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La sfida della public value governance nelle università
Il panorama delle Università italiane si caratterizza per la presenza di
esperienze avanzate in tema di Performance Management, anche grazie
all’azione dell’ANVUR2, ma registra una scarsa diffusione di modelli per la
creazione e la misurazione del Valore Pubblico (VP). Partendo dalla letteratura
di riferimento, il capitolo si pone l’obiettivo di contribuire al dibattito
scientifico (Moore, 1995; Deidda Gagliardo, 2002; Talbot, 2011; Bracci et
al., 2014; Spano, 2014; Papi et al., 2018) proponendo una contestualizzazione
del concetto di VP per le Università e ipotizzando un modello di governo
delle performance ad esso finalizzato (Public Value Governance -
PVG). Inoltre, il capitolo intende contribuire alla prassi, applicando il modello
al caso studio dell’Università di Ferrara (UniFE), nel periodo 2015-
2019, al fine di determinare il VP creato con riferimento alle Missioni di
mandato di “Espansione didattica” e di “Miglioramento dei servizi agli studenti
Accountability e trasparenza nella PA: tra retorica e realtà
A seguito dei recenti interventi normativi (D.lgs. 33/2013, d.lgs. 97/2016), i temi relativi all’accountability e alla trasparenza nelle pubbliche amministrazioni sono entrati pienamente nel dibattito scientifico, politico e pubblico.
Il presente contributo intende presentare un’analisi del significato e delle im-plicazioni operative dei concetti di trasparenza ed accountability. Nel fare que-sto si evidenzieranno le differenze ed i legami reciproci, così come gli effetti in-desiderati che possono generare nella gestione delle amministrazioni pubbliche
Il discorso del potere. Il premio Nobel per l'economia tra scienza, ideologia e politica
Il prestigioso premio Nobel è universalmente riconosciuto come la più alta onorificenza scientifica e culturale del nostro tempo. Ma il «premio per l’Economia in memoria di Alfred Nobel», nato successivamente su iniziativa della Banca di Svezia, fin dall’inizio ha suscitato polemiche e contestazioni, persino tra gli stessi vincitori. Con questo premio aggiuntivo, infatti, la scienza economica è stata collocata sullo stesso piano della fisica, della chimica e della medicina, ossia di quegli ambiti della ricerca che Alfred Nobel reputava «i maggiori servizi resi all’umanità ». È lecita questa equiparazione? E soprattutto: perché nella scelta dei vincitori l’Accademia delle scienze di Svezia finora ha premiato quasi soltanto la teoria neoclassica dominante, che da decenni plasma il linguaggio della politica e orienta le scelte economiche dei governi? Emiliano Brancaccio e Giacomo Bracci si pongono un obiettivo ambizioso: analizzare e smontare questo «discorso del potere». Ripercorrendo la storia dei vincitori del Nobel per l’Economia dall’inizio del secolo a oggi, portano alla luce tutti i limiti di un premio che sembra orientato a sostenere un unico paradigma teorico e politico anche quando viene seccamente smentito dalla realtà dei fatti. Alla fine di questo percorso gli autori sollevano una domanda maliziosa: per il bene del progresso scientifico e umano, sarà forse il caso di abolire il premio Nobel per l’Economia? Il discorso del potere è una critica documentata dei rapporti tra la scienza, l’ideologia e la politica economica che dominano il nostro tempo, e ci insegna che un approccio più rigoroso e più realistico ai problemi economici è possibile. Anzi, necessario
Mario Bracci e la Corte costituzionale
L’articolo, che si avvale di carte inedite contenute nell'"Archivio Bracci", attualmente depositato presso l'archivio di Stato di Siena, ripercorre il ruolo svolto da Bracci al momento di fondazione della Repubblica, sia dall’angolo visuale del ruolo rivestito come giudice della Corte costituzionale, sia quale protagonista del suo tempo. L’analisi non è quindi circoscritta al periodo costituente, ma si sofferma soprattutto sui rapporti tra Bracci e il presidente Gronchi e sul suo contributo a gettare le basi della teoria del c.d. indirizzo politico costituzionale, poi sviluppato da Barile. In particolare, tra le tematiche affrontate vi sono la nascita della Corte costituzionale, con specifico riferimento all’elezione dei giudici da parte del Parlamento in seduta comune, il contributo dato da Bracci alla stesura delle Norme integrative e le pronunce di cui Bracci è stato relator
When is Personalisation Considered a Form of Co-production? The Case of Personal Budgets Reform in English Social Care
In recent times, co-production has become an all-embracing term applied in different contexts and with several meanings. Broadly speaking, co-production can be considered any “regular, long-term relationships between professionalized service providers and service users” (Bovaird in Public Adm Rev 67:847, 2007). Osborne and Strokosch (Br J Manag 24:S31–S47, 2013) differentiated co-production into three categories: operational, strategy and service. Although some of these categories may overlap, the focus of the present chapter is on the operational model of co-production
