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    Një hulumtim eksplorues mbi kuptimet e praktikës në degën për edukatorë në shërbimet për fëmijë të Universitetit

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    Il contributo consiste nella traduzione del saggio già pubblicato nel volume italiano Balduzzi L., Pironi T. (a cura di) (2017), L'osservazione al nido. Una lente a più dimensioni per educare lo sguardo, Milano Franco Angeli. Il contributo si inserisce nel dibattito sul valore e sulle funzioni del tirocinio formativo dalla prospettiva dei futuri docenti ed educatori, investigando i vissuti e le rappresentazioni che tale esperienza ha rappresentato nel corso del percorso di formazione universitaria per educatori nei servizi per l’infanzia. Esso rende conto degli esiti di uno studio esplorativo sul tema del tirocinio degli studenti del corso di studio in Educatore nei servizi per l’infanzia, prendendo in esame caratteristiche strutturali, pregi e limiti di questa esperienza. A partire da questi dati empirici nel saggio si sviluppano anche riflessioni critiche e proposte di sviluppo. L’indagine si è svolta nella seconda parte dell’a.a. 2014/2015 e ha previsto l’impiego di un questionario composto da domande a risposta aperta inerenti l’esperienza di tirocinio una volta conclusa dagli studenti. Non ci si è focalizzati solo su punti di forza e di criticità circa l’organizzazione del tirocinio, ma anche sulle rappresentazioni dello stesso da parte dei tirocinanti, il legame con le discipline presenti nel curricolo di studi, le consapevolezze acquisite dagli studenti attraverso l’interconnessione tra teoria e pratica e infine i loro suggerimenti in proposito

    Të vëzhguarit në çerdhe. Një lente shumëdimensionale për të edukuar shikimin.

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    Il testo corrisponde alla traduzione in lingua albanese del volume Balduzzi L., Pironi T. (a cura di), (2017) L'osservazione al nido. Una lente a più dimensioni per educare lo sguardo (Franco Angeli). Il volume è il frutto di una riflessione e di un lavoro condiviso sul tema dell'osservazione, che ha coinvolto professionisti ed esperti sul campo oltre agli stessi docenti del corso di studi in Educatore nei servizi per l'infanzia dell'Università di Bologna. Nel saggio introduttivo del volume si compie un'analisi del tema relativo all'osservazione nel contesto delle professioni educative rivolte alla prima infanzia

    L’ACCESSIBILITÀ DEI SERVIZI PER L’INFANZIA. INVESTIRE IN QUALITÀ ED ASCOLTO

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    Il contributo presentare alcune riflessioni sul tema dell’accessibilità dei servizi per l’infanzia, tema oggi centrale nel dibattito sia a livello europeo sia nelle politiche locali di molti paesi dell’Unione. Propone dunque un percorso che illustra le ragioni di politiche orientate a sostegno della centralità dell’accessibilità ai servizi per l’infanzia avendo come riferimento lo European Quality Framework (2012-2014) e, successivamente, si concentra su alcuni esempi di ricerche in quest’ambito realizzate dal gruppo di ricerca che coordino presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Bologna

    I corpi in educazione

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    Negli ultimi anni è sempre più frequente vedere sugli scaffali di librerie specializzate e non volumi i cui titoli richiamano il tema della corporeità, del suo significato, sia richiamando una riflessione di natura più epistemologica e pedagogica sia di matrice metodologica e didattica. Diverse discipline si interrogano per trovare definizioni e impianti teorici che restituiscano l’idea di una soggettività capace di delineare una propria unità inscindibile integrando le dimensioni corporee e mentali e, sul piano educativo, in grado di riconoscere la centralità dei corpi nell’acquisizione dei saperi così come delle conoscenze trasversali. Nei corpi, nel corpo, del corpo degli allievi, ma anche nel corpo insegnante, nel movimento, nell’interazione fra essi e con gli oggetti del mondo e della conoscenza, emergono con esplosiva evidenza le discrasie, gli scarti, fra istituzione e soggettività, fra la normatività cui tende la scuola (nei suoi programmi, nelle sue prove standardizzate) e l’imprevedibilità del singolare, del vissuto, della soggettività che si manifesta proprio a partire dai corpi che siamo. Lo scarto fra discorso istituzionale e realtà rivela la debolezza di un pensiero didattico e di una riflessione pedagogica che non si sappia confrontare con altri sguardi disciplinari, a partire da quelli antropologici, sociologici ma soprattutto filosofici per rimettere al centro dello specifico pedagogico l’esperienza vissuta dell’uomo

    AKSESIBILITETI I SHËRBIMEVE PËR FËMIJËRINË E HERSHME. INVESTIMI NË CILËSI DHE NË DËGJIM

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    Il contributo presentare alcune riflessioni sul tema dell’accessibilità dei servizi per l’infanzia, tema oggi centrale nel dibattito sia a livello europeo sia nelle politiche locali di molti paesi dell’Unione. Propone dunque un percorso che illustra le ragioni di politiche orientate a sostegno della centralità dell’accessibilità ai servizi per l’infanzia avendo come riferimento lo European Quality Framework (2012-2014) e, successivamente, si concentra su alcuni esempi di ricerche in quest’ambito realizzate dal gruppo di ricerca che coordino presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università Bologna

    Di vetri, specchi, portali e di altre meraviglie.

