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Spettroscopia VIS-NIR per la cartografia digitale dei suoli a scala aziendale. Il caso di studio dell'azienda GiòSole
I suoli sono raramente omogenei, soprattutto a diverse scale spaziali (Odlare et al., 2005). Variazioni delle proprietà dei suoli, particolarmente evidenti su scala regionale e comprensoriale, possono verificarsi, in modo rilevante, anche all’interno di singoli appezzamenti, a causa di mutamenti nella topografia e nella successione degli strati dei materiali pedogenetici o per effetto di passate gestioni antropiche (Brady e Weill, 2002). Nonostante ciò, i suoli sono tradizionalmente trattati come omogenei, con possibili effetti negativi sul rendimento delle colture, sui costi di gestione e sull’ambiente. Tali effetti possono essere, tuttavia, contenuti, se non del tutto evitati, adeguando la gestione agronomica alle condizioni specifiche del sito, valutate attraverso la corretta conoscenza della variabilità intraziendale dei suoli. E’ questa la finalità dell’insieme di Agrotecniche meglio conosciuta come “Agricoltura di precisione”.
Un modo per investigare la variabilità intraziendale dei suoli potrebbe essere la produzione di carte dettagliate, basate su un grande numero di analisi chimiche e fisiche tradizionali. Queste analisi sono, tuttavia, lunghe e costose. Di qui la necessità di investigare/collaudare tecniche alternative di caratterizzazione dei suoli. Negli ultimi anni è stata rivolta particolare attenzione alla spettroscopia della riflettanza nel dominio visibile-infrarosso vicino (spettroscopia vis-NIR) (Conforti et al., 2013, Leone et al., 2012, 2013), una tecnica rapida, economica, non invasiva e non distruttiva, che richiede solo una minima preparazione dei campioni e che non necessita dell’uso di prodotti chimici pericolosi (Viscarra Rossel et al., 2006).
La spettroscopia vis-NIR è basata sulla misura di riflettanza (Milton, 1987) – definita dal rapporto tra la radiazione riflessa dalla superficie del suolo (o altro materiale) e quella incidente su di essa, alle diverse lunghezze d’onda, tra 350 e 2500 nm (Drury, 1993) – e sulla valutazione delle sue relazioni con le proprietà dei suoli. Nella predetta regione spettrale, ciascun costituente del suolo presenta, infatti, specifiche proprietà di assorbimento, dovute a transizioni energetiche, di tipo elettronico (nel visibile) o vibrazionale (nell’infrarosso vicino) (Leone et al., 2000). Pertanto, suoli con differenti proprietà chimiche, fisiche e mineralogiche mostrano differenti caratteristiche spettrali, che possono essere convenientemente analizzate per acquisire informazioni qualitative/quantitative sulle predette proprietà (Leone et al., 2012, 2013), o per analizzare e cartografare la distribuzione spaziale della copertura pedologica (digital soil mapping) (Odler et al., 2005, Viscarra Rossel e Behrens, 2010).
Il CNR-ISAFoM è da diversi anni impegnato in studi riguardanti l’applicazione della spettroscopia vis-NIR alla predizione delle proprietà dei suoli di differenti sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Leone et al., 2012, 2013). Più recentemente, lo stesso Istituto ha avviato una serie di attività di ricerca finalizzate alla valutazione delle potenzialità della spettroscopia vis-NIR nella cartografia digitale dei suoli (Buttafuoco et al., 2010; Conforti et al., 2013). Nell’ambito di tali attività si inquadra anche il presente lavoro, realizzato con il contributo del progetto DERFAM – PSR 124 Regione Campania, il cui obiettivo specifico è la realizzazione di una carta digitale dei suoli a grande scala, basata sull’uso della spettroscopia vis-NIR e di metodi di analisi statistica multivariata e geostatistici
Napoli e il centro storico. Il cuore della terza metropoli del meditterraneo.
