1,720,985 research outputs found
Diagnostica e trattamento nelle complicanze della Laparoscopic Sleeve Gastrectomy: la nostra esperienza
Scopo:
L'intervento di laparoscopic sleeve gastrectomy (LSG) rappresenta attualmente uno dei principali interventi di chirurgia
bariatrica proposti in Europa. Le sue complicanze sono infrequenti, ma tra di esse lo sviluppo di raccolte fluide paragastriche,
sia a breve che a medio-lungo termine, risulta un'eventualità nota.
La gestione di questi Pazienti coinvolge il Radiologo tanto nella diagnosi, quanto nel follow-up e nell'eventuale trattamento
interventistico. Si presenta l'esperienza degli ultimi 6 anni in un centro di riferimento.
Materiali e metodi:
E' stato realizzato uno studio retrospettivo nell'intervallo temporale da Aprile 2012 al Febbraio 2018. La popolazione di
studio è costituita da 21 pazienti giunti all'attenzione dell'Istituto di Radiologia dell'Università degli studi di Padova per
l'insorgenza di complicanze in esiti di sleeve gastrectomy, in particolare per l'insorgenza di raccolta paragastrica.
Sono state prese in esame le informazioni cliniche dei pazienti, le indagini radiologiche e le procedure di radiologia
interventistica eseguite.
Tutti i Pazienti hanno eseguito almeno una radiografia del tubo digerente prime vie (RXTDPV), una tomografia
computerizzata (TC) addome con o senza mezzo di contrasto endovenoso e una procedura di radiologia interventistica.
Risultati:
La popolazione comprende 19 femmine e 2 maschi, di età media di 44 anni (range 30-61 anni). Il BMI medio dei pazienti è di
45.6 kg/m^2 (range 66-34 kg/m^2). In 11 pazienti la LSG ha rappresentato il primo intervento addominale, 5 pazienti
avevano eseguito altri interventi di chirurgia bariatrica (4 bendaggi gastrici, 1 plicatura), 5 pazienti chirurgia addominale di
altro tipo.
La RXTDPV del primo giorno post-operatorio, eseguita in tutti i Pazienti, è risultata negativa in tutti i casi. Le complicanze
sono state diagnosticate in 20 casi con TC ed in 1 caso con RXTDPV, eseguite per peggioramento clinico in media a 22 gg
dall'intervento (intervallo 1-189 gg).
Tra i segni e sintomi presenti all'esordio i più frequenti sono stati la febbre (14 casi, 67%) e il dolore addominale (13 casi,
62%). Altri dati clinici riportati comprendono alterazioni dell'alvo (dal vomito alla mancata canalizzazione), melena,
ematemesi, alterazioni degli indici di flogosi, aumento dell'output di eventuali drenaggi addominali.
Tutti i pazienti hanno presentato una raccolta addominale paragastrica, 10 dei quali con evidenza di fistola. La diagnosi di
fistola è stata ottenuta in tutti i casi attraverso RXTDPV; dalle indagini TC non sono emersi segni diretti di fistolizzazione.
Ciascun paziente è stato sottoposto ad almeno una procedura di Radiologia interventistica per un totale di 59 procedure: 44
TC guidate, 14 in scopia e 1 ecografica, con una media di 2.8 procedure per paziente (range 1- 11). Tra le procedure
eseguite, la grande maggioranza (54, pari al 92%) ha riguardato il drenaggio di raccolte o il posizionamento di drenaggi
addominali; le altre l'embolizzazione della fistola mediante colla cianoacrilica ed il drenaggio di raccolte pleuriche.
In 9 pazienti il solo trattamento interventistico ha portato alla risoluzione clinica. I restanti 12 pazienti hanno necessitato di
una terapia combinata chirurgico/endoscopica e radiologica; in 3 di questi ultimi la procedura radiologica è stato l’ultimo
trattamento. La mortalità e le complicanze periprocedurali sono risultate nulle.
Conclusioni:
Lo sviluppo di raccolte paragastriche nel Paziente con esiti di LSG, anche a mesi di distanza dall'intervento, rappresenta un
motivo di accesso al reparto di Radiologia.
In questi Pazienti la presentazione clinica può essere varia; nella nostra esperienza il dolore addominale e la febbre
rappresentano i sintomi più frequenti.
Aneddoticamente la sintomatologia addominale può anche essere misconosciuta per una sospetta embolia polmonare.
Nella popolazione in esame, la RXTDPV in prima giornata si è rivelato un esame poco utile nella previsione a medio-lungo
termine dello sviluppo di raccolte paragastriche nella LSG. Non solo, ma anche nel caso di complicanze a breve termine, la
sensibilità della metodica per aspetti non francamente fistolosi si è rivelata nulla.
La metodica più indicata per l'inquadramento iniziale di questi pazienti nella nostra esperienza è rappresentata dalla TC
addome. In presenza di forte sospetto clinico, in alcuni casi può essere poi possibile condensare in un unico momento
radiologico l'atto diagnostico mediante TC e la prima procedura interventistica.
