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    Brandi McLeain Interview

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    Brandi McLeain (Class of 2019) was interviewed by Sriya Reddy via Zoom, an internet-based video conferencing software, on October 21, 2019. During her interview, Ms. McLeain discusses moving around as a child and matters of race relations in her varying school locations. She knew from childhood that she wanted to be an actor and eventually made her way to SMU, pursuing a degree in theatre. Brandi discusses numerous issues of racism and inequality at SMU, including within the theatre department and her classrooms. She describes feelings of not feeling like a Mustang- feelings which persist to this day- especially in comparison to her white counterparts. Brandi brings up the night of the 2016 election and the lack of safety that her and other Black students felt on campus at the time. Reflecting back, she feels that a lack of equal opportunity in conjunction with not truly being seen or listened to on campus limited her success at SMU. The combination of all of these experiences resulted in Brandi graduating from SMU without ever having joyful moments or memories of campus. At the time of the interview, Ms. McLeain lived and worked in the New Haven, Connecticut area and was working on a web series titled ''Black Enough.'

    «L’inserzione del nuovo nel vecchio». Brandi e il dibattito sull’architettura moderna nei centri storici (1956-64)

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    Il saggio approfondisce il contributo di Cesare Brandi alla questione dell’architettura moderna nei centri storici, collocandolo nell’ambito dello stimolante dibattito della seconda metà degli anni ’50 del Novecento. A partire dalla prime riflessioni di Brandi sull’architettura, il saggio si sofferma sulla dettagliata analisi della sua conferenza del 1956, intitolata “Il vecchio e il nuovo nelle città italiane”, e del coevo volume “Eliante o dell’architettura”. Quest’ultimo è approfonditamente riletto, con attenzione anche agli altri personaggi che ne compongono la struttura dialogica, nonché al suo apparato iconografico, scelto dallo stesso Brandi per illustrare i presunti e nefasti effetti dell’inserimento della nuova edilizia negli antichi tessuti. Oltre a Brandi, vengono evidenziate anche le voci degli altri protagonisti di quegli anni e le loro posizioni dialettiche in rapporto al suo radicalismo, tra cui Zevi, Argan, Dorfles, Pane. Ne emerge un quadro straordinariamente ricco di posizioni, la cui tensione intellettuale appare, al contempo, ancora drammaticamente attuale per i tanti nodi irrisolti delle odierne città italiane e nostalgicamente lontana per lo spessore intellettuale delle figure allora coinvolte nel dibattito

    Linee di convergenza fra la teoria del restauro di Cesare Brandi e la psicologia dell'arte

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    Il saggio affronta alcune pregnanti convergenze di ordine concettuale, metodologico e applicativo fra alcuni aspetti fondanti la teoria del restauro di Cesare Brandi e quelli pertinenti al filone di ricerca, prevalentemente di impronta gestaltista, che si e’ occupato e si occupa della psicologia della percezione delle arti visive e che fa capo all’ancora piu’ ampio e generale settore di studio della psicologia dell’arte. Tali convergenze vengono paradigmaticamente esemplificate tramite l’illustrazione del caso di intervento restaurativo dei dipinti in frammenti della Basilica Superiore di Assisi, successivo al danno provocato dal sisma del 1997

    One man's war: a case for systemic change in military mental health

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    In the following pages, I will use the story of my patient Lee, who I have been treating in my role as his therapist for a period of three and half years. This case study will be used to illustrate the difficulties that service members face when transitioning back into the community. I will also challenge some of the current leading paradigms that are used for treating individuals with symptoms related to their combat experiences. This case will highlight the importance of individualized, culturally competent treatment within the context of a strong therapeutic alliance and the absence of possible secondary gain. Through a person-in-environment and with a historical appreciation, this case will explore Lee's journey in hopes of providing some generalizable knowledge and offer a different way to conceptualize traumatic experiences and individuals' responses to them.DSWIncludes bibliographical referencesby Brandi M. Koh

    Editorial - The perfect (skills) match? Tracking a chimera of lifelong learning policy

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    Contemporary lifelong learning policy is increasingly dominated by skills discourse. Skills are becoming a focus for lifelong education researchers (e.g. Pavić & Černja Rajter, Citation2025) and we have questioned the skills discourse in our editorials (e.g. Milana et al., Citation2025; Brandi et al. Citation2023). This time around we address a trend in policy to conceptualise lifelong learning in terms of ‘skills matching’ (e.g. ILO, Citation2020; OECD, Citation2024; WEF, Citation2025a).No Full Tex