Gli studi illustrati nel presente volume ed alla mostra, sono stati svolti nell’ambito dei corsi di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura tra il 1986 ed il 2000 tenuti dai professori A.L. Rossi ed E. Buondonno e pubblicati in: “Econeapolis 1986-’99, Piano Regolatore Generale 1986-‘87 in sette tesi, Piani esecutivi dei dodici quartieri storici1986-‘99” Le attività sono svolte nell’ambito della convenzione per il “Programma di scambi internazionali tra l’Università degli studi di Napoli “Federico II”-Facoltà di Architettura, Dipartimento di Progettazione Urbana ed Urbanistica e l’Universidad Nacional de Tucuman-Facultad de Arquitectura y Urbanismo. Coordinatrice prof. Arch. Emma Buondonno, triennio 2005-2008 Premessa Nell’ambito del programma di scambi culturali internazionali tra l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e le Università Argentine, formalizzati attraverso apposita convenzione per la mobilità di studenti, ricercatori e docenti, il Dipartimento di Progettazione Architettonica ed Ambientale della Facoltà di Architettura di Napoli e l’Agregaturia Cultural del Consulado General de Italia en Cordoba hanno promosso nel 2007 la mostra ed il convegno itinerante sulla terza città italiana, Napoli, che oggi costituisce una realtà urbana e sociale molto complessa con tensioni sociali, da un lato, ed eccellenze storico - artistiche e produttive nel settore della conoscenza, dall’altro. L’obbiettivo che si intende perseguire è la diffusione della cultura urbanistica ed architettonica maturata nel campo del recupero dei centri storici delle città italiane con particolare riferimento alla sperimentazione progettuale applicata alla città di Napoli ed al suo centro storico con una estensione di circa 720 ettari. Gli studi svolti nell’arco di un ventennio hanno coinvolto diverse generazioni di studenti in un progetto globale di valorizzazione della città stratificata ed antica che ancora oggi costituisce il cuore della metropoli napoletana di oltre tre milioni di abitanti. I risultati che si attendono dal progetto culturale di internazionalizzazione proposto, sono una migliore comprensione delle dinamiche urbane e sociali delle città in cui è presente la radice della cultura italiana ed europea e, allo stesso tempo, rintracciare le linee di ricerca comune nella trasformazione urbana e sociale delle città italiane ed argentine. La mostra è stata articolata in tre sezioni che corrispondono alla metodologia applicata alla stessa sperimentazione progettuale seguita nell’arco dell’attività di ricerca. In particolare nella prima sezione è stata illustrata, attraverso la cartografia e l’iconografia storica, l’evoluzione e la trasformazione della città di Napoli e del suo territorio dalle origini fino ad oggi. Nella seconda sezione è stata illustrata, attraverso il punto di vista critico di immagini fotografiche, la condizione attuale sia del disagio sociale e del degrado ambientale che della tensione creativa, artistica e scientifica di nuove e competitive generazioni consapevoli della dimensione globale della diffusione della conoscenza e del sapere e della sua qualità. Nella terza ed ultima sezione, infine, è stata illustrata l’idea della città antica proiettata nel futuro coniugando le ragioni della storia e della tutela dei valori della cultura artistica, monumentale, urbana e sociale con le ragioni dello sviluppo della società contemporanea. Le presentazioni della mostra nelle diverse sedi individuate dall’Agregaturia Cultural del Consulado General de Italia en Cordoba sono state occasioni di approfondimento del tema del recupero dei centri storici delle città sia europee che argentine attraverso l’organizzazione di seminari e convegni
Come proporre spazi architettonici e urbani “desiderabili” per le donne, gli uomini e i bambini.
La Città Amica dei Bambini
Rispetto dei 4 Principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia:
NON DISCRIMINARE (art.2)
IL SUPERIORE INTERESSE DEI BAMBINI (art.3)
IL DIRITTO DI OGNI BAMBINO ALLA VITA E AL PIENO SVILUPPO (art.6)
L’ASCOLTO DEI BAMBINI E IL RISPETTO DELLE LORO OPINIONI (art.12)
La Convenzione è stata approvata, dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 20 novembre del 1989 a New York ed è entrata in vigore il 2 settembre 1990.
2002 Partecipazione al Premio Massimo Troisi Corti dalla scuole fuori concorso Progetto di architettura partecipata: progettiamo il nostro parco Emma Buondonno, Maria Nuzzolo, Lorenzo Fusco, Alessandro Soria, Fioravante Rea, Cristina Usai, Fabio Lastrucci, Annabella Lullo, Ada Fariello
Germogli
Progetto video:
Federazione territoriale città del monte
Golem Officina
Realizzato dagli alunni della scuolaelementareG. Rodari San Giorgio a Cremano
Germogli è il racconto dell’esperienza di un laboratorio di architettura partecipata proposto agli allievi della scuola elementare, che ha come obbiettivo la trasformazione di un area verde in un giardino, integrando anche altre attività sperimentali nel campo pittorico, scultoreo e comunicazionale.
