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    MANUALE DI PSICOLOGIA CLINICA E PSICOPATOLOGIA

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    La psicologia clinica è disciplina da tempo ampiamente rappresentata nell’ambito dell’offerta didattica dei corsi di laurea di medicina e delle professioni sanitarie e costituisce da sempre una direttrice fondamentale all’interno dei corsi di laurea in psicologia. A medici, infermieri e tecnici, nei vari indirizzi della riabilitazione, sono sempre più richieste competenze psicologiche, integrate con quelle specifiche delle singole professioni, affinché la loro applicazione concorra ad una tranquilla ed efficace collaborazione con le persone in difficoltà per il recupero ed il miglioramento del loro stato di salute. La psicologia clinica è anche disciplina integrata con la psichiatria e, in tale contesto, ha costituito nella storia, importanti fondamenti teorici e sviluppato determinanti forme di intervento, sia sul versante diagnostico che terapeutico. Questo lavoro presenta contenuti, rivolti agli studenti, essenziali al percorso formativo che dalla psicologia clinica si collega con la psicopatologia, insieme ad informazioni e aggiornamenti che speriamo risulteranno utili anche ai professionisti che già operano nel campo della salute. Il volume è articolato in tre parti: nella prima sono definite alcune fondamentali premesse teoriche riguardanti la metodologia della ricerca scientifica, gli studi sull’intelligenza e l’apprendimento e la psicologia della personalità, scelte in base a criteri di maggiore utilità per l’attività clinica in area sanitaria; sempre in questa parte ci si addentra quindi negli specifici contesti di base relativi alla valutazione e alla terapia psicologica. Nella seconda parte sono trattati aspetti applicativi, a carattere teorico pratico, connessi al rapporto con il paziente: abilità comunicative, counseling medico e colloquio di motivazione, educazione terapeutica e assistenza al malato grave, tutto questo seguito da informazioni finalizzate alla comprensione e alla prevenzione del fenomeno del burnout per gli stessi operatori. Nella terza parte temi di psicologia e psicopatologia sono rivolti alla comprensione essenziale delle principali forme di disturbo mentale dell’età adulta e, tra queste, dei disturbi della personalità; al termine, un capitolo molto articolato e completo di assistenza infermieristica completa il testo, considerando l’importanza della formazione in questo ambito e la contemporanea scarsità di manuali su questo argomento attualmente disponibili. È nostro auspicio che la diffusione di questo manuale, oltre a risultare utile sul piano didattico come supporto ai numerosi corsi universitari di psicologia clinica, a partire da quelli svolti nelle facoltà di Medicina, rimandi nel tempo feedback critici, indispensabili al lavoro di correzione ed integrazione del testo per una successiva edizione

    Prefazione

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    Manuale di psicologia clinica e psicopatologia. Per i corsi di laurea in medicina, psicologia, infermieristica e professioni sanitarie della riabilitazione

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    La psicologia clinica è una disciplina ampiamente rappresentata nell’ambito dell’offerta didattica dei corsi di laurea di Medicina e delle Professioni Sanitarie e costituisce, da sempre, una direttrice fondamentale all’interno dei corsi di laurea in Psicologia. A medici, infermieri e tecnici, nei vari indirizzi della riabilitazione, sono sempre più richieste competenze psicologiche, integrate con quelle specifiche delle singole professioni. La formazione universitaria è attualmente finalizzata al raggiungimento degli obiettivi del sapere, del saper fare e del saper essere, indispensabili all’attività clinica; è proprio per quest’ultimo aspetto che è previsto anche lo sviluppo di abilità personali, di capacità riflessive e relazionali nel rapporto con i pazienti e, più in generale, con le persone in difficoltà che richiedono aiuto. La psicologia clinica è anche una disciplina integrata con la psichiatria e, in tale contesto, ha proposto importanti fondamenti teorici e sviluppato determinanti metodologie, sia sul versante diagnostico che terapeutico. Questo libro sviluppa un percorso didattico che, dalla teoria e dai metodi della psicologia clinica, arriva a trattare importanti aspetti applicativi della psicologia in area sanitaria per collegarsi, infine, con argomenti di psicopatologia e di assistenza psichiatrica; lungo questo percorso persegue inoltre l’obiettivo di fornire informazioni e aggiornamenti utili ai professionisti che già operano nel campo della salute. Il volume è quindi articolato in tre parti: nella parte prima sono definite, nell’ordine, alcune fondamentali premesse teoriche riguardanti la metodologia della ricerca scientifica e l’analisi bibliografica della letteratura, alcuni argomenti propedeutici di psicologia generale, gli studi sull’intelligenza e l’apprendimento e la psicologia della personalità, con approfondimento di alcune teorie, scelte in base a criteri di maggiore utilità per l’attività clinica in area sanitaria; sempre in questa parte si procede quindi a illustrare i principali metodi di valutazione e di terapia psicologica. Nella seconda parte sono trattati gli aspetti applicativi della psicologia clinica in area sanitaria, a carattere teorico-pratico, connessi al rapporto con il paziente: abilità comunicative, counseling medico e colloquio di motivazione, educazione terapeutica, assistenza al malato grave e riabilitazione fisica; infine, sono fornite informazioni finalizzate alla comprensione e alla prevenzione del fenomeno del burnout e dello stress lavoro correlato. Nella terza parte sono presentati temi di psicologia clinica, semeiotica psichiatrica, psicopatologia e nosografia, rivolti alla comprensione essenziale delle principali forme di disturbo mentale dell’età adulta e, tra queste, dei disturbi della personalità; concludono questa parte, dettagliati capitoli sull’assistenza infermieristica in psichiatria e sulla riabilitazione psichiatric

