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La Campania e i nuovi assetti di governo e politica territoriale
Titolo del Convegno e Programma Dettagliato
???La Campania e i nuovi assetti di governo e politica territoriale???
Università degli Studi di Napoli ???Federico II???
Polo delle Scienze e delle Tecnologie, Facoltà di Architettura
Dipartimento di Progettazione Urbana e di Urbanistica
Napoli, 10 novembre 2009
Via Forno Vecchio, 36 Aula SL4.4
Articolazione dell???Iniziativa
Ore 9,00 Relazioni:
Prof. Arch. Emma Buondonno La Campania e le sue città medie: dai comuni alle municipalità
Prof. Arch. Giacinta Jalongo La Campania e il riequilibrio per il turismo relazionale integrato
Ore 11,00 Coffee break
Ore 11,30 Interventi:
Arch. Modestino Sarnelli La rete delle città irpine
Arch. Deborah Ciancio ed Emilia Battisti Dall???area vesuviana al Cilento
Ore 13,30 Pausa Pranzo
Ore 14,30 Interventi:
Arch. Celeste Fidora e Francesca Solaro Vedutismo e paesaggio in Campania
Arch. Sergio Attanasio, Roberta Crescenzo e Marisa D???Onofrio Terra di Lavoro e la Provincia di Caserta
Ore 16,30 Coffee break
Ore 17,00 Tavola Rotonda
Comitato Organizzatore:
Prof. Arch. Emma Buondonno, Arch. Deborah Ciancio, Paola Acampa
Contributi, comunicazioni e poster di:
Emilia Battisti, Roberta Crescenzo e Marisa D???Onofri
Come proporre spazi architettonici e urbani “desiderabili” per le donne, gli uomini e i bambini.
La Città Amica dei Bambini
Rispetto dei 4 Principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia:
NON DISCRIMINARE (art.2)
IL SUPERIORE INTERESSE DEI BAMBINI (art.3)
IL DIRITTO DI OGNI BAMBINO ALLA VITA E AL PIENO SVILUPPO (art.6)
L’ASCOLTO DEI BAMBINI E IL RISPETTO DELLE LORO OPINIONI (art.12)
La Convenzione è stata approvata, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.
2002 Partecipazione al Premio Massimo Troisi Corti dalla scuole fuori concorso Progetto di architettura partecipata: progettiamo il nostro parco Emma Buondonno, Maria Nuzzolo, Lorenzo Fusco, Alessandro Soria, Fioravante Rea, Cristina Usai, Fabio Lastrucci, Annabella Lullo, Ada Fariello
Germogli
Progetto video:
Federazione territoriale città del monte
Golem Officina
Realizzato dagli alunni della scuolaelementareG. Rodari San Giorgio a Cremano
Germogli è il racconto dell’esperienza di un laboratorio di architettura partecipata proposto agli allievi della scuola elementare, che ha come obbiettivo la trasformazione di un area verde in un giardino, integrando anche altre attività sperimentali nel campo pittorico, scultoreo e comunicazionale.
Dare il tempo alla natura di reagire
a. a. 2009/2010 Laboratorio di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli “Federico II” CITTA’ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE A VILLA GIULIO DE LA VILLE, ERCOLANO
Indicazioni Normative
Fascia di rispetto
Verde scolastico
Verde stradale
Verde sportivo
Parco di quartiere
Spazi pubblici attrezzati
Nuclei elementari di verde
Parchi urban
Esposizione “Concorso Internazionale di Idee per la Riqualificazione e Valorizzazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, 28 ottobre 2016 presso Palazzo Ricca e 31 ottobre - 21 novembre 2016 presso Palazzo Gravina, Napoli.
Con l’Esposizione “Concorso Internazionale di Idee per la Riqualificazione e Valorizzazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, tenutasi il 28 ottobre 2016 nella Sala Marrama del Palazzo Ricca, Via dei Tribunali n. 213 e dal 31 ottobre fino al 21 novembre 2016, nell’Ambulacro della Biblioteca Area Architettura di Palazzo Gravina in Via Monteoliveto n. 3, si sono esposte le tavole, formato UNI A0, contenenti le proposte progettuali partecipanti al Concorso. La Mostra rappresenta uno dei risultati dell’attività di ricerca “Programma di riqualificazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli e condotto dal Dipartimento di Architettura con responsabile scientifico la Prof.ssa Arch. Emma Buondonno, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera comunità nell’individuazione della migliore destinazione d’uso della Torre Archivio del Palazzo Ricca, sede della Fondazione, ed è stata rivolta a giovani architetti under 40.