Dare il tempo alla natura di reagire
a. a. 2009/2010 Laboratorio di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura Università degli Studi di Napoli “Federico II” CITTA’ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE A VILLA GIULIO DE LA VILLE, ERCOLANO
Indicazioni Normative
Fascia di rispetto
Verde scolastico
Verde stradale
Verde sportivo
Parco di quartiere
Spazi pubblici attrezzati
Nuclei elementari di verde
Parchi urban
Vedere/Vedere oltre/Vedere dentro le cose.
Vedere / Vedere oltre / Vedere dentro le cose
La storia di Fiume di Pietra: come nasce un’esperienza di aggregazione all’ombra del Vesuvio
Osservare ciò che è accaduto a Napoli tra le pendici del Vesuvio e la città metropolitana, tra la fine del ’900 e l’inizio del nuovo secolo, in un momento in cui sembrava ormai possibile raccogliere i frutti dell’impegno politico e sociale vissuto coralmente e non limitato a eventi e manifestazioni di pratiche divenute abituali ed epidermiche, significa portare l’attenzione su fatti e persone che hanno in maniera emblematica rappresentato la vitalità, la creatività, la capacità di riflettere su come realizzare la comunità ed essere protagonisti del cambiamento. Vi ricordate i containers? Il terremoto dell’80 non scuote solo le mura ma l’intera struttura umana della Campania. A tredici anni dall’evento sismico, i containers erano ancora a bruciare sotto il sole ai piedi del Vesuvio, il grande gigante addormentato. Luigi Castellano/Luca chiamava a raccolta artisti, poeti, scrittori, per ricucire il vuoto e la lacerazione del tessuto civile e per combattere la crisi voluta nei territori del cratere «attraverso stagionalità politiche precostituite in termini di “vacanza” civile, morale e politica». Da tale tensione morale, nasce la Federazione Territoriale Città del Monte con l’intento «di cambiare e incidere costruttivamente sui problemi di governo e gestione dell’area vesuviana. I “vesuviani”, da tempo condannati ed esclusi, non possono continuare a reinventare la loro sopravvivenza». Paola Acampa, fattasi interprete del pensiero di Luca e delle necessità vitali del territorio vesuviano, rende possibile, attraverso l’incessante incontro di forze culturali, l’esplicitazione di uno spirito collettivo e l’affermarsi delle idee del cambiamento. Negli stessi anni l’esperienza della Federazione Territoriale Città del Monte non è stata un’esperienza isolata, infatti, contemporaneamente con Schermo ’93 le attività del cineforum al Roma di Portici si ampliano con performance ed esposizioni di artisti contemporanei appartenenti per la maggior parte al territorio. L’intreccio tra associazionismo e istituzioni è poi sancito dall’apertura del cineforum alle scuole non solo di Portici ma di tutte le città del Miglio d’Oro. Città del Monte, cineforum, mostre, alimentano magicamente una nuova dimensione data dal vedere e guardare insieme i problemi del territorio e il fare cultura è inteso come agire collettivo e non atto individuale. Guardare insieme significa anche scambiare idee e trovare soluzioni partecipate per la crescita socio-culturale ed economica; insomma coscienza e azione collettiva costituiscono l’humus di nuove creazioni artistiche e il consolidarsi d’incontri in un luogo privilegiato: Fiume di Pietra che testimonia non solo uno spazio condiviso ma la capacità di condividere il proprio tempo e l’inconscio collettivo nello spazio stratificato della memoria del vulcano. Gli anni ’90 sono anche gli anni in cui è forte la volontà di riscatto del Miglio d’Oro per il superamento del degrado ambientale e sociale amplificatosi nel dopo-terremoto. È istituito l’Ente per le Ville Vesuviane e incominciano i restauri. Le attività promosse da Paola “I luoghi negati del Miglio d’Oro” sono tese a promuovere la partecipazione di cittadini e studenti in un processo di riappropriazione e di sensibilizzazione alla tutela del patrimonio storico e artistico, quando ancora non era possibile neanche visitare tali beni
Da città a regione metropolitana campana. Emergenza antropica di Napoli e armature urbane regionali.
