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La Campania e i nuovi assetti di governo e politica territoriale
Titolo del Convegno e Programma Dettagliato
???La Campania e i nuovi assetti di governo e politica territoriale???
Università degli Studi di Napoli ???Federico II???
Polo delle Scienze e delle Tecnologie, Facoltà di Architettura
Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica
Napoli, 10 novembre 2009
Via Forno Vecchio, 36 Aula SL4.4
Articolazione dell???Iniziativa
Ore 9,00 Relazioni:
Prof. Arch. Emma Buondonno La Campania e le sue città medie: dai comuni alle municipalità
Prof. Arch. Giacinta Jalongo La Campania e il riequilibrio per il turismo relazionale integrato
Ore 11,00 Coffee break
Ore 11,30 Interventi:
Arch. Modestino Sarnelli La rete delle città irpine
Arch. Deborah Ciancio ed Emilia Battisti Dall???area vesuviana al Cilento
Ore 13,30 Pausa Pranzo
Ore 14,30 Interventi:
Arch. Celeste Fidora e Francesca Solaro Vedutismo e paesaggio in Campania
Arch. Sergio Attanasio, Roberta Crescenzo e Marisa D???Onofrio Terra di Lavoro e la Provincia di Caserta
Ore 16,30 Coffee break
Ore 17,00 Tavola Rotonda
Comitato Organizzatore:
Prof. Arch. Emma Buondonno, Arch. Deborah Ciancio, Paola Acampa
Contributi, comunicazioni e poster di:
Emilia Battisti, Roberta Crescenzo e Marisa D???Onofri
Progetti di architettura Concorsi, realizzazioni e sperimentazione
La Villa Favorita e il parco. Sulla base del convincimento che il recupero di un parco storico deve individuare una strategia d'interventi progressivi nel tempo inscritti in una prospettiva generale di tutela. Se l'obiettivo che si intende perseguire è la conservazione integrata del bene devono riemergere sia le istanze estetiche che le intenzionalità progettuali espresse nel corso dei secoli rispettando tutte le peculiarità del luogo. Dunque, è necessario, da un lato, individuare gli interventi per tendere al ripristino del perimetro originario e dell'unità delle parti smembrate nel tempo, e, dall'altro, coniugare le esigenze della collettività, che costituiscono lo scopo e le motivazioni del restauro, con l'insieme dei significati custoditi dalla memoria storica del luogo. Il ripristino del perimetro originario, il contenimento dei fenomeni di degrado ambientale ai margini del sito, la riscoperta dei valori paesaggistici da cui trae origine quel dato luogo, il restauro degli edifici e degli elementi architettonici del parco, gli interventi di manutenzione della vegetazione o i nuovi impianti devono essere rivolti alla conservazione dei caratteri del paesaggio vesuviano nei suoi aspetti produttivi e agricoli e di delizia. Il ripristino del confine originario del Parco della Favorita richiede l'accorpamento del bosco superiore ed inferiore, nonché dell'area coltivata prospiciente quest'ultimo e di quelle su cui attualmente sorge l'edificio scolastico che un tempo costituivano una delle antiche vigne acquistate posteriormente al 1775. Uno degli obiettivi fondamentali è la ricomposizione dell'asse che unisce la Villa ed il mare e che unisce la Villa ed il mare e che esalta i due elementi paesaggistici di rilievo: il vulcano ed il mare. L'asse, interrotto dallo sbarramento del fascio di binari e dallo sventramento del Corso Umberto nonché dalla crescita incontrollata della vegetazione del bosco superiore, può solo in parte essere ricomposto
Come proporre spazi architettonici e urbani “desiderabili” per le donne, gli uomini e i bambini.
La Città Amica dei Bambini
Rispetto dei 4 Principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia:
NON DISCRIMINARE (art.2)
IL SUPERIORE INTERESSE DEI BAMBINI (art.3)
IL DIRITTO DI OGNI BAMBINO ALLA VITA E AL PIENO SVILUPPO (art.6)
L’ASCOLTO DEI BAMBINI E IL RISPETTO DELLE LORO OPINIONI (art.12)
La Convenzione è stata approvata, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.
