26 research outputs found
Il sistema socio-sanitario del Veneto: Domanda di salute, reti territoriali e percorsi di integrazione. Un’analisi su sette Aziende ULSS
L’obiettivo della presente analisi è quello di esaminare come, e in che misura, le Aziende Unità Locali Socio-Sanitarie (A-ULSS) del Veneto corrispondenti ai territori dei sette capoluoghi provinciali veneti, stiano sviluppando il modello di integrazione e la filiera dell’assistenza territoriale prefigurati dal PSSR della Regione del Veneto. A tale scopo sono state considerate le seguenti sette Aziende ULSS: 1 (Belluno), 6 (Vicenza), 9 (Treviso), 12 (Veneziana), 16 (Padova), 18 (Rovigo), 20 (Verona). Le A-ULSS scelte possono essere considerate, in una certa misura, rappresentative dell’intero sistema socio-sanitario del Veneto. I loro territori comprendono circa il 47% della popolazione residente nella Regione (in base ai dati Istat al 1° gennaio 2015) e coprono aree piuttosto diversificate in termini geomorfologici: l’area a bassa densità abitativa del Polesine (A-ULSS 18), i territori della gronda lagunare (A-ULSS 12) e dell’area montana (A-ULSS 1), i contesti territoriali urbani e a maggiore densità abitativa (le restanti A-ULSS); inoltre nel territorio dell’ A-ULSS 16 sono presenti l’Azienda ospedaliera universitaria di Padova e l’IRCCS – Istituto Oncologico Veneto, mentre nel territorio dell’AULSS 20 è presente l’Azienda ospedaliero-universitaria integrata di Verona. L’analisi si è fondata, in primo luogo, sull’esame dei bisogni specifici di ciascun territorio (indicatori demografici, di mortalità evitabile e di prevalenza delle principali patologie croniche) e sulla capacità di risposta a tali bisogni da parte dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali misurata sulla base di una batteria di indicatori di offerta. Con specifico riferimento agli indicatori di offerta, l’analisi dei sette contesti territoriali si è fondata in particolare sulla rilevazione del grado di attivazione dei servizi della filiera assistenziale territoriale previsti dal PSSR della Regione del Veneto per garantire l’integrazione e la continuità assistenziale (Aggregazioni Funzionali Territoriali – AFT, Medicine di Gruppo Integrate - MGI, Strutture Intermedie, Centrali Operative Territoriali - COT)
Bisogni di salute emergenti e nuovi servizi sanitari territoriali: il sistema socio-sanitario del Veneto dopo il Piano Regionale 2012-2016
L’articolo analizza lo stato dell’arte relativo all’applicazione del Piano socio-sanitario regionale (Pssr) del Veneto 2012-2016, con riferimento particolare al tema dello sviluppo di una filiera dell’assistenza territoriale e all’attivazione di una rete integrata di servizi socio-sanitari rivolta alle persone con patologie croniche. A tale scopo vengono considerate sette Aziende Unità locali socio-sanitarie della Regione, corrispondenti ai territori dei sette capoluoghi provinciali, utilizzando una metodologia mista che combina l’analisi di dati quantitativi (indicatori di domanda, offerta territoriale e ospedaliera) con un’analisi di tipo qualitativo delle opinioni espresse dai principali portatori di interesse. Lo studio evidenzia come i modelli di assistenza territoriale e di integrazione socio-sanitaria adottati appaiano fortemente asimmetrici e rispondenti più a situazioni contingenti legate alle specificità locali – la maggiore o minore disponibilità a mettersi in gioco degli attori interessati e l’esistenza di incentivi al cambiamento - e meno invece ai bisogni che emergono localmente
Analisi di costo-efficacia dell’assistenza in Centro Diurno per pazienti con malattia di Alzheimer
1. Obiettivi dello studio -
L’obiettivo principale della ricerca è stato quello di valutare il rapporto costo-efficacia di un servizio di assistenza diurna che prevede interventi di riabilitazione cognitivo-comportamentale su un campione di pazienti malati di Alzheimer (AD). A tal fine è stata condotta un’analisi comparativa tra i costi (sia pubblici che privati, sia diretti che indiretti) e gli outcome (effetti sullo stato psicologico e sulla qualità della vita di pazienti con AD e dei loro caregiver) di due modelli alternativi di intervento per pazienti con AD residenti in Regione Veneto (Italia): a) assistenza diurna con interventi di riabilitazione cognitivo-comportamentale dei pazienti e supporto alle famiglie e ai caregiver (alternativa CD); b) servizio di assistenza domiciliare tradizionale (alternativa DOM). 2. Disegno e metodologia dello studio - E’ stato analizzato un campione di 53 pazienti (con AD lieve-moderato e moderato-severo) e rispettivi caregiver in un arco temporale compreso tra 18 e 24 mesi: a) 27 pazienti che utilizzavano un servizio di assistenza in Centro Diurno (CD); b) 26 pazienti che utilizzavano servizi di assistenza domiciliare (DOM). Il campione è stato stratificato per età, stato psicologico-cognitivo e capacità funzionali, secondo le caratteristiche del gruppo di pazienti seguito presso il Centro Diurno. I soggetti sono stati valutati clinicamente al tempo T0 (baseline), dopo 6 mesi (T1), dopo 12 mesi (T2) e dopo 18 mesi (T3). Per tutta la durata dello studio sono stati monitorati i costi diretti e indiretti, formali ed informali sostenuti, sia dalla famiglia che dagli enti pubblici (Regione e Azienda sanitaria locale) per l’assistenza al malato di AD. L’analisi dei costi delle due alternative CD e DOM viene effettuata attraverso un modello statistico multilivello. L’analisi di efficacia dell’intervento di riabilitazione cognitivo-comportamentale dei pazienti in CD viene effettuata con l’ausilio di un random effect model.