IL PROGETTO DELLA CITTA’
Ordine/Disordine, Forza creativa/Territorio metropolizzato
di Emma Buondonno
Il tentativo di progettare la città a pezzi, a frammenti, è il tentativo disperato di non far sparire la città. La crescita della città in metropoli prima e megalopoli dopo è il processo di dissoluzione della città. La città dissolvendosi intende punire la sua prole.
I teorici dell’urbanistica non hanno più bisogno dei “significati” della città per l’affermazione del tecnicismo; pertanto l’utopia è morta ma la morte dell’utopia ha un’importanza semiologia pari alla sua nascita.
Lo spazio utopistico si costruisce nel tentativo di colmare i vuoti creati dalla caduta dei miti delle religioni e del sacro. L’utopia si pone come un progetto di società, un progetto politico collettivo; come modello sociale, l’utopia è un’analisi critica della società, individua gli errori e propone rimedi, costruisce, comunque, uno spazio nel reale. La fine di un’analisi critica della società coincide con la morte dell’utopia e la dissoluzione della città.
Lo sviluppo urbanistico e la volontà di progettare la città a pezzi e a frammenti in realtà vanificano il tentativo di non far distruggere la città
Esposizione “Concorso Internazionale di Idee per la Riqualificazione e Valorizzazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, 28 ottobre 2016 presso Palazzo Ricca e 31 ottobre - 21 novembre 2016 presso Palazzo Gravina, Napoli.
Con l’Esposizione “Concorso Internazionale di Idee per la Riqualificazione e Valorizzazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, tenutasi il 28 ottobre 2016 nella Sala Marrama del Palazzo Ricca, Via dei Tribunali n. 213 e dal 31 ottobre fino al 21 novembre 2016, nell’Ambulacro della Biblioteca Area Architettura di Palazzo Gravina in Via Monteoliveto n. 3, si sono esposte le tavole, formato UNI A0, contenenti le proposte progettuali partecipanti al Concorso. La Mostra rappresenta uno dei risultati dell’attività di ricerca “Programma di riqualificazione della Torre Archivio del Palazzo Ricca”, finanziato dalla Fondazione Banco di Napoli e condotto dal Dipartimento di Architettura con responsabile scientifico la Prof.ssa Arch. Emma Buondonno, con l’obiettivo di coinvolgere l’intera comunità nell’individuazione della migliore destinazione d’uso della Torre Archivio del Palazzo Ricca, sede della Fondazione, ed è stata rivolta a giovani architetti under 40.
Nella Torre è presente una struttura multipiano in acciaio per l’archiviazione di documenti, scarsamente utilizzata in passato e attualmente in disuso. Scopo del concorso era l’individuazione di destinazioni d’uso che potessero confermare la destinazione ad archivio e/o proporre funzioni che integrassero e potenziassero quelle attualmente svolte dalla Fondazione. Lo strumento del concorso internazionale, aperto ad architetti di età inferiore ai 40 anni, ha permesso di coinvolgere le nuove generazioni di progettisti europei e non solo, al fine di fornire soluzioni più innovative sia nelle destinazioni d’uso flessibili che nell’aspetto formale e compositivo del progetto architettonico. La Commissione giudicatrice, composta da Daniele Marrama (presidente della Fondazione Banco di Napoli), Emma Buondonno (professore di Composizione architettonica e urbana della Federico II), Celeste Condorelli (amministratore delegato della Clinica Mediterranea) Sergio Riolo (direttore de “IlCartastorie”, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli) e Michelangelo Russo (professore di Urbanistica della Federico II), ha assegnato ai primi tre classificati (su 21 proposte progettuali pervenute, di cui 19 ammesse in graduatoria) i premi di 10mila, 5mila e 2mila euro.
Il progetto primo classificato che ha trasformato la Torre nel Centro polifunzionale riesce a valorizzare e rafforzare l’identità dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, a individuarne funzioni d’uso integrate alle attività già esistenti e contribuisce all’innalzamento del livello culturale e sociale della comunità. Le scelte compositive hanno evidenziato la particolare capacità nell’utilizzo del linguaggio architettonico per l’articolazione degli spazi che appaiono complessi ma al tempo stesso coerenti con le scelte funzionali, coniugando il rispetto dei valori storici ed artistici del Palazzo Ricca con le esigenze della contemporaneità.