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    Il saggio sistematizza l'intervento presentato al Convegno "Al di là e al di qua del vetro" organizzato da La Baracca - Teatro Testoni e supportata da Lo sguardo altrove, osservatorio del festival. In questa sede sono stati presentati gli esiti di un percorso teatrale realizzato dall'ente promotore presso diversi nidi e scuole dell'infanzia di Bologna. Le rappresentazioni teatrali, a causa del diffondersi del Covid-19, non si sono realizzate in teatro come di norma ma presso i cortili e gli spazi esterni di nidi e le scuole e i bambini potevano parteciparvi solo mediati dal vetro di grandi porte-finestre, senza entrare in contatto diretto con gli attori. Il testo si orienta all'analisi della documentazione dell’esperienza teatrale realizzata, costituita prevalentemente da immagini e brevi filmati, in una prospettiva pedagogica e didattica

    Ripartire dall'infanzia : esperienze e riflessioni nei servizi zero-sei in prospettiva post-pandemica

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    Il volume intende offrire un contributo utile per la ri-significazione delle prassi educative e didattiche nei servizi zero-sei a partire dalla riflessione sulle esperienze realizzate all’interno di nidi e scuole dell’infanzia nel periodo di riapertura, durante la seconda fase della pandemia. Quali sono state le strategie adottate da questi servizi per rispondere all’emergenza generata dal Covid-19? È possibile passare da una progettazione improntata a rispondere all’“emergenza” a una orientata a ripensare alle prassi educative e didattiche di nido e scuola dell’infanzia e agli orizzonti pedagogici che le sostengono, mettendo al centro bisogni, potenzialità e risorse di bambini e bambine e famiglie? Partendo dai percorsi di ricerca-formazione intrapresi dalle autrici a supporto di educatori, insegnanti e coordinatori pedagogici, i contributi presentati nel testo rilanciano i temi che sono al centro della riflessione educativa e didattica dei servizi zero-sei alla luce dei mutati assetti organizzativo-istituzionali: l’accoglienza e l’inclusione delle diversità, il protagonismo dei bambini e delle bambine, la partecipazione delle famiglie, l’organizzazione degli spazi, dei tempi e dei raggruppamenti, la collegialità. Se da un lato l’emergenza ha obbligato coloro che operano in servizi e scuole a sperimentare modalità didattiche inedite per far fronte a una situazione “fuori dall’ordinario”, dall’altro le intuizioni pedagogiche e strategie messe in atto possono offrire interessanti spunti per riflettere su come i servizi per l’infanzia zero-sei possono farsi interpreti di nuove istanze educative e sociali in contesti sempre più caratterizzati da eterogeneità e diversità socioculturale

    La professionalità educativa e il gruppo di lavoro nei contesti educativi 0-6

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    È unanimemente riconosciuto che la qualità educativa dei servizi per l’infanzia – così come gli effetti positivi sullo sviluppo infantile e sulle competenze genitoriali – dipendano in gran parte dalla presenza di educatori e insegnanti adeguatamente formati e supportati durante l’intero arco della loro vita professionale. In tal senso, le linee guida del QF – facendo riferimento agli esiti di molteplici studi condotti sia in ambito nazionale che internazionale – ribadiscono come la formazione iniziale – per quanto necessaria - di per sé non sia sufficiente a garantire una preparazione adeguata ad educatori e insegnanti che si trovano oggi ad affrontare una complessità sempre maggiore sia sul piano relazionale sia su quello culturale e sociale. La professionalità richiesta a coloro che operano nei servizi per l’infanzia presuppone, infatti, competenze complesse su molteplici versanti: ci riferiamo, da un lato, all’attenzione ai bisogni di cura e alla promozione dello sviluppo delle potenzialità di ciascun bambino; dall’altro, al sostegno alla genitorialità che allarga il suo orizzonte di senso fino ad assumere una connotazione sociale, che si esplica all’interno della partecipazione delle famiglie alla gestione ‘collettiva’ del servizio e che genera coesione sociale. In tal senso, la formazione iniziale segna solo la prima tappa di un lungo percorso di crescita professionale che deve essere accompagnato da iniziative sistematiche di formazione in servizio e di sostegno alla professionalità che non possono prescindere né dall’analisi dei bisogni di educatori e insegnanti all’interno di ciascun servizio, né dal loro coinvolgimento diretto in percorsi di sperimentazione e ricerca. Il contributo analizza dunque il tema della formazione inziale e in servizio degli operatori di servizi e scuole per l'infanzia e il ruolo della collegialità, supportata dalle figure di coordinamento, in tale contesto

    Mostra fotografica

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    Nel marzo 2020 il lock down di scuole e servizi per l’infanzia, ha costretto i bambini e le bambine a una condizione di clausura domestica. Il non riconoscimento dei loro specifici diritti e bisogni li ha resi socialmente “invisibili”. Al tempo stesso è emersa l’urgenza di una riflessione pedagogica e politica sul “bambino sociale”: soggetto silenzioso, spesso non ascoltato di fronte a scelte urgenti che lo riguardano. I bambini più di tutti hanno subito il trauma dell’isolamento rotto di tanto in tanto, e solo virtualmente, dalle occasioni di comunicazione a distanza, didattica o affettiva. La rivista “Infanzia” ha lanciato un appello, chiedendo ai genitori di inviare alla redazione fotografie dei loro bambini nei momenti di vita quotidiana durante il lockdown. Questa mostra espone una parte significativa di queste foto (ne sono arrivate circa 160). Negli sguardi e nei gesti, nelle azioni e nelle relazioni si possono cogliere i segni di una resistenza, forse di una resilienza. Dovremmo chiederci, alla fine, che cosa noi adulti abbiamo imparato sui bambini da quella esperienza
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