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    Il lato oscuro della comunità

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    La comunità può oscillare tra forme “liberali, solidali, inclusive” e forme “totalizzanti, minacciose, esclusive”, a seconda che prevalgano le sue presupposte virtù – fraternalismo; sostegno reciproco; bassi livelli di stratificazione; risoluzione informale dei conflitti – o i suoi presupposti vizi – illiberalismo; forte pressione a conformarsi. È, dunque, all’analisi del lato oscuro della comunità che è dedicato il lavoro; in particolare, si concentra l’attenzione sulle principali forme di patologia sociale che il vivere in comunità potrebbe far emergere, e che sono ravvisate ne: il misconoscimento e il razzismo; l’assolutizzazione dell’identità sociale e l’autoritarismo dei seguaci; il clientelismo

    Democrazia e plutocrazia nell’Italia di Berlusconi

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    È possibile “leggere” le trasformazioni della democrazia avvenute nell’età berlusconiana attraverso il concetto di plutocrazia demagogica? È questa la sfida che si affronta nel testo, utilizzando un approccio prevalentemente orientato allo studio del decision making. Dopo aver ripercorso la “storia” del concetto di plutocrazia, e dopo essersi soffermato sulle principali interpretazioni dell’età berlusconiana, il testo, infatti, procede a un’analisi serrata di tre “casi cruciali” di studio: l’affaire Alitalia; le innovazioni nella Protezione Civile e la gestione dei grandi eventi; lo scudo fiscale

    Amnesty International: quando l’impegno è giovane

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    Il contributo è dedicato all’analisi della Circoscrizione Umbria di Amnesty International. In particolare si pone l’attenzione sulla storia dell’organizzazione, sui gruppi presenti nel territorio umbro, sulle attività svolte, sulle motivazioni e le aspirazioni dei soci che ne fanno parte (sono state infatti effettuate interviste in profondità sia ai dirigenti sia a semplici soci di Amnesty). Il quadro che emerge è sostanzialmente positivo: l’impegno profuso, in conclusione, ha una caratterizzazione eminentemente giovanile e le relazioni che emergono fra gli attivisti umbri assumono una chiara configurazione comunitaria. Tali relazioni, infatti, sono prevalentemente costruite sul darsi in maniera gratuita e disinteressata di ciascuno agli altri; sul piacere che si trae dall’essere-in-comune e che rende questo un fine in sé; sull’instaurare relazioni affettive estranee alla logica della razionalità economica
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