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Tecno-corpi e via di fuga postumane
This essay raises the question of the contradictions that affect the status of the subject in the
contemporary era. It starts from the theoretical assumption, common to the philosophical
generation of French poststructuralism, that the subject is never ‘one’ but always multiple. A
review is then undertaken of the theoretical contributions of neo-materialist feminism, which,
referring to the genealogies of Gilles Deleuze and Michel Foucault, has tried to describe the
metamorphosis of subjectivity in the age of biotechnology. In particular, the essay will focus on
the cartographies of Rosi Braidotti and the figurations of Donna Haraway, thinkers who analyse
the effects of technoscience on contemporary embodied subjectivities. In conclusion, the
emphasis is on the political-transformative dimension of their respective schools of thought, and
on its ability to offer non-dualist and anti-elitist conceptual tools, such as the cyborg and
nomadic subjectivity
Europa, Umanesimo, Femminismo. Intervista a Rosi Braidotti
L'intervista ripercorre le principali tappe del pensiero femminista riguardo al passato e ai futuri possibili dell'Europa, concentrandosi sulle sue radici umaniste alla ricerca di vie di fuga dalle disuguaglianze del presente
Il postumanesimo filosofico e le sue alterità
Il Postumanesimo è la filosofia del nostro tempo, in grado di fronteggiare l’integrale ridefinizione della nozione di umano, determinata dagli sviluppi scientifici e bio-tecnologici, sociali e culturali del XXI secolo. Il paesaggio filosofico che si è andato delineando comprende diverse scuole di pensiero, quali il Postumanesimo, il Transumanesimo, l’Antiumanesimo e il Nuovo Materialismo. Questo libro spiega le somiglianze e le differenze tra le varie correnti e offre un contributo teoretico originale al Postumanesimo Filosofico, superando l’ambito accademico e raggiungendo la società in senso esteso. La forza del postumano è quella di appartenere sia all’individuo che alla specie. Nell’analizzare criticamente il passato e il presente dell’essere umano, nell’individuare futuri possibili per le postumanità in divenire, il Postumanesimo Filosofico si presenta come un percorso alla scoperta del sé, riconosciuto in quanto alterità. Il suo apporto alla storia e alla visione planetaria è critico, necessario, e al contempo, rigenerativo: un’onda anomala nel pensiero occidentale
Biolavoro globale. Corpi e nuova manodopera
Tra il pullulare di discorsi sul capitalismo avanzato spicca l’assenza di analisi sui corpi. Sono in tanti a focalizzarsi sul capitalismo cognitivo, trascurando il versante della produzione materiale sul quale si fonda l’economia della vita. Melinda Cooper e Catherine Waldby con questo libro colmano tale lacuna, mostrando come la bioeconomia si sia sviluppata a partire dalle capacità biologiche insite nei corpi stessi, e in particolare nei corpi delle donne.
Tra i più fiorenti settori del capitalismo ci sono infatti quelli trainati dalle scienze della vita. Medicina riproduttiva e medicina rigenerativa hanno aperto nuovi mercati globali, la cui fonte di plusvalore coincide direttamente con le potenzialità generative dei corpi delle donne, ma non solo. Aumenta la domanda di oociti, uteri, sperma, placenta, sangue del cordone ombelicale, cellule staminali, embrioni. Spuntano cliniche specializzate in fecondazione assistita e maternità sostitutiva e agenzie intermediarie pronte a fornire questi materiali in vivo, dagli Stati Uniti all’India, passando per l’Europa dell’Est e la Cina.
Ma chi sono i fornitori di questi materiali? Cooper e Waldby analizzano il lavoro riproduttivo e rigenerativo ai tempi del biopotere, focalizzandosi più che su questioni etiche e giuridiche sulle condizioni di vita di una manodopera «clinica» oggi globalmente diffusa, quando il capitalismo fa dell’appropriazione della vita una nuova frontiera di colonizzazione dietro la spinta di nuove tecnologie
Il postumano nella teoria femminista
Dall’Illuminismo, la spinta attivista e le aspirazioni egualitarie dei movimenti delle donne hanno informato molteplici riforme della società, che hanno influenzato anche le sfere della legge, della morale, del sapere accademico e della produzione scientifica, al fine di tenere più adeguatamente in conto l'esperienza e le preoccupazioni delle donne. Le passioni politiche e le epistemologie innovative dei movimenti femministi, tuttavia, non si sono mai concentrate esclusivamente sugli interessi delle donne, bensì erano promotrici di chiari progetti per il miglioramento della condizione umana nel suo insieme. In tal modo, i movimenti delle donne hanno rinnovato l’accezione comune dell’unità di riferimento basilare per la nostra condivisa umanità
Per amore di Zoe.