Nella Torre è presente una struttura multipiano in acciaio per l’archiviazione di documenti, scarsamente utilizzata in passato e attualmente in disuso. Scopo del concorso era l’individuazione di destinazioni d’uso che potessero confermare la destinazione ad archivio e/o proporre funzioni che integrassero e potenziassero quelle attualmente svolte dalla Fondazione. Lo strumento del concorso internazionale, aperto ad architetti di età inferiore ai 40 anni, ha permesso di coinvolgere le nuove generazioni di progettisti europei e non solo, al fine di fornire soluzioni più innovative sia nelle destinazioni d’uso flessibili che nell’aspetto formale e compositivo del progetto architettonico. La Commissione giudicatrice, composta da Daniele Marrama (presidente della Fondazione Banco di Napoli), Emma Buondonno (professore di Composizione architettonica e urbana della Federico II), Celeste Condorelli (amministratore delegato della Clinica Mediterranea) Sergio Riolo (direttore de “IlCartastorie”, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli) e Michelangelo Russo (professore di Urbanistica della Federico II), ha assegnato ai primi tre classificati (su 21 proposte progettuali pervenute, di cui 19 ammesse in graduatoria) i premi di 10mila, 5mila e 2mila euro.
Il progetto primo classificato che ha trasformato la Torre nel Centro polifunzionale riesce a valorizzare e rafforzare l’identità dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, a individuarne funzioni d’uso integrate alle attività già esistenti e contribuisce all’innalzamento del livello culturale e sociale della comunità. Le scelte compositive hanno evidenziato la particolare capacità nell’utilizzo del linguaggio architettonico per l’articolazione degli spazi che appaiono complessi ma al tempo stesso coerenti con le scelte funzionali, coniugando il rispetto dei valori storici ed artistici del Palazzo Ricca con le esigenze della contemporaneità.
Il progetto secondo classificato Caffè sospeso trasforma la Torre Archivio nell’interfaccia tra le attività svolte dalla Fondazione e la città, utilizzando anche elementi iconici come la macchina della visione che ne diventa esemplificazione metaforica. Le scelte compositive permettono di “conquistare per la città uno spazio a differenti gradi di permeabilità, aperto, protetto, autonomo” utilizzando un linguaggio che si allinea all’austerità delle scaffalature preesistenti in parte recuperate.
Il progetto Giardino verticale interno, terzo classificato, reinterpretando il Giardino d’inverno, consente l’integrazione delle attività della Fondazione con una destinazione d’uso innovativa. Il recupero prudente delle scaffalature metalliche trasformate nei bancali per accogliere le essenze botaniche e il dissolvimento del solaio di copertura trasformato in una superficie trasparente consente di introiettare la natura nella fabbrica architettonica. Il progetto si distingue per il carattere di interdisciplinarietà come risultato di un’organica integrazione di più settori disciplinari
Da città a regione metropolitana campana. Emergenza antropica di Napoli e armature urbane regionali.
IL PROGETTO DELLA CITTA’
Ordine/Disordine, Forza creativa/Territorio metropolizzato
di Emma Buondonno
Il tentativo di progettare la città a pezzi, a frammenti, è il tentativo disperato di non far sparire la città. La crescita della città in metropoli prima e megalopoli dopo è il processo di dissoluzione della città. La città dissolvendosi intende punire la sua prole.
I teorici dell’urbanistica non hanno più bisogno dei “significati” della città per l’affermazione del tecnicismo; pertanto l’utopia è morta ma la morte dell’utopia ha un’importanza semiologia pari alla sua nascita.
Lo spazio utopistico si costruisce nel tentativo di colmare i vuoti creati dalla caduta dei miti delle religioni e del sacro. L’utopia si pone come un progetto di società, un progetto politico collettivo; come modello sociale, l’utopia è un’analisi critica della società, individua gli errori e propone rimedi, costruisce, comunque, uno spazio nel reale. La fine di un’analisi critica della società coincide con la morte dell’utopia e la dissoluzione della città.
Lo sviluppo urbanistico e la volontà di progettare la città a pezzi e a frammenti in realtà vanificano il tentativo di non far distruggere la città
L'Archè dello spazio dell'apprendimento
La progettazione architettonica degli ambienti di apprendimento scolastici e la riqualificazione ambientale dei giardini integrati alle attività dell’istruzione e della formazione sono state oggetto nel 2013 dell’approfondimento tematico attraverso le sperimentazioni del Laboratorio di Progettazione Architettonica e Architettura del Paesaggio del Corso di Laurea in Architettura quinquennale del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un’ulteriore linea di ricerca, sviluppata dall’equipe diretta dal prof. Filippo Gomez Paloma, teorizza il paradigma scientifico dell'Embodied Cognition (EC) che nasce dall’“interessante costrutto dialogante tra Cognizione e Architettura, tra Neurofenomenologia e Design”. Con le Linee Guida della Legge 107 delle Scuole Innovative nel 2015, precedute dalle Leggi delle Scuole Belle, Scuole Sicure, Scuole Nuove e Scuole Antisismiche, le iniziative dello Stato, hanno lanciato una nuova sfida sperimentale nell’ambito del mondo della scuola italiana. In sinergia con tali programmi governativi dal punto di vista scientifico si sta delineando il nuovo filone paradigmatico dell’Embodied Cognition Design (ECD) che costituisce l’evoluzione dell’EC applicato alla progettazione e al design degli spazi e dei luoghi dell’apprendimento (F. Gomez Paloma & M. Calò, 2017). Nello spazio architettonico innovativo si devono coniugare le tipologie semantiche ed empatiche con le tipologie tecnico-costruttive in un processo progettuale unitario e in continuità tra parti costruite e parti non costruite, tra Natura e Architettura (E. Buondonno, 2017); lo spazio architettonico dei luoghi dell’apprendimento, inoltre, è esteso alle parti non costruite come i giardini scolastici e gli elementi di natura. Con la sperimentazione progettuale architettonica degli ultimi anni si intende dimostrare l’integrazione tra l’innovazione della formazione e l’innovazione della generazione degli spazi e dei luoghi dell’apprendimento
Il Progetto del Parco Archeologico di Cales e Un albero per ogni nato. Mostra Calvi Risorta, 16 e 17 novembre 2016. IC “Petrulo”.
