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Gli immigrati a Napoli nel nuovo millennio
Immigration in Naples has a history of at least 50 years, but the number of foreigners significantly increased only in the last two decades. While in the early years of the new Millennium Naples was the 13th municipality in terms of number of foreigners (less than 9,000 residents), at the most recent date it has become the fifth with over 57,000 residents equal to 6% of the population. The study of immigration in Naples’ municipality highlights a migratory pattern significantly different from
that of the other provinces of Campania. It is distinguished by a strong Asian prevalence (Sri Lankans, Chinese, Filipinos and, more recently Pakistani and Bangladeshi citizens rank among the ten most numerous nationalities), a large number of Eastern European immigrants (mainly Ukrainians, Romanians and Poles), an emerging Nigerian immigration and a consolidated Dominican presence. Each nationality has specific demographic, social and migratory characteristics, spatial patterns of settlement and have distinct living and working conditions. The heterogeneous Neapolitan immigration patterns is underlined also by the persistent gender imbalances in many of the largest nationalities. Eastern European communities have a clear female prevalence (the extreme cases are those of Ukrainians and Poles), conversely Pakistani and citizens of Bangladesh have a marked male connotation. These imbalances indirectly indicate the presence of people at different stages of the migration and inclusion process (from first single migrants to families), in a context in which second generation and new Italians grow, but more slowly than in the center-north of the country
Why do they move? Characteristics and determinants of internal mobility in Italy
Italy registered 1,313,176 changes of residence in 2014, +18.3% compared to 1995. This increasing pattern is partially attributed to immigrants, as their gross rate of mobility among provinces doubled from 0.8% in 2002 to 1.6% in 2014. However, the differential characteristics of internal migrants in respect to the majority group may be due on compositional factors such as socio-economic, household and demographic characteristics. The main aim of this paper is to contribute to the current knowledge on internal mobility in Italy and to analyse the main characteristics of medium- and long-distance flows. We both use the Italian population registers and the Labour Force Survey conducted in 2014. Our results show that the northern and central areas continue to be the most dynamic ones in term of residential mobility and that selection hypothesis operates in the Italian geographical re-distribution of population. Migrants show social and employment mobility. The age profile of mobility presents a ∩-shape trend that peaks at 25-34 years old. Cohabitation affects positively the residence's changes while parenthood shows the opposite. The increased presence of immigrants in the Italian redistribution phenomenon is mainly due to a persisting large part of adults that arrived and moved within the Italian context for working reasons
Gli italiani nei flussi migratori e tra le popolazioni straniere dei principali Paesi europei di accoglimento
Con la crisi economica iniziata nel 1998, e sei anni dopo ancora in atto in molti paesi del continente europeo, appare abbastanza scontato chiedersi se e come si sono modificate le migrazioni internazionali in Europa e quale ruolo abbiano giocato gli spostamenti dei cittadini italiani. Sulla base delle statistiche disponibili, provenienti dai principali paesi europei di immigrazione, si cerca di mostrare l'evoluzione dei flussi e dei saldi migratori distintamente per nazionali e stranieri, di mettere in luce il ruolo giocato dagli italiani all'interno delle correnti migratorie recenti e di valutare l'evoluzione e le caratteristiche della presenza italiana negli altri paesi del vecchio continente. Senza dubbio il ricorso alle statistiche dei paesi di accoglimento rappresenta un limite per varie ragioni, tra le quali la difficoltà di comparare i dati di nazioni differenti e la mancata considerazione di tutte quelle persone che, pur conservando la cittadinanza italiana, sono diventate anche cittadini del paese d'adozione in cui risiedono. Allo stesso tempo, non va trascurato però il vantaggio di poter valutare l'importanza dei flussi e degli stock di italiani all'interno delle migrazioni e delle popolazioni straniere in Europa, obiettivo specifico di questo contributo
Migrazioni e immigrati in Europa: alcune tessere di un ampio puzzle
Il capitolo presenta un resoconto accurato su quanto avvenuto nel primo decennio del XXI secolo, evidenziando l'eccezionale intensità delle migrazioni in Europa. In questo periodo, infatti, la capacità di attrazione di tale area geopolitica si è fortemente accresciuta, così come descritto sinteticamente dal saldo migratorio per l???insieme dei paesi dell???Ue-15 che ha sfiorato gli 8 milioni di nuovi ingressi negli anni 90 ed è quasi raddoppiato (oltre 15 milioni) nel primo decennio del XXI secolo. Le dinamiche migratorie in Europa negli anni più recenti hanno determinato, altresì, una non trascurabile crescita nell'eterogeneità esistente tra e negli Stati Membri della popolazione immigrata, caratterizzata da una diversa lunghezza della storia migratoria e da una complessa stratificazione socio-economica e demografica. Inoltre, l'articolazione per cittadinanza risulta più ampia che in passato
La recente migrazione interregionale dei campani