2002 Partecipazione al Premio Massimo Troisi Corti dalla scuole fuori concorso Progetto di architettura partecipata: progettiamo il nostro parco Emma Buondonno, Maria Nuzzolo, Lorenzo Fusco, Alessandro Soria, Fioravante Rea, Cristina Usai, Fabio Lastrucci, Annabella Lullo, Ada Fariello
Germogli
Progetto video:
Federazione territoriale città del monte
Golem Officina
Realizzato dagli alunni della scuolaelementareG. Rodari San Giorgio a Cremano
Germogli è il racconto dell’esperienza di un laboratorio di architettura partecipata proposto agli allievi della scuola elementare, che ha come obbiettivo la trasformazione di un area verde in un giardino, integrando anche altre attività sperimentali nel campo pittorico, scultoreo e comunicazionale.
Dare il tempo alla natura di reagire
a. a. 2009/2010 Laboratorio di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli “Federico II” CITTA’ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE A VILLA GIULIO DE LA VILLE, ERCOLANO
Indicazioni Normative
Fascia di rispetto
Verde scolastico
Verde stradale
Verde sportivo
Parco di quartiere
Spazi pubblici attrezzati
Nuclei elementari di verde
Parchi urban
Il ruolo della sperimentazione e della ricerca scientifica. Qualificazione e innovazione nell'allevamento bufalino
La valorizzazione e l'innovazione non sono possibili se non attraverso la sperimentazione svolta in centri di ricerca il cui lavoro diventi materia di formazione e aggiornamento degli operatori a tutti i livelli. Il capitolo idividua i punti salienti da proporre in un centro di ricerca al servizio dell'allevamento bufalino
Agricoltura e terrazzamenti. Borghi, paesaggi e colture tradizionali. Vigne, oliveti e agrumeti costieri in Campania.
La Regione Campania è al centro dell’attività di ricerca del PRIN 2022 DETREIT. Designing transition of rurl environment from fragility of Italian terraces to their re-use. In particolare, con il progetto di ricerca si intende fornire l’adeguata conoscenza dei metodi costruttivi e delle tecniche impiegate nel passato per la costruzione dei muretti a secco e dei terrazzamenti che dal 2018 sono iscritti nella Lista Rappresentativa dell’UNESCO come patrimonio immateriale culturale dell’umanità.
Le numerose aree bersaglio della Campania, oggetto del presente progetto di ricerca d’interesse nazionale, rappresentano gli ambienti più significativi per la presenza di tali costruzioni rurali che persistono da secoli al fine di conquistare superfici coltivabili sempre più estese anche in aree molto accidentate e acclivi. L’appuntamento del convegno e della mostra di Ravello del 9 novembre 2024, che illustra lo stato di avanzamento nel censimento e nella descrizione di una parte delle aree della Campania emblematiche per la presenza di muretti a secco e terrazzamenti coltivati ancora attivamente, è molto importante per fare un approfondimento metodologico integrando competenze scientifiche e attori istituzionali ai quali è rivolta l’indicazione di cosa fare per quanto l’UNESCO richieda in materia di gestione e manutenzione del patrimonio immateriale culturale dei muretti a secco e dei terrazzamenti
E ancora pietra su pietra.
Il presente volume raccoglie le attività preliminari svolte nell’arco dell’ultimo anno sul tema proposto per il Progetto di Ricerca d’Interesse Nazionale 2022 per il recupero prudente e la valorizzazione del paesaggio agrario tradizionale con particolare riferimento alle costruzioni rurali dei muretti a secco e dei terrazzamenti.
L’interesse da parte della comunità scientifica delle tecniche costruttive tradizionali rurali a secco ha condotto all’iscrizione nel 2018 l’arte dei muretti a secco nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.
Oggi con il processo di spopolamento delle aree rurali più fragili, il decremento demografico che investe anche molte regioni meridionali e soprattutto l’emigrazione delle nuove generazioni di laureati del Sud Italia verso altri paesi europei rende particolarmente complesso l’impegno dell’Italia per la valorizzazione e la gestione del patrimonio UNESCO dei muretti a secco.
Altri fattori di criticità derivano dall’acutizzarsi dei cambiamenti climatici che stressano eccessivamente le colture tradizionali e rendono sempre più complessa l’attività agricola delle regioni meridionali.