In occasione della Giornata nazionale dell’albero “per ogni bambino nato o adottato”, riconosciuta dalla Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 (norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), che rappresenta l’occasione per porre l’attenzione sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente, il Comune di Calvi Risorta in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” ha organizzato due giornate di studio ed una mostra itinerante presso le principali scuole del Comune e il DiArc stesso. In particolare la mostra si è svolta il giorno 16 novembre 2016 nell’aula S 1.2 del Dipartimento di Architettura in via Forno Vecchio n. 36 (Napoli) e il giorno 17 novembre 2016 presso l’Istituto Comprensivo I.A.C. e la Scuola Primaria “Petrulo” in XX settembre (Calvi Risorta). All’esposizione erano presenti il Commissario Prefettizio del Comune di Calvi Risorta, dott. Umberto Pio Antonio Campini, l’ing. Saturnino Di Benedetto, responsabile dell’area tecnica del Comune, la dirigente dell’I.C. I.A.C., dott.ssa Assunta Adriana Roviello, la prof.ssa arch. Emma Buondonno, responsabile scientifica dell’iniziativa e l’equipe di ricercatori del DiArc. Le tavole, in formato UNI A0, rappresentavano la sintesi delle analisi territoriali svolte dagli studenti nell’ambito del Laboratorio di Composizione Architettonica e Corso integrato di Architettura del Paesaggio tenuto dalla prof.ssa Buondonno nell’anno accademico 2016/2017. Le analisi che hanno interessato, in modo particolare, la zona archeologica di Calvi Risorta, dove sono presenti i resti archeologici dell’antica città di Cales, erano propedeutiche all’elaborazione di proposte progettuali volte alla riqualificazione ambientale e del paesaggio degli spazi degradati o sottoutilizzati attraverso la realizzazione di attrezzature pubbliche e spazi collettivi per il nuovo Parco Archeologico di Cales. La fase della conoscenza è stata organizzata con l’intento di individuare il complesso delle criticità presenti nel territorio. In tal senso è stata svolta un’attività di raccolta dei dati disponibili nell’ambito di tre aree tematiche omogenee: Storia, Natura, Comunità. L’allestimento della mostra è stato strutturato in maniera tale da offrire ai visitatori la possibilità di comprendere gli aspetti strutturanti del territorio dalla scala territoriale alla scala urbana, fino ad evidenziare il valore storico e paesaggistico del sito archeologico. Il pannello in cui è raccolta la documentazione fotografica dell’intero territorio comunale evidenziava le caratteristiche dei tracciati e degli edifici storici, le essenze tipiche e i luoghi della collettività. La stratificazione del tessuto urbano è stata ricostruita attraverso il confronto della cartografia redatta dall’Istituto Geografico Militare nel 1956 e la più recente aerofotogrammetria, oltre l’analisi dell’orto-foto, ricavata dal web, per l’individuazione di ulteriori volumi edilizi non censiti e costruiti in assenza di autorizzazione. L’approfondimento conoscitivo ha interessato la zona sud – est del territorio comunale dove la Casilina separa l’area dell’antica Cales dal complesso di edifici monumentali: la Cattedrale romanica, dedicata a San Casto (VIII – IX secolo), il Castello, oggetto di un recente intervento di restauro, e il Seminario, attualmente in disuso. La struttura geomorfologica ed idrogeologica è stata esplicitata attraverso diverse tipologie di grafici, tra cui la più efficace: la rappresentazione tridimensionale di porzioni del territorio. Il territorio si presenta suddiviso in tre zone caratterizzate da pendenze molto differenti: l’area a Nord, dove sono presenti i principali rilievi montuosi, e ai piedi dei quali è presente il centro abitato ha una pendenza del 30% circa; l’area a Sud – Ovest, dove è collocata la cima del Monte Calabrese ha una pendenza del 12,5% circa; mentre il rimanente territorio comunale, dall’area archeologica all’estremità a Sud ha una pendenza del 1%
Giornata Universale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Il Progetto delle Aree Gioco Urbane. Villa Bruno, San Giorgio a Cremano, 18 novembre 2016.
