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Il disegno razionalizzatore dell’assistenza a Milano tra Riforme e Restaurazione
Milano, nel corso della prima età moderna, ha indubbiamente rappresentato un esempio di welfare civico. Un inedito intervento razionalizzatore dello Stato si realizza però nel corso del Settecento con il governo asburgico, come in tutta la Lombardia austriaca. La collaborazione fra la normativa dettata dal centro e le iniziative locali, tuttavia, si rivela subito una caratteristica del nuovo sistema, come pure successivamente nel periodo napoleonico e nell’età della Restaurazione. Già con Maria Teresa e Giuseppe II, la centralizzazione e il controllo dello Stato sulle istituzioni assistenziali milanesi conoscono diversi momenti, ma sempre alla ricerca di un equilibrio fra l’opera della pubblica amministrazione e il coinvolgimento dell’élite cittadina, che costituisce l’obiettivo principale dei Direttori elemosinieri e poi delle Congregazioni di carità napoleoniche, sia pure in un contesto differente. All’indomani del 1814 viene riproposta la medesima situazione con il ripristino dei Direttori elemosinieri: l’effettiva gestione del sistema resta nelle mani del ceto dirigente cittadino, in grado di assicurare il personale necessario e di mantenere quel flusso di lasciti e di donazioni che rappresenta un’importante forma di ridistribuzione della ricchezza. Sono questi i modi in cui la società civile e religiosa milanese si esprime nel primo Ottocento, attraverso la ripresa della carità cattolica e la diffusione della filantropia laica. Fra numerosi esempi non si può non ricordare il campo della cura dell’infanzia, dell’educazione, del disagio sociale, della riabilitazione della disabilità e della devianza, in un’autentica rete di solidarietà
Recensione a M. Dellavalle, E. Vezzosi (a cura di), Immaginare il futuro. Servizio sociale e community development in Italia (1946-2017), Roma, Viella, 2018, pp. 281
Fra corporativismo e sicurezza sociale: il dibattito dei cattolici milanesi dal fascismo alla Repubblica
This article examines how the Italian Catholic world addressed the problem of
the welfare system and the social protection for middle classes. Milanese Catholicism
and the Catholic University play an important role, in particular through the
work of Fanfani and of the rector Father Gemelli. Both economic reflection and
historical analysis highlighted the issue of policies of poor relief, in relation both
to fascist corporatism and the encyclical of Pius XI, Milanese Pope, Quadragesimo
anno, issued in 1931. After the Second World War, the focus shifted to social security
as the final goal of the public assistance, especially during the Social Week
of Bologna in 1949, once again with the contribution of the Catholic University.
However, in this debate and in following stances of Catholics regarding the welfare
model the universalist perspective was linked to a persistent idea of collaboration
between social classes
Il XVIII secolo e le origini della modernità. A proposito di Settecento pedagogico e riformatore di Roberto Sani
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