Il progetto secondo classificato Caffè sospeso trasforma la Torre Archivio nell’interfaccia tra le attività svolte dalla Fondazione e la città, utilizzando anche elementi iconici come la macchina della visione che ne diventa esemplificazione metaforica. Le scelte compositive permettono di “conquistare per la città uno spazio a differenti gradi di permeabilità, aperto, protetto, autonomo” utilizzando un linguaggio che si allinea all’austerità delle scaffalature preesistenti in parte recuperate.
Il progetto Giardino verticale interno, terzo classificato, reinterpretando il Giardino d’inverno, consente l’integrazione delle attività della Fondazione con una destinazione d’uso innovativa. Il recupero prudente delle scaffalature metalliche trasformate nei bancali per accogliere le essenze botaniche e il dissolvimento del solaio di copertura trasformato in una superficie trasparente consente di introiettare la natura nella fabbrica architettonica. Il progetto si distingue per il carattere di interdisciplinarietà come risultato di un’organica integrazione di più settori disciplinari
Giornata Universale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Il Progetto delle Aree Gioco Urbane. Villa Bruno, San Giorgio a Cremano, 18 novembre 2016.
Il 18 novembre a San Giorgio a Cremano si è svolta la Giornata Universale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, promossa dall’Unicef per celebrare il 27° anniversario della Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e i 70 anni dell’Unicef. Si tratta di un unico evento che il consiglio direttivo dell’Unicef Campania ha voluto organizzare nel territorio vesuviano. L’iniziativa, sostenuta anche dalla presidenza della Camera dei Deputati è realizzata, oltre che dall’Unicef, in partenariato con il MIUR - Direzione dell’Ufficio Scolastico della Campania. Tra i patrocini eccellenti vi sono quelli dei Consolati Generali a Napoli di Francia, Spagna e Venezuela, della Presidenza della Regione Campania, dell’Anci Campania, dell’Esercito, del Coni, della Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo, della Fondazione IDIS Città della Scienza - GNAM Village , del Parco Scolastico del Mezzogiorno e dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici e del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, in particolare dal gruppo coordinato dalla prof.ssa arch. Emma Buondonno. La giornata si è svolta nel parco di Villa Bruno e tra le varie attività ludiche ed educative previste il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II, coordinato dalla prof.ssa Buondonno ha organizzato dei laboratori ex tempore di progettazione partecipata con i bambini presenti e ha esposto il progetto del “Piano delle Aree Gioco Urbane della Città" svolto nell’ambito della Convenzione tra il Dipartimento di Architettura e l’Amministrazione Comunale, nello specifico con il Laboratorio Regionale “Città dei Bambini e delle Bambine”, per lo studio e la ricerca di Progettazione partecipata di un Piano Territoriale di un “Sistema delle Aree Gioco Urbane”. L’obiettivo del progetto esposto è stato quello di dotarsi di uno strumento innovativo in grado di generare un “sistema” delle aree gioco che ha compreso spazi pubblici e aree di pertinenza scolastica, razionalizzando la scelta di nuovi insediamenti e fornendo garanzia sulla sicurezza strutturale e sociale, e che sia il risultato di un percorso condiviso tra i diversi settori delle Amministrazioni competenti. È stato un lavoro di ricerca ed analisi per individuare le esigenze e le necessità dei piccoli cittadini del comune vesuviano. Una prima fase operativa del Piano è stata la ricognizione di tutte le aree esistenti sul territorio cittadino, analizzate sulla base di indicatori di qualità ambientale, di sicurezza e di “giocabilità”. L’indagine ha consentito di elaborare un piano di intervento organico che prevede le progettazioni delle nuove aree ma anche il potenziamento e la riqualificazione o la dismissione di quelle esistenti. All’interno del Piano sono verificate sperimentazioni su nuovi progetti e nuove forme gestionali, con la partecipazione dei bambini e dei ragazzi. Nel Piano si è inteso, inoltre, far convergere un insieme di interventi in grado di coniugare i diversi aspetti legati al tema del gioco in città, integrando attività di natura tecnica con azioni a connotazione culturale, educativa e partecipativa. In particolare, nell’ambito della mostra, sono state esposte 18 tavole in formato A0, che rappresentano la sintesi grafica del lavoro svolto: 1. Localizzazione delle aree gioco; 2. Affluenza dei bambini nelle aree gioco; 3. Presenza del verde; 4. Stare insieme; 5. Sicurezza; 6. Giocabilità per i bambini; 7. Morfologia dei luoghi; 8. Varietà di attrezzature; 9. Stato manutentivo; 10. Permeabilità dei suoli; 11. Superficie d’ombra; 12. Accessibilità; 13. Giocabilità per gli esperti; 14. L’esempio della Città di Torino: il “Piano Strategico per le Aree Gioco Urbane” e il “Progetto Unitario Cortili Scolastici; 15A-15B. L’esercizio del Laboratorio di Progettazione 3 del Corso di Laurea in Interno Architettonico, Arredamento e Design; anno accademico 2009/2010; 16. Gli esempi di progetti italiani; 17. Gli esempi di progetti europei
Sinergie per il supporto abitativo a donne vittime di violenza. Il caso di Differenza Donna e Poste Italiane.