Il 18 novembre a San Giorgio a Cremano si è svolta la Giornata Universale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, promossa dall’Unicef per celebrare il 27° anniversario della Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e i 70 anni dell’Unicef. Si tratta di un unico evento che il consiglio direttivo dell’Unicef Campania ha voluto organizzare nel territorio vesuviano. L’iniziativa, sostenuta anche dalla presidenza della Camera dei Deputati è realizzata, oltre che dall’Unicef, in partenariato con il MIUR - Direzione dell’Ufficio Scolastico della Campania. Tra i patrocini eccellenti vi sono quelli dei Consolati Generali a Napoli di Francia, Spagna e Venezuela, della Presidenza della Regione Campania, dell’Anci Campania, dell’Esercito, del Coni, della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, della Fondazione IDIS Città della Scienza - GNAM Village , del Parco Scolastico del Mezzogiorno e dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in particolare dal gruppo coordinato dalla prof.ssa arch. Emma Buondonno. La giornata si è svolta nel parco di Villa Bruno e tra le varie attività ludiche ed educative previste il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II, coordinato dalla prof.ssa Buondonno ha organizzato dei laboratori ex tempore di progettazione partecipata con i bambini presenti e ha esposto il progetto del “Piano delle Aree Gioco Urbane della Città" svolto nell’ambito della Convenzione tra il Dipartimento di Architettura e l’Amministrazione Comunale, nello specifico con il Laboratorio Regionale “Città dei Bambini e delle Bambine”, per lo studio e la ricerca di Progettazione partecipata di un Piano Territoriale di un “Sistema delle Aree Gioco Urbane”. L’obiettivo del progetto esposto è stato quello di dotarsi di uno strumento innovativo in grado di generare un “sistema” delle aree gioco che ha compreso spazi pubblici e aree di pertinenza scolastica, razionalizzando la scelta di nuovi insediamenti e fornendo garanzia sulla sicurezza strutturale e sociale, e che sia il risultato di un percorso condiviso tra i diversi settori delle Amministrazioni competenti. È stato un lavoro di ricerca ed analisi per individuare le esigenze e le necessità dei piccoli cittadini del comune vesuviano. Una prima fase operativa del Piano è stata la ricognizione di tutte le aree esistenti sul territorio cittadino, analizzate sulla base di indicatori di qualità ambientale, di sicurezza e di “giocabilità”. L’indagine ha consentito di elaborare un piano di intervento organico che prevede le progettazioni delle nuove aree ma anche il potenziamento e la riqualificazione o la dismissione di quelle esistenti. All’interno del Piano sono verificate sperimentazioni su nuovi progetti e nuove forme gestionali, con la partecipazione dei bambini e dei ragazzi. Nel Piano si è inteso, inoltre, far convergere un insieme di interventi in grado di coniugare i diversi aspetti legati al tema del gioco in città, integrando attività di natura tecnica con azioni a connotazione culturale, educativa e partecipativa. In particolare, nell’ambito della mostra, sono state esposte 18 tavole in formato A0, che rappresentano la sintesi grafica del lavoro svolto: 1. Localizzazione delle aree gioco; 2. Affluenza dei bambini nelle aree gioco; 3. Presenza del verde; 4. Stare insieme; 5. Sicurezza; 6. Giocabilità per i bambini; 7. Morfologia dei luoghi; 8. Varietà di attrezzature; 9. Stato manutentivo; 10. Permeabilità dei suoli; 11. Superficie d’ombra; 12. Accessibilità; 13. Giocabilità per gli esperti; 14. L’esempio della Città di Torino: il “Piano Strategico per le Aree Gioco Urbane” e il “Progetto Unitario Cortili Scolastici; 15A-15B. L’esercizio del Laboratorio di Progettazione 3 del Corso di Laurea in Interno Architettonico, Arredamento e Design; anno accademico 2009/2010; 16. Gli esempi di progetti italiani; 17. Gli esempi di progetti europei
Dal piano casa alle new towns.
Dal piano casa alle New Towns, la politica urbanistica ha le sue regole e non devono essere improvvisate. Le buone pratiche sono già sperimentate in molti stati europei e l'Italia, il Paese che storicamente ha rappresentato il simbolo della bellezza delle città e del paesaggio, sembra avere smarrito la sua memoria e la sua conoscenza nella salvaguardia del patrimonio naturalistico e storico e nella progettazione delle nuove città per coniugare le ragioni della natura, delle risorse storico-artistiche e del fabbisogno delle popolazioni attuali.Il terremoto che nella notte del 6 aprile ha colpito L'Aquila e l'Abruzzo ancora una volta richiama dolorosamente l'attenzione sulla necessità di edificare e pianificare il territorio valutando in primis:- sostenibilità ambientale all'impatto antropico;- vulnerabilità sismica del patrimonio storico architettonico;- responsabilità politico-amministrativa nella esposizione al rischio delle popolazioni insediate.Già dal 16 luglio dello scorso anno sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno sono apparsi gli articoli relativi alle proposte alternative avanzate dal Coordinamento degli Architetti e dall'Associazione Donne Architetto ADA di Napoli sulla necessità urgente di riequilibrare Napoli e l'Area Metropolitana non con i piani della Densificazione Urbana proposta dal P.T.C.P., ma dalla definizione della Regione Metropolitana Campana attraverso la costituzione di comprensori e municipalità e la costruzione di nuove città di riequilibrio