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Il cantiere pittorico di primo Trecento al Santo: note di lettura e riflessioni
A partire dalla discussione di due recenti pubblicazioni di Serena Romano dedicate alla presenza di Giotto nella basilica del Santo a Padova, sono esaminate diverse questioni: il presunto giuspatronato di Enrico Scrovegni sulla cappella di S.Caterina, l’iconografia del ciclo pittorico nella Sala del Capitolo, e nell’andito della portineria. I dipinti in questione vengono interpretati in rapporto alla cultura e alle esigenze comunicative dei francescani del Santo che li hanno commissionati
Le committenze dei cantieri architettonici del Santo di Padova dal 1231 al 1310
L'intervento prende in considerazione la committenza della basilica di S.Antonio di Padova dalla morte del Santo (1231) al 1310, facendo emergere il punto di vista dei francescani, nei suoi intrecci con la componente laica della committenza (il Comune di Padova). Sono ripercorse diverse fasi storiche del contesto padovano e vengono analizzate due narrazioni agiografiche dedicate a sant'Antonio, prodotte dai frati Minori, la "Vita prima" o "Assidua" (1232 ca.) e la "Raymundina" (post 1293). In questi testi sono individuate alcune immagini simboliche che sembrano essere state utilizzate nel progetto architettonico: la città di Padova come "Jerusalem nova" ("Assidua") e come "mons sanctus" ("Raymundina"). Queste immagini possono aver contribuito a definire la forma architettonica anomala del Santo: un impianto basilicale con copertura a cupole, di cui una conica, con richiamo al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Queste esigenze comunicative poterono convivere con la scelta di utilizzare come modello architettonico la basilica di S. Marco di Venezia: in tal modo la chiesa del Santo era in grado di comunicare significati simbolici diversi, sia di tipo religioso (la santità "francescana" di Antonio), sia di tipo politico (Antonio come nuovo protettore di Padova)
Iconografia di sant'Antonio al Santo di Padova nel XIII e XIV secolo: Spazi, funzioni, messaggi figurati, committenze
This study examines the iconography of St. Anthony in the 13th and early 14th centuries at the church which houses his tomb (commonly known as ‘il Santo’). The research focuses on the role of the Franciscans in the development of this iconography, as promoters and, in several cases, patrons.
No image of St. Anthony of the 13th century has been preserved in the Basilica. For this reason, the research examines the church (the context of figurative works now lost) and the tomb of the saint (the ideal center of the sanctuary). It is suggested that in the 13th century images of St. Anthony existed in the central portal, in some niches in the inner facade, on the high altar, in the windows of the radiating chapels. Some miniatures of the late 13th century seem to confirm the existence of lost paintings.
The oldest image of St. Anthony preserved (probably early 14th century), painted in the lunette of the old door of the Sacristy, is discussed in relation of its location.
The fresco cycle in the Chapter Hall of the convent is examined in detail, as a turning point of the iconography of St. Anthony.
Because of the transformations suffered by the room, new investigations are proposed on the architectural structures of the room; the photoplan of the east wall has been realized with a hypothetical reconstruction of the original dimensions of the frescoed scenes.
The iconographic analysis highlights the centrality of the image of St. Anthony and leads to new hypotheses about the meanings of the paintings, commissioned by friars of the Santo. The functions of the Chapter Hall are investigated in detail, as well as some written sources, such as points of reference for the elaboration of new images of St. Anthony.
The proposed chronology of the paintings is the first decade of the 14th century, a period of radical changes for the Franciscan community of Padua and for the entire Order of Friars Minor.
The frescoes are attributed to Giotto, probably before the cicle in the Arena Chapel. The hypothesis is confirmed by the impact of these paintings on artists of North-East Italy and Rimini.
Finally, the remains of frescoes in the space now called 'andito' are investigated in close relation with the adjacent Chapter House: it is very likely that here some images of St. Anthony was present and relevant
Padova 1310. Percorsi nei cantieri architettonici e pittorici della Basilica di Sant'Antonio
Il volume raccoglie undici contributi presentati al convegno internazionale di studi 'Magna et inmensa mutatio 1310. Percorsi nei cantieri architettonici e pittorici della Basilica di Sant'Antonio' (Padova, 20 maggio 2010): prendendo come punto di riferimento ideale il 1310, anno cruciale nella storia della basilica di Sant'Antonio, i saggi indagano sulla comunità francescana di Padova, il suo ruolo nelle committenze architettoniche e artistiche, i cantieri architettonici e le raffigurazioni trecentesche dell'edificio del Santo, i cicli pittorici giotteschi della sala capitolare e del locale oggi definito 'andito', l'iconografia francescana nell'area triveneta, i possibili confronti con i cicli pittorici nelle chiese francescane di Assisi e Siena (coevi o di poco successivi). Viene in tal modo restituito un quadro ad ampio raggio delle realizzazioni architettoniche e pittoriche realizzate al Santo tra fine Duecento e inizio Trecento, attraverso indagini aggiornate e interdisciplinari. In appendice un'ampia relazione sui più recenti interventi di manutenzione straordinaria della basilica antoniana
Sperimentazioni spaziali negli affreschi di Altichiero nell’Oratorio di San Giorgio
Vengono indagate le sperimentazioni spaziali e prospettiche realizzate da Altichiero da Zevio nell'oratorio di San Giorgio presso la basilica di Sant'Antonio di Padova (1384 ca.), in relazione alla coeva cultura scientifica a Padova. Sono messi in luce i rapporti con gli affreschi padovani di Giotto, quali opere esemplari da cui Altichiero prende le mosse per le sue originali sperimentazioni
Alcune note sull’iconografia antoniana del Duecento
Viene indagata l'iconografia di sant'Antonio di Padova nel XIII secolo in rapporto all'evoluzione dell'Ordine dei Frati Minori allora in corso. Vengono approfondite in particolare la rara immagine del Santo con capelli e barba bianchi, presente nella tavola Bardi di S. Croce a Firenze (da interpretare come raffigurazione del "sapiente") e la scena di sant'Antonio di fronte ad Ezzelino da Romano in una vetrata della Basilica di S. Francesco ad Assisi
Note fenomenologiche sui cosmi comici di Calvino
The aim of this article is to formulate a definition of the cosmicomic genre invented by Italo Calvino based on a phenomenological characterization of the narrative environment it presupposes. In keeping with the title of Calvino’s work, such environment will be called “comic cosmos”. It will appear that the comic cosmos is a type of impossible life-world constructed by merging the scientific description of reality with the environment of individual and collective human life. This characterization of the cosmicomic genre will also clarify why it can in no way be equated with science fiction
Pensare (con) la 'letteratura'. Temi e modelli di 'filosofia della letteratura'/Thinking (with) 'Literature'. Issues and models of 'philosophy of literature'
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