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La storia contemporanea nei musei
Forum sulla presenza della storia contemporanea all'interno dei musei storici italiani, a cura di M. Baioni, con interventi di R. Maggio Serra, G. Masetti, T. Matta, C. Zadra
Alla scoperta dell'Italia : scritture private nell'Ottocento italiano
Il saggio prende in esame una copiosa produzione di testi di scrittura privata
del XIX secolo (lettere, diari, memorie), conservati all'Archivio diaristico
nazionale di Pieve Santo Stefano (Arezzo). L'analisi punta a presentare il
contesto nel quale questi documenti sono stati prodotti, gli autori, le
tematiche presenti, le questioni di ordine metodologico e storiografico che il
loro utilizzo solleva. Si tratta di un corpus documentario ricco e variegato,
che spazia dalla descrizione delle campagne per l'indipendenza ai resoconti di
viaggio nelle città italiane, dalle note di un ispettore scolastico ai bilanci
biografici di una stagione umana, affettiva e professionale. Emerge la
possibilità di rivisitare in chiave critica alcuni passaggi della storia del
Risorgimento e dell'Italia unita, che sono esplorati da un'angolazione in cui
pubblico e privato si mescolano e danno sostanza alla complessità del quadro
storico, in decenni cruciali per la formazione dello stato nazionale.
Risorgimento e Resistenza : da Italia '61 al ventennale della Liberazione
Nella storia dell’Italia repubblicana, i due anniversari del 1961 e del 1965 - rispettivamente il centenario dell’unità e il ventesimo del 25 aprile, festa nazionale a ricordo della Resistenza e della liberazione nella seconda guerra mondiale - costituiscono due snodi commemorativi fondamentali. Il loro profilo esemplare va collocato su piani molteplici e incrocia varie questioni nella storia italiana di quegli anni. Anzitutto, ed è il dato più evidente, si tratta della memoria pubblica e delle ritualità che riguardano due pilastri fondativi dell’appartenenza nazionale: vale a dire la presenza del Risorgimento e della Resistenza non solo nel dibattito storiografico quanto soprattutto nell’arena dell’uso pubblico della storia, spazio nel quale agiscono i vari soggetti che lo compongono: parlamento, governo, partiti, associazioni, intellettuali, scuola, mass media ecc. Alla luce dello stretto legame tra ricorrenze storiche, rituali della nazione e lotta politica, i due anniversari del 1961 e del 1965 permettono di leggere in controluce e da una prospettiva particolare ciò che si stava muovendo nella società italiana nella fase del "miracolo" economico e della svolta antropologica che lo accompagnò.
Questa fase così densa di trasformazioni nel tessuto economico, sociale e culturale del Paese attivò una riformulazione significativa anche del sistema simbolico e rituale dell’Italia repubblicana nata con il referendum del 2 giugno 1946, incidendo sulle forme del rapporto con il passato e sulle caratteristiche della memoria pubblica
Percorsi di storiografia fusignanese
Il testo ripercorre la storia di Fusignano e della Bassa Romagna analizzando criticamente gli autori e i testi che nel corso degli ultimi due secoli hanno contribuito a gettare le fondamenta del "racconto" locale
Guerra e fonti orali : brevi note metodologiche
Rapporto guerra e fonti orali. L'uso delle testimonianze orali nella ricerca storica
Rituali, spazi urbani e politica
Il saggio, attraverso una riflessione di lungo periodo e con esemplificazioni tratte da vari contesti nazionali, esplora la storia politica attraverso le manifestazioni che investono i rituali, i simboli, gli spazi urbani
Popolazione e memoria della guerra nel Ravennate (1943-1945)
Per circa sei mesi, dall'ottobre 1944 all'aprile 1945, la guerra attraversò le città, i paesi e le campagne del Ravennate. La lunga sosta invernale del fronte lungo il fiume Senio prolungò e inasprì la situazione di emergenza in cui la popolazione era precipitata in seguito all'occupazione tedesca e all'avvicinamento nel territorio delle operazioni belliche. Con l'ausilio di una folta serie di testimonianza orali raccolte in tutti i comuni della provincia di Ravenna, il saggio fa luce sul rapporto guerra - popolazione civile e ne fissa i tratti peculiari alla luce delle tracce che di quell'esperienza sono conservate nella memoria dei testimoni
Dal Risorgimento alla Seconda guerra mondiale : Formazione, trasmissione, usi pubblici del passato nell’Italia contemporanea
Interventi relativi alla presentazione dei libri di Massimo Baioni (Vedere per credere. Il racconto museale dell’Italia unita, Roma, Viella, 2020) e di Filippo Focardi (Nel cantiere della memoria. Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe, Roma, Viella, 2020. Attorno a questi due libri, per certi versi complementari e in dialogo tra loro, si è svolta una discussione relativa alla memoria risorgimentale e alle memorie del fascismo, della Seconda guerra mondiale, della Resistenza e della Shoah. Al di là della storiografia e del suo ruolo nella formazione di un discorso pubblico nella penisola, il dibattito ha riguardato la formazione e trasmissione del sentimento nazionale oggi in Italia, il rapporto tra gli storici e i mezzi di comunicazione attuali, la costituzione di una memoria europea. Al centro della discussione sta insomma la questione del rapporto che abbiamo oggi con la Storia, una questione fondamentale nei lavori di Baioni e di Focardi, che possono essere entrambi considerati come due «sismografi» della percezione odierna dell’idea di nazione
Resistenza e Repubblica : una memoria controversa per un'identità fragile?
Il testo segue la discussione sulla presenza della memoria della Resistenza nella vita pubblica dell'Italia repubblicana, analizzando le varie e controverse posizioni, storiografiche e politiche
Trento e Trieste: parabola di una endiadi patriottica
Il saggio analizza la presenza di Trento e Trieste nell'immaginario patriottico nazionale, nei decenni che vanno dalla fine del XIX secolo agli anni Sessanta del Novecento. Particolare importanza viene assegnata ai caratteri distintivi di quel mito, che è stato parte dell'educazione nazionale di alcune generazioni di italiani. Identificato come pilastro simbolico della Grande guerra e della legittimazione dell'intervento, il mito di Trento e Trieste entra nella propaganda del regime fascista e conosce un deciso rilancio negli anni 1945-54, quando di fatto è Trieste ad assorbire l'attenzione dell'Italia intera e a fungere da contenitore di una controversa battaglia politica
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