in Irpinia, Cilento, Sannio e Casertano.Tre le strategie da mettere in campo:1. Il recupero prudente e la salvaguardia del patrimonio storico-architettonico ed urbanistico dell'intera armatura urbana della Regione Campania; 2. La rottamazione dell'edilizia post bellica edificata dal 1945 ad oggi non antisismica e l'alleggerimento edilizio e abitativo della Provincia di Napoli;3. La progettazione delle nuove città irpine, sannite, cilentane e casertane per il riequilibrio territoriale e la realizzazione della Regione Metropolitana Campana.Tale visione riuscirebbe a dare maggiore forza e senso alle strategie di recupero prudente e salvaguardia del patrimonio storico-architettonico ed urbanistico regionale, alla rottamazione dell'edilizia post bellica edificata dal 1945 ed al lancio di un Piano casa inteso come costruzione di opportunità abitative a prezzi equi in aree che offrano qualità di servizi e infrastrutture adeguate.Ci si augura che finalmente si apra un dibattito serrato sia sulle strategie per il/i centri storici che sul Piano casa che sui temi delle nuove città. E ci si augura, inoltre, che ad aprirlo e a sostenerlo con tutti i mezzi siano gli organismi ufficiali di rappresentanze professionali il cui silenzio sui temi cruciali appare improvvido ed inquietante.Prof. Emma Buondonno, docente di Progettazione Università Federico II di Napoli, Arch.tti Antonella Palmieri e Fulvio Ricci, Consiglieri Ordine Architetti di Napoli e Provincia
Protocollo d’intesa per la valorizzazionedell’Agro Caleno-basso Volturno-sud Gariglianoe del water-front della provincia di CasertaIdee e proposte oltre il PTCPMasterplan 2009
Il Piano di Sviluppo del Territorio che si intende
promuovere, vuole coniugare la tutela e la conservazione
produttiva del suolo con la valutazione delle più
adatte destinazioni d’uso, naturalistiche, agricole, produttive,
storico-artistiche, culturali e turistiche delle città
e delle comunità insediate. Tale piano coinvolge 18
Comuni dell’Agro-Caleno, basso Volturno e sud Garigliano,
da Capua a Castel Volturno, ricadenti nell’Area
B del “Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 della
Regione Campania”, area individuata come “macroarea
ad agricoltura intensiva con filiere produttive integrate”.
Il territorio si estende su di una superficie di 733
kmq, con una popolazione residente di 147.5231 abitanti
ed una densità territoriale media di 201,35 abitanti/
kmq. I comuni compresi in questa vasta area sono:
Bellona, Calvi Risorta, Camigliano, Cancello ed Arnone,
Carinola, Castel Volturno, Cellole, Falciano del Massico,
Francolise, Giano Vetusto, Grazzanise, Mondragone,
Pastorano, Pignataro Maggiore, Santa Maria La Fossa,
Sessa Aurunca, Sparanise e Vitulazio.
Tale territorio ha una sostenibilità all’impatto antropico
di circa 70.000 abitanti in relazione alla densità territoriale
storica dell’area a partire dall’Unità d’Italia ad
oggi, ad eccezione dei comuni di Bellona, Calvi Risorta,
Castel Volturno e Sparanise, che presentano densità
territoriali superiori alla media del territorio con 1.000-
2.000 abitanti in più della popolazione sostenibile, ed
il comune di Mondragone con 10.000 abitanti in più. I
cinque comuni con la S.A.U.2 superiore al 50% del territorio
sono: Cancello ed Arnone, Cellole, Francolise,
Pastorano e Vitulazio.
Tutti gli altri comuni hanno la percentuale di S.A.U.
compresa tra il 50% ed il 24%, ad eccezione del comune
di Santa Maria La Fossa che ne ha soltanto il 3%3.
Il Piano di Sviluppo si rende necessario per la grave situazione
di crisi in cui versa il territorio oggetto di continue
aggressioni e di usi impropri che minano le basi
di sopravvivenza delle produzioni agricole consolidate,
compromettendo ogni destinazione a quegli usi extragricoli
consentiti nelle aree a forte vocazione ambientale,
culturale e per il turismo, che sono indispensabili
per la crescita economica e civile del territorio.
Il Piano territoriale che si intende redigere vuole essere
fortemente finalizzato alla crescita economica del
comprensorio, ed il presupposto condiviso è che tale crescita è tanto più valida quanto più riesce a coniugare
sviluppo economico e progresso sociale.
La valorizzazione del patrimonio culturale, per le
sue ricadute in termini di incentivazione del valore del
paesaggio, è considerato fattore non secondario dello
sviluppo in un territorio che presenta, al fianco di una
solida struttura agricola, una storia di vicende e di insediamenti
antropici che hanno lasciato un ricco patrimonio
culturale.
Il Piano di sviluppo del comprensorio dovrà garantire
il conseguimento dei seguenti obiettivi4:
– promozione dell’uso razionale e dello sviluppo ordinato
del territorio urbano ed extraurbano mediante
il minimo consumo del suolo;
– salvaguardia della sicurezza degli insediamenti umani
dai fattori di rischio idrogeologico, sismico e vulcanico;
– tutela dell’integrità fisica e dell’identità culturale del
territorio attraverso la valorizzazione delle risorse
paesistico-ambientali e storico-culturali, la conservazione
degli ecosistemi, la riqualificazione dei tessuti
insediativi esistenti ed il recupero dei siti compromessi;
– miglioramento della salubrità e della vivibilità dei
centri abitati;
– potenziamento dello sviluppo economico locale;
– tutela e sviluppo del paesaggio agricolo e delle attività
produttive connesse;
– tutela e sviluppo del paesaggio mare-terra e delle attività
produttive e turistiche connesse.