Intervista a Rosi Braidotti di Massimo Filippi e Eleonora Adorni sui nessi tra anti-specisimo e postumanesimo e sulla critica all'antropomorfism
Il postumano. La vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte
La nostra seconda vita negli universi digitali, il cibo geneticamente modificato, le protesi di nuova generazione, le tecnologie riproduttive sono gli aspetti ormai familiari di una condizione postumana. Tutto ciò ha cancellato le frontiere tra ciò che è umano e ciò che non lo è, mettendo in mostra la base non naturalistica dell’umanità contemporanea.
Sul piano della teoria politica e filosofica, urge adeguare le categorie di comprensione delle identità e dei fenomeni sociali a partire da questo salto. Sul piano dell’analisi, dopo aver constatato la fine dell’umanesimo, occorre vedere in questa trasformazione le insidie di una colonizzazione della vita nel suo complesso da parte dei mercati e della logica del profitto.
Occorre dunque adeguare la teoria ai cambiamenti in atto, senza rimpianti per un’umanità ormai perduta e cogliendo le opportunità offerte dalle forme di neoumanesimo che scaturiscono dagli studi di genere, postcoloniali e dai movimenti ambientali
La vita come plusvalore. Biotecnologie e capitale al tempo del neoliberismo
Quali rapporti intercorrono tra politica, economia, scienza e valori culturali nell'epoca del biocapitalismo? Con riferimento agli ultimi quarant'anni, in questo lavoro Melinda Cooper dimostra come la storia delle biotecnologie non possa essere compresa senza tener conto della contestuale ascesa del neoliberismo come fattore politico. Seguendo in particolare gli sviluppi della tecnologia del Dna e le politiche dell'amministrazione del secondo Bush in materia di ricerca sulle cellule staminali, l'autrice ascrive la violenza bellicosa del libero mercato alle sue crescenti contraddizioni interne, alla commercializzazione delle scienze della vita. La rivoluzione biotecnologica ha connesso la produzione economica alla ricerca genetica, microbiologica, cellulare. Partendo dal presupposto che la vita è stata catturata dai circuiti dell'accumulazione capitalistica, Cooper mette in evidenza i rapporti che intercorrono tra pratiche economiche, politiche e sociali. Al centro della nuova economia postindustriale c'è la trasformazione della vita biologica in plusvalore, ovvero la valorizzazione economica della vita nella sua capacità di riproduzione e potenza generativa. Analizzando le politiche della scienza nel periodo reaganiano, la militarizzazione delle biotecnologie, l'imperialismo farmaceutico e il movimento per la vita, l'autrice mette in luce le spinte speculative che hanno animato la crescita della bioeconomia
Gestazione per altri e mercato della riproduzione
Gran parte della letteratura bioetica, di qualsiasi orientamento, si limita a ribadire la necessaria gratuità dei materiali biologici, omettendo di indagare la realtà rappresentata da forme contrattuali asimmetriche. Sia nel dibattito bioetico sia nella produzione normativa, l’accento è posto alternativamente sui diritti dei genitori intenzionali o su quelli del potenziale nascituro, raramente sul diritto all’autodeterminazione delle soggettività i cui materiali in vivo – gameti e uteri – risultano indispensabili in molti cicli di fecondazione assistita. Un ambito particolare in cui tale lacuna è evidente è senza dubbio quello aperto di recente dalla surrogacy, totale o parziale. Nell’ampio dibattito pubblico sul tema, così come nei documenti di indirizzo e nella giurisprudenza, il diritto all’autodeterminazione delle gestanti che conducono una gravidanza per conto terzi è solo sporadicamente e tangenzialmente indagato. Questo articolo indaga le ragioni di tali aporie concettuali e normative
Maternità surrogata: dal progresso scientifico ai diritti riproduttivi
Analizzando in modo critico il Parere del Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi, "La maternità surrogata: profili etici", il testo si concentra sul nesso tra maternità sostitutiva e diritto di libertà come chiave di lettura del documento. L’autrice si sofferma, poi, sulla necessità di un intervento regolativo, rimarcando l’importanza di tenere sempre a mente il principio del contemperamento dei diritti reciproci
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