1,720,985 research outputs found
“La sensibilità linguistica è la bussola per trovare la propria patria.”
Il testo introduce la traduzione italiana del saggio letterario "Deutschsein. Eine Aufklärungsschrift" di Zafer Şenocak. La traduzione è di Barbara Ivancic
Il doppio
I due racconti di cui il libro si compone ruotano attorno al tema della vecchiaia e della solitudine. Il doppio rappresenta un’incorporazione di vite altrui, portate in scena attraverso un susseguirsi incalzante di piccole storie da cui deriva un intarsio di destini e un persistente legame tra presente e passato
Cambiare verso. Si può tradurre in una lingua diversa dalla prima lingua madre? Ovvero: della "direzionalità"
Il contributo propone una riflessione sul concetto di direzionalità, che negli studi traduttologiici più recenti rimanda alla prassi di tradurre o interpretare verso una lingua che non corrisponde alla prima lingua o lingua madre di chi traduce (engl. directionality). Ricostruendo l'evoluzione semantica del termine, si mettono a fuoco le principali questioni che il tema solleva e il dibattito che ne consegue in ambito traduttologico.
Il contributo si propone inoltre di avviare uno spazio di riflessione all'interno della rivista che lo ospita, invitando traduttrici e traduttori che traducono in una lingua diversa dalla propria prima lingua madre a esprimersi su questo tema a partire dalla propria biografia linguistica. La rubrica, denominata "Cambiare verso" e curata dalla proponente, è stata inaugurata contestualmente alla pubblicazione dell'omonimo articolo
Lass uns spielen
L'articolo riprende una riflessione sul tema dell'identità presentata al convegno internazionale „Was
heißt hier Identität?“ organizzato dall'Associazione Südtiroler Autorinnen- und Autorenvereinigung (SAAV) in collaborazione con l'Istituto di ricerca Eurac Research di Bolzano/Bozen (17.11.2018). Il contributo riflette in particolare sulla definizione di identità in un contesto di plurilinguismo e multiculturalità.
L'articolo è stato pubblicato anche sul portale salto.bz (in data 09.07.2019; https://www.salto.bz/it/article/09072019/lass-uns-spielen
Per una didattica della traduzione obliqua e flessibile
L'articolo propone una riflessione sulla didattica della traduzione a partire dai concetti di corporeità e di sensibilità linguistica
La traduzione come spazio di gioco
The paper suggests to think translation in terms of Spielraum, i.e. of play space as well as of scope, considering both the literary as well as the figurative meaning of the German term. In order to develop this thesis we refer to the Spielraum concept as theorized by Merleau-Ponty and relate it to the concept of Spracherleben, the lived experience of language, as theorized by Brigitta Busch.
Following up this line of reasoning, the second part of the paper focuses on the biographies of translators who translate literary texts into a non-mother tongue, challenging a very traditional and still widespread idea of directionality in translation process, that claims translators should translate only into their own mother tongue. The case of these translators exemplifies the thesis of translation as Spielraum
Tradurre significa reinventare. [A proposito di: Daniele Petruccioli, Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi, Roma, La Lepre Edizioni 2017, pp. 256]
Il contributo recensisce il volume "Le pagine nere. Appunti sulla traduzione dei romanzi" di Daniele Petruccioli, edito da La Lepre Edizioni (Roma 2017, pp. 256)
Il pensiero si esprime liberamente nel corpo (anche di chi traduce): Traduzione e embodiment. Riflessioni a margine di un convegno.
L'articolo propone una riflessione sul tema traduzione e embodiment, prendendo le mosse dal convegno «Übersetzen als Schlüsselfähigkeit im europäischen Dialog: Der Körper als Ressource für Sprachgefühl und Empathie» – La traduzione come competenza fondamentale per il dialogo europeo: Il ruolo del corpo nello sviluppo della sensibilità linguistica e dell’empatia, organizzato dall'autrice assieme alla Prof.Dr.
Alexandra Zepter dell'Università di Colonia, nell’ambito del Programma di cooperazione italo-tedesca nel campo delle
scienze umane e sociali, promosso da Villa Vigoni assieme alla Deutsche Forschungsgemeinschaft (https://www.villavigoni.eu/cooperazione-italo-tedesca/)
Soli
Nella storia mai così tante persone hanno vissuto da sole, eppure la società continua a considerare la solitudine come la mancanza di qualcosa, se non addirittura come un fallimento personale. Ma che cosa significa essere soli? Questo saggio intenso, in bilico fra esperienza personale, filosofia e letteratura, esplora un sentimento che tutti conosciamo e che spesso ci spaventa.
Daniel Schreiber percorre la tensione che si muove tra il desiderio di ritiro e libertà e quello di vicinanza, amore e comunità, riflettendo sull’assenza, sui legami e sul ruolo dell’amicizia. Soli si chiede dunque se felicità e solitudine possono coesistere, ma la più importante delle domande diventa allora un’altra: in che modo vogliamo vivere
L'esistenza a termine degli indifferenti
«Dopo il secolo dei lupi è arrivato il vuoto secolo degli
indifferenti.» Il contributo di Marica Bodrožić a questa
raccolta, il racconto dal titolo L’esistenza a termine
degli indifferenti, non compare per primo solo in virtù
di un ordine alfabetico, ma perché si lascia leggere
come un incipit programmatico, come un’accusa sferzante
e un’invocazione. «In quest’anno che scalcia con
così tanta violenza» l’autrice riconosce una svolta epocale
e denuncia, con un tono appassionato e una prosa
bruciante, la mancanza di condivisione. Isolamento e
paura fanno sì che l’essere umano immiserisca, non
solo dentro di sé, ma anche nei confronti dei suoi simili
e degli animali, del mondo nella sua interezza. Contro
questa deriva si impongono, al pari di un’utopia, gli
«occhi della profezia» che «non parlano la lingua esteriore
della vita», e la salvezza è affidata a uno sguardo
d’amore, consapevole del nesso che tiene insieme tutti
gli esseri viventi. (dalla "Prefazione" di Anna Rottensteiner; trad. di Giuliano Geri
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