Le attività preliminari in quest’anno si sono diversificate, contaminandosi a vicenda, tra:
1) l’articolazione delle aree bersaglio dei Comuni della Regione Campania che avevano manifestato l’interesse alla cooperazione scientifica per il PRIN;
2) la divulgazione scientifica attraverso seminari, workshop, convegni e cantieri-scuola;
3) la sperimentazione didattica nell’ambito del Corso di Laboratorio di Composizione architettonica e ambientale del quarto anno dell’anno accademico 2024/2025 del Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico di Architettura e del Modulo integrato di Lettura Morfologica si è rivolto allo studio, alla campionatura, al censimento e alla catalogazione di costruzioni rurali a secco, terrazzamenti e muretti per la riorganizzazione amministrativa dei piccoli comuni e dei piccoli borghi in Campania.
La persistenza, tuttavia, dei segni dell’opera umana della costruzione a secco attraverso la modellazione di paesaggi e il dissodamento della terra per renderla coltivabile e fertile rimanda ai più arcaici significati della mitologia come descritti da Joseph Campbell in Maschere di Dio. Mitologia Primitiva, del 2022. Da qui deriva la principale ragione della trasmissione dei significati dell’opera architettonica delle costruzioni a secco e nell’unità del processo storico della sopravvivenza umana sul Pianeta. Se da un lato si deve trasmettere la conoscenza delle tecniche costruttive e dei materiali impiegati per “saper fare” anche le opere di conservazione del patrimonio dichiarato d’interesse per l’umanità, dall’altro lato è necessario trasmettere la conoscenza dei significati di queste opere che hanno accompagnato da sempre l’esistenza umana sulla Terra
Per un "genere" di città e di governo del territorio: l'esempio di Napoli e della Campania.
Per un “genere” di città e di governo del territorio: l’esempio di Napoli e della Campania
Le tesi di F. Choay, studiosa dei fenomeni urbani e critico d’arte con importanti contributi sulle città e le metropoli, hanno sgomberato il cielo della scienza urbanistica maschile da molti luoghi comuni e dalle analisi quantitative e meccanicistiche sul funzionamento delle città e delle metropoli nell’età delle loro trasformazioni in megalopoli e nebulose urbane e megalopolitane fino alla metropolizzazione del Pianeta. Luoghi comuni e spirito competitivo che tuttora persistono e sono i principali motori delle speculazioni edilizie attuali contro le esigenze di vivibilità e di rispetto dei diritti dei cittadini e delle cittadine di ogni grande centro urbano o metropoli del Mondo. Ma in quale genere di città immaginiamo oggi di vivere desideriamo svolgere le nostre attività di lavoro o del tempo libero e della cura? La città è la madre di tutti i cittadini; “Città e Terra Madre” sono i luoghi in cui trascorre la vita degli individui dalla loro nascita fino alla loro morte; sono entrambe generatrici e custodi della vita e dell’esistenza umana; sono simboli femminili e racchiudono i significati della fertilità e della protezione. Questa concezione di città si contrappone alla considerazione che le città e le metropoli del futuro saranno gli spazi principali di produzione di sviluppo economico e di ricchezza oltre che di concentrazione della maggior parte della popolazione mondiale. La metropolizzazione del Mondo del terzo millennio, tuttavia, coincide con le nuove forme di schiavitù che sono alimentate dalla prepotente affermazione del neoliberismo e del capitalismo finanziario globalizzato contemporaneo. Meno del 10 % della popolazione della Terra possiede quasi il 90% delle ricchezze globali. Accesso alle risorse naturali ed energetiche del Pianeta e distribuzione delle ricchezze coniugati al responsabile e libero contenimento dell’incremento demografico e urbano rappresentano la sfida dei prossimi anni. Le osservazioni e le riflessioni di pensatori, utopisti e teorici della città si ricompongono nello scenario moderno e contemporaneo secondo due filoni predominanti che hanno radici nella visione della città giardino di Haward e nella città industriale di Garnier. La prima oggi approda alle teorie del decentramento delle funzioni urbane per una compatibilità tra fragilità dei territori e capacità biologica del Pianeta all’impatto antropico, mentre, la seconda persegue l’obiettivo della densificazione urbana e della concentrazione della popolazione mondiale nelle metropoli post-industriali che oggi si traducono nelle megalopoli di favelas e baraccopoli. La città dei nostri giorni spesso non è più percepita dagli individui che la abitano come un luogo bello, sicuro e, in sintesi, familiare ma, al contrario, come un luogo inospitale, difficile, insicuro e sconosciuto. La crescita inarrestabile delle città contemporanee equivale alla dissoluzione della città stessa e quindi alla sua morte, gli uomini distruggendo la città è come se uccidessero la loro stessa madre. Lo studio della città contemporanea si articola, dunque, in due aspetti assai differenti tra loro, che rimandano a tesi contrapposte, decentramento e densificazione, pur essendo generate queste ultime dalla riflessione sullo squilibrio tra la sovrappopolazione da un lato e la sovra urbanizzazione dall’altro. Nel primo caso gli studi sono più descrittivi e si analizzano i fenomeni urbani con un approccio tecnico e distaccato, si cerca di ordinare tali fenomeni secondo criteri quantitativi e sulla base di dati. Nel secondo caso a questa posizione analitica si oppone l’orientamento di quanti si sentono a disagio per la realtà delle grandi città industriali e ne percepiscono empaticamente lo straniamento e l’isolamento dell’individuo stesso
Muretti a secco. Il progetto del paesaggio agrario come valorizzazione delle attività agricole e della biodiversità.
