammation-linked cancer; (ii) the role of the most relevant inflammatory cytokines involved (i.e. IL-6, TNF-α, IL-18, IL-1β, TGF-β IL-10); (iii) the role of T cell exhaustion by immune checkpoints; (iv) the role of the Wnt3a/β-catenin signalling pathway and (v) the role of different subsets of suppressor cells

    Adults’ representation of children’s emotions and coping strategies related to earthquakes

    No full text
    Background and aims. For children, the traumatic psychological impact of natural disasters such as earthquakes has been documented. Also the study of children’s earthquake-related emotions and coping strategies has gathered increasing attention. However, little is known on the corresponding adults’ representation. Examining the influence of earthquake experience: (a) we hypothesized adults to consider fear more salient than sadness, during and after earthquakes, and (b) we explored how adults represent the efficacy of coping strategies related to children’s fear and sadness. Methods. The participants were 569 Italian university students with different earthquake experience (no experience/damage: 70%; experience with damage: 30%). Referring to what happens during and after earthquakes, they were asked to list children’s (a) expected emotions, and (b) coping strategies for diminishing fear and sadness. We coded (a) the number of fear and sadness terms; (b) the presence of 13 coping strategies (Zimmer-Gembeck & Skinner, 2011), i.e. problem solving, information-seeking, helplessness, escape, self-reliance, support-seeking, delegation, social isolation, accomodation, negotiation, submission, opposition, and support-giving (agreement for reliability: 95%). Results. We used Generalized Linear Mixed Model. Fear was reported more frequently than sadness, and more frequently during vs. after earthquakes (and vice versa for sadness). Some coping strategies were reported rarely (≤ 5%: helplessness, escape, delegation, social isolation, negotiation, submission, opposition, and support-giving). Among the others, problem solving, information-seeking, self-reliance, and support-seeking were more salient for fear vs. sadness, and vice versa for accommodation. Problem solving was more salient during vs. after earthquakes, and vice versa for accommodation. These effects partially depended from earthquake experience. Conclusions. Our findings enable to deepen the knowledge on adults’ emotional representation of earthquakes, filling a gap in the literature. At an applied level, they can help professionals to develop prevention trainings to prepare children to disasters, promoting their knowledge on earthquake-related emotions and efficacious coping strategies

    The immune system view of the coronavirus SARS-CoV-2

    Full text link
    Knowing the “point of view” of the immune system is essential to understand the characteristic of a pandemic, such as that generated by the Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus (SARS-CoV)-2, responsible for the Coronavirus Disease (COVID)-19. In this review, we will discuss the general host/pathogen interactions dictating protective immune response or immunopathology, addressing the role of immunity or immunopathology in influencing the clinical infection outcome, and debate the potential immunoprophylactic and immunotherapy strategies required to fight the virus infectio

    Coronavirus e studenti universitari: Costruzione di una scala per quantificare le strategie di coping in caso di pandemia

    No full text
    Introduzione. I disastri naturali, tra cui le pandemie, possono avere conseguenze traumatiche sia fisiche che psicologiche a cui è possibile far fronte adottando strategie di coping (Raccanello et al., 2020). Zimmer-Gembeck e Skinner (2011) hanno distinto tali strategie in 12 famiglie, 6 adattive (problem solving, information seeking, self-reliance, social support, accommodation, negotiation) e 6 disadattive (helplessness, escape, delegation, social isolation, submission, opposition). Ispirandosi a tale classificazione, il primo scopo consiste nel costruire una scala per quantificare le strategie di coping utilizzate da studenti universitari in caso di pandemia, in particolare quella da COVID-19; il secondo scopo esplora le differenze di età (< 24 e ≥ 24 anni) nell’uso delle strategie. Metodo. Il campione è formato da 3785 studenti universitari italiani (79% F; Metà = 24.87, DS = 7.74) che hanno compilato una survey online a marzo 2020 sull’impatto psicologico della pandemia da COVID-19. Le misure includono una scala a 36 item costruiti ad hoc sulle strategie di coping per fronteggiare la pandemia e il Power to Live with Disasters Questionnaire (PLDQ, Ishibashi et al., 2019), con risposta a 5 livelli. Risultati. È stata condotta, dopo controllo delle assunzioni statistiche (KMO = 0.88; test di Bartlett significativo), un’analisi fattoriale esplorativa su metà campione che ha restituito un modello a 4 fattori con fit adeguato (SRMR = .030; RMSEA = .030): (1) Despair (disadattivo: grado di immobilità delle persone sopraffatte dal panico e senza speranze); (2) Accommodation (adattivo: grado con cui le persone reagiscono adeguandosi alla situazione); (3) Proactivity (adattivo: grado con cui le persone si attivano per trovare soluzioni ai problemi); (4) Opposition (disadattivo: grado con cui le persone rifiutano le regole stabilite dalle autorità). La bontà del modello è stata verificata tramite analisi fattoriale confermativa (SRMR = .067; RMSEA = .062, 90% CI: .059-.066; TLI = .940; CFI = .950) condotta sull’altra metà del campione. L’analisi dell’invarianza (configurale, metrica e scalare) non mostra differenze per età e genere. La validità di criterio è stata confermata da correlazioni positive tra i fattori adattivi della scala sul coping e i fattori Emotional Regulation, Problem Solving, Etiquette, Active Well-being, Self-transcendence, Altruism e Leadership del PLDQ, e tra il fattore disadattivo Opposition e il fattore Stubborness del PLDQ; e da correlazioni negative tra i fattori disadattivi della scala sul coping e Emotional Regulation, Problem Solving, Etiquette, Active Wellbeing, Self-transcendence, Altruism e Leadership del PLDQ (con alcune eccezioni). Infine, i punteggi di Proactivity aumentano con l’età. Conclusioni. Questi dati sono rilevanti sul piano teorico, metodologico e applicativo, confermando la bontà dello strumento nel quantificare le strategie di coping adoperate durante la pandemia da COVID-19 e documentando differenze evolutive