Public sector accounting and accountability: a public value(s) perspective
Public value is a well-established concept employed across various disciplines,
including public management, public administration, and public policy. In the context
of accounting, research on public value accounting has primarily concentrated
on its instrumental aspects – specifically, how to measure, control, report, and
manage public value. However, there have been relatively few efforts to advance
the theoretical foundations of public value accounting or to explore how adopting
a public value perspective might reshape the conceptualization and practice of
accounting in the public sector. The purpose of this article is to propose a conceptual
framework for understanding public sector accounting and accountability through
the lens of public value. In doing so, it seeks to provide a foundation for both future
academic inquiry and practical application. The study adopts an abductive research
approach. First, it conceptualizes the core elements of public value accounting by
drawing on relevant literature from accounting, public management, and public
administration. Second, it applies the proposed framework through a document
analysis of the Italian Ministry of University and Research. This paper contributes
to the theoretical development of public value accounting within public services,
aiming to stimulate further research and inform practice in this evolving field
La valutazione dei rischi nelle concessioni e Partenariato Pubblico-Privato: un’analisi economico-aziendale
Il tema della gestione del rischio operativo è centrale nella sosteni-bilità e legittimità di tutte le operazioni di affidamento di una conces-sione e di un partenariato pubblico-privato (PPP) in particolare. In questo la¬voro si vogliono dare alcune risposte ad alcuni quesiti che sono stati posti sul tema della gestione del rischio operativo da una prospettiva economico-aziendale, ovvero se il d.lgs. n. 36/2023 sem-plifica e chiarisce gli aspetti di dubbio ed incertezza che permeavano il codice precedente. La risposta a tale questione è duplice: da una par-te la nuova normativa chiarisce e semplifica, ma al tempo stesso pone agli operatori delle talune criticità e sfide che devono essere affronta-te e di cui si tratterà nel proseguo del lavoro.
L’effettività del trasferimento del rischio operativo appare raffor-zata nel d.lgs. n. 36/2023, ponendola come elemento genetico (analisi ex-ante) e successivo (in-itinere) ad ogni operazione di affidamento di concessione e di PPP nello specifico. In effetti, il mantenimento del rischio trasferito deve persistere lungo tutta la vita del partenariato e non solo nella fase iniziale. Il tema del trasferimento del rischio e dell’importanza della sua gestione, oltre che la capacità delle ammini-strazioni pubbliche di sviluppare le competenze e conoscenze ade-guate è stato evidenziato da ampi studi sul tema . Il rischio operativo diventa così un elemento definitorio e genetico di tutto l’impianto le-gato al partenariato pubblico privato in generale e per le concessioni in particolare. Nel presente scritto ci si pone l’obiettivo di commenta-re le novità introdotte dal d.lgs. n. 36/2023 con particolare attenzione al trasferimento del rischio operativo secondo una prospettiva eco-nomico-aziendale
Mario Bracci e il suo archivio
Il fascicolo 2 dell'annata 127 (2015) di "Studi senesi" raccoglie gli atti del seminario "Mario Bracci e il suo archivio" (Siena, Aula magna storica, 16 aprile 2015). Comprende saggi di S. Fruzzetti, S. Moscadelli, G. Cianferotti, F. Colao, E. Bindi, L. Nuti e i testi degli interventi nella tavola rotonda finale di M. Barni, G. Grottanelli de' Santi, R. Bracci, G. Catoni
Anticorruzione e performance nelle Università: modalità e condizioni abilitanti per l’integrazione
Il presente contributo, partendo dall’analisi delle recenti innovazioni normative e della letteratura che considera la gestione del rischio corruttivo e la gestione della performance come interdipendenti, cerca di collocare la prospettiva di raccordo tra il ciclo dell’anticorruzione ed il ciclo della performance all’interno delle esigenze presenti del settore pubblico italiano, ed in modo particolare nel contesto delle Università. Tale obiettivo è perseguito tramite lo svolgimento di un caso studio longitudinale seguendo una metodologia dell’action research. I risultati preliminari permettono di evidenziare i fattori abilitanti in grado di supportare le aziende nei processi di integrazione degli strumenti di gestione e per superare eventuali ostacoli derivanti dal cambiamento organizzativo indotto
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