Per il nuovo appuntamento, in cui ci si ritrova a ragionare intorno a quali misure adottare per integrare gli aspetti puramente tecnici per il recupero o il restauro delle costruzioni rurali a secco come i muretti con le norme da inserire nei piani urbanistici comunali o d’interesse regionale come il PSR o il PTR, si apre lo scenario dell’attenzione che si deve rivolgere al risanamento ambientale e al progetto di paesaggio se si intende realmente perseguire gli obiettivi di una gestione appropriata dei beni culturali del Paese così come delle attività che scaturiscono direttamente dalla qualità e bellezza del paesaggio agrario. Si intende dimostrare, cioè, che non è possibile salvaguardare elementi specifici che sono il risultato di un processo di antropizzazione secolare, come ad esempio i muretti a secco, se non si risanano dal punto di vista ambientale i luoghi e i paesaggi in cui tali opere sono inserite, tanto più se l’insieme delle attività che hanno sempre richiesto la costruzione di tali opere permangono tuttora e rischiano, anch’esse, di lasciare il posto a processi di industrializzazione globale che annullano ogni diversità culturale e/o colturale delle singole identità locali. Il paradigma della pacifica coesistenza tra la globalizzazione e l’internazionalizzazione di linguaggi, culture e produzioni locali e la reale sopravvivenza della specificità delle identità locali, in realtà non trova la piena corrispondenza. L’illusione generata dalla ideologia del “glocal”, come probabile sopravvivenza delle attività produttive agricole italiane di nicchia, ha spinto comunque intere filiere agro-alimentari di prodotti di eccellenza nelle competizioni impari della grande distribuzione, dell’agricoltura e allevamento intensivi, nella produzione di cibo spazzatura o addirittura contraffatto, perché non sono sufficientemente tutelate le produzioni tipiche italiane sui mercati esteri ma, prima di tutto, proprio dalle logiche del mercato interno e dai sistemi produttivi che sono aggredite
L'ambiente vesuviano, l'agricoltura del vulcano, i vigneti affacciati sul mare e il magma urbano.
L’appuntamento di VinArc/2024 che quest’anno è stato svolto a Villa Campolieto a Ercolano, ha consentito il dialogo tra architetti, studiosi e imprenditori di vini campani prodotti principalmente sulla costa della Regione Campania o sulle isole del golfo di Napoli. Le riflessioni hanno messo in luce il rapporto tra “bel paesaggio” e “buon vino” come base di partenza per ogni strategia di governo del territorio tra aree a elevato richiamo turistico e fabbisogni della popolazione residente delle ordinarie funzioni coniugate all’abitare. La questione produttiva della filiera viti-vinicola, tuttavia, in aree a elevato pregio paesaggistico, ha fatto emergere ulteriori fattori di complessità del sistema delle coltivazioni su terrazzamenti, con muri a secco, di difficile accessibilità e di altrettanta difficoltà per la conduzione colturale e aziendale per l’allevamento dei vitigni, la raccolta delle uve e la trasformazione. Il comune denominatore tra i Comuni rappresentati al convegno era l’omogeneità dei punti critici e degli elementi di forza. Sia gli uni che gli altri sono riconducibili sempre a tre distinte aree:
1. Le Ragioni della Natura dei Luoghi;
2. Le Ragioni della Storia e della Stratificazione delle diverse destinazioni d’uso e della persistenza delle tracce delle diverse epoche trascorse;
3. Le Ragioni della Comunità
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