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    La Fotogrammetria. Principi e strumenti

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    Provides a general view of the different applications of photogrammetric measurements or images for the documentation and conservation of cultural heritage. The author discusses the principles of perspective and stereoscopy (natural and artificial) that lie behind photogrammetric measurements. The different kinds of instruments used for these measurements are also described and illustrated in the article. The instrumentation ranges from simple photogrammetric cameras, to terrestrial photogrammetric cameras as well as metric and semi-metric cameras. The article also discusses the procedures and instrumentation used in the post-processing phase of the information

    Un progetto formativo condiviso tra istituzioni: il caso della Quadreria Cesarini di Fossombrone (PU)

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    L’11 luglio scorso presso la Sala della Quadreria Cesarini del Comune di Fossombrone si è svolto un incontro sul tema “La Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università di Urbino: restaura Anselmo Bucci” l’iniziativa è stata organizzata dalla Scuola di Conservazione e Restauro dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo in collaborazione con il Comune di Fossombrone. L’incontro vuole dare visibilità al progetto sulla Quadreria Cesarini che vedrà nei prossimi anni una proficua collaborazione tra Università e Comune per sviluppare delle attività sulla documentazione digitale e la conservazione preventiva delle opere della collezione. Dal punto di vista storico artistico la Quadreria Cesarini presenta due condizioni che la rendono una realtà particolare: lo statuto di casa-museo con annessa quadreria, e il fatto di essere stata immaginata come tale dallo stesso proprietario, il notaio Cesarini, quando era ancora in vita. Queste due condizioni fanno della collezione del Notaio un caso studio di particolare interesse per una ricerca centrata sulla conservazione e manutenzione non solo delle opere, peraltro di grande valore, esposte negli ambienti della casa museo e della quadreria, ma anche degli ambienti stessi, memoria storica e documentaria imprescindibile per la comprensione del personaggio Cesarini e delle sue scelte di committente. Dal punto di vista storico-artistico il corpus di opere di tale collezione denota un gusto colto e raffinato del Notaio incentrato sulla scelta di protagonisti di prim’ordine della figuratività italiana tra le due guerre come Carpi, Carena, Funi, Marini, Messina, Morandi, Severini, e racconta dell’amicizia feconda con Anselmo Bucci, originale figura di artista formatosi nella Parigi di inizio secolo e poi a lungo fra i protagonisti dell’arte italiana, di cui è visibile in museo una vastissima selezione delle sue prove più riuscite. Una ricognizione di questo consistente patrimonio, basato sulla preventiva catalogazione dell’intera collezione, è un passaggio fondamentale per la conoscenza che la casa-museo Quadreria Cesarini merita

    Urbino città dell'UNESCO:la formazione per la conservazione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio culturale un modello di collaborazione tra istituzioni

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    Urbino, città classificata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è città d’arte, storicamente punto di riferimento del Rinascimento, inoltre la presenza della sua storica Università, porta senz’altro ad offrire agli studenti percorsi didattici sia nel campo storico-artistico, che nella tutela e riqualificazione del patrimonio culturale. L’ Università, a questo proposito, offre da alcuni anni, due diversi livelli di formazione nell’ambito della conservazione, del restauro e della valorizzazione dei beni culturali. L’Ateneo aveva già attivato nel 2001 prima la laurea triennale e poi nel 2004 quella specialistica per la formazione dei restauratori. Fin dall’inizio i corsi sono stati caratterizzati da una consistente attività di laboratorio (circa 50%) per garantire una formazione teorico-pratica in sintonia con il Codice dei Beni Culturali e con le raccomandazioni internazionali. Da qui la scelta di trasferire il vecchio percorso formativo nella nuova laurea magistrale abilitante per restauratori, potenziando le strutture tecnico-didattiche esistenti ed estendendo la collaborazione con le istituzioni presenti sul territorio, Soprintendenze, Musei ed Enti locali. Un altro livello di formazione, avviato nel 2010 ed ormai alla sua terza edizione, è il Master “Strumenti e metodi per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali – Operatore per la conservazione dei beni archeologici e architettonici” in collaborazione con la Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, e l’ICCROM. L’ attività didattica del Master si sviluppa lungo l’arco di un anno in Italia, nelle sedi di Urbino e Roma con laboratori didattici su opere che hanno bisogno di intervento legate alla città e al suo territorio Si illustrano di seguito queste due esperienze e le potenzialità che, questo tipo di corsi, possono aprire in una città sito UNESCO in funzione della valorizzazione e di una corretta gestione del patrimonio

    NEW SYSTEMS FOR THE CHARACTERIZATION OF THE STATE OF CONSERVATION OF CONTEMPORARY ART

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    This short image based paper provides an insight into the importance of 3D survey of contemporary art as part of the conservation and restoration process

    I restauri del patrimonio artistico dell'Ateneo: un viaggio tra diverse esperienze didattiche

