88,499 research outputs found

    La divisa infermieristica: preferenze dei bambini e dei loro genitori in un contesto di ricovero ospedaliero

    No full text
    Obiettivi dello studioValutare quale divisa preferiscono i bambini ospedalizzati e i loro genitori.DisegnoIndagine quantitativa con approccio descrittivo.Materiali e MetodiIl campione di convenienza era costituito da 50 bambini ricoverati nel reparto di Pediatria nel Policlinico di Modena dal 10 al 16 maggio 2010 e dai loro genitori. Età superiore ai 3 anni, comprensione della lingua italiana e assenza di deficit visivi, intellettivi e neurologici. L’indagine è stata realizzata mediante l’utilizzo di due strumenti: • un disegno che rappresentava 5 tipi di divisa: bianca, arancione, viola, una con Topolino e una con i Puffi. Il disegno è stato mostrato ai bambini per capire quale era la divisa che preferivano; • il secondo strumento utilizzato è un questionario proposto ai genitori composto da 9 domande inerenti l’impatto della divisa sulla relazione assistenziale e l’identificazione del professionista. RisultatiLa divisa preferita dai bambini in quanto meno paurosa e più vicina alle loro esigenze è quella viola. Le divise bianche comunemente più utilizzate dal personale infermieristico sono quelle che fanno più paura e piacciono meno ai bambini. Indossare una divisa colorata trasmette ai bambini un senso di fiducia senza apparire minacciosi. Secondo la letteratura, il colore viola è uno dei colori che emerge frequentemente nei disegni dei bambini. E' il colore dell'arte, della fantasia, del sogno, dell'altruismo e della guarigione attualmente è anche un colore di moda, per cui è possibile che i bambini possano essere stati influenzati da questo aspetto. I genitori esprimono la necessità che gli infermieri indossino una divisa che si avvicini alle preferenze e ai gusti dei loro figli in quanto mezzo per favorire la relazione fra le due parti. Non emergono grandi differenze nelle scelte delle divise tra i genitori e i bambini, entrambi preferiscono una divisa diversa dal modello convenzionale

    Le caratteristiche di un bravo infermiere: opinioni dei bambini a confronto

    No full text
    BACKGROUND: la letteratura che analizza la visione che il bambino ha dell’infermiere è molto carente e se non fosse per un contributo del 2008 (Randall D et al.), anche notevolmente datata (Fleitas JD 1997, Bluebond-Langner 1978). Eppure quando i bambini sono stati consultati hanno dato opinioni dettagliate, accurate e profondamente diverse da quelle dei loro genitori ed assistenti (Miller S 2000, Scott J 2000). OBIETTIVO dello STUDIO: conoscere le opinioni dei bambini ospedalizzati rispetto alle caratteristiche che un bravo infermiere deve possedere. DISEGNO: nello studio qualitativo è stato utilizzato l’approccio fenomenologico per descrivere l’esperienza vissuta dai bambini e scoprire i significati che essi assegnano alla figura infermieristica. DISCUSSIONE e CONCLUSIONI: ciò che sembra emergere dall’analisi dei dati è che un bravo infermiere si nasce e si diventa, che si ha bisogno di una formazione specifica, ma anche di alcune caratteristiche personali. Il bravo infermiere è un professionista calmo, allegro, paziente, capace di dialogare e portare rispetto, preparato, competente nelle tecniche infermieristiche ed esperto nel prendersi cura del bambino. Lo studio seppur realizzato su un piccolo campione mette in evidenzia la profondità e l’accuratezza delle opinioni espresse dai bambini

    Le qualità distintive del bravo Infermiere secondo i bambini ospedalizzati: uno studio fenomenologico