    Brandi e la musica: radici e frutti de "l'astanza secondo la datità fonica"

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    I-Elicona: i dialoghi di Bandi sulle arti; II-Brandi musico teorico e pratico; III-Musica e Architettura; IV-Brandi profeta

    Cesare Brandi (1906 a 1988): Su concepto de restauración y el dilema de la arquitectura

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    Este artículo ofrece una revisión teórica del origen del concepto de restauración en el pensamiento de Brandi proponiendo una crítica centrada en el caso de la restauración de arquitectura. Se perfila el recorrido teórico de Brandi en su aproximación al discernimiento del arte en general y de la arquitectura en particular, centrado alrededor de su Teoria del restauro (1963). A través de la fenomenología, Brandi dedujo la esencia del fenómeno artístico sin hacer partícipe de la restauración a otras realidades humanas que se ven integradas en la existencia de la arquitectura. Su enfoque fue fenomenológico en el método y ontológico en los objetivos. El hecho de que la arquitectura constituya una parte importante del lugar humano, y su condición artística, nos plantea sin embargo como más amplia la cuestión de qué es aquello que constituye este humano habitar y es deseable conservar

    Napoli e il paesaggio campano nelle riflessioni di Brandi

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    Scorrere le pagine che Brandi dedica alla Campania suscita un particolare interesse sia per la specifica attenzione rivolta alla comprensione della realtà fisica di tale contesto regionale e delle difficoltà della sua gestione, sia perché vanno inquadrate in un momento storico ricco di fermenti e di contraddizioni, quali appunto risultano gli anni Sessanta del secolo scorso. Tali aspetti risultano tanto più attuali a causa della drammatica condizione che un non-governo del territorio ha determinato negli ultimi decenni, in una regione ricca di vestigia di antiche civiltà e con risorse paesistiche uniche al mondo. Nel contributo si cerca di approfondire il carattere delle sue impressioni sul paesaggio campano allo scopo di mettere in risalto quelle che possono identificarsi come consonanze o come divergenze rispetto alla nostra visione attuale

    Un abito per Osanna. Moda ed estetica della penitenza alla fine del Medioevo

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    Elisa Tosi Brandi presenta uno studio relativo ad uno dei più antichi alla moda rinvenuto in Italia. Si tratta di una veste femminile appartenuta alla beata Osanna Andreasi da Mantova, consigliera di Isabella d'Este e "santa di corte" dei Gonzaga, risalente alla seconda metà del XV secolo Elisa Tosi Brandi si è occupata in particolare del contesto storico e sociale in cui è stata confezionata ed indossata questa fonte materiale ricostruita grazie alle ricerche della stessa e di Thessy Schoenholzer Nichols ed esposta presso Casa Andreasi

    Some Factual Observations... Gli scritti di Brandi nella Cleaning Controversy come viatico per lo studio delle tecniche

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    Il titolo richiama un articolo scritto da Brandi nel 1950 nell’ambito della Cleaning Controversy, mossa dai restauri realizzati alla National Gallery di Londra. I saggi scritti in quell’occasione da Brandi, entrati a far parte della Teoria del Restauro, restano un modello di metodo. La sua disamina è un viatico per lo studio della tecnica esecutiva dei dipinti nella letteratura artistica come strumento per la conservazione e il restauro. Il grande storico, nel ribadire la necessità di un approccio cauto alla pulitura che prevedesse la presenza di stesure pittoriche fragili e materiali poco codificati, affrontava aspetti fondamentali della lettura delle fonti, della loro contestualizzazione, delle problematiche di natura lessicale nell’interpretazione dei testi. Il contributo intende evidenziare la portata innovativa di tale approccio, che ha posto le basi per la ricerca storica sulle tecniche artistiche e ne ha indirizzato gli studi.The title recalls an article written by Brandi in 1950 as part of the Cleaning Controversy, prompted by the restorations carried out at the National Gallery in London. The essays written on that occasion by Brandi, which became part of the Theory of Restoration, remain a model of method. His examination is a guide to the study of the execution techniques of paintings in art literature as a tool for conservation and restoration. The great historian, in emphasising the need for a cautious approach to cleaning that foresaw the presence of fragile painting layers and uncharted materials, addressed fundamental aspects of the reading of sources, their contextualisation, and problems of a lexical nature in the interpretation of texts. This paper intends to highlight the innovative relevance of such an approach, which laid the foundations for historical research on artistic techniques, and directed further studies in the field
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