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    La Collana “Didattica e Ricerca – Quaderni della Scuola di Conservazione e Restauro” è un’iniziativa editoriale che vuole raccogliere questa sfida affrontando i diversi temi che la formazione in questo settore permette di sviluppare, non soltanto nello specifico quale terreno di intersezione tra le componenti storiche, scientifiche e tecniche, in grado di produrre conoscenza per la salvaguardia del nostro patrimonio artistico, ma in quanto processo di memoria storica del nostro paese, espressione importante della società e dei mutamenti contemporanei e valore aggiunto per la crescita della nostra economia. La conservazione e il restauro, nell’ultimo secolo, hanno avuto approfondimenti, sperimentazioni, arricchimenti tecnici e metodologici e persino riassetti di principio dialetticamente vivaci e non solo non è mancato il dibattito, ma si è assistito ad un cambiamento radicale – teorico e pratico che ha visto un passaggio che potremmo definire schematicamente dal restauro come arte al restauro come scienza. La complessità dell’intreccio fra territorio, musei, paesaggio, iniziative culturali, istituzioni di formazione, infatti, è tanta e tale che, in un’era digitale e di innovazione dovremmo riuscire a definire un modello efficace per la gestione e la fruizione dei beni culturali, proponendo concrete modalità di razionalizzazione della spesa pubblica e privata nel campo della cultura; individuando ruoli e modelli strutturali di eventuali soggetti di intermediazione nella sua gestione e ridisegnando le funzioni conoscitive, di ricerca e di tutela del patrimonio culturale. Conservare e valorizzare i beni culturali vuol dire anche puntare su una formazione sempre più qualificata, per dare una risposta alla crisi economica e al futuro delle nuove generazioni, perché il patrimonio culturale può essere il vero nodo da cui ripartire per ricostruire il nostro paese e quindi è per tutti nell’interesse di tutti. La Collana accoglierà contenuti rivolti alla didattica sulle esperienze più significative in termini metodologici nell’ottica di una corretta formazione del conservatore-restauratore secondo diversi livelli di qualificazione europea, con un appuntamento quinquennale di sintesi delle tesi sviluppate dagli studenti presso la nostra Scuola, per dare traccia del loro contributo e della varietà dei temi trattati nell’ambito formativo. Dall’altra sarà rivolta alla ricerca nel settore della conservazione e del restauro nella sua accezione più ampia in un contesto nazionale e internazionale brevemente delineato. Il primo volume sarà un viaggio tra diverse esperienze didattiche che esprimono come l’interesse dell’Università degli Studi di Urbino per la conservazione e il restauro dei beni culturali risalga a molti anni prima che si sviluppasse tutto il dibattito sulla formazione specifica dei restauratori e sul loro ruolo professionale decretato, infine, dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio” nel 2004 e successivamente normato dai Decreti n.86 e n.87 nel 2009

    I restauri del patrimonio artistico dell'Ateneo - La Scuola di Conservazione e Restauro: un percorso formativo abilitante

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    La Collana “Didattica e Ricerca – Quaderni della Scuola di Conservazione e Restauro” è un’iniziativa editoriale che affronta i diversi temi che la formazione nel settore della conservazione e del restauro permette di sviluppare, non soltanto nello specifico quale terreno di intersezione tra le componenti storiche, scientifiche e tecniche, ma in quanto processo di memoria storica del nostro paese, espressione importante della società e dei mutamenti contemporanei e valore aggiunto per la crescita della nostra economia. La Collana accoglierà contenuti rivolti alla didattica sulle esperienze più significative in termini metodologici nell’ottica di una corretta formazione del conservatore-restauratore secondo diversi livelli di qualificazione europea, con un appuntamento quinquennale di sintesi delle tesi sviluppate dagli studenti presso la nostra Scuola. Dall’altra sarà rivolta alla ricerca nel settore della conservazione e del restauro nella sua accezione più ampia in un contesto nazionale e internazionale. Il primo volume è un viaggio tra diverse esperienze didattiche che esprimono come l’interesse dell’Università degli Studi di Urbino per la conservazione e il restauro dei beni culturali risalga a molti anni prima che si sviluppasse tutto il dibattito sulla formazione specifica dei restauratori e sul loro ruolo professionale. Le schede raccolte in questo primo volume, dedicato ai restauri di una parte del patrimonio artistico dell’Ateneo, composte di un’introduzione storica e dall’ intervento conservativo a cui sono state sottoposte le opere, percorrono la storia della Scuola e vengono presentate, nell’indice, seguendo la nuova impostazione dei percorsi formativi professionalizzanti con una particolare sezione dedicata al restauro degli strumenti della scienza e della tecnica. Una breve appendice è dedicata a due esempi di diagnostica applicata alla conservazione per ribadire lo stretto legame tra scienza e beni culturali, tra analisi e indagini scientifiche elementi basilari di un corretto intervento di restauro
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