3. Risultati -
Sono stati rilevati i costi tangibili relativi ai pazienti dei due gruppi esaminati (trattati in CD e trattati a DOM) e ai loro caregiver principali, distinguendo tra costi diretti (inclusivi dei costi di assistenza informale) e costi indiretti, e tra costi privati e pubblici. Il costo diretto giornaliero per paziente dell’alternativa CD risulta più elevato (tra + 21 e + 37 €) di quello dell’opzione DOM a causa dei maggiori costi sanitari e di assistenza formale, a fronte dei maggiori costi di assistenza informale sostenuti dalle famiglie che caratterizzano l’opzione DOM. Considerando i costi indiretti (perdite di produttività e costi sanitari dei caregiver) e l’eterogeneità nelle caratteristiche demografiche e socio-economiche dei pazienti, il differenziale di costo tra CD e DOM si riduce e tende a diventare statisticamente non significativo. L’analisi svolta con random effect model sembra segnalare una maggiore capacità del CD, rispetto alla tradizionale modalità di assistenza a domicilio (DOM), di favorire il mantenimento delle capacità cognitive e, soprattutto, di controllare i disturbi comportamentali dei pazienti
Role of the multidisciplinary team in the care of the tracheostomy patient
Barbara Bonvento,1 Sarah Wallace,1,2 James Lynch,1 Barry Coe,1 Brendan A McGrath1 1Acute Intensive Care Unit, University Hospital South Manchester, Manchester, 2Royal College of Speech and Language Therapists, London, UK Abstract: Tracheostomies are used to provide artificial airways for increasingly complex patients for a variety of indications. Patients and their families are dependent on knowledgeable multidisciplinary staff, including medical, nursing, respiratory physiotherapy and speech and language therapy staff, dieticians and psychologists, from a wide range of specialty backgrounds. There is increasing evidence that coordinated tracheostomy multidisciplinary teams can influence the safety and quality of care for patients and their families. This article reviews the roles of these team members and highlights the potential for improvements in care. Keywords: tracheotomy, physiotherapist, Speech & Language, Nursin
Economic and organizational impact of a clinical decision support system on laboratory test ordering
Abstract Background We studied the impact of a clinical decision support system (CDSS) implemented in a few wards of two Italian health care organizations on the ordering of redundant laboratory tests under different perspectives: (1) analysis of the volume of tests, (2) cost analysis, (3) end-user satisfaction before and after the installation of the CDSS. Methods (1) and (2) were performed by comparing the ordering of laboratory tests between an intervention group of wards where a CDSS was in use and a second (control) group where a CDSS was not in use; data were compared during a 3-month period before (2014) and a 3-month period after (2015) CDSS installation. To measure end-user satisfaction (3), a questionnaire based on POESUS was administered to the medical staff. Results After the introduction of the CDSS, the number of laboratory tests requested decreased by 16.44% and costs decreased by 16.53% in the intervention group, versus an increase in the number of tests (+3.75%) and of costs (+1.78%) in the control group. Feedback from practice showed that the medical staff was generally satisfied with the CDSS and perceived its benefits, but they were less satisfied with its technical performance in terms of slow response time. Conclusions The implementation of CDSSs can have a positive impact on both the efficiency of care provision and health care costs. The experience of using a CDSS can also result in good practice to be implemented by other health care organizations, considering the positive result from the first attempt to gather the point of view of end-users in Italy
Valutare l’efficienza dei servizi ospedalieri in Italia: il caso delle aziende ospedaliero-universitarie
L'obiettivo del capitolo è valutare l'impatto delle attività di ricerca e didattica sui costi di fornitura di servizi sanitari. Si applicano metodi basati sulle frontiere stocastiche, su un dataset originale che integra dati di tipo clinico, economico e relativi all'attività di didattica e ricerca delle Aziende Ospedaliere italiane
Impact of an Enhanced Recovery Program (ERP) on clinical outcomes and institutional costs in elective laparoscopic colorectal resections
No abstract availabl
