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    Strumenti e tecniche dell’epidemiologia

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    Tra le discipline della sanità pubblica, l’epidemiologia ha il ruolo di misurare con metodo osservazionale quantitativo l’insorgenza delle malattie e il verificarsi degli infortuni fornendo contemporaneamente la chiave di interpretazione rispetto a possibili relazioni causa-effetto. I primi strumenti di lavoro dell’epidemiologo sono le misure di frequenza, di associazione e di impatto. Queste possono derivare da disegni di studio anche molto diversi a seconda delle caratteristiche della storia naturale degli eventi sanitari e della capacità di valutare l’esposizione, le modificazioni dello stato di salute e gli esiti nei momenti in cui questi si verificano oppure retrospettivamente. Strumenti e tecniche diverse sono utilizzate nel caso le informazioni relative a esposizione e condizione di salute siano acquisite a livello di individuo piuttosto che di gruppo determinando la scelta del metodo tra l’epidemiologia analitica e quella di valenza ecologica. In particolare nell’epidemiologia occupazionale, sostanziali differenze di approccio sono necessarie in funzione della lunghezza del periodo che intercorre tra inizio dell’esposizione, insorgenza biologica della malattia o infortunio, diagnosi e esito

    Principi dell’epidemiologia occupazionale

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    L’epidemiologia occupazionale appartiene alle scienze mediche osservazionali e indaga sulla storia naturale delle malattie e infortuni di origine lavorativa. Si occupa specificatamente del nesso causale tra agenti e attività propri degli ambienti di lavoro e rischio di malattia e infortunio. Il metodo di indagine confronta gruppi di lavoratori esposti con i non esposti, in genere la popolazione generale o altri lavoratori non esposti. La moderna epidemiologia occupazionale per competere con la validità delle scienze sperimentali affronta e può risolvere rilevanti argomenti metodologici quali: la completezza e capacità di collegamento delle fonti di dati, l’adeguatezza della valutazione dell’esposizione, l’identificabilità di eventi sanitari rilevanti oltre e prima dei tradizionali dati di mortalità, il controllo del confondimento da fattori extra-lavorativi, l’analisi dell’interazione e la latenza. Per produrre valide misure epidemiologiche di frequenza, associazione e impatto, la sanità pubblica deve essere consapevole che questi metodi dovranno adattarsi ad un mondo del lavoro e a dei lavoratori che cambiano
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