Gender-based violence, identified as a human rights violation, remains a pervasive and systemic issue requiring cultural change through prevention and awareness policies. Alongside these efforts, protective measures like psychological support, legal aid, em- ployment pathways, and safe housing are essential. In Italy, the National Strategic Plan to Combat Violence Against Women and Domestic Violence mandates immediate, spe- cialized support for survivors, but significant gaps remain. With 450 shelters across the country, the availability is far below international recommendations.
Poste Italiane, in collaboration with the non-profit Differenza Donna, offers an inno- vative model to address these gaps. Embracing ESG (Environmental, Social, Governance) principles, the company repurposed 10 properties into shelters, providing them rent-free to organizations supporting survivors. Since 2022, this initiative has accommodated 32 women and 30 children across Italy in diverse housing solutions, from emergency to semi-autonomy. Differenza Donna ensures these spaces foster empowerment, communi- ty, and reintegration. Economic independence is another cornerstone of recovery. Poste Italiane launched a professional training program, offering paid internships to survivors, which led to its recognition with the 2020 PostEurop CSR Award. This public-private partnership exemplifies how businesses and NGOs can co-create sustainable, impactful solutions to support women in rebuilding their lives free from violence
Agro caleno-basso Volturno-sud Garigliano. Masterplan 2009
Il Piano di sviluppo si rende necessario perché il territorio vive un grave momento di crisi: è oggetto continuo di aggressione da usi impropri che non solo stanno minando le basi di sopravvivenza delle produzioni agricole consolidate, ma minacciano la stessa sopravvivenza del primario agricolo, e, in particolare, compromettono ogni destinazione a quegli usi extraagricoli consentiti nelle aree a forte vocazione ambientale, culturale e per il turismo, che sono indispensabili per la crescita economica e civile del territorio. Le preesistenze legate agli insediamenti antropici costituiscono l???altro aspetto da indagare per dare al Piano indirizzi di sviluppo che, cogliendo in tali preesistenze i contenuti validi, assicurino la radicazione delle scelte di Piano in continuità con la storia dei luoghi. Gli elementi da catalogare, rappresentare in cartografia, valutare con giudizi di valore, sono tutti quei componenti culturali del territorio che tradizionalmente nei piani paesistici, dopo valutazione analitica, sono sottoposti a criteri e norme di tutela, alla valutazione della cura ai fini della fruibilità, compresa la stima della trasformabilità, sempre ai fini della fruizione compatibile. Poiché il Piano che si vuole redigere vuole essere fortemente finalizzato alla crescita economica del comprensorio, e il presupposto condiviso è che tale crescita è tanto più valida quanto più riesce a coniugare efficacemente sviluppo economico e progresso sociale, la valorizzazione del patrimonio culturale, per le sue ricadute in termini di incentivazione del valore del paesaggio, è considerato fattore non secondario dello sviluppo in un territorio che presenta, al fianco di una solida struttura produttiva agricola, una storia di vicende e di insediamenti antropici che hanno lasciato un ricco patrimonio culturale. Di questo patrimonio gli studi preliminari dovranno delineare la caratterizzazione cogliendone le diverse specificità che lo costituiscono e di cui il Piano dovrà tenere conto nella individuazione di indirizzi di valorizzazione paesaggistica dei diversi ambiti: la fascia pedemontana delle propaggini del sub-appennino, le pianure alluvionali, la fascia litoranea. In particolare la fascia litoranea è costituita da un paesaggio peculiare riconosciuto dalla Comunità Europea, paesaggio che merita di essere preso in considerazione per essere valorizzato nelle sue componenti naturalistiche delle dune, retrodune e pinete, e che deve rientrare nel progetto di bonifica già previsto
Il Progetto del Parco Archeologico di Cales e Un albero per ogni nato. Mostra Calvi Risorta, 16 e 17 novembre 2016. IC “Petrulo”.