Le analisi finora condotte hanno spesso fatto riferimento alla Campania come area di origine e di destinazione dei flussi migratori, in tal modo stimando anche il saldo migratorio della regione con il resto del territorio italiano. Indubbi sono i vantaggi di tale approccio, nel consentire una puntuale contabilità degli spostamenti della popolazione residente e nel determinarne gli effetti demografici. Allo stesso tempo, non appare possibile valutare la dinamica temporale e le propensioni alla mobilità interregionale dei cosiddetti campani, visto che non c’è modo di sapere se gli autori degli spostamenti sono originari o meno della regione meridionale. In questo contributo si cercherà di superare tale difficoltà attraverso il ricorso al criterio del luogo di nascita per definire i campani, così come i nativi delle altre regioni italiane (laziali, lombardi, veneti, pugliesi, siciliani e via di seguito), distinguendo i residenti e i flussi interregionali anche in base alla regione di nascita delle persone. Nel paragrafo seguente (par. 2) verranno discussi vantaggi e limiti dell’approccio seguito, indicati i dati di base utilizzati, presentate le modalità di ricostruzione delle popolazioni residenti per sesso, età e regione di nascita, nonché richiamate le formule di calcolo delle misure analitiche e sintetiche della propensione allo spostamento interregionale. A seguire (par. 3) verranno presentate le stime ad inizio 2015 della popolazione residente distinta per luogo di nascita, puntando l’attenzione in particolare su dimensione e caratteristiche dei campani che vivono in una regione italiana diversa da quella di nascita. Nell’esaminare le migrazioni interregionali nel periodo 2003-2014 si mostreranno le differenze tra flussi e tassi migratori che riguardano la Campania e quelli riferiti ai campani e, per questi ultimi, si osserverà l’evoluzione delle propensioni e delle destinazioni (par. 4). Inoltre, si punterà l’attenzione sulla propensione alla migratorietà interregionale dei campani residenti nelle diverse regioni italiane, comparandola a quella degli altri residenti (stanziali e non stanziali). A conclusione del capitolo (par. 5) si proverà a tirare le fila di quanto fatto e a segnalarne brevemente limiti e prospettive
La partecipazione politica delle donne immigrate in Italia: un’analisi intersezionale quantitativa
Utilizzando i dati secondari dell’indagine multiscopo “Condizione sociale e integrazione dei cittadini stranieri” condotta dall’ISTAT nel periodo 2011-2012, l’articolo analizza la partecipazione politica delle donne migranti in Italia attraverso l’utilizzo di una metodologia intersezionale quantitativa intra-categoriale e intercategoriale. Attraverso l’applicazione di modelli di regressione logistica e interazioni nella forma degli effetti marginali medi (AME) vengono esaminati i fattori che possono influenzare la partecipazione politica delle donne immigrate, guardando in particolare al ruolo intersezionale del capitale sociale. I risultati dimostrano che molti dei fattori tradizionali associati ad alti livelli di partecipazione politica contano meno per alcuni gruppi di donne migranti rispetto ad altri e che il capitale sociale svolge un ruolo chiave nel promuovere la loro partecipazione politica a livelli diversi. L’analisi contribuisce al corpo di studi empirici che utilizzano un’analisi intersezionale su dati quantitativi, mostrando come l’uso di categorie intersezionali consente di scoprire le differenze chiave all’interno dei gruppi quando si utilizzano dati secondari provenienti da un sondaggio. L’applicazione dell’approccio intersezionale all’analisi quantitativa della partecipazione politica delle donne migranti consente non solo di renderne visibili le differenze ma anche di riflettere sull’intersezionalità come metodologia della ricerca sociale applicata
Immigrants’ political engagement: attitudes and behaviors among immigrants in Italy by country of origin
The persistent lack of voting rights in Italy for immigrants and the rigid citizenship regime based on jus sanguinis preclude immigrants from formal political participation. However, there are other forms of political participation practiced by immigrants. This article analyses the characteristics that are associated with immigrants’ non-formal political participation in Italy. A target variable in our analyses is the country of origin of immigrants. The prevailing scientific literature has highlighted that immigrants’ countries of origin play an important role in their psychological, social, economic and political behaviour. The country of origin and the associated background can in both repressive political systems and pre-migration discrimination have a negative effect on political attitudes and the behaviour of immigrants in the host country. Using data from the ‘Social condition and integration of foreign citizens’ (SCIF) survey conducted by the National Statistical Institute (ISTAT) in 2011–2012, our paper examines the determinants of immigrants’ political engagement in Italy with a focus on both country of origin and migratory generational differences. Using logistic regression models, we explored the engagement differences in immigrant groups in Italian politics as determined by taking an interest in Italian political issues and by participating in different non-electoral political activities, controlling for the main variables used in the literature. Moreover, our data allowed us to investigate the differences in political engagement by migratory generation. The results confirm the country-of-origin effect in spurring political engagement. In general, immigrants from more developed countries, Eastern Europe and Latin America are more interested in Italian politics than are those from African and Asian countries. Moreover, next to other control variables, being in the second generation increases the likelihood of engaging in politics as compared to the first generation
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