    La nave dei folli: la modifica dello stereotipo del malato mentale nell’adolescente

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    L’intervento si colloca in due ambiti: 1) la riabilitazione psichiatrica; 2) l’educazione alla diversità. Si è affrontato il problema della modifica dello stereotipo del malato mentale presso un gruppo di adolescenti frequentanti l’ultimo anno di un istituto superiore della periferia di Roma. Il problema è nato proprio dalla presenza degli utenti del Centro diurno nella scuola con richiesta da parte del personale docente di non fare incontrare studenti e utenti. Il rischio evidente del perdurare dell’ emarginazione si è trasformato, grazie all’aiuto del preside, in un’ occasione di incontro tra utenti e studenti conformemente con la “Mission” del centro diurno e l’ottica di educazione alla diversità per la scuola. L’intervento si poggia sulla concezione di riabilitazione proposta dall’APA. La riabilitazione si propone di conseguire anche una meta culturale caratterizzata dalla accettazione e dal riconoscimento dei più deboli attraverso una azione sul tessuto sociale che contrasti sia l’atteggiamento pietistico che quello emarginante. A questo livello si pone la specificità pedagogica dell’intervento che vede.1) la riabilitazione porsi entro il raggio d’azione di una pedagogia per l’inclusione che vede la scuola come microcosmo sociale all’interno del quale attuare la formazione di una piccola comunità competente. 2) La scuola sensibile al progetto di apertura alla diversità vede nell’avvicinamento alla radicale alterità della follia, una necessità fondamentale e un obbligo a favore della conoscenza e comprensione dell’altro diverso da sé per assicurargli pari dignità di cittadinanza. Si è voluto preparare un incontro tra due “culture”: quello dei “sani” e quello dei “folli” che rappresentasse un’esperienza di crescita reciproca e di annullamento di barriere fra i due gruppi, con una particolare attenzione ai processi intrapsichici che sono alla base del processo di emarginazione. Il costrutto mentale che si è inteso modificare era la costruzione dello stereotipo che per sua natura si presenta rigido, difficilmente modificabile e basato su pochi elementi. L’istruzione (dare informazioni) e la crescita empatica (modificazione degli aspetti emotivi) sono stati il focus della formazione orientata ad accrescere la curiosità piuttosto che la paura nei confronti della malattia mentale, attraverso la conoscenza della complessità e drammaticità dei vissuti dei malati, che ridimensionasse, esplicitandoli, gli atteggiamenti di paura e rifiuto. L’ipotesi formulata prevedeva che questi elementi avrebbero modificato lo stereotipo, nel senso di un allargamento-arricchimento degli attributi e di una maggiore elasticità-indeterminatezza attraverso una modificazione cognitiva e degli aspetti emotivi. Rivolta a quest’ultimo aspetto è stata l’organizzazione di un cineforum. Tale metodologia costituisce tuttora una delle attività formative più collaudate all’interno della scuola. Gli strumenti per la rilevazione dei dati sono stati: un tema a carattere fantastico sulla malattia mentale i cui contenuti sono stati analizzati con il software SPSS: questo strumento mirava a suscitare gli aspetti fantasmatici dell’incontro con il folle e a valutare gli atteggiamenti in merito a: emozioni, atteggiamenti cognitivi e tendenza all’azione: ad integrazione di questo strumento per sua natura poco strutturato, ma utilizzato perché inserito nella quotidianità della vita scolastica, e quindi accettato dai ragazzi, è stata affiancata la somministrazione di una Adjective check list (Acl) avente come stimolo il malato mentale. La metodologia ha visto due somministrazioni prima e dopo l’intervento formativo. I risultati hanno confermato gli esiti ipotizzati.Among the most invisible, of exclusions, are the mentally ill. This form of exclusion varies from society to society. In this cultural and historical context, the mentally ill emerge as “loser”. The question becomes how to minimize the cultural and social stigmata of mentally illness. This study illustrates a small investigation to educate the sensibility of young people by introducing them to the problems of perception which they hold by stereotyping the mentally ill. Internationally, similar results emphasise the importance of giving correct information which in itself tends to change stereotypes. The form which this research took was to arrange that a group of young people met the clients of public rehabilitation centre in Rome. The first step in the research was to prepare the young people to meet members of this centre who were all schizophrenics. This preparation was by showing films about mental disease; by discussing the interpretation of the films; and by offering to the young people precise, and correct, information on hallucination and delirium. Two instruments were used to measure the change in stereotypes. The first , was an Adjective Check List, and the second was the analysis of essays written by the young people. These essays were subjected to a content analysis. The results were clear. They will be indicated in the full paper
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