In occasione della Giornata nazionale dell’albero “per ogni bambino nato o adottato”, riconosciuta dalla Legge n. 10 del 14 gennaio 2013 (norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani), che rappresenta l’occasione per porre l’attenzione sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente, il Comune di Calvi Risorta in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” ha organizzato due giornate di studio ed una mostra itinerante presso le principali scuole del Comune e il DiArc stesso. In particolare la mostra si è svolta il giorno 16 novembre 2016 nell’aula S 1.2 del Dipartimento di Architettura in via Forno Vecchio n. 36 (Napoli) e il giorno 17 novembre 2016 presso l’Istituto Comprensivo I.A.C. e la Scuola Primaria “Petrulo” in XX settembre (Calvi Risorta). All’esposizione erano presenti il Commissario Prefettizio del Comune di Calvi Risorta, dott. Umberto Pio Antonio Campini, l’ing. Saturnino Di Benedetto, responsabile dell’area tecnica del Comune, la dirigente dell’I.C. I.A.C., dott.ssa Assunta Adriana Roviello, la prof.ssa arch. Emma Buondonno, responsabile scientifica dell’iniziativa e l’equipe di ricercatori del DiArc. Le tavole, in formato UNI A0, rappresentavano la sintesi delle analisi territoriali svolte dagli studenti nell’ambito del Laboratorio di Composizione Architettonica e Corso integrato di Architettura del Paesaggio tenuto dalla prof.ssa Buondonno nell’anno accademico 2016/2017. Le analisi che hanno interessato, in modo particolare, la zona archeologica di Calvi Risorta, dove sono presenti i resti archeologici dell’antica città di Cales, erano propedeutiche all’elaborazione di proposte progettuali volte alla riqualificazione ambientale e del paesaggio degli spazi degradati o sottoutilizzati attraverso la realizzazione di attrezzature pubbliche e spazi collettivi per il nuovo Parco Archeologico di Cales. La fase della conoscenza è stata organizzata con l’intento di individuare il complesso delle criticità presenti nel territorio. In tal senso è stata svolta un’attività di raccolta dei dati disponibili nell’ambito di tre aree tematiche omogenee: Storia, Natura, Comunità. L’allestimento della mostra è stato strutturato in maniera tale da offrire ai visitatori la possibilità di comprendere gli aspetti strutturanti del territorio dalla scala territoriale alla scala urbana, fino ad evidenziare il valore storico e paesaggistico del sito archeologico. Il pannello in cui è raccolta la documentazione fotografica dell’intero territorio comunale evidenziava le caratteristiche dei tracciati e degli edifici storici, le essenze tipiche e i luoghi della collettività. La stratificazione del tessuto urbano è stata ricostruita attraverso il confronto della cartografia redatta dall’Istituto Geografico Militare nel 1956 e la più recente aerofotogrammetria, oltre l’analisi dell’orto-foto, ricavata dal web, per l’individuazione di ulteriori volumi edilizi non censiti e costruiti in assenza di autorizzazione. L’approfondimento conoscitivo ha interessato la zona sud – est del territorio comunale dove la Casilina separa l’area dell’antica Cales dal complesso di edifici monumentali: la Cattedrale romanica, dedicata a San Casto (VIII – IX secolo), il Castello, oggetto di un recente intervento di restauro, e il Seminario, attualmente in disuso. La struttura geomorfologica ed idrogeologica è stata esplicitata attraverso diverse tipologie di grafici, tra cui la più efficace: la rappresentazione tridimensionale di porzioni del territorio. Il territorio si presenta suddiviso in tre zone caratterizzate da pendenze molto differenti: l’area a Nord, dove sono presenti i principali rilievi montuosi, e ai piedi dei quali è presente il centro abitato ha una pendenza del 30% circa; l’area a Sud – Ovest, dove è collocata la cima del Monte Calabrese ha una pendenza del 12,5% circa; mentre il rimanente territorio comunale, dall’area archeologica all’estremità a Sud ha una pendenza del 1%
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