Una volta identificata la raccolta, la RXTDPV rappresenta un utile esame di secondo livello per identificare una eventuale
origine fistolosa della raccolta stessa. Utile sottolineare che essa può non essere evidente ai primi controlli, ma manifestarsi
successivamente nel prosieguo della storia clinica.
In vista di un possibile risparmio di tempo e di dose, un'alternativa a questo approccio multimetodico potrebbe essere
rappresentato dalla sola TC con mdc orale, ma l'eventuale efficacia diagnostica di questa tecnica nella popolazione
bariatrica dovrà essere validata attraverso opportuni studi clinici.
Da un punto di vista terapeutico le procedure di radiologia interventistica, ed in particolare il drenaggio delle raccolte,
possono offrire discrete soddisfazioni in questi pazienti: nella nostra esperienza in quasi la metà dei casi esse si sono rivelate
l'unico intervento necessario per la risoluzione del quadro clinico. La mortalità pari a zero e l'assenza di complicanze
periprocedurali nel nostro campione sottolineano la sicurezza di questo tipo di approccio nella risoluzione di raccolte
paragastriche in esiti di LSG
An incidental finding behind adrenal incidentaloma
SUMMARY: A 61-year-old man went to the Emergency Department with left upper abdominal quadrant pain and low-grade fever, as well as a loss of weight (3 kg in 6 weeks). A solid-cystic lesion in the left adrenal lodge was discovered by abdominal ultrasonography. A slight increase in the serum amylase with normal lipase was observed, but there were no signs or symptoms of pancreatitis. A contrast-enhanced CT revealed a tumor that was suspected of adrenocortical cancer. Therefore, he was referred to the endocrine unit. The hormonal evaluation revealed no signs of excessive or inadequate adrenal secretion. To characterize the mass, an MRI was performed; the lesion showed an inhomogeneous fluid collection with peripheral wall contrast-enhancement, as well as a minor 18-fluorodeoxyglucose uptake at PET/CT images. The risk of primary adrenal cancer was minimal after the multidisciplinary discussion. An acute necrotic collection after focal pancreatitis was suspected, according to the characteristics of imaging. Both CT-guided drainage of the necrotic accumulation and laboratory analysis of the aspirated fluid confirmed the diagnosis. LEARNING POINTS: Different types of expansive processes can mimic adrenal incidentalomas. Necrotic collection after acute focal pancreatitis could be misdiagnosed as an adrenal mass, since its CT characteristics could be equivocal. MRI has stronger capacities than CT in differentiating complex lesions of the adrenal lodge. A multidisciplinary approach is fundamental in the management of patients with a newly discovered adrenal incidentaloma and equivocal/suspicious imaging features (low lipid content and size >4 cm)
The Key Role of CT for Success of Adrenal Venous Sampling Illustrated by a Unique Clinical Case
Metoclopramide unmasks potentially misleading contralateral suppression in patients undergoing adrenal vein sampling for primary aldosteronism
Transjugular intra-hepatic approach for portal vein stenting in post-inflammatory portal vein stenosis
Cough-induced sudden acute chest pain and massive left hemothorax soon after pacemaker implantation
: A 74-year-old man who recently undergone a definitive pacemaker implantation with an apical septal active lead fixation presented to the emergency department because of a new-onset acute chest pain that began soon after cough episodes. Pacemaker interrogation reported an increased bipolar pacing threshold (3.25 V at 1 ms). Contrast-enhanced chest CT scan and percutaneous angiography revealed the sequential perforation of the right ventricular apex and the left internal mammary artery by the ventricular pacemaker lead. Successful percutaneous embolization of the LIMA, blood transfusion and thoracentesis were then performed, and the patient subsequently underwent a percutaneous ventricular lead extraction followed by re-implantation, with an uneventful follow-up after 2 years. This unique case report highlights a potential rare complication of the active fixation of the ventricular lead at the apical interventricular septum and should lead the clinicians to keep in mind right ventricular perforation, even without cardiac tamponade, in patients presenting for cardio-pulmonary symptoms soon after pacemaker implantation
Intra-atrial course of right coronary artery: A case report
BACKGROUND: Intra-atrial right coronary artery (RCA) is a rare and generally asymptomatic anomaly of development of the coronary arteries. This malformation could potentially expose the patient to a catastrophic outcome in the case of injury during interventional or surgical procedures. Currently, only a few case reports and no systematic reviews are available in the literature. CASE SUMMARY: We report the case of a 54-year-old man with atypical chest pain who underwent multi-detector computed tomography angiography (MDCTA). The exam revealed no significant coronary artery stenoses; however, an intra-atrial course of mid RCA was evident. Medical therapy was administered, and the patient was discharged to home without undergoing a conventional angiography. Previously reported autoptic and clinical cases were retrieved from the PubMed literature database to compare the clinicopathological features of this case. CONCLUSION: MDCTA depicted the abnormal course of the coronary artery in this patient as an intra-atrial course of the mid RCA. Finding this abnormality was crucial to avoid an inadvertent injury during interventional or surgical procedures
Adrenal venous sampling in dye-allergic primary aldosteronism patients: prevalence, pitfalls and a possible solution
- …