Impact of an ERAS programme on clinical outcomes and institutional costs in elective laparoscopic and open colorectal resections
Objectives: The aim of this study was to assess the cost-effectiveness of standardised ERAS colorectal programme. We have investigated the impact of colorectal ERAS programme on different dimensions of effectiveness, in order to compare relevant cost items across treatment groups. Methods: To determine the costs-effectiveness of the ERAS programme vs. traditional care for patients undergoing elective colorectal surgery we collected costs on: 1) Preoperative phase (i.e. counselling) 2) Direct cost of
hospitalisation and re-hospitalisation (i.e. drugs, exams, length of stay (LOS)) in a prospective series of 76 patients undergoing elective colorectal resection following a standardised ERAS protocol in 2013-2014 (ERAS group) compared to 74 patients operated in the same institution before the introduction of ERAS methodology in 2010-11 (Traditional group). In both groups exclusion criteria were: age >80 years, ASA IV, TNM IV and inflammatory bowel disease. Functional recovery time, morbidity and mortality,
LOS and readmission rate between groups were compared. Data (median [IQR 25-75] or mean±SD) were analyzed using chi-square, t-Test, and log-rank tests. Linear regression analysis was performed to identify factors associated with an increase in costs.
Results: Time to functional recovery and LOS (4 [4-6] vs. 8 [7-9] days, p<0.001) were shorter in the ERAS group vs. controls. Morbidity, mortality, and 30-day readmissions did not significantly differ between groups. Total mean direct costswere significantly higher in the traditional group compared with the ERAS group (V7,664.93±4,018.15 vs.V5,350.19±1,560.78;p<0.001).
Linear regression analysis showed that the average differences in cost between the two groups appear to be driven by LOS.Conclusion: Implementing an ERAS programme in elective colorectal surgery: 1) significantly reduced both time to functional recovery and LOS; 2) did not increase morbidity, mortality, and 30-day readmissions; 3) significantly decreased direct costs
Impact of an Enhanced Recovery after Surgery (ERAS) program on clinical outcomes and institutional costs in elective laparoscopic and open colorectal resections
Abstract non disponibil
Impact of a colorectal enhanced recovery program implementation on clinical outcomes and institutional costs: A prospective cohort study with retrospective control
Background: The enhanced recovery program for perioperative care of the surgical patient reduces postoperative metabolic response and organ dysfunction, accelerating functional recovery. The aim of this study was to determine the impact on postoperative recovery and cost-effectiveness of implementing a colorectal enhanced recovery program in an Italian academic centre.
Materials and methods: A prospective series of consecutive patients (N=100) undergoing elective colorectal resection completing a standardized enhanced recovery program in 2013–2015 (ERP group) was compared to patients (N=100) operated at the same institution in 2010–2011 (Pre-ERP group) before introducing the program. The exclusion criteria were:>80 years old, ASA score of IV, a stage IV TNM, and diagnosis of inflammatory bowel disease. The primary outcome was hospital length of stay which was used as a proxy of
functional recovery. Secondary outcomes included: postoperative complications, 30-day readmission and mortality, protocol adherence, nursing workload, cost-effectiveness, and factors predicting prolonged hospital stay. The ERP group patient satisfaction was also evaluated.
Results: Hospital stay was significantly reduced in the ERP versus the Pre-ERP group (4 versus 8 days) as well as nursing workload, with no increase in postoperative complications, 30-day readmission or mortality. ERP group protocol adherence (81%) and patient satisfaction were high. Conventional perioperative protocol was the only independent predictor of prolonged hospital stay. Total mean direct costs per patient were significantly higher in the Pre-ERP versus the ERP group (6796.76 versus 5339.05 euros).
Conclusions: Implementing a colorectal enhanced recovery program is feasible, efficient for functional recovery and hospital stay reduction, safe, and cost-effective. High patient satisfaction and nursing workload reduction may also be expected, but high protocol adherence is necessary