    No full text
    IntroduzioneL’aspirazione di essere un “bravo infermiere” è un imperativo etico di tutti i professionisti infermieri, pediatrici e non. Non sempre, però, è chiaro, quali siano le qualità distintive che un infermiere deve possedere per essere considerato “bravo” dal paziente. I codici deontologici dettagliano compiti e virtù del buon infermiere dalla prospettiva delle organizzazioni professionali (1). Ma, probabilmente, ancora più ricco di spunti significativi per la pratica professionale e formativa è il punto di vista del paziente e nel nostro caso, del piccolo degente e della sua famiglia.Obiettivi della ricercaLo scopo dello studio realizzato è quello di analizzare le percezioni dei bambini ospedalizzati e conoscere le loro opinioni riguardo le caratteristiche che un bravo infermiere, che opera in pediatria, deve possedere. Queste informazioni potranno meglio orientare il curriculum formativo dell’infermiere e dell’infermiere pediatrico. L’approccio di ricerca di questo studio qualitativo è stata la fenomenologia, la quale ha come oggetto le esperienze vissute e l’interpretazione che ne danno i soggetti direttamente coinvolti.Materiali e metodiLo studio si è svolto presso il Dipartimento di Pediatria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena dal 15 Aprile al 31 Maggio 2009.Lo strumento utilizzato è stata l'intervista qualitativa, proprio perché lo scopo di tale metodo è quello di comprendere il punto di vista del partecipante-intervistato e la sua visione del mondo, in base alle proprie esperienze vissute (8). L'intervista semi-strutturata è uno strumento aperto e flessibile e la sua caratteristica principale è il fatto che l'intervistatore è guidato da una traccia o guida (interview guide), che include una lista di domande o di aree tematiche da esplorare, per le quali abbiamo chiesto prima della somministrazione una verifica alla psicologa del reparto.Il campione scelto era composto da 10 bambini ospedalizzati con un’età compresa tra i 9 e i13 anni, ospedalizzati da almeno 3 giorni e con patologie acute. Costituiva un criterio di esclusione la presenza di patologie neurologiche e condizioni patologiche croniche.L’indagine sul campo si è svolta in due fasi. Nella prima fase è stata condotta e registrata l’intervista ai bambini in un ambiente silenzioso e senza la presenza di particolari distrazioni. Alle interviste erano presenti i rispettivi genitori per far si che i bambini si sentissero a proprio agio.Nella seconda fase al termine di ogni intervista il ricercatore ha compilato una scheda dove annotava com'era andata l'intervista, se c'erano state interruzioni, come era apparso l'intervistato e qualsiasi cosa fosse utile ricordare.Subito dopo iniziava la trascrizione integrale dell'intervista.Raccolta e analisi dei datiL'analisi qualitativa della ricerca mira a dare un senso a enormi quantità di dati, riducendo il volume delle informazioni. Il nucleo di questa analisi viene estrapolato nel modo in cui categorizziamo i dati e stabiliamo delle connessioni tra di essi.Il sistema di analisi utilizzato è il seguente:•subito dopo la fine di ogni intervista il ricercatore iniziava la trascrizione;•poi la leggeva per vedere se alcuni concetti espressi dai bambini non fossero chiari;•durante una seconda lettura dell'intervista completa, sottolineava le cose che apparivano più interessanti, i temi che emergevano dal racconto;•durante la terza lettura, per ogni tema emerso, ha stabilito un codice colore, un colore diverso per ogni tema;•ha quindi esaminato i testi di tutte le interviste per cercare ciascuno dei temi ed ha formulato un elenco di tutti i temi emersi ed esaminato le relazioni reciproche;•per ogni codice colore è stato creato un file al computer;•infine sono state assemblate tutte le parti di testo che riguardavo uno stesso codice colore, ripetendo la procedura per tutte le interviste, in questo modo tutti i pezzi di testo che riguardavano un codice sono stati riuniti nello stesso file per permettere di rilevare pattern o relazioni tra concetti.I dati raccolti sono stati suddivisi in 4 categorie di analisi:Qualità innatePer questa categoria è emerso che le qualità innate che un bravo infermiere ha o dovrebbe avere sono quelle di essere una persona calma, che non mette agitazione, affettuosa, sempre solare e rispettosa verso i bambini.Apprendimento attitudinaleMolte delle caratteristiche identificate in questa categoria potrebbero essere considerate qualità innate, tuttavia pensiamo che possano essere sviluppate con un’adeguata preparazione o training formativi supportati da infermieri pediatrici più esperti.Apprendimento dall’esperienzaIn questa categoria emergono le caratteristiche di un infermiere esperto nella pratica ed in quello che fa.Dalle risposte si evince l’importanza che ha per i bambini il fatto che gli infermieri passino più tempo con loro e siano disponibili.Apprendimento cognitivo e psicomotorioSicuramente gli aspetti attitudinali sono le prime cose che i bambini guardano e mettono in evidenza, ma non solo quelli.Secondo loro un bravo infermiere deve saper capire lo stato di salute del bambino, conoscere le malattie ed avere un’ottima padronanza delle tecniche infermieristiche.DiscussioneCiò che sembra emergere dall’analisi dei dati è che un bravo infermiere si nasce e si diventa, che si ha bisogno di una formazione specifica, ma anche di alcune caratteristiche personali. Il bravo infermiere è un professionista calmo, allegro, paziente, capace di dialogare e portare rispetto, preparato, competente nelle tecniche infermieristiche ed esperto nel prendersi cura del bambino. Lo studio seppur realizzato su un piccolo campione mette in evidenzia la profondità e l’accuratezza delle opinioni espresse dai bambini.Le qualità distintive del bravo infermiere che i piccoli degenti italiani identificano, sono pressoché sovrapponibili alle caratteristiche riportate negli studi di Randall et al. e Brady.In particolare, le seguenti:ogli aspetti empatici e comunicativi che devono caratterizzare il professionista infermiere (calmo, rilassato, carino, con un bel tono di voce, affettuoso, simpatico, divertente, allegro, che sa ascoltare e dialogare) (1,4,9);ola disponibilità e la presenza (stare a contatto con i bambini ed essere sempre disponibile, passare più tempo con i bambini) (1,4);oil rispetto (a me piace molto l’infermiere che mi dice quello che sta per fare) (1,4,10);ola competenza professionale (bravo a fare le cose, deve saper fare bene le punture, che sia bravo nella pratica) (1,4);ola sicurezza nell’agire professionale (essere istruiti e preparati per bene, così non creano danni magari, portare la medicina giusta al momento giusto) (1).Limiti dello studioI dati sono stati raccolti in un periodo di tempo relativamente limitato. Un durata maggiore della ricerca avrebbe consentito di ottenere un numero maggiore di dati, seppure alcuni dei temi tendevano già a ripetersi. ConclusioniLa presente indagine, pur su piccola scala, ha mostrato che i bambini sanno quali sono gli elementi che servono per formare un bravo infermiere. I piccoli degenti hanno fornito una visione dettagliata dell’infermiere e di ciò che si aspettano da lui, come persona e come professionista