Questa porzione di territorio della Provincia di Caserta,
che manifesta sempre più uno stato di degrado
e sembra non avere prospettive per il futuro se non un
acuirsi delle problematiche in mancanza di una efficace
pianificazione di sviluppo, è già da alcuni anni oggetto
di attenzione da parte di studiosi, tecnici, professionisti,
che tentano di dare delle risposte ai numerosi problemi
attraverso la promozione di idee, progetti e dibattiti
che possano servire alla sensibilizzazione non solo
degli addetti ai lavori ma anche delle amministrazioni
pubbliche e dei cittadini. Si riportano di seguito diverse
iniziative intraprese negli ultimi anni, molte delle quali
promosse dalla Prof. Arch. Emma Buondonno in collaborazione
con l’Università di Napoli “Federico II”,
Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione
Urbana e di Urbanistica.
Il 26 giugno 2004 si è tenuto il convegno “Qualità
del paesaggio e vivibilità del territorio” per la riqualificazione
dell’area in destra Volturno compresa tra il mare e
la via Domitiana. La manifestazione, promossa dalla
Facoltà di Architettura di Napoli, dalla città di Castel
Volturno e dai Lion’s club Napoli Vesuvio, si è svolta
presso la sala del consiglio comunale di Castel Volturno.
Il progetto di riqualificazione presentato dalla Prof.
Arch. Emma Buondonno, Antonio Capone e Ivan Risemini
mira alla valorizzazione della spiaggia attraverso
la liberazione da tutta l’edilizia degradata, alla creazione
della Green Way con la realizzazione del National
Resorts e alla conservazione della Riserva del sistema
Pineta-fascia dunare con rinaturalizzazione del lungo
fiume tra il mare ed il ponte della Domitiana attraverso
attrezzature per l’approdo fluviale.
A seguito degli interventi scellerati che si sono riversati
sul territorio a forte vocazione agricola-zootecnica
si è ritenuto necessario avviare una serie di
incontri al fine di salvaguardare e tutelare l’area vasta,
un tempo Campania Felix, che va dal Volturno
al Garigliano.
Il 19 gennaio 2008, a Cento Moggi, presso il comune
di Pignataro Maggiore (CE), nell’incontro “Il Vesuvio
erutta” PIdC per la Campania, è stato proiettato
il film cASTELdELIRIO di Paolo Zagari per una riflessione
sulle condizioni del territorio e sui possibili
interventi da effettuare per la riqualificazione e valorizzazione
del territorio attraverso le azioni svolte
dall’architetto.
Il convegno promosso dall’Università di Napoli “Federico
II”, Dipartimento di Progettazione Urbana e
Urbanistica, Istituto Patafisico Partenopeo, Federazione
Territoriale Città del Monte, Dimora Fiume di Pietra,
Associazione Donne Architetto, I Curti, Coordinamento
degli allevatori, Agricoltori e Comitati Civici
dell’Agro Caleno ha coinvolto numerosi artisti, suscitando
l’interesse da parte delle amministrazioni locali
che hanno sentito l’esigenza di ulteriori confronti al
fine di una riqualificazione ambientale, paesaggistica
ed economica integrata; individuando azioni strategiche
atte a salvaguardare la natura dei luoghi e del vivere
sostenibile.
Un secondo incontro si è tenuto l’8 febbraio 2008
presso il Centro Sociale Polivalente Paolo Borsellino
di Pastorano (CE). Il convegno “Il trattamento dei rifiuti: i rischi per la salute dei cittadini e per l’economia del territorio”
ha coinvolto numerosi esperti che hanno argomentato
sull’importanza della gestione ottimale dei rifiuti e delle
discariche al fine di ridurre il degrado ambientale che
sta distruggendo l’elevata fertilità dei suoli del territorio
e tutto l’indotto economico che ne consegue.
Per cercare di ridurre l’impatto sul territorio delle
discariche dei rifiuti urbani, provenienti dall’area napoletana, le amministrazioni locali e nello specifico 18
comuni della Provincia di Caserta: Bellona, Calvi Risorta,
Cancello ed Arnone, Camigliano, Carinola, Castel
Volturno, Cellole, Falciano del Massico, Giano Vetusto,
Grazzanise, Francolise, Mondragone, Pastorano,
Pignataro Maggiore, Santa Maria La Fossa, Sessa Aurunca,
Sparanise, Vitulazio si sono uniti per stipulare
un accordo di programma per la Pianificazione strategica
dell’area vasta: Agro Caleno tra il Volturno e il Garigliano.