    Disastri naturali e strategie di coping: Una meta-analisi su bambini e adolescenti

    No full text
    Introduzione. A seguito di disastri naturali, bambini e adolescenti possono usare molteplici strategie di coping per sentirsi meglio. In letteratura, negli ultimi anni si è registrato un maggior interesse per gli studi che indagano la relazione tra queste strategie e l’adattamento dei bambini. Il presente studio ha lo scopo di utilizzare un approccio meta-analitico per indagare l’efficacia delle strategie di coping relative ai disastri naturali che coinvolgono bambini e adolescenti. Sono state prese in considerazione le correlazioni medie tra differenti strategie di coping (Zimmer-Gembeck & Skinner, 2011) e indicatori negativi e positivi a seguito di disastri. Metodo. Per la ricerca bibliografica sono stati utilizzati i database PsycINFO, Scopus, ERIC e PubMed. Per identificare gli articoli su disastri naturali, sono stati applicati i seguenti filtri: partecipanti di età inferiore ai 18 anni al momento del disastro, peer-review e lingua inglese. I lavori selezionati prevedevano lo studio della relazione tra almeno una strategia di coping e almeno un indicatore di sintomatologia negativa (ad esempio, disturbo post-traumatico da stress, depressione; n = 14 studi; 9.028 partecipanti) o di sviluppo positivo (ad esempio, autoefficacia, comprensione delle emozioni; n = 8 studi; 3.540 partecipanti). È stata condotta un’analisi multilivello poiché in molti studi venivano indagati gli effetti di diversi tipi di strategie di coping (accomodamento, delega, dare/ricevere supporto, fuga, helplessness, isolamento sociale, opposizione, problem solving, self-reliance, sottomissione) su diversi indicatori negativi e positivi. Risultati. Per gli indicatori negativi e positivi, è stata trovata una correlazione significativa e positiva globale (negativi: r = .22; p < .001; positivi: r = .12; p = .031). Sia per gli indicatori negativi sia per quelli positivi è stata rilevata una elevata eterogeneità e variabilità tra gli studi. È stato trovato quindi un effetto di moderazione del tipo di strategia di coping. Per gli indicatori negativi le strategie di coping risultate correlate in modo significativo sono sottomissione (r = .68; p < .001), fuga (r = .21; p < .001), opposizione (r = .18; p < .001), delega (r = .17; p = .023) e isolamento sociale (r = .16; p = .003). Per gli indicatori positivi le strategie di coping risultate correlate in modo significativo sono sottomissione (r = .27; p < .001), problem solving (r = .24; p < .001) e supporto (r = .21; p = .018). Sono stati inoltre indagati gli effetti di moderazione per età e provenienza. Conclusioni. Il presente studio permette di esplorare l’efficacia delle strategie di coping in relazione ai disastri naturali. I risultati forniscono delle conoscenze a livello teorico utili per lo sviluppo di interventi finalizzati al sostegno di bambini e adolescenti prima e dopo l’esposizione a un disastro

    Gestione delle emozioni e terremoti

    No full text
    La regolazione delle emozioni consente di mantenere costante, aumentare o diminuire l’intensità delle stesse. Con lo sviluppo, i processi di regolazione dipendono sempre meno dai feedback esterni, permettendo agli individui una maggiore autonomia. Il coping è un concetto multi-componenziale che comprende tutte le modalità messe in atto per fronteggiare gli eventi stressanti. Ellen Skinner ha proposto una classificazione che include 12 famiglie di strategie di coping suddivise in tre macrocategorie, che riguardano le sfide o le minacce inerenti alla competenza, alle relazioni e all’autonomia. In genere, alcune strategie risultano adattive e altre disadattive; tuttavia, la loro efficacia dipende da caratteristiche sia individuali sia contestuali. In caso di eventi sismici, risultano, per esempio, particolarmente efficaci strategie quali la soluzione dei problemi, la ricerca di informazioni, la fiducia in se stessi, la ricerca di supporto e l’accomodamento
    corecore