    Validità clinica della versione breve: applicazione a genitori di bambini Down

    No full text
    Il questionario SVC, nella sua forma ridotta di 80 item valuta il comportamento del bambino in 5 situazioni tipo di vita quotidiana: durante il pasto, gioco faccia a faccia, gioco con giocattolo sonoro in interazione con l’adulto, durante il cambio del pannolino, da solo nel lettino. Il questionario è stato somministrato a due gruppi di madri di 10 bambini Down e di 10 bambini normali, appaiati per genere, età compresa tra 3-6 mesi, peso alla nascita superiore o inferiore ai 2500 gr, età materna superiore o inferiore ai 35 anni, scolarità materna superiore o inferiore al diploma. Dall’analisi dei dati è emersa una differenza significativa tra i due gruppi per i fattori di interazione, conoscenza, consolabilità , fattori che definiscono la capacità del bambino di regolare le sue risposte affettive ed emotive alle sollecitazioni dell’adulto

    Teeth and oral mucosa in neurocutaneous syndromes, metabolic diseases and in diseases with defects of DNA repair [La mucosa orale e i denti in sindromi neurocutanee, malattie metaboliche e nelle malattie caratterizzate da difetti di riparo del DNA.]

    No full text
    Oral mucosa is frequently involved in a group of genetic diseases, which affect the skin and other organs, particularly the central nervous system. The lesions may be of characterized by inflammations in neurocutaneous syndromes and by tumoral lesions in those diseases with defects of DNA repair. The teeth are mainly involved in progeria, while jaw keratocysts are highly characteristic in Gorlin's syndrome

    Anomalie ereditarie dei denti e della mucosa orale in sindromi complesse caratterizzate da iper o ipotricosi

    No full text
    descrizione clinica di anomalie ereditarie degli elemnti dentali e della mucosa del cavo orale in pazienti sindromici con ipo e iper tricos
    corecore