Così in occasione della Fiera del Tabacco a Sant’Andrea
del Pizzone, frazione di Francolise, il 2 luglio 2008 si
è tenuto il convegno “Pianificazione dello sviluppo territoriale
e tutela dell’ambiente nel comprensorio Agro-Caleno-Sud
Garigliano-Basso Volturno. Masterplan delle quattro economie
2008”, nel quale sono state illustrate le linee programmatiche
per una corretta pianificazione territoriale e
gli obiettivi strategici così sintetizzati: risanamento ambientale,
reti ecologiche, sistema integrato dei trasporti,
recupero dei centri storici, valorizzazione dei prodotti
agricolo-zootecnici ed incentivazione delle attività turistico-
ricettive.
L’accordo promosso dai sindaci dei diciotto comuni,
dal Coordinamento agricoltori ed allevatori dell’Agro
Caleno e dalla Consulta degli agricoltori di Pastorano
ha richiesto la consulenza di esperti in diverse aree disciplinari:
Emma Buondonno, Corrado Buondonno,
Giovan Battista de’ Medici, Giuseppe Liccardo, Francesco
Ortolani, Silvana Pagliuca e Ugo Zannini, i quali
con un accurato studio preliminare di pianificazione
integrata hanno posto le basi per un corretto sviluppo
territoriale coniugando la natura e la storia con le esigenze
della comunità insediata.
Il 19 marzo 2009 con delibera n° 112 la Giunta Provinciale
di Caserta aderisce ed approva lo schema di
Protocollo d’Intesa tra i 18 comuni per bandire il Concorso
Internazionale di Idee per la “Riqualificazione ambientale
e valorizzazione turistico ricettiva della fascia litoranea
costiera dell’Agro Caleno dal Fiume Volturno al Fiume Garigliano”.
Il concorso intende promuovere idee progettuali
di valorizzazione del territorio che ha per obiettivi:
la riqualificazione della costa, la conservazione e
potenziamento della riserva naturale della pineta, la fruizione
e creazione di un asse di mobilità sostenibile, la
tutela e valorizzazione della Domitiana antica e la creazione
dalla “Green Way”con l’inserimento di attrezzature
e servizi per il turismo come punti di attrazione
territoriale.
Sempre il 19 marzo 2009, nella stessa sala consiliare
della Provincia di Caserta, viene approvato con delibera
n° 113 un altro Protocollo d’Intesa, tra i comuni
di Bacoli, Castel Volturno, Giugliano in Campnia,
Pozzuoli e le province di Napoli e Caserta per bandire
il Concorso Internazionale di Idee per la “Riqualificazione
ambientale e valorizzazione turistico-ricettiva della fascia litoranea costiera da Cuma alla foce dell’Agnena”. Lo scopo
principale del concorso di idee è la rigenerazione urbana
e la rottamazione del tessuto edilizio di recente edificazione
della fascia costiera, che ha assunto l’aspetto
dello sprawl urbanizzato, con effetto di disgregazione
urbana e sociale. La rigenerazione urbana deve tradursi
nel progetto di riqualificazione dell’area compresa tra
il mare e la nuova Domitiana. L’orientamento a scala
internazionale delle riqualificazioni e del ridisegno del
waterfront delle città costiere è fondato sulla rinaturalizzazione
degli arenili, delle fasce dunari e retrodunari
e, nel caso specifico in questione, della straordinaria
valenza ambientale della pineta, in gran parte riserva
naturalistica; tale unità geomorfologica ed ambientale,
che costituisce un settore della rete ecologica regionale,
deve essere destinato ad un godimento per il suo alto
grado di naturalità.
Il 23 ottobre 2009, al Convegno Internazionale Progetto
Abitare Verde XI edizione, tenutosi presso l’Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, e promosso
dall’Università di Napoli “Federico II”, dal Polo delle
Scienze e delle Tecnologie, dal Dipartimento di Configurazione
e Attuazione dell’Architettura, dall’Istituto
Italiano per gli Studi Filosofici e dall’Istituto Nazionale
di Bioarchitettura (sezione Napoli) con l’intervento
“Acqua Calena thermal resources and Francolise’s Savone river
turistic-receptive enhancement” si sono volute fornire delle
ipotesi per la futura valorizzazione dell’area denominata
“Acqua Calena” a Francolise. La valorizzazione
dell’area si attua attraverso il recupero della sorgente
sotterranea, per la fruizione termale e l’imbottigliamento,
e attraverso lo sviluppo del “parco fluviale naturalistico”
del Savone con la realizzazione di percorsi
enogastronomici.
Nel dicembre del 2009 in accordo con gli orientamenti
strategici regionali e con le direttive in programmazione
del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale
di Caserta, il Piano di Valorizzazione e Tutela
dell’ambiente nel Comprensorio Agro-Caleno-Sud Garigliano-
Basso Volturno è stato rivisitato ed adeguato
alle nuove direttive provinciali e presentato il 18 dicembre
2009 presso la Facoltà di Architettura degli Studi
di Napoli “Federico II”, al convegno “Agro Caleno-basso
Volturno-sud Garigliano. Masterplan 2009” nel quale il Prof.
Franco Ortolani, dell’Università degli Studi di Napoli
“Federico II”, della Facoltà di Geologia, e la ricercatrice
del CNR ISAFOM Silvana Pagliuca, hanno illustrato il
forte degrado, dal punto di vista ambientale-naturale,
del Litorale Domitio con irreparabili conseguenze alla
flora dunare e retrodunare.
