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    TUTELA DEI DIRITTI ACQUISITI IN MATERIA PREVIDENZIALE E FISCALITÀ ALLA LUCE DEGLI ORIENTAMENTI DELLA CORTE COSTITUZIONALE

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    For years, the Constitutional Court reminds us that it is possible to intervene legislatively on subjective legal positions (salaries, wages, pensions, benefits) already acquired, modifying them and reducing them. If this is allowed, the rules and constitutional sentences, however, pose clear limits to this power of the legislature; limits that are based on the principle of trust called «principle of legal culture». If, therefore, the state, faced with a serious economic crisis, is in a position of having to «cut» rights previously granted, must take into account these principles, and to reconcile the two requirements of the citzen in the legal and need for public finance

    Il fondamento giuridico nelle zone franche urbane e l'equivoco con le zone franche di diritto doganale

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    Le zone franche urbane e le zone franche doganali sono due species diverse sia per gli obiettivi da raggiungere, sia per il loro fondamento giuridico. Le prime sono un’invenzione francese il cui obiettivo principale è la lotta all’«esclusione sociale », le seconde, invece, sono disciplinate dal codice doganale ed istituite per promuovere il commercio estero e l’attuazione della politica commerciale dell’Unione. Il concetto di zona franca, quindi, in senso propriamente tecnico – almeno all’interno dell’Unione europea – spetta alle sole «zone franche doganali» anche se, nel linguaggio comune, tale terminologia si applica a tutte quelle aree geografiche che beneficiano di agevolazioni fiscali concesse dagli Stati al fine di incentivarne lo sviluppo. Il presente lavoro cercherà, partendo dal tentativo italiano di istituire delle zone franche urbane con l’erroneo obiettivo di rilanciare lo sviluppo economico, di identificare quale sia il più efficace strumento per uno Stato europeo per innescare un meccanismo virtuoso per lo sviluppo del commercio internazionale, delle attività industriali e del lavoro

    Il catasto. Profili procedimentali e processuali

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    La materia catastale è certamente fra le più ostiche del diritto tributario, in quanto postula una rilevante serie di nozioni extralegali, commerciali, di estimo, di conoscenza del territorio ed economiche generali. Nella prima parte l’indagine espone in modo sintetico l’evoluzione normativa del catasto non tentando una rigorosa analisi dei sistemi impositivi passati, delle loro coerenze ed incoerenze, ma ponendo l’attenzione, invece, su quegli aspetti che appaiono maggiormente rilevanti in relazione al sistema attuale. Oggi la definizione di catasto ha assunto caratteristiche più precise e specifiche, intendendo per esso il complesso di documenti con cui si accertano, per scopi fiscali, civili ed eventualmente giuridici, alcune caratteristiche tecnico-economiche dei beni immobili di un territorio e se ne registrano tutte le mutazioni. Sulla base di tale definizione, il catasto presenta, quindi, tre finalità principali: fiscale, giuridica e civile. La ricerca prosegue, poi, ripercorrendo brevemente il percorso originario del decentramento catastale che comprende due elementi cardine: da una parte, la revisione del meccanismo di misurazione dell’imponibile immobiliare, dall’altra il trasferimento delle funzioni ai Comuni. Dall’analisi fatta è apparso evidente come il catasto è l’indispensabile strumento di inventariazione di tutti i beni immobili siti sul territorio nazionale nonché strumento per l’asseverazione della consistenza, della rendita e della proprietà dei beni stessi. La sua importanza è, quindi, strettamente connessa alla proprietà immobiliare, diritto da sempre tutelato dall’ordinamento italiano anche a livello Costituzionale. Ma soprattutto rappresenta la connessione più evidente tra cosa amministrata e cosa tassata. Attraverso il catasto è, infatti, possibile individuare i cespiti sulla base dei quali sono calcolate la maggior parte delle imposte statali e quella comunale per eccellenza, ovverosia l’imposta comunale sugli immobili (ICI). Anche da tale sua prerogativa, ma non solo da questa, deriva la forte rilevanza e la delicatezza che il trasferimento delle funzioni ad esso connesse assumerebbe nell’ambito di un processo federale. Nella parte conclusiva si sono analizzati i profili procedimentali e processuali del catasto analizzando criticamente lo status quo e i possibili e auspicabili interventi di revisione normativa
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