Lo stesso convegno si è svolto il 19 dicembre 2009
a Grazzanise (CE) presso la sala consiliare del Comune.
Argomento di discussione sono state “Le idee e le proposte
dei Comuni, oggetto del Protocollo d’Intesa, e dell’Università oltre il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale”. I
consulenti esperti Emma Buondonno, Corrado Buondonno,
Giovan Battista de’ Medici, Giuseppe Liccardo,
Franco Ortolani, Silvana Pagliuca, Ugo Zannini,
si sono confrontati con le amministrazioni locali circa
la necessità di far recepire le scelte di piano proposte
nella Pianificazione Territoriale Provinciale in corso di
redazione.
Il 23 gennaio 2010 Biblioteca Comunale di Marcianise
(CE) Convegno “La Provincia di Caserta e i nuovi assetti
di governo e politica territoriale” Università di Napoli
“Federico II”, Polo delle Scienze e delle Tecnologie,
Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione
Urbana e di Urbanistica. L’8 luglio 2010 nell’ambito
dello “SWUP-MED” 2nd Annual Meeting Incontro degli
operatori in agricoltura, Ercolano. CNR-ISAFOM
in occasione del Convegno “Uso sostenibile dell’acqua per
la produzione alimentare nel Mediterraneo” è stata allestita
la mostra del progetto “Pianificazione dello sviluppo territoriale
e tutela dell’ambiente nel comprensorio Agro-Caleno-Sud
Garigliano-Basso Volturno. Masterplan delle quattro economie
2008” Vitulazio (CE)
Napoli e il centro storico. Il cuore della terza metropoli del meditterraneo.
Gli studi illustrati nel presente volume ed alla mostra, sono stati svolti nell’ambito dei corsi di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura tra il 1986 ed il 2000 tenuti dai professori A.L. Rossi ed E. Buondonno e pubblicati in: “Econeapolis 1986-’99, Piano Regolatore Generale 1986-‘87 in sette tesi, Piani esecutivi dei dodici quartieri storici1986-‘99” Le attività sono svolte nell’ambito della convenzione per il “Programma di scambi internazionali tra l’Università degli studi di Napoli “Federico II”-Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione Urbana ed Urbanistica e l’Universidad Nacional de Tucuman-Facultad de Arquitectura y Urbanismo. Coordinatrice prof. Arch. Emma Buondonno, triennio 2005-2008 Premessa Nell’ambito del programma di scambi culturali internazionali tra l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e le Università Argentine, formalizzati attraverso apposita convenzione per la mobilità di studenti, ricercatori e docenti, il Dipartimento di Progettazione Architettonica ed Ambientale della Facoltà di Architettura di Napoli e l’Agregaturia Cultural del Consulado General de Italia en Cordoba hanno promosso nel 2007 la mostra ed il convegno itinerante sulla terza città italiana, Napoli, che oggi costituisce una realtà urbana e sociale molto complessa con tensioni sociali, da un lato, ed eccellenze storico - artistiche e produttive nel settore della conoscenza, dall’altro. L’obbiettivo che si intende perseguire è la diffusione della cultura urbanistica ed architettonica maturata nel campo del recupero dei centri storici delle città italiane con particolare riferimento alla sperimentazione progettuale applicata alla città di Napoli ed al suo centro storico con una estensione di circa 720 ettari. Gli studi svolti nell’arco di un ventennio hanno coinvolto diverse generazioni di studenti in un progetto globale di valorizzazione della città stratificata ed antica che ancora oggi costituisce il cuore della metropoli napoletana di oltre tre milioni di abitanti. I risultati che si attendono dal progetto culturale di internazionalizzazione proposto, sono una migliore comprensione delle dinamiche urbane e sociali delle città in cui è presente la radice della cultura italiana ed europea e, allo stesso tempo, rintracciare le linee di ricerca comune nella trasformazione urbana e sociale delle città italiane ed argentine. La mostra è stata articolata in tre sezioni che corrispondono alla metodologia applicata alla stessa sperimentazione progettuale seguita nell’arco dell’attività di ricerca. In particolare nella prima sezione è stata illustrata, attraverso la cartografia e l’iconografia storica, l’evoluzione e la trasformazione della città di Napoli e del suo territorio dalle origini fino ad oggi. Nella seconda sezione è stata illustrata, attraverso il punto di vista critico di immagini fotografiche, la condizione attuale sia del disagio sociale e del degrado ambientale che della tensione creativa, artistica e scientifica di nuove e competitive generazioni consapevoli della dimensione globale della diffusione della conoscenza e del sapere e della sua qualità. Nella terza ed ultima sezione, infine, è stata illustrata l’idea della città antica proiettata nel futuro coniugando le ragioni della storia e della tutela dei valori della cultura artistica, monumentale, urbana e sociale con le ragioni dello sviluppo della società contemporanea. Le presentazioni della mostra nelle diverse sedi individuate dall’Agregaturia Cultural del Consulado General de Italia en Cordoba sono state occasioni di approfondimento del tema del recupero dei centri storici delle città sia europee che argentine attraverso l’organizzazione di seminari e convegni
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